Erbe aromatiche e spezie. Le proprietà benefiche dei sapori più antichi

Le erbe aromatiche e le spezie un tempo erano molto utilizzate non solo per insaporire cibi ma anche ottenere tisane, decotti, infusi o impacchi lenitivi. Il loro grande utilizzo in ambito gastronomico era dovuto alla loro facile reperibilità, mentre lo stesso non si poteva dire per il sale che un tempo non era un alimento alla portata di tutti, e che oggi ha quasi del tutto sostituito l’uso di aromi e spezie in cucina. Quanto alla loro origine le erbe aromatiche sono ottenute da foglie, fiori, radici e stimmi di piante aromatiche tipiche dell’area mediterranea, mentre le spezie sono estratte da bacche e corteccia di piante quasi esclusivamente di origine tropicale importate nel nostro paese sin dall’antichità. Possono essere consumate fresche, essiccate o sotto forma di oli essenziali.

Le erbe e le spezie hanno un ruolo fondamentale in cucina grazie allo loro capacità di esaltare il sapore dei cibi ma esse hanno anche il pregio di arricchire le pietanze di vitamine e minerali e renderle più digeribili. Inoltre, opportunamente utilizzate, possono essere di grande aiuto nella cura di piccoli disturbi. Il basilico, diffusissimo nella cucina mediterranea, ha proprietà disinfiammanti e digestive, mentre le foglie di alloro possono essere usate per ottenenere un decotto dalle proprietà digestive utilissimo anche per combattere l’aerofagia. Dalle bacche di alloro è poi possibile estrarre un olio essenziale con proprietà cicatrizzanti.

Il meno noto dragoncello esercita un’azione tonificante e digestiva e stimola l’appetito. Anologhe proprietà digestive ha la salvia, utile per stimolare le funzioni dell’intestino, ha un effetto balsamico sull’apparato respiratorio. Il cardamomo è utile in caso di problemi digestivi e il cumino è indicato in caso di aerofagia, nausea e problemi digestivi, l’anice stellato ha proprietà diuretiche mentre la cannella possiede proprietà antibatteriche. Infine, la noce moscata ha proprietà antisettiche e trova impiego nelle infezioni intestinali e in caso di diarrea, l’olio che se ne ricava può essere usato nel trattamento dei reumatismi, tuttavia essa va usata con molta parsimonia perchè ad alte dosi può essere abortiva.

Spermatozoi dal midollo osseo femminile. Non avremo più bisogno degli uomini per avere bambini

Arriva dall’Inghilterra la singolare notizia pubblicata dal settimanale britannico New Scientist secondo la quale un’equipe di scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne, dopo essere riuscita a trasformare cellule staminali maschili estratte dal midollo osseo in spermatozoi, avrebbe trovato il modo di fare lo stesso con le cellule staminali provenienti dal midollo osseo femminile. A guidare l’equipe di studiosi è il professor Karim Nayernia, biologo di origine iraniana, che si dice convinto di poter ottenere le prime cellule spermatiche femminili entro due anni. Contestazioni etiche a parte, secondo gli studiosi la scoperta potrebbe rappresentare un’eccezionale arma contro l’infertilità.

Le implicazioni culturali e sociali di questa scoperta sono notevoli e bisogna ammettere che essa apre uno scenario a dir poco fantascientifico. Infatti se davvero fosse possibile ottenere spermatozoi dal midollo osseo femminile le donne in futuro potrebbero avere dei figli in maniera del tutto autonoma, senza il coinvolgimento di alcun partner maschile, grazie allo sperma estratto dalle proprie cellule che sarà usato per fecondare gli ovuli. E non è tutto: Karim Nayernia sostiene che anche le cellule del midollo maschile potranno essere convertite in ovuli, permettendo anche agli uomini di concepire (perlomeno dopo aver trovato un utero “in affitto”) ricorrendo esclusivamente a spermatozoi e cellule uovo autoprodotte.

Grattatevi pure! Il prurito è una necessità, e fa (anche) bene

Quante volte non abbiamo saputo resistere alla tentazione di grattarci? Mentre ci troviamo soli soletti a casa nostra o peggio, in pubblico veniamo assaliti da una sensazione sgradevole: il prurito e con lui dalla voglia irresistibile di grattarci, anche in parti del nostro corpo che non andrebbero grattate…soprattutto quando siamo in compagnia. Ebbene quando cediamo il prurito scompare lasciando il posto a una piacevole sensazione di sollievo, di appagamento, possiamo tornare a rilassarci. Ma perchè accade tutto questo?

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti grattarsi è un bisogno inderogabile in risposta allo stimolo del prurito perchè attiva la corteccia prefrontale, centro neurologico deputato al compimento degli atti compulsivi (quelli cioè che non possiamo fare a meno di compiere), disattivando allo stesso tempo le aree cerebrali coinvolte nella percezione delle sensazioni spiacevoli. Questo meccanismo neurale sarebbe quindi alla base del potere mostrato dall’atto del grattarsi di spazzare via dal cervello le ’emozioni negative’.
Ma da cosa nasce il prurito e di conseguenza il bisogno di grattarsi?

Il prurito è causato da una stimolazione dei recettori nervosi sparsi sulla cute e può costituire una reazione a stimoli esterni (prurito esogeno) o interni (prurito endogeno). Fra le cause del prurito esogeno troviamo eczemi, dermatite seborroica, psoriasi, allergie, reazioni da farmaci, orticaria, micosi, punture di insetti, eritema solare. Sono cause del prurito endogeno prurito senile, malattie epatiche, diabete, malattie della tiroide, gravidanza, parassiti intestinali. Altre volte il prurito è legato a problemi circolatori e neurologici o a fattori psicogeni. Il prurito quindi può rappresentare un segnale che ci indica la possibile presenza di una patologia specifica.