Caldo, prevenire il colpo di calore con frutta e verdura

La notizia, oggi tredici luglio, è che fa caldo. Campeggia su tutti i giornali, impazza sui tg quasi fosse una cosa rara che il termometro si alzi d’estate e che l’umidità raggiunga tassi elevati, soprattutto in città, dove lo smog e la mancanza di estese aree verdi facilita la formazione di una cappa di calore che stringe i cittadini nella sua morsa. Piuttosto che continuare a ricordarvi anche noi che d’estate fa caldo, pensiamo a qualcosa di più utile per la nostra salute in questi giorni di afa in tutta la Penisola.

Del colpo di calore e dei suoi sintomi abbiamo già parlato così come dell’importanza del monitoraggio delle fasce di popolazione più a rischio: bambini, anziani, malati cronici, diabetici. Oggi raccogliamo i consigli della Coldiretti su come prevenire malesseri dovuti alle alte temperature a tavola. Come? Con frutta e verdura, in particolare alcuni tipi di frutta particolarmente ricchi di acqua che ci aiutano a mantenerci idratati e a reintegrare i sali minerali e le vitamine persi con la sudorazione eccessiva.

Abbronzantissima, tipo cutaneo e fototipo

 

Figlio della cultura popolare nordamericana, quella degli atletici cow-boys alla John Wayne importata in Europa nel secondo dopoguerra, il fenomeno dell’abbronzatura ad ogni costo è divenuto, negli ultimi tempi, fenomeno di massa. Per comprenderne l’entità, basti guardare le nostre superaffollate spiagge, con le loro distese di lettini allineati al sole e il numero crescente di centri per l’abbronzatura artificiale sorti ultimamente nella nostre città. In effetti, è innegabile che un po’ di tintarella doni alla nostra pelle un aspetto più gradevole, più sano: ci fa accettare, ci fa sentire meglio.

 

Questa sensazione di “benessere psicofisico” prodotta dalla luce solare non è peraltro riconducibile alla sola componente estetica: studi scientifici dimostrano infatti come le radiazioni ultraviolette siano in grado di stimolare la produzione endogena di neuromediatori capaci di migliorare il tono dell’umore, in particolare nei soggetti depressi. Quindi, sole “amico” della pelle? Beh, diciamo che si tratta di un’amicizia in chiaroscuro.

Italiani “tanoressici”, a milioni malati di abbronzatura

Come tutte le dipendenze, anche l’abbronzatura è pericolosa. In teoria l’esposizione al sole non è una droga, non provoca dipendenza e non si va in “crisi d’astinenza” in una giornata cupa, ma per molti italiani sta diventando un vero e proprio problema.

I primi segnali si hanno già da alcuni anni, con il boom delle docce abbronzanti, delle lampade e di tutte le tecniche che si utilizzano per avere la tintarella tutto l’anno, ma quando arriva l’estate, ecco che partono a milioni per le spiagge, per tentare di essere sempre più neri. E più ci si abbronza, più di vuol essere abbronzati, non accontentandosi mai. Questa condizione, secondo alcuni scienziati, potrebbe essere paragonata ad una vera e propria malattia, e per questo l’hanno battezzata “tanoressia“.

La tanoressia sarebbe un incrocio tra “tan”, che significa abbronzatura, e “anoressia”, che è la malattia che tutti conosciamo. E proprio come essa, anche questa è una percezione sbagliata del proprio corpo. Come infatti una persona anoressica che non si vede mai abbastanza magra e continua a non mangiare, anche un tanoressico non si vede mai abbastanza abbronzato, ed è disposto a rosolarsi sotto il sole per ore e ore, spesso anche nei momenti più caldi e senza protezione.

Tintarella: ecco i miti da sfatare

Siamo ormai in piena estate e pare che sia d’obbligo parlare della tintarella. Non solo perchè si tratta quasi di un fenomeno di costume, ma anche, e soprattutto, perchè “abbronzarsi responsabilmente” è di fondamentale importanza per salvaguardare la salute della nostra pelle e proteggerla tanto da spiacevoli inconvenienti come scottature e irritazioni, quanto da vere e proprie patologie come il melanoma cutaneo.

Per questo motivo la rivista Test Salute ha stilato, accanto agli immancabili consigli per proteggere la pelle sotto il sole, un elenco di luoghi comuni da demolire in tema di tintarella. Sapevate ad esempio che sottoporsi a qualche lampada prima dell’arrivo della stagione estiva non serve ad avere un’abbronzatura più uniforme, nè tantomeno svolge un’azione protettiva?

Cancro alle labbra. Rossetti e lucidalabbra rappresentano un pericolo?

Sembra proprio che preferire un look acqua e sapone rappresenti per noi donne un vero e proprio gesto di prevenzione di patologie come i tumori della bocca. Infatti, secondo uno studio condotto qualche tempo fa da un gruppo di dermatologi del prestigioso Baylor University Medical Center di Dallas in Texas e coordinato dalla dottoressa Christine Brown, i rossetti e i lucidalabbra che usiamo comunemente aumentano il rischio di insorgenza del tumore delle labbra.

Questo tipo di cosmetici apparentemente innocuo avrebbe infatti il potere di attirare i raggi ultravioletti dannosi per la nostra salute. Per questo motivo proteggere le labbra anche durante una breve esposizione al sole è importante quanto proteggere la pelle del viso e del corpo con le creme solari ed è di fondamentale importanza applicare una protezione adeguata anche sotto il rossetto.

Il massaggio autoabbronzante: dagli States un metodo per una tintarella invidiabile senza sole

Agosto è lontano e qualche domenica trascorsa al mare, o ahimè sul balcone di casa, in cerca di un po’ di colorito, non basta a smorzare il cadaverico bianco invernale.
Ma non disperate, se non avete tempo per un’abbronzatura al naturale, dagli States è arrivata una nuova tecnica che combina l’abbronzatura al relax: il massaggio autoabbronzante. Volete saperne di più?

Creme solari: dai numeri alle fasce la rivoluzione è nell’etichetta

Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, ci ritroviamo in farmacia, in profumeria o al supermercato a cercare di orientarci fra le varie opzioni di protezione delle creme solari.
Si va dal filtro zero allo schermo totale, con il rischio di non riuscire a scegliere, tra tutti quei numeri, la protezione adatta alla nostra pelle.

In effetti l’idea di misurare in cifre il livello di schermo non è molto funzionale, perchè non basta sapere che 9 è superiore ad 8, per valutare se quella crema ha un sufficiente fattore di protezione per la nostra pelle. Sarà per questo che alcune case produttrici hanno deciso di introdurre le meno complesse fasce sulle etichette dei prodotti solari.

Con la tintarella si vive di più

La tintarella fa bene. Uno studio Usa scopre che dalla luce solare arriverebbero più benefici che svantaggi. Un po’ più di sole potrebbe infatti aiutarci a vivere più a lungo, prevenendo alcuni tipi di tumore e di malattie cardiache. Lo dice la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Se molti studi hanno dimostrato che una lunga e protratta esposizione al sole incrementi la possibilità di contrarre un carcinoma alla pelle, secondo questa ricerca, è tutt’ altro che vero. Il sole rappresenta la principale fonte di vitamina D per l’uomo. E’ stato altresì evidenziato come una cospicua quantità di vitamina D protegga contro i melanomi della pelle, altre forme di tumori e malattie cardiovascolari. Ma come può una maggiore esposizione al sole portare a netti benefici per la salute?

I ricercatori hanno studiato diverse popolazioni esposte a latitudini differenti ed i risultati sono stati sorprendenti: le popolazioni dalla pelle e capelli molto chiare, appartenenti per lo più al nord Europa come Scandinavia o Regno Unito hanno una maggiore diffusione di melanoma e la percentuale di vitamina D nella pelle è minore con un aumento di tumori anche in altri distretti del corpo; spostandoci da nord a sud la situazione migliora progressivamente.