Schiave degli ormoni. Ecco perchè le donne avrebbero meno successo degli uomini

La tendenza delle donne a realizzarsi meno degli uomini in ambito lavorativo sarebbe, secondo la studiosa Susan Pinker, non solo socialmente, ma anche biologicamente determinata. Anni di lotte per la conquista della parità tra i sessi e per l’emancipazione delle donne sarebbero quindi stati inutili? Infatti a decretare sin dove può osare una donna sarebbe una predisposizione biologica contro la quale non si può nulla. Nel libro “The sexual paradox, extreme men, gifted woman and the real gender gap” la psicologa statunitense, rivela come le donne, sebbene ugualmente motivate e capaci, a volte anche più degli uomini (il contentino stavolta ce lo da una donna!), non riescano poi a raggiungere le vette del successo a causa della scarsa produzione di testosterone a fronte di un’abbondante secrezione di ossitocina, ormone coinvolto nei meccanismi dell’orgasmo e della maternità.

In particolare, secondo la Pinker, le donne sarebbero più propense, in virtù delle proprie caratteristiche ormonali, a scegliere impieghi che abbiano un’utilità sociale perchè maggiormente comunicative ed empatiche e ad avere un maggior ventaglio di relazioni interpersonali e interessi che esulano dall’ambito lavorativo. Sarebbe sempre l’ossitocina a portare la donna lavoratrice a sentirsi meno soddisfatta del proprio lavoro se per svolgerlo è costretta a passare meno tempo con i figli o a limitare la propria vita sociale. Gli ormoni in pratica portano le donne a compiere delle scelte professionali e di vita che limitano le loro possibilità di “raggiungere la vetta”.

15 curiosità sul seme maschile

Uno studio condotto dall’Università di New York ha dimostrato come le donne aventi rapporti sessuali non protetti e dunque sottoposte ad eiaculazione diretta da parte del partner, risulterebbero meno depresse. Così come riportato dal NewScientist, lo sperma rilascerebbe nella vagina ormoni responsabili dell’umore, come il testosterone, ed altri estrogeni. Questi ormoni si ritrovavano nel sangue delle donne fino a molte ore dopo il rapporto sessuale. Ovviamente non si vuole certo invocare l’eliminazione di una giusta profilassi, ottenuta tramite l’uso del condom. Certo è che chi può, come ad esempio le donne in cerca di una gravidanza, avrà il privilegio di essere di buon umore!

Troppo zucchero danneggia gli ormoni sessuali

Già da tempo sappiamo che la nostra dieta contiene troppi zuccheri e che consumare troppi dolciumi (zucchero, dolci, gelati, merendine, succhi di frutta di produzione industriale, bibite zuccherate) fa male alla salute, causando obesità e aumentando il rischio di patologie cardiovascolari. Quello che non sapevamo ancora è che il consumo eccessivo di zuccheri può danneggiare anche la nostra sessualità. Infatti, secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata di recente dal Journal of Clinical Investigations, una dieta troppo ricca di fruttosio e glucosio, induce una produzione eccessiva di lipidi da parte del fegato con conseguente diminuzione dell’ormone sessuale SHBG.

Il SHBG (sex hormone binding globulin) è una beta-globulina prodotta dal fegato che controlla la quantità di estrogeno e testosterone. Più precisamente si tratta di una proteina in grado di legare a sè i suddetti ormoni sessuali impedendone il rilascio nel sangue. Ne consegue che la diminuzione della concentrazione di SHBG nel sangue implica l’aumento della quantità di testosterone ed estrogeni che possono essere rilasciati in esso e l’iinalzamento del rischio di sviluppare disturbi come acne, infertilità, ovaio policistico e il cancro dell’utero nelle donne in soprappeso. Una quantità anormale di SHBG, inoltre, è responsabile dell’alterazione del delicato equilibrio fra testosterone ed estrogeni che comporta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, eventualità questa che riguarda soprattutto le donne.

Perché le ostriche sono afrodisiache? O meglio: E’ vero che le ostriche sono afrodisiache?

Già nell’antichità le ostriche venivano consumate in abbondante quantità sia crude, accompagnate da un po’ di limone, che cotte. I Romani addirittura trovarono il modo per creare degli allevamenti e lo storico romano Plinio così le descriveva:
“Le ostriche del Mar di Marmara sono già più grosse di quelle di Lucrino, più dolci di quelle della Bretagna, più gustose di quelle di Medoc, più piccanti di quelle di Efeso, più piene di quelle spagnole… più bianche di quelle del Circeo; di quest’ultime è assodato che non ve ne sono di più dolci o più tenere”.

I popoli antichi ne esaltavano sia il gusto che le proprietà curative pur non descrivendo nei dettagli le proprietà benefiche di questi frutti di mare. Abbiamo tuttavia testimonianze sulle qualità energizzanti e afrodisiache dopo un buon pasto a base di ostriche. Michele Savonarola attribuiva il loro potere seducente e sensuale probabilmente a causa della ventosità del loro guscio e la forma che avevano (simile agli organi genitali), tanto che mise in guardia contro gli istinti lussuriosi scatenati da questi molluschi.

Lo stesso Casanova, si legge nei suoi diari, era un grande consumatore di ostriche e, nei suoi incontri amorosi, rappresentavano un cibo da seduzione. Scrive, infatti, “per puro caso, un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia sdrucciolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta…“.

La Sindrome di Klineferter, scheda informativa

La Sindrome di Klineferter , descritta per la prima volta nel 1942 da H.Klineferter, è la più comune fra le sindromi causate da anomalie dei cromosomi sessuali. Riguarda esclusivamente individui di sesso maschile che presentano un cariotipo 47XXY e sono dotati quindi di un cromosoma X in più rispetto alla norma (cariotipo 46XY). L’incidenza è di un maschio ogni 500-1000 nati.

Gli uomini affetti da Sindrome di Klineferter mostrano delle manifestazioni cliniche tipiche rappresentate principalmente da insufficiente virilizzazione (scarsa produzione pilifera, dimensioni del pene ridotte), ipogonadismo (testicoli piccoli e duri), ginecomastia (ingrossamento eccessivo delle mammelle), muscolatura poco sviluppata, statura più elevata della media, azoospermia (mancata produzione di spermatozoi) con conseguente sterilità, . Tuttavia, la gran parte di essi ha comportamenti psicosessuali maschili e una vita sessuale normale. Occorre precisare che alcuni individui con cariotipo XXY non sviluppano la Sindrome.
In alcuni individui si manifesta deficit cognitivo di grado lieve e possono presentarsi problemi di linguaggio e difficoltà nell’apprendimento di lettura e scrittura.