4 rischi più comuni dopo la mastoplastica additiva

Molte le donne che decidono di sottoporsi alla mastoplastica additiva per aumentare il seno, un intervento semplice che però, come tutti gli interventi chirurgici, può portarsi dietro qualche rischio. Quali i 4 più comuni dopo la mastoplastica?

Seno più sodo senza reggiseno?

Il seno rimane più sodo se non si usa il reggiseno? L’ipotesi lanciata dagli scienziati del Centre Hospitalier Universitaire di Besançon in Francia, guidati dal dott. Jean Denis Rouillon rischia davvero di far gridare allo “scandalo” più di una persona.

Chirurgia estetica, il lifting al seno

Il lifting del seno, che in termini tecnici si chiama mastopessi, è un intervento di chirurgia estetica che serve a rialzare il seno quando appare svuotato. La ghiandola mammaria, infatti, viene risollevata e riposizionata nella sede originaria, e modellata.

Il peso è una questione di massa

Il rientro in città, soprattutto se ancora fa caldo, è il momento clou per la “prova di leggerezza“. Le gambe volano sull’asfalto? La cintura dei pantaloni è ancora larga? La gonna scende bene sui fianchi? La pancia è bella piatta? Certo, il momento è delicato, ma è indispensabile per fare il punto della situazione. Per mantenersi “belli asciutti“, o per eliminare subito quel che c’è in più, se l’estate è stata molto libera anche per la dieta.

Ancora una volta è vincente uno sguardo strategico: niente interventi frettolosi, ma una chiara visione d’insieme, soprattutto se si tratta di perdere qualche chilo. I racconti di chi è dimagrito velocemente, ma poi si è ritrovato con la pelle stanca, il seno rilassato, i muscoli impigriti, contengono sempre molta verità. Perché il peso, di per sé, è considerato solo un punto di partenza e lo sa bene chi, pensando alla dieta, sente parlare di massa magra, massa grassa, indice di massa corporea.

Tumore al seno. Una nuova speranza dalla Vitamina D

Uno studio dell’Università candese di Toronto presentato al congresso della Societa’ americana di oncologia (Asco) mostrerebbe l’efficacia della vitamina D nella lotta contro il cancro al seno e nel miglioramento della sopravvivenza delle pazienti. I ricercatori hanno riscontrato infatti una probabilità altissima di sviluppare metastasi (pari al 94%) e di andare incontro alla morte (il 73%) nelle donne affette da tumore della mammella che al momento della diagnosi mostravano una carenza di vitamina D.

Il campione analizzato è composto da 512 pazienti che avevano ricevuto la diagnosi tra il 1989 e il 1995, tutte sono state seguite fino al 2006. Nell’arco di dieci anni l’83% delle donne che mostravano buoni livelli di vitamina D nel sangue non avevano sviluppato metastasi e l’85% era sopravvissuta. Tuttavia, avvertono gli studiosi, sono necessarie ulteriori indagini prima di raccomandare alle donne con tumore al seno un’integrazione di vitamina D nella dieta. Infatti, nonostante la sua carenza sia piuttosto comune in questo tipo di patologia, i ricercatori, per loro stessa ammissione, non sono ancora riusciti a stabilire se si tratti di una casualità.

Tumore del polmone. L’analisi genetica per la diagnosi precoce

Forse in un futuro non troppo lontano sarà possibile diagnosticare il tumore del polmone in fase precoce grazie ad una semplice, si fa per dire, analisi del sangue. Un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania sta cercando infatti di mettere a punto un test che analizza l’espressione genetica nei globuli bianchi nel sangue poichè, come afferma Anil Vachani, il tumore, sempre secondo quanto scoperto dagli studiosi statunitensi, interagisce con i globuli bianchi modificando i geni attivi al loro interno.

Dalla analisi genetica dei globuli bianchi sarà quindi possibile individuare la presenza del cancro al polmone in una fase ancora iniziale riducendo inoltre al minimo il rischio di false diagnosi positive (i cosiddetti falsi positivi), frequente con alcune tecniche diagnostiche tradizionali. Il test è stato sperimentato su un campione di 44 ammalati di cancro in fase precoce e su 52 persone sane, dimostrandosi affidabile nell’87% dei casi. A questo punto i ricercatori sperano di poter estendere la sperimentazione a un campione più ampio di soggetti.

I multivitaminici responsabili del cancro al seno?

I multivitaminici sono ancora una volta sotto accusa. Mai come negli ultimi tempi si era parlato dei rischi dell’assunzione protratta di integratori alimentari. Una nuova preoccupante scoperta li associa con il cancro al seno.

Più precisamente, si tratterebbe di un riscontrato e considerevole aumento della densità del seno, legato al consumo di vitaminici.