Vaccino anti-influenzale universale, sperimentazione umana entro il 2013

Ormai è quasi pronto, e così dopo l’annuncio di 7 mesi fa del ministro Fazio, dai laboratori americani di Bethesda arriva la conferma: un vaccino anti-influenzale universale è possibile, e siamo già ad un buon punto del suo sviluppo. Secondo i ricercatori del US National Institute of Allergy and Infectious Diseases, un vaccino ottimale contro tutti i tipi di virus influenzale è stato oggi realizzato, ed ha un tasso di efficacia dell’80% nei test sugli animali. Ancora però c’è bisogno di una ricerca più approfondita per far arrivare questo tasso il più vicino possibile al 100%, e poterlo così sperimentare sugli esseri umani.

Ma se l’appuntamento con l’uomo è rimandato di 3 anni, quello sulle scimmie è già stato avviato con ottimi risultati. Il meccanismo è piuttosto semplice, e si fonda su un vaccino “di base” che agisce sulle parti comuni di tutti i virus influenzali, ed un richiamo basato sul singolo virus stagionale. L’obiezione che viene subito in mente è “se bisogna fare il richiamo ogni anno, tanto vale rimanere con il vaccino vecchio stile”. Secondo gli scienziati però in questo modo si sviluppa una sorta di immunizzazione anche per il futuro, in modo tale da permettere di non avere più bisogno del vaccino se il virus dovesse ripresentarsi negli anni successivi.

Inventato metodo per produrre vaccini molto più velocemente di prima

Un team di scienziati di Vienna ha sviluppato una nuova tecnica per produrre i vaccini per l’influenza A H1N1, la cosiddetta influenza suina, basati su cellule di insetto. La ricerca, pubblicata sul Biotechnology Journal, rivela come vaccini contro l’influenza possano essere prodotti più velocemente rispetto al metodo tradizionale di produzione che si basa sulle uova, rivelando una nuova strategia per la lotta contro le pandemie di influenza.

I recenti focolai di influenza sottolineano l’importanza di una fornitura rapida e sufficiente di vaccini per la pandemia e altro. Tuttavia, i metodi di produzione classica per i vaccini non riescono a soddisfare questa domanda

ha spiegato il co-autore Florian Krammer presso la University of Natural Resources and Applied Life Science in Vienna. I vaccini contro l’influenza tradizionale, che vengono prodotti in uova embrionate di pollo, possono essere prodotte in quantità necessaria per i ceppi di influenza stagionale. Eppure, a causa della limitata offerta di uova, questo metodo potrebbe essere insufficiente in uno scenario di pandemia, come la peste o un’altra malattia a diffusione rapidissima.

L’influenza aviaria potrebbe trasmettersi anche sessualmente

L’influenza aviaria può diventare un’infezione a trasmissione sessuale. O almeno può esserlo nelle anatre. Questo è il suggerimento di un’analisi sulla prevalenza influenzale e il comportamento dell’accoppiamento, che propone anche un modo semplice per individuare le popolazioni più a rischio delle anatra che possono ospitare l’influenza aviaria.

Sorprendentemente, più è sfrenato il sesso in una particolare specie di anatra, minore è la probabilità di diffusione del virus. Tutto ha a che fare con la dimensione del pene ed alla complessità della vagina delle femmine. I ceppi letali del virus dell’influenza aviaria possono evolversi dalle versioni innocue e poi passare ad altre specie, quindi è importante monitorare anche i ceppi meno pericolosi negli uccelli selvatici. Le anatre sono i principali portatori dell’influenza aviaria, ma la sorveglianza è difficile.

Ora Gergely Hegyi della Loránd Eötvös University di Budapest, in Ungheria, e colleghi pensano di aver trovato un marker, cioè un metodo per individuarle più facilmente: il “segreto” risiede nell’ala che le anatre mostrano durante l’accoppiamento. Tale conclusione si basa sul precedente lavoro, in cui è stato scoperto che le specie con peni grandi tendono ad avere ali più piccole, le quali hanno anche maggiori probabilità di essere di un solo colore.

L’influenza suina ora colpisce anche i tacchini

Il timore che il virus dell’influenza suina (A H1N1) possa mescolarsi con quello della più pericolosa influenza aviaria (A H5N1) potrebbe presto diventare realtà. Fino a questo momento l’influenza suina aveva colpito soltanto l’uomo e qualche maiale. E’ proprio delle ultime ore la notizia che anche alcuni tacchini di un allevamento in Cile ne sono stati contagiati.

Se il virus ha raggiunto i volatili, potrebbe dunque “unirsi” con quello che due anni fa spaventò l’Oriente, colpendo polli e tanti altri uccelli, e che fece molte più vittime della nuova influenza. A scoprire il virus è stato un allevatore della regione sudamericana del Valparaiso il 13 agosto scorso. L’uomo aveva notato che da qualche tempo i suoi tacchini facevano sempre meno uova. Si è insospettito e li ha sottoposti a controlli medici, i quali hanno mostrato la positività al virus A H1N1. L’allevamento è stato immediatamente sottoposto a quarantena.

Influenza suina, ecco cosa dobbiamo sapere

I titoli sull’influenza suina fanno presa in tutto il mondo. Essi sono già stati esportati in almeno tre continenti, facendo convincere mezzo mondo che effettivamente i suini c’entrino qualcosa. Ci sono così tante domande senza risposta che è difficile anche affrontare la questione: da dove proviene ? In che misura dobbiamo essere preoccupati? C’è la possibilità che diventi un grande, perenne problema di salute a livello mondiale? Queste sono le domande che in mezzo mondo oggi ci si pone. Quindi, ecco un veloce riepilogo su ciò che c’è da sapere sull’influenza suina, e che cosa si può fare per proteggersi da essa.

Al momento, si crede che l’influenza provenga da un virus suino trasferitosi sull’uomo, e che è difficile che colpisca lontano dal Messico: con decine di decessi accertati per la malattia, e con molti migliaia di ricoveri, il Paese può essere considerato l’attuale epicentro della malattia. Ci sono oltre 200 casi segnalati fuori dai due grandi Paesi colpiti (compresi gli Stati Uniti), di cui molti anche in Europa, che ha per ora rilevato solo casi miti e guaribili in pochi giorni.

Le dieci malattie più misteriose al mondo

Ci sono molti medici in grado di curare una malattia prescrivendo dei medicinali. Ma per tutti noi (ma anche per molti di loro) capire qualcosa su alcuni tipi di malattia diventa sempre più complicato. Per questo Livescience.com ha stilato una sorta di classifica tra le dieci malattie più incomprensibili al mondo. Non si tratta delle malattie più rare, ma quelle che non si capisce come mai accadono.

10) Morbo di Morgellons: questa misteriosa malattia, scoperta di recente, mostra sintomi quasi da fantascienza. I malati lamentano intensi pruriti e bruciori nella pelle, mentre compaiono strati fibrosi che sporgono da una ferita aperta. Alcuni nella comunità medica danno la colpa della malattia ad una delusione psicologica, ma altri dicono che i sintomi sono molto reali.

L’influenza aviaria continua a fare vittime

Dal febbraio 2003 milioni di uccelli selvatici e da cortile sono stati infettati dal virus dell’influenza aviaria (prevalentemente H5N1) con grave danno per l’economia e l’agricoltura dei paesi colpiti. Insieme a questa devastante epizootia, sono stati accertati finora 385 casi di infezione umana da virus H5N1 con 243 morti. L’Indonesia è stato finora il paese con il maggior numero di casi (135, di cui 110 mortali). Gli ultimi due casi si sono verificati nel maggio scorso. Si trattava nel primo caso di una ragazza di 16 anni che risiedeva nella parte meridionale della provincia di lakarta, ospedalizzata il 7 maggio e morta il 14.

L’indagine epidemiologica aveva dimostrato che la ragazza era stata in contatto con pollame infetto e morto. Il secondo caso riguardava una donna di 34 anni del distretto di Tangerang, Provincia di Bantem, deceduta il 3 giugno. In Asia, il VietNam risulta essere il secondo paese per numero di infezioni umane (106 con 52 decessi). Molti casi di infezione umana si sono verificati però in altri Continenti. Ad esempio in Egitto i casi di infezione umana sono stati finora 50 con 22 decessi.