Chili di troppo a causa del troppo rumore?

Chili di troppo? La causa (o meglio un fattore di rischio, N.d.R.) potrebbe essere anche il troppo rumore. Certo, i risultati di questo studio svedese che ora vi presenteremo con molta cautela vanno presi con altrettanta attenzione, ma è curioso notare come vi sia la possibilità che l’inquinamento acustico possa portare ad ingrassare.

Inquinamento acustico: persi un milione di anni di vita per il troppo rumore

E’ un aspetto troppo spesso sottovalutato, ma il troppo rumore, specialmente nei centri urbani, può uccidere quasi quanto il cancro o le malattie cardiovascolari. A stabilirlo è una recente ricerca, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui nella sola Europa si perdono oltre un milione di anni di vita complessivamente a causa del troppo rumore.

Infarti, disturbi del sonno, difficoltà di apprendimento e tinnito auricolare sono solo i più comuni problemi che causa il troppo rumore, il quale può ridurre la qualità della vita delle persone esposte e di conseguenza favorire alcune condizioni mortali.

Problemi udito, inquinamento acustico mina la qualità del sonno

Inquinamento acustico sul luogo di lavoro: quanto influisce sulla salute dei lavoratori già afflitti da problemi di udito e che continuano ad essere esposti al rumore incessante? Se lo sono chiesto, in riferimento nello specifico alla qualità del sonno, più o meno compromessa, i ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev, in Israele, in un recente studio pubblicato dalla rivista specializzata Sleep.

Gli autori hanno confrontato la qualità del sonno di individui che lavoravano nello stesso posto, alcuni afflitti da perdita di udito dovuta al rumore sul lavoro, altri senza alcun genere di disturbo dell’udito.

Udito, meglio un’utilitaria che una cabrio

Orecchie e motori… Cosa c’entrano le automobili con l’udito? Un’associazione insolita, eppure i ricercatori dell’Università di Saint Louis ne sono convinti: il modello di vettura conta e fa un’enorme differenza in termine di inquinamento acustico e di eventuali danni alle nostre facoltà uditive.

Nello specifico, nello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista di divulgazione scientifica Journal of Laryngology and Otology, si è presa in considerazione la pericolosità per l’udito del mettersi al volante di una macchina decappottabile in autostrada.

Vuvuzelas, inquinamento acustico e non solo: tutti i danni per la salute delle trombette sudafricane

Mondiali di calcio. Partita. Tv. Divano. Birra. Tutto celestiale se non fosse che quest’anno ci sono loro: le vuvuzelas. Le trombette africane che accompagnano i novanta minuti delle partite e il cui volume, dietro gentile concessione su pressanti richieste, si abbassa di un tono esclusivamente durante gli inni nazionali delle squadre alla discesa in campo.

L’inquinamento acustico è solo il danno più evidente delle vuvuzelas. In realtà, chi le amasse a tal punto da comprarne una (a Milano sono già sbarcate nei giorni scorsi), e fosse così temerario da soffiarci anche dentro, va incontro a ben altri rischi. Scopriamo insieme quali.

Se vivi nel traffico rischi l’infarto

Che il traffico cittadino non facesse affatto bene alla nostra salute lo sapevamo, essendo strettamente associato ad un alto tasso di inquinamento: maggiori sono le auto e gli intasamenti stradali, soprattutto in centro, più emissioni vengono ad essere scaricate nell’aria, causando patologie respiratorie, asma, allergie e malattie polmonari anche croniche alla popolazione. Inoltre, pare che l’inquinamento aumenti anche il numero di tumori e favorisca sterilità ed impotenza.

Ma oggi ad essere sotto accusa è un altro tipo di inquinamento, sempre dipendente dal traffico elevato: l’inquinamento acustico.
Un recente studio ha infatti scoperto che i fastidiosi rumori prodotti dalle auto come il suono ripetuto dei clacson, aumenterebbero considerevolmente il rischio di subire un infarto nei soggetti predisposti.

Attenzione all’i-pod: potreste ritrovarvi con problemi all’udito

Già avevamo parlato di come ascoltare la musica in cuffia espone al rischio di una progressiva perdita dell’udito, sebbene gli apparecchi in vendita limitino teoricamente il volume in virtù di una disposizione di legge: tuttavia secondo uno studio appena pubblicato dalla Commissione europea, la prospettiva di un danno permanente riguarda addirittura un utilizzatore di i-Pod o simili su dieci, ovvero tra 2,5 e 10 milioni di cittadini europei. Ha affermato presentando i dati Meglena Kuneva, Commissario Ue per i consumatori

«I risultati mostrano un evidente rischio, per cui occorre reagire rapidamente, diffondendo tra i cittadini la consapevolezza dei rischi»

Orecchiali per risolvere la sordità con stile

La difficoltà uditiva è un disturbo che colpisce un italiano su dieci, vale a dire che circa sette milioni di persone non ci sentono bene. I sintomi sono chiari: alzare eccessivamente il volume del televisore, chiedere più volte di ripetere durante una conversazione. Sono solo alcuni dei segnali che dovrebbero metterci in guardia. Un altro dato allarmante è che la maggior parete delle persone che soffrono di questi problemi aspettano mediamente sei/sette anni prima di risolverli.

L’allungamento della vita, le città che diventano sempre più rumorose con un inquinamento acustico che cresce in continuazione – dal frastuono del traffico, alla musica assordante in discoteca, all’uso smodato di lettori mp3, altra causa di disturbi che portano alla sordità: tutte questi indizi sono spesso sottovalutati, dettaglio che non fa altro che aumentare il numero di persone colpite ogni anno da sordità.

Inquinamento acustico: un rischio per la salute da non sottovalutare

L’uomo è un animale sociale che produce una gran quantità di rumore, sia nell’ambiente urbano che in quello naturale.
L’eccesso di rumore provocato dal traffico stradale, dal traffico aereo, dalla ferrovia, dai cantieri, dalla vita domestica prende il nome di inquinamento acustico. Come riportato su Repubblica:
Uno studio dell’Unione Europea ha evidenziato che su circa 200 milioni di cittadini comunitari circa il 60% è esposto a emissioni sonore prodotte da traffico stradale superiori a 55 dB (decibel), mentre il 39% sopporta livelli acustici pari a 60 dB, intensità per le quali si determinano effetti negativi in vari apparati del corpo umano

A differenza dei danni provocati dallo smog e dall’inquinamento atmosferico, le conseguenze negative del troppo rumore non sono altrettanto manifeste.
Eppure di effetti deleteri per la salute degli individui, provocati dal frastuono continuo, ce ne sono tanti.

Cuore in tilt se si dorme nel rumore

Durante il sonno, l’inquinamento acustico da traffico, soprattutto aereo – ma pure il partner che ci russa accanto – alza la pressione del sangue. Questo accade anche se si continua a dormire placidamente ignari dei rumori. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista European Heart journal diretta da Lars Jarup dell’Imperial College di Londra. I rumori che cominciano ad essere molesti per la pressione del sangue sono quelli di 35 decibel o oltre.

Una soglia che corrisponde al rumore di un aereo che passa sopra il palazzo, ma anche al traffico su strada o al partner che russa dall’altro lato del letto. Indipendentemente dalla fonte del rumore, sono i decibel che contano: per ogni aumento di 5 decibel si registra infatti un aumento di 0,66 millimetri di mercurio per la pressione sistolica (la massima). Dunque vivere nei pressi di un aeroporto porta la pressione del sangue a salire ogni qual volta parte o atterra un aereo, ma non solo.

I numerosi e continui stress da decibel, causerebbero una maggiore sensibilita’ anche verso i rumori piu’ piccoli, interni, questo significa che la pressione sanguigna sale anche nel momento in cui il soggetto’ e’ sottoposto a stress inferiori, per cui vivere vicino a posti rumorosi puo’ causare gravi problemi alla salute. Ma l’esposizioni a fonti rumorose durante la notte può causare anche tachicardia, variazioni della capacità respiratoria, gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi per non parlare di incubi.