Tumore del colon meno aggressivo se si fa moto

Il tumore del colon è il terzo tumore per numero di vittime nei paesi industrializzati. Camminare per 30 minuti al giorno può abbassare notevolmente la sua mortalità.

Si tratta di uno studio condotto dagli scienziati della Washington University School of Medicine e pubblicato sulla rivista “Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention“. Un po’ di esercizio fisico non ha mai ucciso nessuno, anzi, migliora la vita: e questa ricerca ne è ancora una volta una conferma.

Sesso, la dipendenza causa ansia e insicurezza

Il sesso crea dipendenza. Non è la prima volta che se ne parla. Ma difficilmente si studia tale desiderio compulsivo come si fa con quello verso sostanze ed abitudini ritenute più pericolose.

Una ricerca ha recentemente messo il punto sulla questione: coloro che sono affetti da dipendenza da sesso, sono più ansiosi e insicuri rispetto alla media.

Farmaci: la ricerca si focalizza sulle patologie femminili

Farmaci, è ora delle donne: la ricerca si focalizza sulle patologie femminili. Sono infatti mille i medicinali attualmente in sviluppo relativi alla cura di malattie prettamente “riservate” alle donne, come quelle relative alla ginecologia, ed a quelle per le quali le donne spesso necessitano di particolari cure dovute alla menopausa ed alla loro condizione di fertilità.

Qualche esempio: osteoporosi e depressione fra tutte, ma anche diabete ed tumore al seno.  Le case farmaceutiche hanno deciso di porre una divisione netta tra le patologie maschili e quelle femminili, mettendo il punto su quest’ultime e concentrando i propri sforzi nella ricerca.

Autismo, Italia e Svizzera unite nella ricerca

Autismo, Italia e Svizzera uniscono i propri sforzi per aiutare i bambini colpiti da questa patologia a vivere le proprie emozioni. Spesso le persone affette da autismo costruiscono attorno a loro un particolare linguaggio ed una serie di comportamenti difficilmente comprensibili ad un soggetto esterno.

La Prof.ssa Emmanuelle Rossini, del Dipartimento sanità della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, ha messo a punto una tecnica per rendere possibile la comunicazione bilaterale tra i bambini affetti da autismo ed le persone sane. E lo ha fatto attraverso l’utilizzo delle marionette.

No al dosaggio dei farmaci con il cucchiaio

Molto spesso, quando si devono assumere rimedi farmaceutici in formulazione liquida, come gli sciroppi, o sottoforma di polvere, un’abitudine comune è leggere il foglietto che accompagna il prodotto, individuare la posologia adatta ed utilizzare il cucchiaio come dosatore per prelevare la quantità di farmaco desiderata. Tuttavia, secondo una recente ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine, bisogna prestare attenzione a questa procedura perchè molto spesso si rischia di sbagliare completamente il dosaggio: una volta versata la quantità ritenuta opportuna, infatti, si tende automaticamente a fare una valutazione approssimativa ad occhio ed aumentare o diminure la dose.

Insomma, sempre meglio utilizzare l’apposito dosatore contenuto nella confezione che impiegare il cucchiaio almeno secondo la ricerca condotta da Cornell Food and Brand Lab.

I raggi solari prevengono la miopia nei bambini

Stare sdraiati al sole e godere del suo calore è sicuramente piacevole e consente di avere una pelle abbronzata e dall’aspetto più sano, ma secondo alcuni recenti studi condotti dall’ Australian Research Council’s Vision Centre questi non sarebbero gli unici benefici: l’esposizione ai raggi del sole consentirebbero anche di ridurre il rischio di miopia nei bambini.

In pratica, la luce agirebbe direttamente sulla dopamina, il neurotrasmettitore responsabile dello sviluppo del bulbo oculare prevenendo alcune distorsioni che sono la causa principale di questo diffuso difetto della vista. La ricerca, condotta su bambini di circa 6/7 anni, un periodo in cui possono incominciare a presentarsi i primi problemi,  ha dato interessanti risultati ed evidenzia l’esistenza di una forte correlazione tra miopia ed esposizione solare. Insomma, lasciar giocare i più piccoli all’aria aperta, piuttosto che davanti monitor di Pc e televisioni, è un’abitudine salutare anche per i loro occhi.

Le fibre stimolano il sistema immunitario

Un’ alimentazione sana e corretta deve prevedere il giusto apporto di nutrienti e la ripartizione ottimale di carboidrati, proteine e grassi, ma anche di altre sostanze importanti per il funzionamento dell’organismo. Tra queste, oltre vitamine e minerali, vi sono le fibre, degli elementi che il nostro corpo non è in grado di assimilare, contenuti sopratutto in alimenti di origine vegetale.  Pur essendo zuccheri, non apportano calorie e si distinguono tra due tipologie, quelle solubili, che abbassano colesterolo e glicemia, e quelle insolubili più adatte, invece, a svolgere la loro attività sul tratto gastrointestinale.

I loro benefici, noti fin dal 1970, anno della loro scoperta, oggi, vengono invece ampliati grazie agli studi condotti presso l’Università dell’ Illinois dove un’equipe di esperti ha dimostrato che le fibre sono utili anche nel stimolare il sistema immunitario ed aiutano quindi a svolgere un’azione anti-infiammatoria.

Biopharming: ottenere farmaci dalle piante OGM

La sigla OGM, utilizzata per indicare Organismi Geneticamente Modificati tramite avanzate tecniche di ingegneria genetica,  spesso spaventa perchè, nonostante le modificazioni di questo tipo siano antichissime, prima inconsapevoli e  praticate poi già nel ‘900, non si conoscono ancora con certezza i suoi effetti. L’utilizzo di OGM riguarda numerosi settori che spaziano dall’alimentazione, all’industria ed agricoltura e l’ultima frontiera è l’impiego di questi organismi nel campo della medicina e dei farmaci.

L’ultima novità si chiama biopharming e consiste nella coltivazione di piante ed organismi vegetali destinati a curare alcune importanti patologie. Questi nuovi prodotti, non ancora disponibili, ma riconosciuti dai primi trial clinici, si basano su molecole compatibili con la fisiologia umana, meno rischiosi per la salute e che, inoltre, vengono prodotti anche con processi più economici. Il futuro della medicina, insomma, potrebbe essere legato alle piante ed alle nuove tecniche di genetica per la produzione di OGM.

Il rischio finanziario è regolato dal cervello

Mentre molte persone sono propense al rischio, sia nella vita, ma sopratutto inteso nel gioco ed in campo finanziario, vi sono altre che sono naturalmente restii ad investimenti incerti ed ai giochi d’azzardo. A regolare questa avversione, secondo gli ultimi studi condotti da un team americano, vi sarebbero alcuni circuiti celebrali e sopratutto l’amigdala, una parte del cervello che viene particolarmente coinvolta nei processi emozionali e decisionali.

In pratica, secondo i ricercatori del California Institute of Technology, coordinati dal ricercatore italiano Benedetto de Martino, attualmente presso l’University College di Londra, molte persone rifiuterebbero le scelte che potrebbero comportare delle perdite anche se, però, potrebbero dar adito a guadagni davvero ingenti. Insomma, vi sarebbero individui che, spaventati dal rischio, eviterebbero di compiere del tutto alcune scelte.

100 Miliardi di batteri nel corpo umano, ecco la mappa

Alcuni ricercatori della Boulder University of Colorado hanno tracciato la prima mappa dei batteri che vivono nelle diverse parti del corpo di ogni essee umano. Sarebbero, infatti, circa  100 miliardi, ma non tutti sono “cattivi”: anzi, molti di essi hanno un ruolo determinante nello svolgere alcune funzioni fisiologiche.

Ogni individuo, però, avrebbe una differente “composizione batterica” e questo comporterebbe le diverse risposte del sistema immunitario. Il lavoro, che ha portato ad interessanti scoperte, potrebbe essere un ottimo supporto per le prossime rirche cliniche.

Dall’Irlanda un nuovo farmaco anti-leucemia

Dalla Gran Bretagna potrebbe arrivare l’ultima novità terapeutica per sconfiggere la leucemia, la terribile malattia che ogni anno, purtroppo, affligge un gran numero di persone, tanto che solo negli Stati Uniti, ogni anno, si registrano circa 16 000 morti.

Un’ equipe di ricercatori irlandesi, però, hanno scoperto una nuova molecola, denominata PBOX-15, capace di distruggere le cellule malate con un ottimo risultato mai riscontrato nei farmaci oggi in uso ed utilizzabile quindi, anche in quei pazienti che hanno dimostrato resistenza agli altri trattamenti.

L’Ue sostiene la ricerca sulle malattie rare

Sono complicate, isolate, ma soprattutto poco remunerative le malattie rare, quelle malattie cioè che colpiscono meno di una persona su 2.000. Esse sono delle grandi sfortune per i milioni di pazienti di tutto il mondo che ne vengono colpiti, ma una gran seccatura per le case farmaceutiche, che nonostante abbiano la possibilità di mettere in commercio i medicinali per combatterle, preferiscono far finta di niente perché sanno che, essendo in pochi ad acquistarle, non ne ricaveranno grosse somme.

Per fermare questo scandalo, e dare un’inversione di tendenza, è intervenuta oggi l’Unione Europea, che con un comunicato ha dichiarato che sosterrà la commercializzazione dei farmaci per le malattie rare tramite finanziamenti comunitari. Saranno anche poche le persone che si ammalano, ma se queste vengono sommate a tutti i casi all’interno del Continente, ci rendiamo conto che forse tanto rare non sono.