Viagra “rosa” presto in commercio

Al momento della sua immissione nel mercato, avvenuta nel 1998, si è parlato tanto di Viagra, il miracoloso farmaco utilizzato per risolvere i problemi di impotenza sessuale. Ora, a distanza di dieci anni, ci si è accorti però che i disturbi della sfera sessuale, legati anche alla libido, non sono esclusivi dell’universo maschile. Sempre più donne, infatti,  soffrono di questi problemi dovuti ai cambiamenti ormonali, ma anche ai vari stati d’animo.

Il principio attivo del Viagra Rosa è infatti un antidepressivo che veniva impiegato per il trattamento della depressione, ma che ha dimostrato scarsa efficacia per questa patologia. Gli studi svolti tra le Università della Carolina del Nord e di Ottawa, hanno invece evidenziato risultati estremente positivi per la cura del calo della libido nei soggetti di sesso femminile.

Nuova pillola anticoncezionale bio

Sono passati 50 anni da quando fece la sua comparsa la prima pillola anticoncezionale, introdotta da Gregory Pincus, con dosi massicce di ormoni e numerasi effetti collaterali. Col tempo le pillole sono diventate sempre più soft. fino a diventare bio. La prima pillola naturale Klaira, è stata presentata al recente congresso della Società Europea di Ginecologia di Roma. Per saperne di più ne parliamo con la professoressa Rossella Nappi, ricercatrice e ginecologa dell’Università di Pavia.

Qual è la particolarità di questa nuova pillola?

«E una pillola contraccettiva che rispetta la natura e la fisiologia della donna. Klaira è naturale perché rilascia l’estradiolo, lo stesso estrogeno prodotto dal corpo femminile, e bio in quanto, dopo cinquant’anni di ricerche, si è riusciti a sostituire il derivato sintetico con una sostanza identica a quella rilasciata dall’organismo. Questo mix a dosaggio flessibile di estradiolo valerato e dienogest (un progestinico) permette un buon controllo del ciclo mestruale, abbinato a un’elevata sicurezza contraccettiva. Un’altra novità importante è che, a parità di sicurezza rispetto agli anticoncezionali classici, la bio-pillola scongiura le pericolose dimenticanze, grazie alla nuova tipologia di assunzione: 28 compresse (di cui 2 di placebo), al posto delle tradizionali 21 pillole, con una settimana di sospensione. Inoltre è ben tollerata dall’organismo: ha un ridotto impatto metabolico, non incide in modo pesante sotto il profilo epatico e ha un effetto positivo sui lipidi. Questa pillola apre nuovi orizzonti in tutte le donne in età fertile e sembra poter essere efficace nell’alleviare anche i sintomi dell’endoinetriosi»

Infertilità maschile: molte le cause ma quasi tutte curabili

La concentrazione degli sperma­tozoi è in diminuzione. Il preoc­cupante allarme viene dal congresso della British Fertility Society, che si è svolto a Liverpool. Lo studio, presentato dal centro per la fertilità di Abardeen, ha analizzato 16 mila campioni di sperma prelevati a 7500 uomini dall’89 al 2002. Alla fi­ne del periodo il conteggio della concentrazìone media degli spermatozoi è passato da 87 a 62 milioni, con un calo del 29.6%. Risultati analoghi, nel ’66 erano stati osservati in 4851 soggetti dalla Scuola di Andrologiia pisana, diretta dal professor Fabrizio Meschini Fabris dopo un’osservazio­ne quasi ventennale.

Il primo e più importante imputa­to della lenta ma progressiva riduzio­ne degli spermatozoi è l’inquinamen­to ambientale derivante dal traffico veicolare ma anche dall’utilizzo di pe­sticidi ed estrogeni in agricoltura e zootecnia. Queste sostanze, è ampia­mente dimostrato, sono dannose per la spermatogenesi e per la qualità de­gli spermatozoi. Inoltre, ad accresce­re ulteriormente il rischio di infertilità maschile ci sono dei dati presentati recentemente al congresso degli an­drologi italiani: il 60% dei maschi non fa prevenzione andrologica e quasi il 50% è diffidente nel richiedere una visita anche quando, nell’ambito del­l’infertilità di coppia, è il maschio ad avere problemi.

Un atteggiamento incomprensibile se si pensa che, ad og­gi, l’infertilità maschile, in circa il 70%, dei casi, è risolvibile chirurgica­mente e/o con terapie mediche. Le cause più frequenti sono rappresen­tate dal varicocele, dalle infezioni di testicoli, vie seminali e prostata, dal testicolo mobile, dalle ostruzioni del­le vie seminali, dal criptorchidismo e dalle cause genetiche ed endocrine.

Boxer o slip? Cosa è meglio per gli attributi maschili

Preferite di più i boxer o gli slip? Annosa domanda a cui ognuno di noi è libero di esprimere un qualsivoglia parere. In principio era la foglia di fico. Antenata dell’attuale “velo vesti­mentario messo a protezione delle zone più secrete” delle mutande, in­somma… nota Mara Parmigiani, docente di Storia del Costume all’università di Palermo, nel suo ultimo “Slip o Boxer?” (Marco Alfonsi ediz, E 10,00).

“Non si vedono ma han­no sempre goduto dell’attenzione della moda. Rappresentano uno squarcio sulla cultura di ogni epo­ca seguendo insieme all’abito l’evoluzione dei costume,”

Un viaggio nel tempo e nell’Uo­mo Segreto, risvolti curiosi e ine­diti insieme ad una domanda anche di salute: come scegliere l’intimo maschile salvaguardando gli orga­ni genitali? I boxer, soprattutto nello sport, nota il chirurgo (Giuseppe Pennini, Chirurgia generale, Univ. La Sapienza) possono provo­care una serie di alterazioni: innanzitutto i traumi scrotali, corsia preferenziale verso ematomi, idro­celi e varicoceli con danni impor­tanti per la capacità di procrea­zione. Ribat­te l’andrologo Ermanno Greco ri­chiamando piuttosto l’attenzione sul tessuto con cui è fatto l’indu­mento:

Intime protezioni: pap-test fondamentale per colpire virus e batteri

Il comfort vaginale è molto variabi­le, perché cambia in relazione al ci­clo mestruale e agli stili di vita. Ma il bruciore, il prurito e il gonfiore che talvolta si manifestano sono il più delle volte dovuti a funghi o a batteri che proliferano grazie al va­riare dell’acidità vaginale. Ne parlia­mo con Rossella Nappi, ginecologa e sessuologa dell’Ines Fondazione S. Maugeri di Pavia. Che cosa c’è all’origine di distur­bi ginecologici come le vaginiti?

“Alcune donne hanno un pH più stabile e possono soffrirne anche soltanto un paio di volte nella vi­ta. Altre sono più sensibili alle va­riazioni ormonali o alla contracce­zione ormonale, oppure sono soggette a maggiori disturbi e a variabilità intestinale, o ancora be­vono poco e/o tendono a tratte­nere l’urina. In questi casi è molto utile fare prevenzione, “educando” l’intestino con fermenti lattici e bevendo di più. Sono utili anche i detergenti a pH acido, ma servo­no sempre consigli personalizzati”.

Le paure che spesso accompa­gnano questo tipo di disturbi sono giustificate?

“Non sempre. Anche se a volte ci sono problemi che possono sem­brare una vaginite, come i micro­condilomi, perché danno prurito e bruciore, ma sono di origine vira­le. Spesso però queste manifesta­zioni sono asintomatiche e vengo­no scoperte piuttosto tardi. Il mo­do migliore per diagnosticare i disturbi di tipo virale, come la pre­senza dell’Hpv, cioè il papilloma virus, è il pap test, che andrebbe eseguito con regolarità. Per evita­re preoccupazioni e problemi maggiori è anche molto utile pro­teggersi con il preservativo duran­te i rapporti sessuali”.

Trichomonas e clamidya: pochi i dati di diffusione in Italia

Tra le altre infezioni che si possono contrarre at­traverso un rapporto sessuale ci sono la trichomonas genitale, i conditomi accumi­nati e la Chlamydia. Ci spiega meglio il prof. Arisi:

«La prima è causata da un microrganismo unicellulare, un protozoo flagel­lato che “nuota”  frequentemen­te nell’apparato genitale maschi­le e femminile»

Ogni anno sono circa 7 milioni e mezzo i nuovi casi al mondo. Nell’uomo, dopo un paio di settimane dal conta­gio, può comparire una lieve uretrite con prurito e perdite chiare al mattino. Ma in genere non ci sono sintomi e quindi può trasmetterla ad altri partner sen­za saperlo.

«Nella donna causa invece una vulvo-vaginite, con perdite giallo-verdastre e schiu­mose, prurito, bruciore e dolore durante i rapporti»

Virus dell’amore: più prevenzione e informazione

 

Si parla poco, anzi pochissimo, di malattie a trasmis­sione sessuale (Mst). Eppure i numeri sono quelli di un’autentica emergenza sanitaria. Mentre anche l’Hiv di cui si è detto e scritto mi­liardi di parole, è praticamente scomparso dalle cronache. Una tendenza che, secondo gli esperti, non promette nulla di buono. Perché le malattie a trasmissione sessuale continuano a rappresentare un pericolo (per molti) e a mietere vittime (ancora troppe). E, siccome la parola chia­ve è «prevenzione», far finta che non esistano o che siano state debellate significa abbassare la guardia.

 Con i rischi che ne conseguono. Spiega Emilio Arisi, direttore dell’unità ope­rativa di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale S.Chiara di Trento

“In Italia e nel mondo le malattie sessualmente trasmesse sono ancora molto diffuse, tanto che l’i­stituto superiore di sanità ha deciso di mantenere attivo un osservatorio epidemiologico nazionale, con una serie di centri corrispondenti in tutta Italia, nonostante l’atten­zione pubblica sia diminuita”

Micosi, molto fastidiosa ma poco pericolosa; sifilide, ancora bassa la soglia di attenzione

La candidosi genitale, così si chiama la classica micosi, dà fa­stidiosissime infezioni alla vagina e alla vulva, pro­voca perdite bianche, dolo­re durante i rapporti sessua­li, prurito e bru­ciore, ma non rappre­senta un vero e pro­prio rischio. Alcune stime parlano di tre donne su quattro che, almeno una volta nella loro vita, ne hanno sofferto. Se ne parla poco, ma in realtà può colpi­re anche i maschi: provoca chiazze rosse, prurito e bruciore al glande. Per curare la micosi esistono farmaci effi­caci e facili da usare, che si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica.

La sifilide invece è causata da un batterio, il treponema pallidum e il contagio av­viene quasi esclusivamente per via sessuale. Spiega il professor Arisi

 «Il problema di que­sta infezione è che non dà immunizzazione e la si può contrarre più di una volta»

 La prima lesione, chiamata si­filide primaria, insorge a distan­za di due o quattro settimane dal contagio: riguarda i genitali esterni e si presenta come un nodulo rosso, un po’ umido, che dopo qualche giorno si tra­sforma in un’ulcera senza pro­vocare particolare dolore. In teoria questa lesione, che si chiama sifiloma, può manife­starsi anche sulla bocca, sulle mani, sui capezzoli, sull’ano e sull’uretra.

Gonorrea e herpes genitalis: facciamo il punto della situazione

La gonorrea, un tempo chiamata blenorragia o scolo, è un’infezione batterica che si trasmette attra­verso i rapporti sessuali. Il prof.  Arisi, Direttore della Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Regionale “S.Chiara” di Trento afferma

 «Il perio­do di incubazione è breve e varia dai 2 a 10 giorni».

Se nell’uomo si manifesta con un’uretrite, cioè un’infiamma­zione dell’uretra che provoca do­lore intenso, più forte mentre si urina, e perdite di liquido giallo verde, nella donna i sintomi sono in genere meno evidenti e a volte l’infezione passa addirittura inos­servata. Per entrambi i sessi, se l’infezione non viene curata può risalire e interessare la prostata.. e le vie spermatiche (negli uomi­ni) e l’intero apparato genitale nella donna. Dice il ginecologo

«Negli ultimi anni abbiamo osservato una recrude­scenza di questa infezione, per cui anche in questo caso l’attenzione va sem­pre tenuta alta»

Consigli per una gravidanza senza problemi

Di seguito vogliamo elencarvi delle norme di normale buonsenso per vivere la gravidanza nel migliore dei modi. Nel caso doveste accorgervi che non si rivelano utili chiamate subito il vostro medico di fiducia. Se spesso vi sentite in procinto di esplodere, con mani e piedi inguardabili, non allarmatevi troppo. Il vostro corpo sta producendo più sangue e fluidi del normale e l’utero, crescendo, preme su alcuni vasi sanguigni. Quando vi sedete cercate di tenere le gambe leggermente sollevate, non indossate abiti aderenti su gambe, cosce e fianchi e prendete come abitudine di riposarvi sdraiate sul fianco sinistro.

Vostro figlio cresce, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno. E più cresce più toglie spazio alla vescica, che dunque ha meno spazio per espandersi, per cui anche un piccolo quantitativo di orina potrebbe farvi sentire l’urgenza impellente di andare in bagno. La cosa migliore da fare in questi casi è non ascoltare il vostro corpo (potrebbe essere tardi), ma programmate queste indispensabili sedute. Utili anche degli esercizi per rinforzare i muscoli che sostengono vescica e uretra.

Piante utili per le vulvovaginiti e le infezioni urinarie

Uno dei problemi ginecologici più diffuso tra le bambine e le adolescenti è la vulvovaginite; si presenta con secrezioni vaginali, arrossamenti  e prurito ed è causata dal fatto che prima del menarca, cioè la prima mestruazione, il livello degli estrogeni nel sangue è piuttosto basso: ciò rende l’epitelio vaginale molto sottile e quindi più facilmente aggredibile dai batteri. E poi le piccole e grandi labbra non sono ancora ben sviluppate, il pH vaginale è più elevato di quello delle donne adulte e le secrezioni vaginali non sono ancora adeguate.

 Non a caso, con l’inizio dell’adolescenza, il problema più delle volte scompare da solo. Tra i rimedi naturali più efficaci per risolvere il disturbo c’è sicuramente la melaleuca. I suoi oli essenziali, usati in concentrazione al tre per cento sotto forma di pomate, si sono dimostrati in numerosi studi attivi come inibitori della crescita di batteri e funghi comunemente implicati nelle vulvovaginiti. La pianta, una mirtacea, che cresce spontanea, è usata da secoli nella medicina tradizionale come antisettico e disinfettante nel trattamento di ferite e ustioni. Inoltre, l’olio di melaleuca è attivo anche contro alcuni virus, in particolare Adeno-virus e Herpes simplex, i responsabili di quelle piccole lesioni arrossate e dolorose agli angoli delle labbra o alla base del naso che a volte insorgono durante l’influenza e il raffreddore.

Il sesso post parto: quando ricominciare a fare l’amore?

Gioia, emozioni intense, impegno 24 ore su 24. La nascita di un figlio è un meraviglioso terremoto che riguarda praticamente tutto, la vita privata, gli amici, il tempo libero. E ovviamenteanche la sfera sessuale dei genitori. Quali sono i tempi giusti per ricominciare a fare l’amore? Lo abbiamo chieso alla dottoressa Metella Dei

“Normalmente servono dalle 4 alle 6 settimane perché l’utero riprenda le sue dimensioni e il collo dell’utero reintegri le sue funzioni protettive” 

Se non è ancora ben chiuso, risulta più vulnerabile alle infezioni e si può compromettere la fertilità futura. Nel caso di parto cesareo o altre complicazioni i tempi diventano più lunghi. Aggiunge

Problemi di coppia? Continuate a fare l’amore

I problemi sessuali hanno andamenti molto diversi e possono essere classificati in relazione alla loro insorgenza e/o permanenza. Potremmo dire che è normale avere dei problemi sessuali nel corso della vita perché ci sono tante cause che possono impedire o ridurre il desiderio, l’eccitazione ed il piacere sessuale. Bisogna cercare aiuto se i problemi sessuali che insorgono tendono a trasformarsi in permanenti, la cattiva riuscita della sessualità è infatti uno dei primi fattori di fuga dalla sessualità stessa. Quando i problemi sono permanenti bisogna scoprire se sono collegabili ad un particolare periodo di

  1.  stress
  2.  depressione
  3. eventi di vita, o se sono espressione di
  4. una scontentezza relazionale che collega il problema direttamente alle delusioni, alle rabbie che il/la partner produce nella vita di coppia e nella sessualità.

 Gli eventi di vita che diventano causa di disagio o danno nella sessualità vanno vissuti in modo più tranquillo perché sono facilmente causa, ma tendono ad influenzare la sessualità in modo transitorio. Più attenzione va dedicata all’assunzione di farmaci per tensione o insonnia che possono contenere controindicazioni rispetto al desiderio sessuale. Il medico potrà consigliare una scelta meno dannosa. Gli aspetti relazionali invece chiedono una comprensione più accurata delle cause, una preparazione delle soluzioni, altrimenti la sessualità tende a ridursi fino a scomparire.

Cambiare sesso: come e perchè del transessuale

Aumenta il numero di persone che, fisicamente uomini, si sentono donne e di quelli che, fisicamente donne, si sentono invece uomini. Insomma sono in aumento le persone che soffrono di disturbi di identità di genere (Dig), cioè i transessuali e aumentano contestualmente anche le richieste di riattribuzione del sesso.

Ad affrontare il tema è stato il presidente dell’Onig, l’Osservatorio Nazionale sull’identita di Genere, Adriana Godano, androloga ed endocrinologa torinese:

«Le cause dell’aumento, specialmente in questi ultimi decenni, sono da ricercare essenzialmente nella diminuzione della stereotipizzazione della figura del maschio e della femmina, con enorme confusione dei ruoli. D’altra parte però, quando queste situazioni si manifestano si esce di più dal passato, in quanto rassicurati dalla legge, da specialisti competenti e da centri di riferimento affidabili»