Lo smog incide sulla pelle favorendo il tumore e altre patologie

Lo smog, si sa, fa male all’atmosfera terrestre ed è una delle cause del riscaldamento globale, ma ora una ricerca suggerisce che l’ozono, un componente chiave dello smog, danneggia anche le cellule della pelle umana.

Auto e fabbriche emettono nell’aria agenti inquinanti che si combinano con i raggi del sole sotto forma di smog fotochimico. L’ozono nella bassa atmosfera contribuisce allo smog che è visibile ad occhio nudo, ma questo è diverso dall’ozono nell’alta atmosfera, che aiuta a proteggere la vita sulla Terra da dosi letali di radiazioni solari ultraviolette. I ricercatori presso l’Università del Wisconsin, a Madison, hanno esposto le cellule della pelle umana allo smog connesso all’ozono in laboratorio e hanno rilevato una reazione della meccanica cellulare allo stress, il che suggerisce che l’ozono può essere tossico per la pelle umana. Tuttavia, sono necessari ulteriori esperimenti per confermare queste conclusioni.

Capelli bianchi: la causa è in ciò che mangiamo

Sul loro conto se ne sono dette davvero di tutti i colori. I capelli bianchi di certo sono il primo nemico degli over 40, quando una persona comincia ad aver paura di invecchiare, e allo spuntare dei primi capelli bianchi va nel panico.

Probabilmente la reazione è eccessiva, e spesso anche ingiustificata. Infatti non è detto che avere i capelli bianchi significhi necessariamente essere anziano (ci sono bambini che li hanno, giovani, oppure ci sono anziani che ad 80 anni hanno ancora il loro colore di sempre). Il responsabile quindi non è l’età, ma il nostro metabolismo. Secondo uno studio della Federation of American Societies for Experimental Biology condotto dal biologo Gerald Weissmann, i capelli incanutiscono a seconda di ciò che mangiamo, ma anche a causa dei continui lavaggi ed asciugature.

Integratori per il cuore nei processi di invecchiamento

A quanto sostengono gli specialisti, l’essere umano è programmato per vivere 120 anni (è scritto nel nostro Dna) e il solo problema è come arrivare a questo traguardo. Per fortuna, la moderna ricerca scientifica sembra aver individuato precise regole: riduzione delle calorie, individuazione del giusto apporto di nutrienti (proteine, grassi, carboidrati), attività fisica e aumento dell’assunzione di antiossidanti.

È così che si combattono quei fattori che hanno ormai assunto un posto di rilievo nello studio dei processi dell’invecchiamento, vale a dire i radicali liberi: veri e propri killer delle strutture cellulari considerati responsabili dell’aterosclerosi (e quindi delle malattie cardiovascolari) nonché di tutte le malattie degenerative, dell’invecchiamento e, forse, anche del cancro.

I radicali tornano liberi, antiossidanti inefficaci contro l’invecchiamento

Gli antiossidanti non rallentano il naturale processo di invecchiamento. E’ una notizia diffusa in questi giorni che ha sollevato un’infinità di perplessità e diviso il mondo scientifico su quello che sembrava uno dei capisaldi della ricerca scientifica, nonchè il punto di partenza fondante per numerosi prodotti di bellezza anti-age.

E’ infatti da molti anni, esattamente dal lontano 1956, che la scienza asserisce con convinzione l’efficacia degli antiossidanti contro i segni del tempo. Proprio in quell’anno, infatti, gli scienziati scoprirono che l’invecchiamento era causato dai superossidi, meglio conosciuti come radicali liberi, forme reattive dell’ossigeno che generano stress ossidativo nell’organismo, avviando la degenerazione dei tessuti.

Lotta alle rughe: come si formano, tipologie e rimedi cosmetici

Le rughe non sono altro che i segnali esterni di modificazioni microscopiche che avvengono a livello dell’epidermide e del derma. Si traducono, in pratica, in maggiore rigidità della pelle, perdita di elasticità e di turgore da parte dei tessuti. Se proprio vogliamo usare termini più scientifici possiamo dire che le rughe sono la conseguenza di una generale atrofia cutanea e della degenerazione del tessuto elastico. La pelle è un organo e come tutti gli altri organi del corpo umano subisce un processo di invecchiamento.

 Un processo in parte fisiologico e in parte indotto da agenti esterni quali il sole, la luce, lo smog e tutte le forme di inquinamento che portano a quella che viene chiamata elastosi: perdita del tessuto elastico profondo. Sono tanti, quindi, i fattori che determinano il formarsi della ruga. C’è un invecchiamento naturale (fisiologico) imputabile all’inesorabile trascorrere degli anni. C’è il photoaging, il danno causato dal sole e dalla luce e dalle lampade UVA. Infine, c’è la forza di gravità, la stessa forza che ci tiene attaccati al suolo.

Esercizio fisico e dieta equilibrata per un cervello sano

Una dieta sana e una regolare attività fisica possono proteggere il cervello dalla malattie, scongiurando i rischi cui va incontro nella fase dell’invecchiamento.
E’ quanto si deduce da un nuovo filone di ricerche sulla relazione tra alimentazione, sport e salute cerebrale.

Secondo Fernando Gómez-Pinilla, docente di fisiologia e neurochirurgia all’Università della California, il cibo funziona sull’encefalo allo stesso modo dei composti farmacologi.
L’alimentazione corretta, il sonno e l’attività fisica riescono ad attivare uno stato di salute mentale ottimale, con un conseguente potenziamento della funzionalità cerebrale.

Caffè: tre tazzine al giorno proteggono dalle malattie

Il caffè, l’oro nero degli italiani, aiuta a prevenire le malattie. Non sono pochi i benefici della terza bevanda più consumata al mondo dopo acqua e vino: gli antiossidanti di cui è ricco forniscono uno scudo contro i radicali liberi.

In pochi sapranno che una tazzina di caffè contiene, infatti, più sostanze antiossidanti del vino rosso, del verde, del succo d’arancia, del cioccolato, del pomodoro o della lattuga.
Consumarlo tre volte al giorno, che sia decaffeinato, espresso o americano, aiuta a prevenire il diabete di tipo B, il Parkinson e le malattie epatiche.

Gli anti-hangover contro i postumi di una sbronza

Nausea, mal di testa, eccessiva sensibilità alla luce e al rumore… chi non ha mai provato i sintomi del post-ubriacatura?
Per chi non lo avesse mai sperimentato sulla proprio pelle, garantisco io: il risveglio è terribile e la prima cosa che viene in mente è di diventare astemi, per evitare di riprovare quelle brutte sensazioni, tra cui l’impressione che tutti gli oggetti ti ruotino intorno (soffitti e lampadari inclusi!).

Solitamente passano mesi prima che si rialzi di nuovo il gomito, e prima che lo stomaco si riassesti. Ma per chi non riesce a rinunciare a prendersi delle sbronze con gli amici (mi raccomando non guidate quando siete brilli), e vuole evitare i postumi del giorno dopo, esistono dei prodotti in pillole e tavolette che dovrebbero limitare gli effetti dell’eccesso di alcool e quindi dei conseguenti rischi post ubriacatura.

Piante contro i radicali liberi

Per frenare l’azio­ne dei radicali li­beri servono mo­lecole in grado di disattivarli. Sono i cosiddetti antiossidanti: rallen­tano o contrastano la loro diffu­sione e stroncano la propagazio­ne delle reazioni a catena di tipo ossidativo.  I vegetali sono la principale fonte di sostanze antiossidanti, non soltanto per il loro conte­nuto vitaminico e minerale, ma soprattutto per la presenza di composti naturali complessi (flavonoidi, polifenoli, pigmen­ti), che svolgono un’azione anti­radicalica o antiscorie.

Utilissimi in questo senso gli in­tegratori fitoterapici: rimedi naturali che, a differenza dei preparati erboristici, garantisco­no un elevato indice di qualità ed efficacia. Le piante officinali che esercitano effetti protet­tivi rilevanti sono quelle maggiormente ricche in flavonoidi, come per esempio il tè verde, il mir­tillo, le olive, la propoli, la pa­paya fermentata e le piante aromatiche.