Giappone, Coldiretti: in Italia no carne di Fukushima

I consumatori italiani non hanno nulla da temere. Le importazioni di carne dal Giappone nel nostro paese sono pari allo zero. Sia che si tratti di carne bovina fresca, refrigerata o congelata. A rassicurare su questo punto ci pensa la Coldiretti, dopo aver analizzato i dati Istat relativi alle importazioni del 2011 in seguito al bando messo in atto dal governo giapponese sulla carne proveniente da Fukushima.

Radiazioni, lo iodio potrebbe non bastare

Il terremoto in Giappone e il conseguente tsunami hanno devastato buona parte dell’isola. A farne le spese in particolare la zona nord del paese, Fukushima, località nota per la presenza di una importante centrale nucleare. Un complesso ultimamente sottoposto ad un enorme stress.

A tenerlo sotto controllo dei tecnici specializzati, considerati ormai eroi in patria e per i quali si teme che le radiazioni possano aver già causato danni irreversibili. A tal punto che le comuni pasticche di iodio non servano più a nulla.

Plutonio e rischi per la salute: nuova emergenza da Fukushima

Plutonio: è questa la nuova emergenza che arriva dalla centrale nucleare di Fukushima. Secondo il direttore generale di Greenpeace Giuseppe Onofrio si tratta di un “ritrovamento agghiacciante”, in quanto la sostanza è altamente tossica oltre che radioattiva e se inalata o ingerita attraverso i cibi potrebbe danneggiare in modo irreparabile l’organismo umano. Nel frattempo, in mare, a circa 300 metri dalla centrale nucleare sono stati rilevati tassi di iodio radioattivo di 3.355 volte superiori al limite consentito dalla legge. Tutti motivi che hanno portato Greenpeace a monitorare tutte le aree circostanti, ma soprattutto a chiedere l’evacuazione di altre e più vaste zone abitate. Ma vediamo di capire quali sono di preciso i rischi per la salute derivati dal plutonio.

Cibo radioattivo: scattano i test in tutto il mondo, ecco cosa si rischia

I Paesi di tutto il mondo hanno vietato l’import o intensificato i test sulle importazioni di cibo proveniente dalle zone colpite dal terremoto in Giappone dopo che sostanze radioattive sono state rilevate nell’acqua e nelle colture dopo l’esplosione nell’impianto nucleare di Fukushima.

Negli ortaggi a foglia verde, ad esempio, sono stati trovati questa settimana dei livelli fino a 22.000 becquerel di iodio-131 per ogni chilogrammo. Per avere un’idea di ciò che significa basti pensare che tale livello supera il limite di sicurezza fissato dall’Unione Europea di ben 11 volte.

Giappone: terremoto e tsunami, più a rischio gli anziani

Anziani e malati cronici, senza dubbio, stanno pagando in queste ore il prezzo più alto a causa delle crepe nell’assistenza sanitaria che hanno squassato il Giappone, a seguito del violento terremoto della scorsa settimana e del conseguente devastante tsunami.

L’allarme viene da Medici Senza Frontiere, come vi abbiamo già documentato, in prima linea nell’emergenza ma anche da studi che stanno analizzando oggettivamente e ad una certa distanza cosa è accaduto in precedenza alla popolazione anziana in caso di disastri naturali di simile portata. Studi che si focalizzano su quanto sia importante essere sempre preparati ad ogni evenienza, anche con scorte di farmaci ed indirizzi utili per i soccorritori oltre che sull’impatto a medio termine del terremoto sugli anziani.

Terremoto: quanto si sopravvive sotto le macerie?

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad immagini strazianti dei terremoti a L’Aquila, ad Haiti ed ora in Giappone, ma ogni tanto qualcuno riesce a sottrarsi dalla terribile conta delle vittime, ed anche a distanza di giorni viene tirato fuori dalle macerie, provato ma vivo. Ma quanto si può sopravvivere sotto le macerie?

Un devastante terremoto di magnitudo 9.0, come quello che ha scosso il Giappone, è in grado di uccidere migliaia di persone. Per fortuna le strutture antisismiche sono presenti ovunque nel Paese, altrimenti i decessi sarebbero stati molti di più. Per una persona giovane e sana che si ritrova sotto le macerie ben idratata e ben nutrita, le probabilità di sopravvivere possono tranquillamente raggiungere i circa quattro giorni. Ma il periodo di tempo scende notevolmente in condizioni diverse.

Terremoto in Giappone, gli effetti dell’esplosione nucleare sulla popolazione

Un portavoce del governo del Giappone ha confermato lo stato di emergenza in un impianto nucleare a Fukushima, in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto di ieri mattina. Il sistema di raffreddamento non ha funzionato, e nonostante le fughe radioattive siano state limitate, un’esplosione avvenuta nelle scorse ore potrebbe avere effetti devastanti sulla popolazione.

Il rischio peggiore è che si ripeta una nuova Chernobyl. Il 26 aprile 1986 uno dei reattori della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, esplose producendo una nube massiccia di radiazioni, provocando il più grave incidente nucleare della storia. Trentuno persone rimasero uccise all’istante, mentre più di otto milioni di persone in Bielorussia, Ucraina e Russia furono esposte a radiazioni di vario grado.

L’influenza suina si concentra sui giovani

Non c’è modo di sapere come il nuovo ceppo del virus H1N1 si comporterà in futuro. Ma gli scienziati, in particolare coloro che si occupano di epidemiologia, matematica, modellazione e statistiche, stanno strettamente monitorando la situazione per identificare le anomalie nel suo modello di diffusione, al fine di valutare i modi per mitigarne l’impatto. Spiega Gerardo Chowell-Puente, epidemiologo matematico, assistente professore presso l’Arizona State University’s School of Human Evolution:

La sanità pubblica ha la possibilità di monitorare i casi confermati e i ricoveri in tempo reale con i moderni metodi di raccolta dei dati e l’aiuto della modellazione, nonché la capacità di individuare rapidamente nuovi ceppi e tenere la traccia della loro evoluzione.

Chowell-Puente è co-autore di un nuovo studio sull’A H1N1, ed i risultati ottenuti finora rivelano uno spostamento del contagio in proporzione all’età piuttosto insolito: i casi tendono ad apparire in una popolazione più giovane rispetto ai modelli storici di influenza stagionale. Infatti pare che la stragrande maggioranza dei casi di polmonite grave e dei decessi si sia verificata tra persone di età compresa tra 5 e 59 anni, il che è atipico rispetto alla normale influenza stagionale. Secondo Chowell-Puente dovrebbe essere presa in considerazione una vaccinazione limitata a questa fascia d’età.

Hikikomori, il fenomeno degli adolescenti chiusi in camera per anni tra videogiochi, vita virtuale e rifiuto silenzioso del mondo

Una mattina quando aveva quindici anni, Takeshi chiuse la porta della sua camera da letto, e per i successivi quattro anni vi rimase chiuso dentro. Lo stesso è avvenuto a Shuichi, all’età di vent’anni. A raccontarlo è un interessante reportage del New York Times che risale a tre anni fa, ma che è tornato di stringente attualità, visto l’incremento di casi analoghi. Il servizio in questione include anche le interviste ai due giovani giapponesi reclusi per scelta.

In Giappone li chiamano gli hikikomori, sono gli adolescenti che si isolano volontariamente dal mondo, abbandonano la scuola, gli amici, ogni forma di vita sociale e di contatto con la realtà. Da denominazione legata a casi sporadici,  con il termine hikikomori (dal termine giapponese (ひきこもり o 引き篭り, “stare in disparte, isolarsi”) oggi si intende un vero e proprio fenomeno di disagio psicologico, in continua espansione soprattutto tra giovani e giovanissimi, una piaga sociale al pari dell’anoressia piuttosto che della droga, che affligge in particolar modo i teen-agers nipponici.

L’invidia? Peggio di una storta al piede

Quante volte, vedendo qualche vostro collega, o quel conoscente che tanto vi sta antipatico, raggiungere un obiettivo a cui voi puntate da tempo, vi viene voglia di spaccare il mondo? E quante volte arrivate ad arrabbiarvi talmente tanto da stare male? Non vi preoccupate, non è nulla di strano, il nostro cervello la considera una cosa normale.

Una recente ricerca giapponese, pubblicata su Science, ha dimostrato come i sentimenti come l’invidia, o al contrario la soddisfazione che proviamo quando ad una persona antipatica va male qualcosa, sono identici alle sensazioni fisiche percepite dal cervello nel momento in cui, ad esempio, ci si sloga una caviglia, oppure si mangia della cioccolata.