Sesso, fumo, obesità e genetica: ecco le cause della cefalea

Sesso, fumo, obesità e genetica rappresentano le cause principali della cefalea, una patologia che colpisce più di 8 milioni di Italiani. Se parlerà approfonditamente a partire da domani, nel corso del XXIV Congresso Nazionale della Società per lo Studio delle Cefalee – SISC. Ma ecco qualche anticipazione. Il mal di testa nelle sue diverse forme (emicrania, cefalea tensiva o a grappolo) può essere scatenato da vari fattori.

Mentre ad esempio nelle donne è (ormai ironicamente) strategico per evitare in rapporto sessuale, l’uomo ne viene colpito improvvisamente al momento dei preliminari o al culmine dell’orgasmo. Spiega il Prof. Lorenzo Pinessi Past President della SISC.

Sclerosi Multipla, nuove scoperte importanti

Ancora un passo avanti nella ricerca sulla sclerosi multipla e più delle altre volte sembra essere decisivo. Un team di ricercatori italiani ha infatti identificato una variazione del gene CBLB che aumenta il rischio di sviluppare la malattia. Ci spiega meglio Francesco Cucca, direttore dell’Inn-Cnr, professore di genetica medica all’Università di Sassari e coordinatore del progetto:

Questo gene produce una proteina dotata di molteplici capacità, tra le quali, la possibilità di regolare le risposte autoimmuni. Sui topi, la sua assenza, indotta sperimentalmente causa l’encefalomielite autoimmune, malattia molto simile alla sm.

Il fitness cardiovascolare migliora le capacità cognitive future

Un forte sistema cardiovascolare in età adulta può aumentare la forza del cervello, migliorando le capacità intellettive anche più avanti nella vita. La nuova ricerca che suggerisce tale tesi è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.

I medici conoscono questa teoria da 3.000 anni sottoforma della massima “mente sana in corpo sano”, ed ora l’autore senior dello studio, H. Georg Kuhn, professore di neuroscienze rigenerative presso il Centre for Brain Repair e Riabilitazione, Istituto di Neuroscienze e Fisiologia, dell’Università di Göteborg in Svezia, ha tentato di spiegare più dettagliatamente, grazie alle tecniche moderne, quanto corretta sia quest’affermazione.

Lo studio ha anche rilevato che la genetica gioca un ruolo minore per spiegare il legame corpo-mente che ha instaurato con l’ambiente.

Marito cercasi? La soluzione starebbe nel DNA

Volete sapere se l’uomo che intendete portare all’altare sarà un buon marito? Sembra che il primo appuntamento dobbiate darglielo in un laboratorio di genetica per esserne sicure.

I ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma avrebbero scoperto infatti il gene della monogamia. Più precisamente si tratterebbe del gene che determina le caratteristiche del recettore della vasopressina (un ormone).

Secondo numerosi studi già condotti sugli animali i recettori per la vasopressina si presentano in maniera differente nelle specie monogame e in quelle promiscue.

Ora sembra che proprio le variazioni nel gene che ne influenza le caratteristiche possano aiutare a capire anche se un uomo è o meno un buon candidato per il matrimonio.

Gli scienziati dell’istituto di ricerca svedese, coordinati da Hasse Walum, hanno infatti condotto un’indagine sulle caratteristiche del gene del recettore della vasopressina in 552 uomini svedesi eterosessuali, tutti sentimentalmente impegnati nel corso dello studio.