Ayurveda: un aiuto per la prostata

L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione molto comune negli uomini sopra i 60 anni. Essa non è altro che un rigonfiamento della prostata dovuto ad una pressione di questa struttura sull’uretra, e può causare problemi di minzione, problemi sessuali, debolezza e, a volte, difficoltà di digestione. La medicina moderna prevede diversi metodi per controllare il problema, a seconda dello stato di salute generale del paziente, e tra questi negli ultimi anni ha preso piede anche la terapia ayurvedica. Ma di cosa si tratta?

Prostata: inventata terapia laser più efficiente e duratura

Una nuova ricerca presentata al Meeting Annuale dell’American Urology Association (AUA) di Washington ha dimostrato che la terapia laser ad olmio è probabilmente il trattamento più sicuro e durevole per l’iperplasia prostatica benigna, un ingrossamento della prostata che colpisce gli uomini avanti con l’età.

Lo studio, condotto da ricercatori della McGill University Health Centre (MUHC), è la più lunga valutazione globale di questa tecnologia effettuata fino ad oggi, e i ricercatori suggeriscono che può ora tranquillamente essere considerata il trattamento migliore per la malattia.

Tumore alla prostata, il caffè riduce i rischi di contrarlo?

Il tumore alla prostata potrebbe essere sconfitto con qualche tazzina di caffè. A quanto pare bere dalle 3 alle 6 tazzine di caffè al giorno ridurrebbe del 2o%  il rischio di qualsiasi tipo di tumore alla prostata.  Lo afferma uno studio condotto all’università di Harvard che ha pubblicato i primi risultati sul Journal of the National Cancer Institute. La ricerca solleva ancora parecchi dubbi, al punto che gli stessi autori ammetono che saranno necessari altri studi per comprendere meglio se il consumo del caffè condizioni o meno il rischio di cancro alla prostata.

Prostata: preservarla grazie al botulino

Ipertrofia prostatica: in aiuto degli uomini arriva il botulino. Si, proprio quella tossina opportunamente iniettata nel viso delle donne per distendere le loro rughe ed i loro lineamenti.

Fino ad ora, in caso di ipertrofia prostatica benigna, una patologia che interessa fino all’80% degli uomini over 80, si agiva attraverso l’assunzione di un farmaco o,  in caso di estrema necessità  anche data l’età media dei pazienti, si ricorreva ad interventi chirurgici di diversa entità.

Cancro alla prostata, una proteina potrebbe prevenirlo

Una proteina cruciale per la regolazione dell’auto-rinnovamento delle cellule staminali normali della prostata, potrebbe riuscire a riparare le cellule danneggiate o ripristinare le cellule normali uccise da una terapia ormonale per combattere il tumore, o al contrario facilitare la trasformazione delle cellule sane in cellule tumorali della prostata. A spiegarlo sono i ricercatori della UCLA. I risultati dei ricercatori, in collaborazione con il Centro di Medicina Rigenerativa e Ricerca sulle Cellule Staminali Eli e Edythe Broad, potrebbero avere importanti implicazioni per la crescita del cancro e nella progressione della terapia.

Le ricerche sugli animali sono durate ben tre anni e sono state pubblicate ieri sulla rivista Cell Stem Cell. La proteina, chiamata Bmi-1, spesso è sovraregolata nei tumori della prostata, ed è stata associata a tumori di grado più elevato. Si tratta, secondo studi precedenti, di uno dei fattori che possono portare ad una cattiva prognosi. Tuttavia, il suo ruolo funzionale nel mantenimento delle cellule staminali della prostata e il cancro alla prostata sono state poco chiare, secondo il dottor Owen Witte, che è direttore del Broad Stem Cell Research Center.

Prostata, laser verde per una chirurgia meno invasiva

La prostata è uno degli organi interni che più crea problemi all’uomo, specialmente con il suo avvicinarsi alla terza età: ipertrofia (ingrandimento, n.d.r), infiammazione, in alcuni casi tumori (come nel caso del regista Mario Monicelli recentemente scomparso, n.d.r.), mettono a dura prova la vita della persona che si trova costretta talvolta, per patologie pregresse, a non poter intervenire chirurgicamente in caso di ipertrofia.

Ora grazie a Greenlight, conosciuto più tradizionalmente come il laser verde, è possibili operare in tutta sicurezza e con meno fastidi e disagi per il paziente.

Il matrimonio allunga la vita…l’avreste detto?

Avete deciso di sposarvi? Bene! Metterete su qualche chilo di troppo, ma vivrete più a lungo e meglio dei vostri amici/che single. Ben 10 anni di più se siete uomini, 5 se siete donne.

A passare in rassegna i numerosi studi che avrebbero dimostato gli effetti benefici della vita coniugale sulla salute ci ha pensato il quotidiano britannico Daily Mail: il matrimonio aiuta a tenere sotto controllo la pressione, è un’ottima difesa contro cancro e Alzheimer, un discreto antidepressivo e avrebbe addirittura proprietà antiinfluenzali e cicatrizzanti. Unico inconveniente, fa ingrassare!

Aspettate a dire “Che bufala!”. E’ naturale che lo pensiate se siete reduci da un’accesa discussione sul fondamentale tema del colore delle pareti con il vostro partner. Tutto ciò infatti è valido solo per le coppie che vivono ogni giorno come se fossero ancora in luna di miele…

Vediamo un pò i dettagli

Vaccino contro il tumore alla prostata. Incoraggianti i primi risultati

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 44mila nuovi casi di tumore alla prostata e 9000 persone perdono la vita a causa di questa patologia. I ricercatori dell’Istituto Tumori (INT) di Milano stanno cercando di mettere a punto un vaccino antitumorale terapeutico contro il carcinoma della prostata per i pazienti che non hanno risposto efficacemente alla chirurgia e alla radioterapia. Il vaccino naturalmente è ancora in fase sperimentale, ma i ricercatori, che hanno già concluso uno studio pilota, affermano di avere ottenuto risultati incoraggianti per metà dei pazienti trattati.

Intanto sono in corso altri due studi internazionali cui partecipa l’INT: il primo, battezzato PRIAS, ha dimostrato che i tumori prostatici cosiddetti ‘indolenti’, che non si trasformeranno cioè, con buona probabilità, in forme tumorali letali, hanno una prognosi favorevole nel 70% dei casi e, sempre nell’ambito di PRIAS, è stata mostrata, come afferma Riccardo Valdagni, direttore del Programma Prostata dell’INT, l’utilità della cosiddetta ‘sorveglianza attiva’ rivolta a questi pazienti attraverso controlli trimestrali e biopsia annuale.

Cancro alla prostata: l’autoerotismo riduce il rischio?

La masturbazione riduce il rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Questo il risultato di uno studio condotto dai ricercatori del Cancer Council Victoria di Melbourne in Australia e riportato sul settimanale scientifico New Scientist. L’autoerotismo permette infatti agli uomini che non hanno rapporti sessuali regolari di eiaculare, evento fisiologico necessario per eliminare l’accumulo di sostanze dannose nelle ghiandole sessuali.

Naturalmente lo stesso accade agli uomini che hanno una partner fissa e un’attività sessuale stabile ma, a differenza di questi ultimi, gli uomini che praticano l’auto-erotismo hanno un fattore di protezione in più rappresentato dalla mancanza di occasioni per contrarre infezioni e patologie che possono spianare la strada all’insorgenza del tumore. Sarebbe proprio questa differenza a ridurre le probabilità di sviluppare il cancro fin quasi ad azzerarle.

Mal di testa? Provate con…un orgasmo!

Recenti studi hanno dimostrato che avere un orgasmo non è solo piacevole, giova anche alla salute!
L’orgasmo e più in generale l’eccitazione sessuale, rilasciano due ormoni, il DHEA e l’ossitocina, che contribuiscono a diminuire i rischi di cancro al seno e hanno inoltre benefici effetti sul corretto funzionamento del cuore.

I riscontri salutari del sommo piacere valgono sia per le donne che per gli uomini.
Il sesso maschile ne trarrebbe beneficio per i problemi di prostata, mentre il gentile sesso troverebbe nell’orgasmo un valido alleato contro l’emicrania.