La degenerazione maculare: cos’è e come prevenirla

La degenerazione maculare è una patologia grave che può portare alla cecità, ma già i primi sintomi compromettono pesantemente la vita quotidiana: riconoscere la fisionomia delle persone, fare la spesa, leggere, guardare la televisione diventa quasi impossibile.

Nonostante ciò la degenerazione maculare legata all’età (DMLE) è quasi del tutto sconosciuta ai due terzi degli italiani. Per questo è particolarmente importante la “Campagna mondiale sulla degenerazione maculare senile“, cui aderisce Per Vedere Fatti Vedere Onlus.

 Dal 21 al 27 settembre verranno organizzate diverse attività allo scopo di far conoscere questa patologia e verrà presentata la “Carta dei diritti dei pazienti con degenerazione maculare senile e glaucoma“. Le cause della malattia sono riconducibili ad invecchiamento e fattori genetici, ma anche a particolari condizioni ambientali e stili di vita scorretti.

Scompenso cardiaco, un problema per 600mila italiani

Sono circa 600mila gli italiani affetti da scompenso cardiaco, e sono circa 90mila i nuovi casi registrati ogni anno nel nostro paese.

Lo scompenso cardiaco rappresenta una condizione patologica nella quale il muscolo cardiaco non è più in grado di pompare sangue a sufficienza per tutto il corpo: il cuore cioè non si riempie adeguatamente di sangue e non è abbastanza forte da svuotarsi in modo da immetterne abbastanza nell’organismo, con conseguente carenza di ossigeno per gli organi e aumento di volume del cuore stesso.

Spesso rappresenta l’evoluzione di patologie come l’ipertensione arteriosa, cardiopatie congenite, infarto del miocardio.

I primi sintomi di scompenso cardiaco sono generalmente rappresentati da un senso di stanchezza o debolezza, respiro corto o mancanza di fiato (soprattutto dopo uno sforzo o quando si è distesi), tosse, vertigini e stati confusionali.

I rimedi naturali per non dimenticare

Le nostre capacità cognitive, se non sono mantenute in esercizio, con l’età decadono e quasi si atrofizzano come se fossero un muscolo che deve essere stimolato continuamente per mantenersi tonico.
Quindi il nostro scopo, a livello preventivo, dovrebbe essere quello di trovare sempre attività e hobbies capaci di tenere in esercizio la mente e la memoria, così da godere di una salute mentale lunga e duratura.

 Generalmente i medicamenti utilizzati in questi casi riguardano le facoltà cognitive e l’intelligenza. Del resto la memoria è una facoltà onnipresente nell’attività cerebrale che condiziona l’acquisizione e lo stoccaggio delle informazioni ricevute. I tre medicamenti omeopatici solitamente impiegati nei deficit dimemoria, associati poi ad altri segni mentali che li differenziano, sono: Anacardium orientale, KaJjurn phosphoricum e Lycopodium clavatum.

Ovviamente, come si è soliti fare in medicina omeopatica, lo specialista prima di prescrivere un particolare rimedio farà un quadro della tipologia della persona alla quale il rimedio stesso dovrà essere somministrato.
La terapia prevede l’assunzione di granuli a diverse diluizioni omeopatiche centesimali. Ma vediamo le differenti tipologie.

Prevenire il rischio di cadute con il Ritalin

La terza età non è solo la fase della vita in cui gli organi e i tessuti invecchiano, dando il via ad una lenta degenerazione dell’organismo: ad indebolirsi sono anche le ossa, che non guariscono velocemente come da giovani dalle fratture e che non sostengono allo stesso modo il corpo.
Questo aumenta il rischio di caduta, incidente comune tra le persone anziane e spesso una tra le principali cause di mortalità per chi è più avanti con gli anni.

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno ora messo a punto una nuova terapia per arginare la perdita di equilibrio, evitando così di cadere.
Grazie al Ritalin, principio farmacologico utilizzato comunemente per i disturbi che colpiscono i bambini affetti da sindrome di iperattività, è possibile migliorare le abilità cognitive e motorie degli anziani, scongiurando il pericolo di gravi cadute.
Questa straordinaria scoperta porta la firma del Prof. Jeffrey M. Hausdorff della Sackler School of Medicine ed è stata pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society.

Contro la depressione provate con i…nipotini!

In quanti modi è possibile combattere la depressione? Ne abbiamo sentite tante, dai farmaci, alla cromoterapia, dallo yoga al volontariato agli hobbies più disparati. Eppure uno dei modi più naturali per sconfiggere il male oscuro che fa sprofondare in un baratro di apatia è anche uno di quelli più palesi, che spesso ci ritroviamo davanti agli occhi, ovvero una vita sociale soddisfacente che ci faccia sentire d’aiuto, indispensabili a qualcuno.

La depressione, soprattutto nelle persone anziane, deriva dal senso di inutilità e da quell’isolamento dal mondo che rende vano ogni gesto, ogni sforzo per rientrare in contatto con la realtà. Spesso questa monotonia dell’animo può venire interrotta dalla nascita di un nipotino, una gioia talmente grande da scuotere e risvegliare alla vita le persone entrate nella terza età.

Sesso: rapporti in aumento tra il nonno e la nonna

 

Un luogo comune vuole che le persone più anziane abbiano una libido quasi del tutto spenta, con un drastico calo del desiderio sessuale seguito dall’interruzione dei rapporti con il partner.
In effetti, andropausa e menopausa sono periodi molto difficili per la vita sessuale di un uomo e di una donna in cui le occasioni e gli stimoli per fare sesso vengono spesso a mancare.

 

Tuttavia, una recente ricerca condotta in Svizzera e pubblicata on line dal British Medical Journal, dimostra proprio il contrario: negli ultimi quindici anni il sesso tra over settanta è aumentato notevolmente.

Il “rumore” del cervello aumenta con l’età

Forse non tutti lo sanno, ma il nostro cervello fa rumore, un po’ come le linee intermittenti che disturbano e rendono unici allo stesso tempo i vecchi films.
Fino ad oggi, i neuroscienziati avevano creduto che questo ronzio, rilevabile tramite strumenti di alta tecnologia, non fosse determinante nell’attività cerebrale.

Gli studiosi sospettavano che diminuisse con l’età, non appena la complessa attività neurale dei bambini si regolarizzava e i processi mentali divenivano sempre più efficienti.
Ma nuovi studi dimostrano che non è così e che il rumore cerebrale, al contrario, aumenterebbe con l’avanzare degli anni.

Fratture al femore: un nuovo farmaco contro l’osteoporosi

Ogni anno, in Italia, sono circa 80.000 le persone che si fratturano il femore. Uomini e donne (soprattutto donne over 70) che, in un solo giorno, passano da una condizione di buona salute ad uno stato di dipendenza e assistenza a lungo termine. E, come se non bastasse, col rischio di andare incontro, nel 25% dei casi, ad una seconda frattura. Questi eventi traumatici compromettono gravemente la qualità di vita e comportano costi significativi in termini di ospedalizzazione e riabilitazione. Spiega Umberto Tarantino, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Locomotore – Università degli Studi di Roma Tor Vergata:

Il fenomeno delle rifratture è correlato al fatto che la maggior parte delle pazienti non si presenta neppure alla prima visita di controllo in ospedale, un mese dopo l’intervento al femore. Il risultato? il fatto di non essere seguite in modo adeguato si traduce, inevitabilmente, in complicazioni e rifratture. Inoltre, tra le pazienti che iniziano un trattamento terapeutico, il tasso di aderenza alla terapia è inferiore al 50% il che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione dalla ri-frattura”.

Uomini: attenti alle uova!

Un eccessivo consumo di uova è legato ad un aumento del rischio di mortalità.
La relazione dannosa è valida solo per gli uomini e si riferisce ad una media settimanale che superi le sette uova.

E’ quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori americani e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.
Gli esperti, basandosi sui risultati della ricerca, consigliano agli uomini di mezza età di ridurre drasticamente il consumo di uova. Cerchiamo di capire perchè.