Diabete: da Capri a Sorrento a nuoto per sconfiggere la malattia

Monica Priore è un’atleta di 34 anni che ha appena stabilito un record. Ha attraversato a nuoto il tratto di mare che porta da Capri a Meta di Sorrento: 21 chilometri, la traversata più lunga che in Europa abbia mai fatto una persona affetta da diabete.

In particolare, la grintosa brindisina, soffre di diabete di tipo I, diagnosticato all’età di 5 anni ed il suo percorso attraverso questa malattia è stato lungo e sicuramente non facile.

Lo ricorda sempre quando vince una gara, anche contro professioniste sane, o quando si cimenta positivamente in altre iniziative del genere.

Il suo obiettivo e la sua forza partono ed arrivano sempre allo stesso punto: dimostrare agli altri diabetici, in particolare ai bambini e agli adolescenti che è possibile avere una vita normale anche con questa patologia.

La famiglia del diabetico

Nello spazio di una generazione, l’approccio dei medici nei confronti del diabete è cambiato.

«La famiglia è sempre più coinvolta, da tempo ormai le è ri­chiesto di divenire protagonista pro­positivo e attivo della cura»

spiega Riccardo Schiaffini, diabetologo pe­diatra presso il Servizio di diabetolo­gia pediatrica dell’Irccs Ospedale Bambino Gesù di Roma che come specialista, ha imparato a ritagliarsi un ruolo diverso: quello di educato­re, motivatone e consulente. Il para­gone più spesso citato è quello del­l’allenatore di una squadra o di un atleta. Non è una delega, quanto il ri­conoscimento di una situazione di fatto.

«Questo è l’ap­proccio che — sul breve e sul lungo termine — dona i migliori risultati»

conferma Schiaffini. Nello stesso arco di tempo però la fa­miglia è cambiata. E’ più flessibile, for­se più libera

«ma anche più insicura e affaticata»

prosegue Schiaffini. Or­mai in molte famiglie ambedue i ge­nitori lavorano a tempo pieno, nonni e parenti vivono lontano, separazioni e divorzi rendono la famiglia anche strutturalmente più fragile. Annalisa Saggio, psicologa presso il Centro di Diabetologia Pediatrica dell’Azienda Policlinico di Catania conferma:

«Davanti alle necessità poste dall’esordio del diabete nel figlio, la famiglia spes­so trova e mobilita al suo interno energie e ricchezze che non sapeva di avere. Coppie o famiglie che si per­cepivano fragili trovano nella risposta data alla ‘sfida-diabete’ motivi di autostima e di rafforzamento»

Certo capita anche il contrario. Il diabete può esordire in famiglie già deboli o in famiglie felici ma com­plesse e allargate.

«Non è detto che la separazione peggiori automaticamente la gestione del diabete»

continua la Saggio

«in tutte le coppie il ruolo operativo primario è affidato ad uno dei due genitori, quasi sempre la madre»

Terapia per il diabete con il microinfusore

“Il passaggio alla terapia con microinfusore mira ad un migliore controllo glicemi­co che corrisponde ad un miglioramento radicale nella qualità della vita, percepibile anche quando i risultati dal punto di vista glicemico non sono significativi”

nota Biagio Tizio, responsabile del Centro di Diabetologia di Eboli, confermando l’opinione di centinaia di persone al­cune delle quali affermano, con una punta di esagerazione, di ‘non sentir­si più diabetici’. Esagerazione perché, come sottolinea Biagio Tizio, che ha iniziato nel 2000, tra i primi in Cam­pania, ad impiantare il microinfusore,

«chi pensa che il microinfusore serva a stare tranquilli e sereni, dimenti­cando il diabete e trascurando i con­trolli ha proprio sbagliato strada».

Molti diabetologi concordano sul fatto che

«il microinfu­sore non richiede affatto un minor impegno da parte della persona con diabete. Anzi, si potrebbe dire l’op­posto»

Diabete, la nuova epidemia

 

Il diabete è ormai una vera epidemia. Lo afferma l’OMS: gli esperti da tempo puntano il dito sui dati sconfortanti che riguardano la diffusione della malattia. Ne soffrono in Italia 3 milioni di persone. In tutto il mondo entro il 2030 i diabetici saranno circa 435 milioni. Dati allarmanti cui è necessario fornire risposte immediate e urgenti.

Per essere più precisi, secondo l’ ISTAT, il 4.5% degli italiani (il 14,5% tra i soggetti di età pari o superiore a 65 anni) è affetta da diabete mellito, in gran parte di tipo 2; il 3% della popolazione italiana è affetto da alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati e quasi un terzo dei diabetici non sa di essere malato. Il picco dell’incidenza si ha in Campania con 300.000 diabetici tra i 18 ed i 64 anni e soprattutto colpiù alto tasso di mortalità nazionale per questa patologia.

Un BlackBerry per misurare la glicemia

Un BlackBerry per la misurazione della glicemia: è solo l’ultima delle tante iniziative che la tecnologia offre ogni giorno  per migliorare la qualità della vita dei cittadini, con particolare riferimento all’ambito medico-sanitario. Il nuovo servizio è offerto da Telecom Italia e si chiama [email protected] Diabete. Ma come funziona? Il dispositivo diagnostico in vitro DominoMobile Meter, effettua la misurazione della glicemia (volendo anche del colesterolo e dei trigliceridi) e la trasmette via bluetooth al telefono cellulare.

Sul display di quest’ultimo si potranno leggere i risultati. Non solo: attraverso una nuova connessione sarà possibile trasmettere i dati ad un applicativo web contenuto nel Data Center della Telecom. Il paziente potrà così consultare in caso di necessità il proprio “diario glicemico”, archiviato in formato elettronico ed aggiornato automaticamente, direttamente dal BlackBerry o dal PC. Anche l’équipe medica di riferimento, che segue la persona diabetica, potrà consultare i medesimi dati e trarne le dovute conclusioni.

Aspettative di vita ridotte con fumo, ipertensione e obesità

Un nuovo studio svolto da un gruppo di ricercatori negli Stati Uniti (il primo volto ad esaminare gli effetti di quattro fattori di rischio prevenibili sulla speranza di vita in tutta la nazione), suggerisce che il fumo, l’ipertensione, la glicemia elevata, il sovrappeso e l’obesità riducono l’aspettativa di vita negli Stati Uniti da 4,9 anni negli uomini a 4,1 anni nelle donne.

Gli autori spiegano che l’aspettativa di vita e la salute globale, negli ultimi anni, sono aumentati negli Stati Uniti. Ma alcuni gruppi vivono più a lungo e una vita più sana di altri, e le disparità con altri gruppi sono ampie e persistenti.
Per esempio, in media, la vita di uomini e donne di colore negli Stati Uniti è rispettivamente 6,3 e 4,5 anni più breve di quella di uomini e donne bianchi.

Il pancreas artificiale sbarca in Italia

Buone speranze per i malati di diabete. La nuova invenzione denominata “angelo custode”, che simula un pancreas artificiale è finalmente sbarcata in Italia. Questo nuovo dispositivo, ideato dai ricercatori dell’Università di Cambridge, seppur non risolverà del tutto i problemi di chi soffre di diabete, almeno ne allevierà le pene. Ed anche di molto.

Uno dei numerosi problemi che affliggono un diabetico è senza dubbio quello di dover ricorrere all’insulina anche di notte. Questo dispositivo invece si indossa come un marsupio (ha la grandezza di un cellulare) e ne regola la quantità, senza che il malato debba far nulla. Ma l’eccezionalità di tale macchinario non finisce qui.

Diabete di tipo 1: va bene contare i carboidrati, ma non limitiamoci a questo

Tenere sotto controllo i carboidrati può aiutare le persone con il diabete di tipo 1 a controllare la loro glicemia. Ma devono anche essere attenti a non contare solo sui carboidrati, dicono i ricercatori. Il counseling nutrizionale per bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 raccomanda spesso di contare i carboidrati. Dal calcolo in grammi di un pasto o uno spuntino, i diabetici possono stare attenti ai livelli di zucchero nel sangue ed adeguare le loro dosi di insulina in modo appropriato.

Ma nel nuovo studio, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, i ricercatori hanno scoperto che a volte si pone troppa enfasi sulla quantità di carboidrati a scapito della qualità della dieta. Nelle interviste di 35 persone tra gli 8 e i 21 anni, e dei loro genitori, i ricercatori hanno scoperto che alcuni preferivano alimenti confezionati trasformati a tutti gli altri alimenti, come frutta, cereali integrali e legumi, perché il contenuto di carboidrati era scritto sulle etichette dei prodotti, mentre sui cibi naturali non c’è.

Scompenso cardiaco, un problema per 600mila italiani

Sono circa 600mila gli italiani affetti da scompenso cardiaco, e sono circa 90mila i nuovi casi registrati ogni anno nel nostro paese.

Lo scompenso cardiaco rappresenta una condizione patologica nella quale il muscolo cardiaco non è più in grado di pompare sangue a sufficienza per tutto il corpo: il cuore cioè non si riempie adeguatamente di sangue e non è abbastanza forte da svuotarsi in modo da immetterne abbastanza nell’organismo, con conseguente carenza di ossigeno per gli organi e aumento di volume del cuore stesso.

Spesso rappresenta l’evoluzione di patologie come l’ipertensione arteriosa, cardiopatie congenite, infarto del miocardio.

I primi sintomi di scompenso cardiaco sono generalmente rappresentati da un senso di stanchezza o debolezza, respiro corto o mancanza di fiato (soprattutto dopo uno sforzo o quando si è distesi), tosse, vertigini e stati confusionali.

Un pancreas artificiale possibile soluzione per i diabetici

Secondo i dati Istat relativi al 31 dicembre 2005, il diabete colpisce in Italia circa 2 milioni e 643 mila persone: il 53,1% di uomini contro il 46,9% di donne.
Il diabete di tipo I, in cui il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule beta che producono questo ormone, colpisce il 5,7% della popolazione, circa 150.000 individui.
Nel diabete di tipo II, caratterizzato dall’aumento della glicemia nel sangue, il pancreas è capace di produrre insulina ma l’organismo non è poi in grado di utilizzarla. Si tratta della forma più diffusa e riguarda 2 milioni e 437 mila persone.

La speranza di una possibile cura arriva oggi dalla scienza per gli ammalati affetti da diabete I, di origine autoimmune.