Cos’è un aneurisma dell’aorta addominale?

Cos’è un aneurisma dell’aorta addominale e quando operare? L’aorta è il principale vaso sanguigno del nostro organismo: va dal cuore a tutti gli organi trasportando sangue pulito ed ossigenato. Un aneurisma aortico addominale è invece una dilatazione, un rigonfiamento di una sua parte, all’altezza dell’addome (ma c’è anche l’aneurisma dell’aorta ascendente o toracica).  E’ una condizione seria che se trascurata può portare alla rottura improvvisa del vaso sanguigno e conseguentemente ad una emorragia interna improvvisa e pericolosa, anche per la vita.

Aneurisma aorta addominale sintomi rottura e cause

Cos’è un aneurisma dell’aorta addominale, quali sono i suoi sintomi e quelli della sua pericolosa ed eventuale rottura? La parola “aneurisma” indica un rigonfiamento o dilatazione di un vaso sanguigno. Nello specifico si parla della vena aorta addominale dilatata. Maggiore è la pressione sulle pareti di questo importante vaso e maggiore è il rischio di una rottura delle stesse con conseguente emorragia interna e rischio per la vita. Un aneurisma dell’aorta addominale è un fenomeno relativamente frequente che riguarda essenzialmente gli uomini over 65 (1 ogni 25-in Europa), ma fortunatamente l’evento della rottura è più raro (1 ogni 10.000). Scopriamo insieme le cause ed i sintomi da non trascurare.

Cesareo durante operazione al cuore: madre e bimba salve

Un piccolo miracolo della medicina? Da qualsiasi punto di vista voglia essere letta, la storia di Veronica e di sua figlia, nata tra la notte di venerdì e di sabato è incredibile. La donna infatti, 32 anni, colpita da un malore è stata condotta presso l’ospedale di Teramo per un aneurisma dissecante dell’aorta.  E non solo si è riusciti a salvare la sua vita, ma anche quella della piccola creatura che da otto mesi portava in grembo.

Ictus: sesso, caffé e soffiare il naso aumentano il rischio?

Ictus, il rischio aumenta bevendo troppo caffè, facendo attività sessuale ed addirittura soffiandosi il naso! A questa curiosa conclusione sono giunti alcuni ricercatori dell’University Medical Center di Utrecht  (Paesi Bassi), con uno studio che ha coinvolto 250 pazienti ed ha portato all’identificazione di ben 8 fattori di rischio, tra i quali per l’appunto troneggiano il sesso, la caffeina e la soffiata di naso. Questi elementi infatti concorrono ad un aumento della pressione del sangue che potrebbe portare alla rottura di vasi (aneurisma) e provocare per l’appunto un’emorragia nel cervello, causa a sua volta  di danno cerebrale o addirittura di morte. Dai dati individuati, la caffeina risulta essere la più pericolosa, responsabile di più di un aneurisma su 10. Ma vediamo nel dettaglio le percentuali e gli altri “colpevoli” scovati.

Problemi di insonnia? La tecnologia sotto accusa

Sembra confermato che fare abuso della tecnologia influisce negativamente su qualità e quantità del sonno. Dopo i recenti studi che hanno mostrato che le radiazioni emesse dai telefonini possono disturbare la qualità del riposo notturno, ad essere messi sotto accusa adesso sono internet e televisione. In particolare dagli studi condotti sull’uso di telefoni cellulari è emerso che le persone che usano il cellulare prima di andare a letto hanno difficoltà a raggiungere gli stadi più profondi del sonno (quelli in cui ci si riposa di più). Quanto invece alla cattiva influenza di internet e tv la scoperta è dei Center for Disease Control and Prevention americani che hanno condotto uno studio su quasi 20000 persone provenienti da quattro stati diversi: New York, Hawaii, Delaware e Rhode island.

Lo studio ha dimostrato che le persone che trascorrono molto tempo davanti al computer o alla tv non solo dormono meno ma anche peggio. Il dato sembra però in correlazione con scorrette abitudini di vita come quella di sorbire un caffè o una bibita alcolica mentre si è intenti a guardare il proprio programma tv preferito o a navigare su internet. I più interessati dal problema sono i giovani occidentali. A tutti i partecipanti allo studio è stato chiesto quanti giorni nel mese precedente avevano dormito poco o male. I risultati hanno rilevato che solo un terzo degli intervistati dichiarava di non aver avuto alcun problema a dormire nel periodo indicato.

Infarto e aneurisma. Dopo la scoperta di un gene comune vediamo come è possibile prevenirne l’insorgenza

E’ stata diffusa recentemente la notizia della scoperta di un gene comune alle malattie cardiovascolari quali infarto e aneurismi intracranici e addominali pubblicata dalla rivista Nature Genetics.
A capo del gruppo di lavoro internazionale che ha condotto le ricerche, del quale fanno parte anche alcuni studiosi italiani, l’islandese Kari Stefansson. Tale scoperta segna un progresso decisivo nella costruzione di una banca dati che permetterà di rendere sempre più efficaci le azioni di prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari.

In attesa che la scienza compia ulteriori progressi nello studio delle basi genetiche di questo tipo di patologie vediamo come è possibile tutelarsi dal rischio di svilupparle adottando alcune semplici abitudini di vita e alimentari, efficaci anche nel caso di predisposizione genetica (la quale, infatti, non implica la certezza che l’individuo geneticamente predisposto svilupperà la malattia)

Alla base di malattie cardiovascolari come aneurisma e infarto troviamo infatti l’aterosclerosi, un’infiammazione cronica delle arterie che spesso si sviluppa a causa dell’esposizione a numerosi fattori di rischio. Oltre a ipertensione, diabete, malattie genetiche molto rare, età, sesso maschile e predisposizione familiare è ampiamente accertato che rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi scorrette abitudini alimentari che possono portare all’eccesso di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (iperlipidemia), il fumo di sigaretta, la vita sedentaria, l’obesità, lo stress, il consumo eccessivo di alcool.