Sindrome anticorpi antifosfolipidi e terapia

Richiesta di Consulto Medico su sindrome anticorpi antifosfolipidi
“Gentile dottore, ho 36 anni e siccome avevo sempre la ves alta (circa due anni fa 25 , attualmente 69), il medico generico mi ha fatto fare vari accertamenti, risultati tutti nella norma, fino a  quando sono andata dal reumatologo ed ho fatto altre analisi: “lac + positività +++ anticorpi antifosfolipidi, ana reattivo 1:640 speck led”. Mi ha dato la cardioaspirina, una al giorno, deltacortene 5 mg una al giorno per due mesi. Io non ho alcun sintomo. Ho paura che queste medicine possono farmi male. Lei cosa mi consiglia? Spero di essere stata chiara nella spiegazione, in attesa di una risposta, porgo cordiali saluti”.

Polimialgia reumatica, Lodotra o Deltacortene per terapia?

Richiesta di Consulto Medico su polimialgia reumatica e terapia
Anni 74, mai sofferto di problemi reumatici. Circa 2 mesi fa’, improvvisamente, lamenta dolorabilità diffusa soprattutto alle grosse articolazioni (anche, spalle, ginocchia) con compromissione dei movimenti: diventa difficile e doloroso raccogliere oggetti da terra, sollevarsi dalla poltrona, allacciare le scarpe, infilare le calze, ecc.. Dolorabilità agli arti inferiori a riposo a letto. Analisi evidenziano PCR 3,75 (mai stato superiore a 0,5). Tutti gli altri parametri nella norma. Reumatologo (10 gg fa’) diagnostica “Polimialgia reumatica” e prescrive: Lodotra 5mg 2cp alla sera alle 22 per 30 gg, poi 1 cp per altro mese. Quindi controllo con ripetizione analisi. Sintomi dolorosi scomparsi del tutto dopo 3 gg di terapia! Su sollecitazione dei famigliari consulta altro specialista che conferma la diagnosi ma, al corrente della terapia già in atto da 1 settimana, prescrive: Deltacortene 5 mg – 2 cp al mattino e 1 alla sera. Controllo con nuove analisi dopo 1,5 mesi. Cosa si può consigliare, considerando che, per ragioni logistiche, rimane più pratico essere seguito dal primo reumatologo. Ringrazio e ossequio.”

Psoriasi, nuova formulazione mometasone topico

Psoriasi e dermatite atopica sono disturbi della pelle molto frequenti tra adulti e bambini. In molti casi si tratta di patologie che vengono curate male perché molto è lo scetticismo dei pazienti nei confronti dell’utilizzo di prodotti topici a base di cortisone. Oggi, per la cura efficace di psoriasi e dermatite atopica, esiste una nuova formulazione del mometasone, considerato  trattamento standard per le patologie infiammatorie della cute.

Cortisone e sole, 5 effetti collaterali e cose da sapere

Si può prendere il sole con il cortisone? E quali sono gli eventuali effetti collaterali da considerare quando si usa questo farmaco in estate? Tante sono le cose da sapere su cortisone e sole, scopriamole insieme per comportarci in modo responsabile senza mettere a repentaglio la salute.

Si può prendere il sole con il cortisone?

Si può prendere il sole con il cortisone? E’ questa una delle domande più frequenti in estate per coloro che si trovano costretti a curarsi con questo farmaco e hanno le vacanze alle porte. Ci sono alcune controindicazioni nell’esporsi ai raggi ultravioletti quando si assume cortisone, scopriamole insieme.

Osteoporosi, tra le cause i farmaci

Esiste un tipo di osteoporosi causata dai farmaci: essa è conosciuta sotto il nome di osteoporosi secondaria. Tra i medicinali colpevoli di quest disturbo, come sottolineato nel corso della 9° Conferenza Internazionale GIO conclusasi a Roma, incontriamo in particolare il cortisone.

Pemfigo e pemfigoide: lo stato della ricerca su queste malattie rare

Pemfigo e pemfigoide, due malattie rare su cui la ricerca si sta fortunatamente muovendo seppur lentamente. Rispetto a trenta anni fa le cose sono cambiate: non si parla più di esiti fatali, se non in casi particolari, ma la convivenza con questa patologia nelle sue varie forme, non è facile, come ci ha raccontato qualche giorno fa in un’intervista la signora Giovanna Gemmato, giovane paziente che ha fondato anche l’ANPPI (Associazione Nazionale Pemfigo Pemfigoide Italia). L’obiettivo è quello di promuovere informazione, ricerca ed assistenza ed è con questo scopo che è stato organizzato il III° Convegno Pemfigo/Pemfigoide che si è svolto ieri, in collaborazione con l’IDI, Istituto Dermatologico dell’Immacolata di Roma, presso il quale si svolgono anche alcuni studi scientifici al riguardo. Ce ne ha spiegato i risultati uno degli esperti dell’Istituto: il Dottor Biagio Didona, dermatologo, immunologo e ricercatore.

Malattie rare. Pemfigo, dalla diagnosi alla creazione di un’associazione: la storia di Giovanna

Il pemfigo è una malattia rara, autoimmune, di quelle che in Italia colpisce circa 5 persone ogni 100.000 e che è difficile da diagnosticare, perché si manifesta in modi diversi a seconda della tipologia, o perché a stento il medico è in grado di riconoscerne i sintomi. Giovanna è una ragazza pugliese a cui a soli 33 anni nel 2004 è stata diagnosticata questa patologia. In un certo senso è stata fortunata perché con lei ci sono voluti “solamente 6 mesi” per capire quale era il problema: cosa le provocava quelle dolorose bolle all’interno della bocca (non riconducibili ad un’afta come si pensava inizialmente) che avevano pian piano cominciato a diffondersi nel naso, dietro le orecchie, su tutta la testa, ed infine sul resto del corpo, pube compreso. Bolle che squamavano, laceravano la pelle e lasciavano fuoriuscire del liquido.

Come riconoscere un attacco d’asma prima che si verifichi

L’asma può essere pericoloso per la vita. Chi ne è affetto spesso conosce i consigli del medico, ma guardare qualcuno senza fiato è un’esperienza terrificante ed essere ben preparati all’eventualità è il miglior consiglio.

Con asma grave è importante avere un programma scritto visibile in un posto in rilievo in modo che ognuno sappia cosa fare quando si verifica un attacco. Agli asmatici gravi si consiglia anche di avere ossigeno a portata di mano e arrivare al pronto soccorso il più velocemente possibile.

Negli attacchi più miti, il malato può ottenere sollievo usando il broncodilatatore. Se si vive lontano dai servizi medici, o se essi sono difficili da raggiungere, il cortisone per via orale può essere un aiuto. Tuttavia, consultare il medico prima di prenderlo.

Le sinusiti, problema di grande diffusione

La sinusite è un’ infiammazione dei seni paranasali: frontale, mascellare, etmoidale, sfenoidale. Il dolore sul viso, a partenza dei seni paranasali, può essere riferito, a seconda del seno interessato, in sede dentale, dietro o sopra l’occhio, oppure in sede nucale, occipitale. Vi è un dolore o un senso di pressione facciale associato ad una rinite, una congestione nasale con secrezioni che fuoriescono dal naso o vanno nelle cavità posteriori fino alla laringe (retro-nasale). Si tratta di secrezioni purulente, maleodoranti. Il dolore spesso si fa più intenso quando il paziente si china in avanti o giace supino.

Le sinusiti croniche si manifestano spesso con congestione e gocciolamento retronasale; molto rara è la comparsa di febbre; vi sono pochi segni obiettivi. Come si fa la diagnosi allora? Un soggetto che presenta una rinite per più di sette/dieci giorni è difficile che abbia un semplice raffreddore.