Allergie alimentari, un aiuto dallo yogurt

Ancora sulle allergie alimentari, tema dibattuto in Italia in questi giorni per via del Food Allergy and Anaphylaxis Meeting della European Academy of Allergy and Clinical Immunology ospitato dalla città di Venezia (17-19 febbraio).
Dopo aver parlato del boom di allergie alimentari in Europa fatto registrare negli ultimi anni soprattutto tra i bambini, e dell’importanza contro lo shock anafilattico di portare sempre con sé la penna salvavita con l’adrenalina autoiniettabile, parliamo di alimentazione e prevenzione.

Stando ai risultati di alcuni studi diffusi in queste ultime ore proprio a Venezia, un aiuto contro l’insorgenza di allergie alimentari potrebbe arrivare, a sorpresa, dallo yogurt, alimento di prevenzione e attualmente al vaglio degli studiosi anche come terapia in una formula ad alto contenuto di probiotici.

Candida e cistite: che fare

Siamo in piena estate: i telegiornali e le temperature roventi ce lo ricordano in continuazione. E’ in questo periodo che cistite e candida cominciano a creare fastidi: l’igiene intima femminile diventa un problema rilevante. Il sudore, la stessa temperatura, la stipsi tipica delle vacanze, abiti meno protettivi e rapporti sessuali per qualcuno più frequenti, ne rappresentano le cause maggiori in questo periodo dell’anno.

In genere si tratta di disturbi lievi, sopportabili, ma che vanno comunque trattati: il rischio è che i sintomi si facciano più persistenti, dolorosi e pericolosi. Chi è soggetto a cistite e candida sa quali sono le regole igieniche importanti da seguire: occorre usare solo saponi e detergenti delicati, meglio se ipoallergenici.

Stitichezza ed enterogermina: la parola all’esperto

Oggi vi parliamo di stitichezza ed enterogermina, sollecitati da uno di voi, un lettore che ci ha posto un quesito:

“per quanto tempo bisogna assumere il prodotto in questione?”

Purtroppo, il nostro amico non ha ricevuto risposte soddisfacenti dal suo medico e dal farmacista. Di fatto, neppure sul foglietto illustrativo esiste un numero di giorni specifico. Abbiamo deciso quindi, di chiedere aiuto ad uno specialista, il Prof. Sergio Morini Primario del reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma, già Presidente dell’Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri:

Allergia: nascere col cesareo può predisporre

L’allergia può dipendere dal modo in cui si nasce. Molte ricerche negli ultimi anni stanno puntando a capire i meccanismi di risposta del sistema immunitario ad alcune patologie ed al contempo capire, come e quando queste si formino.

L’allergia ormai diffusissima, è uno dei temi scottanti su cui sta lavorando la ricerca. Si capisce perché riflettendo su un dato: si stima che nel 2020 la metà dei bambini ne sarà colpito.

Alcuni studiosi dell’Università Cattolica hanno scoperto un particolare meccanismo: i bimbi nati col cesareo sarebbero maggiormente esposti a questa possibilità, a causa di una minore qualità della microflora intestinale, rispetto a quella dei bambini nati con il parto naturale! Ma vediamo nel dettaglio.

Nutraceutica: cosa è e di cosa si occupa

La nutraceutica è una nuova disciplina scientifica che si occupa di studiare prodotti per la nutrizione, di origine naturale, capaci di aumentare le difese immunitarie dell’organismo e non solo. Come è evidente il termine nasce dall’unione delle  parole “nutrizione” e “farmaceutica”. Il che ci fa comprendere da subito come questo approccio sia profondamente scientifico.

Gli estratti delle piante, i prodotti di origine animale, i minerali e soprattutto alcuni microrganismi, vengono analizzati, studiati e trattati come dei farmaci. In realtà possiamo quasi parlare della farmaceutica del futuro, visti i numerosi investimenti economici e scientifici al riguardo. Ce lo conferma il Prof.  Cesare Sirtori Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINut) e Preside della Facoltà di Farmacia all’Università degli Studi di Milano.

Allergie in aumento, sotto accusa l’eccesso di igiene

L’ossessione per la pulizia e la sterilizzazione degli ambienti ed un’igiene sempre più scrupolosa, quasi maniacale, che caratterizza gli asettici spazi della vita moderna, può essere imputabile del vertiginoso aumento dei casi di allergie?
La ricerca si è posta più volte, nel corso degli ultimi anni, questo quesito, rispondendovi spesso in modo affermativo. Nei Paesi sviluppati si stanno estendendo a macchia d’olio reazioni allergiche come la febbre da fieno, l’eczema, l’orticaria e ultima, ma non da meno, soprattutto tra i bambini, l’asma. Per il dottor  Guy Delespesse, docente  presso l’Université de Montréal, che sostiene la tesi del rapporto proporzionale tra igiene-allergie, il numero di pazienti affetti da allergie sarebbe aumentato proprio a causa dell’eccessiva pulizia.
Le allergie possono essere causate da una storia familiare, dall’inquinamento atmosferico, dagli alimenti, dallo stress, dall’uso di tabacco, e così via discorrendo. Tuttavia, l’esposizione limitata ai batteri ha fatto riflettere il Dr. Delespesse, che è anche direttore del Laboratory for Allergy Research al Centre hospitalier della Université de Montréal.

“C’è una relazione inversa tra il livello di igiene e l’incidenza delle allergie e delle malattie autoimmuni,” spiega il Dott. Delespesse. “Quanto più è sterile l’ambiente in cui un bambino vive, maggiore è il rischio che  sviluppi allergie o un problema immunitario nel corso della vita”.

Vademecum antibiotici: come, quando e perchè!

Quando un’ infezìone delle vie respiratorie, della gola o del naso o dell’intestino è particolar­mente forte o fa fatica ad andar­sene, il medico può prescrivere degli antibiotici, in genere ad ampio spettro d’azione, cioè attivo contro un’ampia gamma di batteri. Gli antibiotici più usati distruggono le pareti cellulari dei germi, uccidendoli. Ma prima di assumerli bisogna essere certi che l’infezione sia proprio di ori­gine batterica: contro i virus, in­fatti sono completamente ineffi­caci.

Per questo una banale in­fluenza non si cura con gli anti­biotici e nemmeno il raffreddore o il mal di gola, visto che nella gran parte dei casi tali malesseri sono provocati da virus. Ma come si fa a capire se un’infezio­ne è batterica? Senza esperienza e senza esami di approfondi­mento è difficile. Di solito il me­dico di famiglia può farlo sulla base dei sintomi individuati. Ma spesso è difficile anche per lui. Se l’esperienza non basta si ri­corre a esami specifici.

Che siano in compressa, scirop­po, iniezione, aerosol, crema o spray, gli antibiotici vanno assun­ti nei tempi, nei modi e nelle dosi indicate dal medico e ripor­tate nel foglietto illustrativo. Sol­tanto seguendo alla lettera questi consigli si può ridurre il rischio di sviluppare resistenza nei batteri e di andare incontro ad eventuali eventi avversi. Ci sono antibiotici, come per esem­pio le penicillina e l’acido clavu­lanico, che possono infatti gene­rare reazioni allergiche. Una volta iniziata la terapia con antibiotico, poi, bisogna portarla fino alla fine. Non basta cioè che scompaiano i sintomi del males­sere e che si stia bene per inter­rompere l’assunzione. Bisogna prendere il farmaco fino a com­pletare il ciclo, secondo quanto prescritto, di solito 5, 10 o 15 giorni.

La flora batterica influisce su diabete e obesità. Ecco come regolarla

I fattori che favoriscono il diabete e l’obesità sono talmente tanti che non basterebbe un’enciclopedia per racchiuderli tutti. Anche perché ogni giorno ne spuntano di nuovi. La causa di oggi è la flora batterica. La scoperta è avvenuta di recente in Finlandia, ed è stata presentata al congresso Panorama Diabete della Società di Diabetologia Italiana che si è tenuto a Riccione nei giorni scorsi.

La scoperta è stata effettuata piuttosto casualmente. Il ricercatore scandinavo Marko Kalliomaki, dell’Università di Turku, in Finlandia, stava studiando la flora batterica intestinale nei bambini di un anno di età. Valutando 49 di questi bambini, si è accorto che alcuni di essi avevano una preponderanza dei cosiddetti “batteri buoni“, e cioè probiotici come i bifidobatteri, quelli contenuti nello yogurt, ed altri avevano un numero maggiore di “batteri cattivi” come lo staffilococco. Dopo aver compiuto il settimo anno questi bambini sono stati rivalutati, ed il ricercatore ha scoperto che coloro che avevano più batteri cattivi pesavano in media 4 kg in più rispetto a quelli con più batteri buoni.

La diarrea: inconvenienti in viaggio /2

La diarrea è il disturbo contrario alla stipsi, abbastanza frequente fra i viaggiatori. Può essere causato da un’infezione intestinale di origine virale o batterica, da una terapia antibiotica, da un’alimentazione scorretta. La diarrea provoca a sua volta disidratazione e astenia, a causa dell’anomala fuoriuscita di liquidi, con conseguente perdita eccessiva di sali minerali e altre sostanze nutritive.

Contrariamente a un pregiudizio diffuso, bisogna bere molto e ridurre l’assunzione di cibi solidi, sostituendoli con alimenti liquidi o semiliquidi altamente energetici e digeribili, fra cui è molto indicato lo yogurt. Utile è anche l’acqua di riso, che rallenta il transito intestinale. Infine, l’intestino va aiutato a ritrovare il suo equilibrio con prodotti specifici.