Occhio operato da robot chirurgo, primo intervento al mondo

Un robot chirurgo, sapientemente guidato dalla mano di un chirurgo, ha operato l’occhio di un paziente rimuovendo una membrana spessa un centesimo di millimetro. Si tratta del primo intervento al mondo di questo genere. L’intervento, che è andato benissimo e in linea con le aspettative, è stato eseguito  in un ospedale dell’Università di Oxford, sul 70enne sacerdote Bill Beaver.

Cambiare sesso per ritrovare serenità?

Nel convegno sulla disforia di genere che ha avuto luogo lo scorso 12 settembre a Verona è stata Vittoria Schisano a portare la sua testimonianza diretta. L’attrice, che è stata una delle prime a intraprendere un lungo e tortuoso percorso che l’ha portata a cambiare sesso per ritrovare la serenità che tanto le mancava, ha raccontato la sua esperienza personale e tutte le difficoltà legate a una  presa di coscienza difficile da gestire.

Le 5 migliori serie televisive sulla medicina

Sono tante le serie televisive sulla medicina e alcune sono diventate molto popolari anche in Italia. Chi non si ricorda di un George Clooney alle prime armi impegnato a districarsi tra i corridoi dell’ospedale di Er – Medici in Prima Linea? Insomma basta solo fare mente locale e gli esempi di prodotti tv che approfondiscono le dinamiche tipiche degli ospedali fioccano che è una meraviglia. Vediamo quali sono le 5 migliori serie tv sulla medicina che si sono succedute in questi anni.

Appendicite: potrebbe essere possibile curarla con gli antibiotici

Antibiotici al posto della chirurgia. Potrebbe essere questa la miglior cura per i casi di appendicite, o almeno quella in cui l’appendice non è perforata, secondo gli autori di uno studio americano. Secondo i ricercatori l’appendicite, che oggi viene sempre curata con l’intervento chirurgico, sembra essere simile ad una malattia chiamata diverticolite non perforante che capita in età adulta, e che spesso viene trattata con gli antibiotici.

Si presume, ma non è mai stato provato, che l’appendice possa essere perforata se l’appendicectomia non viene eseguita immediatamente. Vi è un crescente corpo di indizi che suggerisce che non è così

afferma uno dei ricercatori. Un campione statistico di dati provenienti da registri ospedalieri di diverse parti degli Stati Uniti ha rivelato una correlazione tra l’appendicite non perforata e la diverticolite non perforante.

Prostata, laser verde per una chirurgia meno invasiva

La prostata è uno degli organi interni che più crea problemi all’uomo, specialmente con il suo avvicinarsi alla terza età: ipertrofia (ingrandimento, n.d.r), infiammazione, in alcuni casi tumori (come nel caso del regista Mario Monicelli recentemente scomparso, n.d.r.), mettono a dura prova la vita della persona che si trova costretta talvolta, per patologie pregresse, a non poter intervenire chirurgicamente in caso di ipertrofia.

Ora grazie a Greenlight, conosciuto più tradizionalmente come il laser verde, è possibili operare in tutta sicurezza e con meno fastidi e disagi per il paziente.

Emergency: medicina contro la guerra

9 dipendenti di Emergency sono stati arrestati. Tra questi 3 italiani. E’ successo in Afganistan, dopo il ritrovamento di esplosivi all’interno dell’ospedale creato dall’associazione a Lashkar-gah. L’accusa è quella di avere complottato per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Gino Strada ha dichiarato

«E’un rapimento mascherato da arresto. È iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad un’offensiva militare in quelle regioni».

Emergency è sempre stata vista come un “disturbo” in quei luoghi, un qualcosa da combattere, ma con il suo lavoro è riuscita a dare fiducia alle vittime quotidiane di una guerra orribile e senza limiti. Per questo è ancora più scomoda. Ma chi sono i tre volontari italiani?

Incontinenza e prolasso nelle donne: nuove tecniche chirurgiche

 

La gravidanza, il parto, il sovrappeso, gli ormoni e la menopausa: sono tutti fattori di rischio urogenitali per la donna. Circa 3 milioni di italiane dai 50 anni in su soffrono di prolassi uro-genitali ed incontinenza da sforzo (IUS). Sono dati emersi nel recente Congresso italiano di Urologia che si è svolto a Milano. Si tratta di un problema serio, soprattutto dal punto di vista emotivo e sociale, che rischia di isolare quelle donne che già hanno difficoltà ad accettare il tempo che passa. 

La questione però forse sta nella corretta informazione. Non tutte le donne si rivolgono ad uno specialista, per pudicizia ed imbarazzo, ma soprattutto perché non conoscono le nuove possibilità chirurgiche per la risoluzione di questi disturbi. Nel passato infatti  per trattare un prolasso genitale (cioè l’abbassamento della sede naturale di una o più strutture pelviche: vescica, utero e retto), si procedeva con una isterectomia ovvero con l’asportazione totale dell’utero e le sue immediate complicanze.

Radiografia in 3d, un aiuto alla chirurgia dall’ Università di Pisa

La radiologia, tecnica diagnostica ideata già nel 1895 dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, viene impiegata in medicina per la diagnosi di eventuali problematiche, ma anche come valido supporto per le operazioni chirurgiche. Dalla sua nascita ad oggi sono state tante le evoluzioni che hanno interessato le radiografia, dovute sopratutto alla conoscenza e lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Il team di ricerca operativo presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, ha fatto un vero e proprio passo avanti in questa direzione sviluppando un software per la radiologia tridimensionale, grazie anche al know how di Vincenzo Ferrari, giovane ingegnere premiato dal Movimento italiano modellistica e simulazione per la sua tesi di dottorato sul’argomento del 3d in medicina, una tecnologia che può essere di grande aiuto sopratutto nelle varie fasi della chirurgia.

Chirurgia bariatrica: occorrono nuovi centri specializzati

Tempi d’attesa medi superiori ad un anno per le persone affette da obesità che decidono di sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica. Sono cinque milioni gli italiani obesi, 3500 dei quali ogni anno decidono di ricorrere al bisturi non solo per perdere peso, ma anche per alleviare o curare le complicanze mediche che l’obesità porta con sè.

Il problema delle lunghe liste di attesa si presenta immutato da Nord a Sud della penisola, dove si contano 91 centri specializzati presenti in ogni regione: capofila è la Lombardia che ne ospita 26, seguita da Lazio e Sicilia che contano sul loro territorio rispettivamente 19 e 13 strutture. “Fanalino di coda” Puglia e Liguria con solo 5 centri specializzati.

Sale operatorie sempre più sicure, ma attenzione agli errori umani

Le sale operatorie degli ospedali italiani sono sempre più sicure grazie all’impiego di tecnologie e strumenti d’avanguardia. Ad affermarlo Antonio Mussa, direttore del Dipartimento di oncologia dell’azienda ospedaliera Le Molinette di Torino, durante la presentazione dell’VIII Convegno di primavera della Società italiana di chirurgia (Sic), che si svolgerà venerdi 9 e sabato 10 Maggio a Torino. Attualmente infatti sono quasi pari allo zero gli “incidenti” dovuti a problemi tecnici, che in passato erano i più frequenti.

Oggi invece, nell’80% dei casi, questi dipendono da errori umani che spesso è possibile scongiurare. Ed è proprio di questo che intendono occuparsi i chirurghi italiani con l’introduzione del protocollo di sicurezza IDEA (Identificazione degli eventi avversi) che sarà adottato in via sperimentale, con il sostegno economico del MIUR, proprio all’ospedale torinese delle Molinette. Il protocollo, simile a quelli già adottati presso alcuni ospedali italiani, prevede il monitoraggio di tutte le fasi dell’intervento ospedaliero dalla preparazione dei farmaci fino alla sala operatoria e contiene suggerimenti precisi per i chirurghi come quello di segnare già in corsia la parte da operare (si stima, afferma lo stesso Mussa, che nel nostro paese la percentuale di operazioni svolte su organi o parti del corpo sbagliate sia del 23,1%).

Siamo tutti un pò stupidi. Ma non è niente di preoccupante

”Due cose sono infinite: l’universo e la stupidita’ umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi”. Albert Einstein

A tutti è capitato qualche volta nella vita di pensare che il nostro interlocutore del momento fosse un pò stupido. Ebbene adesso sappiamo che forse lui in quel momento pensava lo stesso di noi. La stupidità infatti è una caratteristica inconsapevole come affermava lo storico ed economista Carlo Cipolla, che ha definito la persona stupida come colui o colei che reca un danno ad altri senza ottenere da questo alcun vantaggio, anzi spesso subendo un danno essa stessa. Oltre ad essere inconsapevole la stupidità sarebbe recidiva, poichè porta a ripetere sempre gli stessi errori, e contagiosa.

La notizia è che in tutti noi, anche in coloro che si ritengono, o ancora meglio, sono ritenuti, normalmente intelligenti vi è un pizzico di stupidità che, lungi dall’essere un danno, almeno quando si presenta in maniera episodica, ha un’eccezionale valenza evolutiva. Compiere gesti che esulano dall’ordinario e che potrebbero anche solo per questo essere definiti stupidi (è il parere di Gianfranco Livraghi, autore de ‘Il potere della stupidità”) può infatti condurci a commettere errori che se riconosciuti e corretti possono rappresentare un passo verso l’acquisizione di nuove e maggiori conoscenze.