Una dieta troppo ricca di grassi è nemica anche del seno

Il consumo eccessivo di cibi troppo ricchi di grassi e zuccheri raffinati non danneggia solo la salute del cuore e delle arterie, ma espone anche al rischio di insorgenza del tumore al seno. Ad affermarlo Daniela Terribile chirurgo senologo al Policlinico Gemelli di Roma.

Un elevato indice glicemico, causato da un’alimentazione errata, espone infatti al rischio di tumore. Il dato è confermato dall’osservazione dell’aumentata incidenza del cancro al seno fra le donne di origine asiatica, tradizionalmente meno colpite da questa patologia, che vivono in occidente. Queste ultime infatti adottando un’alimentazione tipicamente occidentale perdono la protezione conferita loro da uno stile alimentare meno ricco di cibi grassi.

Tumore al seno. Una nuova speranza dalla Vitamina D

Uno studio dell’Università candese di Toronto presentato al congresso della Societa’ americana di oncologia (Asco) mostrerebbe l’efficacia della vitamina D nella lotta contro il cancro al seno e nel miglioramento della sopravvivenza delle pazienti. I ricercatori hanno riscontrato infatti una probabilità altissima di sviluppare metastasi (pari al 94%) e di andare incontro alla morte (il 73%) nelle donne affette da tumore della mammella che al momento della diagnosi mostravano una carenza di vitamina D.

Il campione analizzato è composto da 512 pazienti che avevano ricevuto la diagnosi tra il 1989 e il 1995, tutte sono state seguite fino al 2006. Nell’arco di dieci anni l’83% delle donne che mostravano buoni livelli di vitamina D nel sangue non avevano sviluppato metastasi e l’85% era sopravvissuta. Tuttavia, avvertono gli studiosi, sono necessarie ulteriori indagini prima di raccomandare alle donne con tumore al seno un’integrazione di vitamina D nella dieta. Infatti, nonostante la sua carenza sia piuttosto comune in questo tipo di patologia, i ricercatori, per loro stessa ammissione, non sono ancora riusciti a stabilire se si tratti di una casualità.

I multivitaminici responsabili del cancro al seno?

I multivitaminici sono ancora una volta sotto accusa. Mai come negli ultimi tempi si era parlato dei rischi dell’assunzione protratta di integratori alimentari. Una nuova preoccupante scoperta li associa con il cancro al seno.

Più precisamente, si tratterebbe di un riscontrato e considerevole aumento della densità del seno, legato al consumo di vitaminici.

Più sport meno tumore al seno: le giovani donne in movimento cresceranno protette

Un enorme studio effettuato su 65.000 donne e della durata di 6 anni annuncia che mantenersi in movimento fin dalla giovane età scongiura il rischio del tumore al seno. In Italia però solo il 24% delle donne, nel 2006, cioè 1 su 4, dichiara di praticare lo sport. Mentre è in aumento la percentuale delle bambine e delle donne ultra-45enni che va in palestra o esercita uno sport. Ma se si pensa che basterebbe fare 3 corse settimanali o camminate della durata di 13 ore a settimana per ridurre di un quarto il pericolo di sviluppare un tumore al seno, allora basterebbe poco anche per “mettersi in moto”. La giovane età è stata studiata perchè è il ciclo mestruale il promotore di certi rischi.

Tumore al seno: un vaccino per combatterlo

Si chiama Neuvax e sta aprendo grandi speranze per combattere il tumore al seno. E’ un vaccino che riesce ad aggredire le cellule cancerose facendole sentire “estranee” al sistema immunitario. Il tumore si chiama HER2-neu e prende il nome dall’HER2, cioè quella proteina-recettore prodotta in sovrabbondanza da alcune cellule del tumore. L’aspetto pericoloso di queste proteine-recettori sta nel fatto che si formano sulla superficie delle cellule tumorali e per questo risultano più aggressive ma soprattutto sono presenti in un quarto dei casi.

E il vaccino come agisce? Con un anticorpo monoclonale, il transtuzumab. Questo attacca l’HER2 ma anche le altre cellule tumorali. In questo modo ne possono usufruire le donne che sono già in cura e quelle in cui sono già presenti le metastasi. Mentre per le donne che ne vorrebbero usufruire come vero e proprio vaccino, il vantaggio sarebbe maggiore: l’obiettivo è lo stesso, colpire l’HER2, ma questo verrà aggredito sempre, senza sosta in maniera precauzionale.