Birra ed ipertensione, fa bene o fa male?

Birra ed ipertensione? Uno dei più grandi misteri della nostra salute. Non si riesce infatti a comprendere se in dosi controllate possa far bene e tenere sotto controllo la pressione arteriosa o essere come ogni alcolico un fattore di rischio per lo sviluppo di questo disturbo e di altre malattie cardiache. Tentiamo di fare chiarezza.

Sigaretta elettronica promossa dai cardiologi europei

Se ne è dibattuto a lungo, portando ad esempio gli studi più disparati. Ora  una risposta che arriva direttamente dai maggiori cardiologi europei tenta di mettere il punto sulla questione: la sigaretta elettronica non causa danni al cuore.  Può essere quindi considerato a tutti gli effetti uno strumento volto a combattere il tabagismo e tutte le conseguenze che esso comporta.

Pressione sistolica, attenzione alle variazioni di misura tra le braccia

La pressione sistolica, per chi non ne fosse a conoscenza, è uno dei parametri della nostra pressione sanguigna. Abbiamo visto come prestare attenzione alla nostra pressione arteriosa sia  un passo necessario da intraprendere al fine di poter permanere in una situazione di ottima salute su lungo termine. Eventuali cambiamenti del suo valore di massima (ovvero la pressione sistolica) se diversa a seconda del braccio scelto per la misurazione, potrebbe rappresentare un fattore di rischio.

Giornata mondiale del rene, si celebra il 10 marzo

Un lavoro silenzioso ma importante, quello svolto dai reni. Eppure quanto ne sappiamo di questi organi vitali e cosa facciamo per tutelarli e proteggerli dalle malattie? Un’occasione preziosa per informarsi ed effettuare un controllo gratuito la si avrà il prossimo 10 marzo, data in cui ricorre la Giornata mondiale del rene, iniziativa giunta ormai alla sua sesta edizione.

Obiettivo della campagna, nelle oltre cento nazioni aderenti, sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione delle patologie renali, veicolando una corretta informazione su questi organi e sulla loro salute, spesso lacunosa, con conseguenze deleterie per i pazienti.

Misurare la pressione con un orologio

Quando qualcuno si guarda il polso solitamente è perché vuole conoscere l’ora o rispondere a chi gliel’ha chiesta, a meno che non si tratta di persone che detestano gli orologi e che, come me, si affidano al cellulare. Bando alle chiacchiere perché se su Medicinalive parliamo di orologi non è certo per informarvi di che ore sono, bensì per parlarvi di un nuovo dispositivo brevettato in Gran Bretagna, che permetterà di misurare la pressione del sangue e che per l’appunto è simile ad un comune orologio da polso.

Solo nell’aspetto, ovviamente, e nel modo di indossarlo, perché il suo compito è ovviamente molto più utile per la salute del conoscere l’ora. A idearlo è stata un’équipe di ricercatori afferente alle due università di Leicester e di Singapore che ha pensato bene di avvalersi della moderna tecnologia dalle potenzialità a dir poco immense, per rivoluzionare il modo con cui si misura la pressione arteriosa, che è rimasto invariato da decenni. Per la precisione da quando alla fine dell’Ottocento fu inventato lo sfigmomanometro.

Fumo passivo, bambini a rischio pressione alta

E’ dei giorni scorsi la notizia che in Italia si fuma di meno, grazie alla legge Sirchia entrata in vigore nel 2003 che vieta di fumare nei locali pubblici. Una buona notizia, anche alla luce di quanto apprendiamo oggi sull’ennesimo effetto collaterale che ha il fumo passivo sui bambini.

Pare, infatti, che fumare vicino ai più piccoli, magari anche davanti agli asili o alle scuole elementari in attesa che i figli escano da scuola, possa provocare un aumento della pressione sanguigna nei bambini.
Lo riporta uno studio pubblicato dall’American Heart Association.

Caldo, effetti sulla pressione arteriosa e stress da calore

Ricapitoliamo. Cosa ci può capitare in estate a causa delle ondate di calore? Il sito del Ministero della Salute ha pubblicato una lista dei malori e dei sintomi più diffusi, che abbiamo ripreso su Medicinalive in questi giorni con articoli dedicati.
I malesseri con conseguenze più gravi sono il colpo di calore e la disidratazione. Abbiamo poi in agguato edema e lipotimia, crampi e congestione.

Oggi concludiamo la nostra carrellata sui rischi per la salute del caldo parlando dello stress da calore e degli effetti delle alte temperature sulla pressione arteriosa. Partiamo dallo stress da calore che, se non trattato adeguatamente, può degenerare nel ben più grave colpo di calore.

L’ipertensione può favorire la demenza senile

Anche se può sembrare che centri poco, il controllo della pressione arteriosa potrebbe essere la migliore protezione conosciuta contro la demenza. In una serie di ricerche, gli scienziati hanno scansionato il cervello dei pazienti per mostrare come l’ipertensione comporta una sorta di cicatrici legate al successivo sviluppo di malattie come l’Alzheimer e altre demenze. Tali cicatrici possono cominciare ad accumularsi nella mezza età, decenni prima che i problemi di memoria vengano a galla.

La prova è tanto forte che il National Institutes of Health presto inizierà ad invitare ad iscriversi migliaia di malati di ipertensione ad uno studio per vedere se un trattamento aggressivo, che migliori la pressione sanguigna, possa proteggere non solo i loro cuori, ma anche il loro cervello.

L’età è il maggior fattore di rischio per il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza che colpiscono circa una persona su otto dopo i 65 anni. Gli scienziati lungamente hanno notato che alcuni degli stessi problemi che riguardano il cuore (pressione alta, obesità, diabete) sembrano aumentare il rischio di demenza. Ma per anni, hanno pensato che il collegamento riguardasse la “demenza vascolare”, cioè i problemi legati alla memoria e a piccoli infarti.

Ormoni sessuali espongono a rischio infarto gli uomini

Gli uomini sono più inclini a subire attacchi cardiaci e a morire d’infarto rispetto alle donne della stessa età.
La causa, secondo una recente ricerca degli scienziati dell’università di Leicester è da imputare agli ormoni sessuali.

I risultati dello studio effettuato dal dottor Maciej Tomaszewski e dal suo team spiegano come mai ci sia questo “svantaggio” che porta il sesso maschile ad essere più soggetto al rischio di infarto rispetto alle donne.
Si tratterebbe di una naturale predisposizione provocata dagli ormoni sessuali.