Scambio di embrioni shock a Roma, i bimbi nasceranno

Hanno desiderato tanto dei figli loro, salvo poi scoprire che i bimbi che la donna porta in grembo dopo la fecondazione assistita non sono i suoi. Le sono stati impiantati degli embrioni sbagliati che ora hanno quattro mesi e mezzo. E che vedranno la luce come se fossero i suoi figli.

Clonazione umana terapeutica: la svolta decisiva

La clonazione umana è ad un punto di svolta. E’ una frase semplice e concisa dai risvolti complicatissimi, proprio quelli etici legati alla clonazione dell’essere umano. In nuovo input alla questione è stato dato dalla pubblicazione di uno studio sulla prestigiosa rivista Cell, portato avanti da un gruppo di scienziati della Oregon Health & Science University e dell’Oregon National Research Center, negli USA: partendo da cellule staminali adulte della pelle, sono riusciti a creare cellule staminali embrionali, con tutte le potenzialità terapeutiche del caso e senza l’utilizzo di embrioni.

Fecondazione assistita: embrione da tre donatori?

Quando si parla di fecondazione assistita, l’Italia è indubbiamente uno dei paesi europei più indietro in quanto a normativa, ma la Gran Bretagna rischia di divenire il più “evoluto”: potrebbe essere il primo stato a consentire la “creazione” di embrioni con il dna di tre persone.

Nuovo no alla fecondazione eterologa

Nuovo no alla fecondazione eterologa. L’ennesimo divieto giunge dalla Consulta, chiamata a decidere sulla legittimità costituzionale dell’obbligo di fecondazione omologa fissato dalla legge 40 del 2004 in materia di procreazione assistita. Una risposta ancora una volta negativa in un momento in cui sempre più interlocutori richiedono a gran voce una modifica della stessa.

94 embrioni perduti al San Filippo Neri di Roma

94 embrioni sono stati persi al centro di procreazioni assistita del San Filippo Neri di Roma a causa di un guasto all’impianto di azoto liquido per la crioconservazione di materiale biologico. Inoltre, sono andati distrutti anche 130 ovociti e 5 campioni di liquido staminale. L’incidente ha danneggiato 34 coppie che si erano affidate all’ospedale per coronare il sogno di essere genitori, e per alcuni, quelle provette erano forse l’ultima spiaggia.

Obama finanzia le ricerche sulle staminali, proteste dal Vaticano

Nonostante il no della Chiesa, Barack Obama continua a mantenere le promesse elettorali, e come preannunciato durante le conferenze dei mesi scorsi, ha eliminato la legge che vietava i finanziamenti alle organizzazioni non governative pro-aborto, e alla ricerca sulle cellule staminali.

Il tema è piuttosto controverso, dato che è dibattuto da oltre vent’anni. Negli anni ’80 il presidente repubblicano Ronald Regan si oppose all’aborto, ed eliminò lo stanziamento dei fondi che lo riguardavano. Bill Clinton li riammise, ma Bush jr. li cancellò nuovamente. Adesso Obama li ripristina ancora, scatenando le polemiche con la Chiesa che tenta di controllare la politica anche negli Stati Uniti, come già succede in Italia.

Ecco la nuova clonazione: vicini i bebè su misura


Ci siamo, ecco la nuova frontiera nel campo della clonazione. L’esperimento, finora, è stato fatto solo sui topi. Ma ha funzionato. E talmente bene da spingere uno scienziato come Robert Lanza a lanciare l’allerta.

Sarebbe del tutto fuori dall’etica

– ha detto il biologo della Advanced Cell Technology, azienda californiana di ricerche biotecnologiche –

ma siamo ormai a un passo dal poter “fabbricare” cloni umani su misura

La tecnica: paradossalmente fu salutata con entusiasmo dalla Chiesa perché avrebbe permesso di ottenere cellule staminali (capaci di curare Parkinson e Alzheimer) senza usare embrioni. Ma la stessa tecnica può portare altrove.

Basta prendere cellule della pelle di una cavia, “riprogrammarle” e inserirle in un embrione per ottenere un clone

spiega Lanza.

Un clone che potrebbe avere una quantità a piacere dei geni di chi ha dato la pelle. Con la pelle di Einstein si potrebbe creare un figlio con il 70% dei geni di Einstein

Test genetici sugli ovuli. Prima gravidanza in Italia

Una donna italiana affetta dalla malattia di Charcot-Marie-Tooth metterà al mondo una bambina sana grazie alla diagnosi preconcepimento , un tecnica di diagnosi prenatale effettuata non sull’embrione (pratica vietata nel nostro paese dalla legge 40) ma sull’ovulo. La donna ha avuto un’altra bimba, che oggi ha cinque anni, nata anch’essa perfettamente grazie alla diagnosi preimpianto in un un momento in cui nel nostro paese questa non era vietata. Dopo l’approvazione della legge 40 però la donna, che attualmente è al terzo mese di gravidanza, aveva dovuto andare in Turchia per cercare di avere un secondo figlio.

A realizzare il sogno della futura mamma sono stati però il biologo molecolare italiano Francesco Fiorentino , direttore del laboratorio Genoma di Roma, ed Ermanno Greco direttore del Centro di procreazione assistita dell’European Hospital capitolino, mediante la Diagnosi genetica preconcepimento (PCGD). La tecnica è stata illustrata sul numero di Gennaio della rivista “Prenatal Diagnosis” e prevede che l’analisi venga condotta sul globulo polare, una cellula che viene prodotta durante l’ovulazione e che può dare informazioni sul patrimonio genetico della donna. In questo modo tutti gli embrioni ottenuti saranno sani poichè derivanti da cellule uovo che non presentano alcuna anomalia.

Arriva dalla Gran Bretagna l’utero in silicone

Un piccolissimo dispositivo di silicone sarà testato su 40 donne in Gran Bretagna, per far crescere nell’utero materno sin da subito dopo la fecondazione gli embrioni ottenuti in provetta. Ad annunciarlo il settimanale britannico New Scientist. La tecnica, a patto di mostrarsi efficace, permetterà di ridurre il numero di cellule uovo da utilizzare per la fecondazione artificiale e limitare la stimolazione ovarica delle donne infertili che si sottopongono a una terapia ormonale molto forte per produrre più ovociti da fecondare con il seme maschile.

La tecnica attualmente in uso prevede che una volta ottenuti mediante la fecondazione in vitro (FIVET), gli embrioni vengano messi dentro a un’incubatrice per qualche giorno. Al termine dell’incubazione alcuni di essi vengono scelti per essere impiantati nell’utero materno. Il cosiddetto utero di silicone sostituisce l’incubatrice permettendo agli embrioni di essere inseriti sin da subito in un ambiente naturale favorevole al loro sviluppo e aumenta le loro probabilità di sopravvivenza. Il sistema finora era stato testato solo in Belgio con risultati definiti incorraggianti ma che necessitano di ulteriori approfondimenti, per questo motivo ulteriori sperimentazioni verranno condotte in Gran Bretagna.

Fecondazione assistita. In aumento il turismo procreativo.

Com’è noto la legge 40, che regola il ricorso alla fecondazione assistita nel nostro paese, vieta la fecondazione eterologa . Come conseguenza di questo limite sono ormai moltissime le coppie infertili che intraprendono viaggi della speranza all’estero per poter avere accesso a questo tipo di tecnica. Le tecniche omologhe (quando cioè le cellule uovo appartengono entrambe a quelli che saranno poi i genitori del nascituro) di fecondazione assistita infatti non sono utili per quelle coppie rese infertili da condizioni mediche relative a uno dei due partner (ad esempio un tumore) o che sono affette da malattie geneticamente trasmissibili . Per queste coppie spesso l’unica speranza è rappresentata dalla fecondazione eterologa nella quale, cioè, una delle due cellule uovo appartiene a un donatore esterno alla coppia.

E’ dunque in enorme aumento il numero delle coppie che ripiegano verso gli altri paesi d’Europa per realizzare il proprio sogno di diventare genitori, sarebbero state infatti quasi 4000 le coppie che tra il 2004 e il 2005, dall’entrata in vigore delle legge nel Marzo del 2004, si sono recate all’estero per questo motivo. E il dato è in costante aumento. A rilevarlo è l’Osservatorio Turismo procreativo, il cui presidente, Andrea Borini, sottolinea anche il vertiginoso aumento di siti in lingua italiana di centri per la procreazione esteri. La meta più perseguita dalle coppie italiane è da sempre la Spagna, seguita da Belgio, Svizzera e Turchia.

Fecondazione eterologa. Un figlio a tutti i costi?

Negli ultimi anni è aumentato il numero di coppie che ricorre alla procreazione assistita per avere un figlio. Questo ha sollevato numerose questioni etiche e giuridiche soprattutto riguardo al ricorso alla fecondazione eterologa quando cioè ad essere utilizzati sono cellule uovo o spermatozoi di un donatore esterno alla coppia.

Col termine fecondazione assistita si fa riferimento a una molteplicità di tecniche più o meno complesse, è possibile infatti distinguere tecniche di fecondazione assistita di primo e di secondo livello, tra le prime il monitoraggio ecografico dell’ovulazione attraverso il quale tramite ecografia si individua il momento in cui avviene l’ovulazione e si scelgono di conseguenza i momenti più indicati per avere rapporti sessuali fecondi, e l’inseminazione intrauterina che consiste nell’indurre un’ovulazione un pò più “abbondante del normale” e introdurre il seme opportunamente preperato direttamente nell’utero. Fra le tecniche di secondo livello abbiamo la cosiddetta FIVET ossia l’inseminazione in vitro con ottenimento dell’embrione al di fuori del corpo della donna e successivo impianto in utero, indicata nel caso l’infertilità sia dovuta a endometriosi, problemi tubarici e alcuni tipi di infertilità maschile, e, infine la fecondazione in vitro con prelievo chirurgico degli spermatozoi.