Sicurezza alimentare, preoccupa apertura a carne clonata dell’Inghilterra

L’apertura al consumo di carni clonate del mercato alimentare inglese non piace e preoccupa l’Unione Europea, che non tarda ad esprimere le sue remore a riguardo, espresse nelle dichiarazioni di Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e presidente della conciliazione legislativa sul regolamento Novel food:

Le dichiarazioni di apertura della Foods Standards Agency rispetto agli alimenti provenienti da animali clonati arrivano in un momento in cui questi temi sono al centro del dibattito europeo per i dubbi sugli effetti sanitari che ancora solleva la eventuale liberalizzazione del consumo di queste carni: è quindi del tutto inopportuno e pericoloso che uno Stato membro acceleri su un argomento così delicato per la salute dei consumatori e per il trattamento degli animali.

Pillola del giorno dopo via sms alle undicenni, succede in Gran Bretagna per contrastare le babygravidanze

Distribuire la pillola del giorno dopo alle ragazzine che ne faranno richiesta via sms. Il tutto senza che i genitori ne vengano a conoscenza, in totale anonimato e con garanzia della privacy. Ricorderete tutti le foto shock del neopapà tredicenne apparse sui giornali di tutto il mondo, pubblicate anche da Medicinalive, e provenienti da oltremanica. Un bambino e una bambina davanti alla playstation, con un bebè tra le braccia, tre minorenni, un bebè e due babygenitori, una babyfamiglia.

Ebbene quello delle gravidanze indesiderate nella prima pubertà è un problema sempre più annoso per la rigida e severa Inghilterra, che forse dal contenimento eccessivo dei costumi ha ottenuto proprio l’effetto opposto a quello desiderato. Si parla infatti per la Gran Bretagna di quello che è divenuto un vero e proprio boom di babygravidanze, tanto da far correre ai ripari e a misure estreme per prevenire il fenomeno di nascite di figli tra gli adolescenti nonchè il numero di aborti in tenera età.

Padre a tredici anni, è boom di baby genitori in Gran Bretagna

In Gran Bretagna è boom di gravidanze tra i giovanissimi. L’ultimo caso, che ha riacceso le polemiche, è quello che riguarda Alfie Patten (nella foto sopra mentre gioca alla PS3), un ragazzino di tredici anni, che è diventato padre qualche giorno fa di una bambina, Maisie Roxanne (nella foto in braccio al baby papà), avuta da una relazione con una compagna quindicenne, Chantelle (anche lei nella foto mentre gioca). Ma non sembra essere un episodio isolato nella severa Inghilterra, anche se certamente è uno dei casi limite, almeno per quanto riguarda l’età estremamente inadeguata per la paternità del ragazzo.

Che oggi si cresca infinitamente più in fretta rispetto a qualche generazione fa è fuori discussione. Si inizia a parlare, a camminare, a leggere precocemente… internet e i suoi pericoli sono a disposizione di ogni bambino, che ad eludere il blocco genitori non impiega più di un minuto, il telefonino spopola nelle classi delle elementari, nella tasca del grembiulino dove noi mettevamo le sorpresine gommose delle patatine ora si sentono solo le vibrazioni del cellulare (quasi sempre sono mamma e papà che vogliono sapere se la maestra fa la cattiva così la denunciano!). Si fa a botte, come sempre, dai secoli dei secoli, ma ora c’è addirittura la criminalità organizzata, le baby gang dei bulli che rubano le laute paghette e infastidiscono i bambini diversamente abili. Ma c’è un limite a tutto. Padre a tredici anni non si può.

Una cura fai-da-te salva la vita ad un bambino dato per spacciato

L’incredibile storia, tanto per cambiare, arriva dall’Inghilterra, patria delle trovate geniali dal punto di vista medico. Sembrava dovesse trattarsi di una tragedia: un bambino inglese di otto anni, Reuben Grainger-Mead, era affetto da una rarissima malattia simile all’anemia di Diamond-Blackfan, la quale comportava problemi al midollo osseo, con conseguenti difficoltà ai globuli rossi, il cui livello era troppo basso, e ad avere il sistema immunitario troppo debole.

Una situazione tragica, a cui i medici di mezzo Regno Unito non davano tante speranze. Ma stavolta la scienza ha toppato. Chiamatelo miracolo, o solo fortuna, ma di fronte all’ennesima diagnosi medica, i genitori sono venuti a sapere che il figlio era carente di certe proteine ed amminoacidi. A questo punto hanno tentato di curarlo con dosi massicce di integratori, ed il bambino è guarito.

Dopo la pillola blu, arriva quella gialla: addio impotenza in pochi secondi con il Cialis One a day

Dopo la pillola blu, il viagra cambia colore e diventa giallo. Ha già fatto il suo esordio in Inghilterra il magico antidoto contro l’impotenza che agisce istantaneamente. Si chiama Cialis One a Day e funziona esattamente come il suo “antenato”, ma presenta una sostanziale novità: non deve essere assunto mezz’ora prima di un rapporto sessuale, può bensì essere ingerito anche immediatamente prima di fare l’amore perchè agisce in pochi secondi provocando un’erezione istantanea. Un miracolo, insomma.

Dopo il Cialis, la casa farmaceutica Eli Lilly si è inventata questa variante della pillola gialla, che già promette un enorme successo. Tutto perchè permette di lasciarsi andare alla passione dei sensi senza programmare in anticipo di fare sesso. In effetti, a prendere mezzora prima il viagra i rischi c’erano: e se la donna si fosse improvvisamente tirata indietro? Un imprevisto? Un appuntamento che si era dimenticata?

Anche l’uomo adesso si rasa l’aiuola

Per quanto fosse considerata strana, contro-natura o antiestetica, la depilazione maschile è diventata una pratica sempre più diffusa negli ultimi anni, fino a diventare una cosa normale al giorno d’oggi. Non si capisce come mai le donne continuino a dichiarare che amano l’uomo rude e peloso, e gli uomini invece si depilino sempre di più. Ma finora ci si era limitati alla “decenza” di depilarsi gambe e addome, senza spingersi oltre.

Ma la pratica di depilazione totale delle donne ha incuriosito alcuni uomini, che in Inghilterra pare abbiano lanciato la moda della pelle liscia anche nelle parti intime. E così il giornalista Jay Rayner dell’Observer ha voluto provare di persona cosa significa depilarsi anche nelle zone più estreme, per renderlo noto al pubblico dei più scettici. E visti i risultati, non crediamo ci riproverà tanto presto.