Uova: come riconoscere quelle sane e sicure

Il caso della diossina nelle uova provenienti dalla Germania, ha posto nuovamente sotto i riflettori la questione delle etichettature dei prodotti alimentari, con la tracciabilità della provenienza. Per le uova, come abbiamo spesso sottolineato, tutto ciò esiste già. Il problema è l’interpretazione dei codici stampati ben bene su ogni singolo uovo. La spiegazione di questi è nelle stesse scatole e confezioni, che però come sappiamo vengono buttate rigorosamente nella spazzatura, magari senza neppure differenziarla. Cerchiamo allora di capire bene l’importanza di questo sistema alfanumerico partendo dai dati della foto.

Malattie a trasmissione alimentare, maggiori rischi da carne e verdure

Quest’anno ne abbiamo viste di tutti i colori: dalla mozzarella blu alla ricotta multicolors, al pesto rosso proprio in questi giorni. Molte infezioni, intossicazioni e malattie vengono proprio dal piatto. Che sia per l’eccesso di pesticidi, piuttosto che per la contaminazione da salmonella o per disturbi gastrici provocati dai norovirus, bisogna stare molto attenti a cosa portiamo in tavola.

Un richiamo a regole più ferree sui prodotti che entrano nella catena alimentare viene da un recente rapporto diffuso dal Centers for Disease Control and Prevention degli USA che ha stilato una sorta di classifica dei cibi che trasmettono più malattie, analizzando la relazione esistente tra lo sviluppo di focolai epidemici negli Stati Uniti e il prodotto alimentare scatenante. Ebbene, al primo posto troviamo la carne di pollo, seguita da quella di bovino e dagli ortaggi a foglia.

La diarrea del viaggiatore: prevenzione e terapia

La diarrea del viaggiatore è l’incubo maggiore di chi decide di passare le proprie vacanze all’estero in un paradiso tropicale. E’ molto frequente: si stima che ne venga colpito almeno il 25 % dei viaggiatori e solitamente non è grave, non lascia conseguenze pericolose. Dura dalle 48 alle 72 ore e può essere più o meno violenta.

Le feci possono essere semplicemente scomposte o del tutto liquide; si possono avere dalle 4 alle 6 scariche al giorno, ma arrivare anche a 10. Il tutto accompagnato da dolori addominali, debolezza, senso di inadeguatezza nel socializzare o stato d’ansia se ad esempio si è in tour con un gruppo. Raramente compare la febbre. Ma quel che è certo è che la vacanza rischia di andare in fumo.

Salmonellosi

Salmonellosi

La salmonellosi, o enterocolite da Salmonella, è un’infezione nel rivestimento dell’intestino tenue causata dal batterio Salmonella.

CAUSE: La salmonellosi è uno dei più comuni tipi di intossicazione alimentare. Essa si verifica quando si ingoia cibo o acqua contaminati dal batterio della salmonella. Qualsiasi cibo può essere contaminato se le condizioni di preparazione degli alimenti e gli strumenti sono malsani. I modi più comuni per incorrere nell’infezione sono:

  • Mangiare cibi preparati o conservati non in maniera corretta (soprattutto tacchino o pollo cotti);
  • Infezione presente tra i membri della famiglia;
  • Un recente caso in famiglia di gastroenterite;
  • Si è recentemente mangiato un pollo;
  • Presenza di un animale domestico esotico come iguana, lucertole, tartarughe, o serpenti (i rettili sono portatori di salmonella);
  • Un sistema immunitario indebolito.

La maggior parte dei pazienti ha meno di 20 anni.

La carne di rettile può essere pericolosa da mangiare

I rettili sono allevati in cattività principalmente per la loro pelle, ma alcuni ristoranti e gruppi di popolazione (più alcuni format televisivi come i reality show) li usano anche per la loro carne. Uno studio dimostra che mangiare questi animali può avere effetti collaterali che mettono in discussione la saggezza di mangiare questa “prelibatezza”.

I parassiti, batteri e virus, e in misura minore la contaminazione da metalli pesanti e residui di farmaci veterinari, provenienti dal mangiare carne di rettile può causare diversi problemi per la salute. Questa è la conclusione di uno studio pubblicato sull’International Journal of Food Microbiology, il che dimostra che le persone possono prendere certe malattie (trichinosi, pentastomiasi, gnatostomiasi e sparganosi) dal mangiare la carne di rettili come coccodrilli, tartarughe, lucertole e serpenti.

Il rischio microbiologico più evidente deriva dalla possibile presenza di batteri patogeni, in particolare Salmonella, Shigella e anche Escherichia coli, Yersinia enterolitica, Campylobacter, Clostridium e Staphylococcus aureus, che possono causare malattie di varia gravità

spiega Simone Magnino, autore dello studio e ricercatore per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’esperto spiega che i dati sui rischi per la salute pubblica sono ancora scarsi, dal momento che non ci sono informazioni comparative sul consumare la carne e la prevalenza degli agenti patogeni. Inoltre, ci sono alcuni articoli di ricerca pubblicati su casi di malattie associate con il consumo di carne di rettile.

Aumento dei focolai infettivi: colpa degli animali esotici

Parlando ad un convegno sulla salute umana e malattie infettive emergenti alla conferenza Diversitas: Biodiversità e Società che si è tenuta ieri a Città del Capo, gli scienziati hanno individuato nel crescente commercio globale di specie selvatiche la causa dell’aumento di malattie potenzialmente dannose, responsabili di focolai fino ad ora mai verificatisi in Occidente.

Il dr Katherine Smith, professore associato di Biologia alla Brown University, Rhode Island, Stati Uniti, ha descritto l’aumento indotto dall’uomo nella diffusione della malattia in altre parti del mondo come “l’inquinamento degli agenti patogeni”.

E’ un termine relativamente nuovo per un processo che sta accadendo da quando le persone hanno cominciato a viaggiare

ha spiegato. Ma a causa dell’aumento delle persone che viaggiano in tempi moderni, e la maggior velocità e le distanze percorse, il processo è stato notevolmente accelerato dal 1940 circa. Le malattie umane tendono ad essere trasmesse in molti Paesi a causa del viaggio, mentre le zoonosi (quelle trasmesse dagli animali agli esseri umani) non sono ancora globalizzate, ma hanno ancora spazio per espandersi. Delle malattie infettive che sono emerse nel corso degli ultimi cento anni, il 75% sono state zoonotiche (tra cui l’HIV/AIDS, SARS, ebola e influenza aviaria H5N1).

I maiali del futuro saranno privi delle malattie che contaminano l’uomo

I suini sono noti vettori del batterio Yersinia enterocolitica, che può infettare sia altri suini sia gli esseri umani. L’infezione umana avviene attraverso la carne di maiale cotta male e consumata semi-cruda. Il professore Truls Nesbakken della Norwegian School of Veterinary Science sta cercando di eliminare il batterio dai suini e in un futuro prossimo potremmo mangiare carne suina senza correre il rischio di contrarre questo tipo di infezione.

La tesi del dottor Nesbakken, a culmine del terzo dottorato di ricerca di colui che è uno degli scienziati norvegesi più illustri, si incentra proprio sulla possibilità di tenere chiusi i suini da riproduzione in allevamenti isolandoli dal batterio Yersinia enterocolitica. Uno degli articoli a sostegno della tesi indica infatti chiaramente che è possibile mantenere sotto controllo il batterio, che è attualmente molto diffuso nella popolazione dei suini. Nell’uomo il batterio può causare grave artrite, tra le altre malattie. Il maiale è il principale ospite del batterio, e il percorso più comune di infezione causata dal maiale per l’uomo si ritiene sia quello di tipo diretto proveniente dal mangiare carne di suino.

Insalata in busta e rischio di intossicazione alimentare

Secondo alcuni esperti le pratiche insalate in busta, che da diversi anni a questa parte la fanno da padrone anche sulle tavole degli italiani, non sempre sarebbero sicure dal punto di vista igienico-sanitario, favorendo il proliferare di intossicazioni alimentari causate da batteri come Salmonella ed Escherichia coli.

La salmonella, in particolare, può attaccarsi alle foglie e contaminarle aderendo ad esse con i propri flagelli (ovvero i filamenti di cui è dotata proprio a questo scopo).

Questo è quanto emerso da una conferenza tenutasi ad Aberdeen, in Scozia, alla quale sono intervenuti diversi gruppi di ricercatori dell’Imperial College di Londra.

Uomini e donne divisi anche a tavola! A rivelarlo uno studio americano

A segnare ancora una volta la differenza fra l’universo maschile e quello femminile, le abitudini alimentari: truculente quelle degli uomini, delicate e tutte all’insegna della salute e della bellezza quelle femminili. A rivelarlo uno studio statunitense condotto su 14000 persone e presentato, nei giorni scorsi, alla International Conference on Emerging Infectious Diseas di Atlanta. Gli uomini infatti preferiscono mangiare carne, meglio se al sangue, pollame, ostriche crude (forse per il loro decantato potere afrodisiaco?) e gamberi, mentre le donne consumano più volentieri insalate, verdura, soprattutto carote e pomodori, frutta fresca e secca e yogurt.