Tranquillanti prescritti ai bambini in forte aumento: cresce la preoccupazione nel Regno Unito

Nel Regno Unito l’uso di farmaci antipsicotici è in aumento. Fin quì niente di nuovo, se non fosse che i potenti tranquillanti vengono prescritti sempre di più anche ai bambini, come trattamento coadiuvante ad una serie di disturbi, tra cui l’iperattività e l’autismo.
La fascia di età per cui si è registrato un maggior numero di prescrizioni va dai 7 ai 12 anni. La sicurezza a lungo termine dell’impiego di psicofarmaci sui bambini non è ancora stata stabilita.

Il professor Ian Wong, della London School of Pharmacy, ha dichiarato che non sono ancora note le possibili conseguenze di questi medicinali sullo sviluppo del cervello dei giovani pazienti.
Studi clinici hanno dimostrato che l’uso di alcune sostanze, come il ripseridone, possono essere molto efficaci per calmare i bambini autistici o quelli che hanno problemi comportamentali. Ma gli esperti consigliano di usarli con cautela nei pazienti al di sotto dei 15 anni.

Troppi compiti e pressioni: scolari italiani ansiosi e depressi

Ragazzi in età scolare sempre più depressi. A lanciare l’allarme è l’autorevole British Association of Teachers and Lecturers (Atl, Associazione dei Docenti e Professori), che individua le cause del crescente malessere nell’eccessivo carico, imposto dai programmi ministeriali, di compiti a casa. Secondo l’Associazione, la pressione esercitata nei confronti dei bambini li renderebbe “infelici e ansiosi“.

Per questo si pensa ad una “revisione” del piano dei compiti da fare a casa. Che non devono essere vissuti come un obbligo, ma come un’abitudine degli allievi a lavorare anche fuori dalla classe. E la famiglia? Tra le cause di un fenomeno depressivo sempre più evidente, anche “la disgregazione sociale e le rotture familiari“, ree di nuocere “alla riuscita scolastica e alle performance di scuole e istituti privati“.

Vostro figlio ha un amico immaginario? Niente paura, è normale ed è un bene

Vi capita spesso di “sorprendere” vostro figlio parlare da solo ad alta voce o col suo giocattolo preferito? Niente paura, probabilmente ha un amico immaginario, non c’è nulla di cui preoccuparsi, anzi: l’invenzione da parte dei piccoli di un amichetto immaginario, invisibile o identificato col proprio giocattolo preferito, un pupazzo, una bambola, un peluche, non solo è segno di creatività, ma rappresenta una vera e propria palestra entro la quale il bambino apprende a sviluppare e mettere in pratica le proprie nascenti abilità sociali. Il bambino gioca, litiga, parla, scambia informazioni sul mondo col suo amico ed impara così a muoversi nelle situazioni che la realtà gli porrà di fronte. Esistono numerosi studi che hanno analizzato il ruolo dell’amico immaginario nello sviluppo psicofisico e tutti rassicurano i genitori: non dovete affatto preoccuparvi della sua presenza nella vita di vostro figlio e nella vostra, anzi ascoltare il vostro bambino mentre interagisce con il prodotto della propria fantasia può offrirvi un punto di vista differente su di lui insegnandovi a conoscerlo meglio.

Semaforo anti-schiamazzi nei reparti di neonatologia di Indianapolis

Singolare invenzione negli States che ancora una volta ci sorprendono con le loro trovate tecnologiche.
E’ stato ideato un dispositivo che protegge dal rumore i neonati che si trovano nel reparto di terapia intensiva. Un indicatore di livello sonoro del sistema Sonicu pende infatti dal soffitto del reparto di terapia intensiva neonatale del Riley Hospital di Indianapolis.

L’apparecchio, proprio come un semaforo, indicherebbe le variazioni di decibel, passando dal colore verde al giallo al rosso. Lo scopo è avvertire il personale medico di quando i visitatori e le chiacchiere dei parenti stanno diventando troppo molesti. Il personale dovrebbe dunque intervenire per mettere a tacere gli schiamazzi che turberebbero, a quanto pare, la riabilitazione e la crescita dei neonati in cura.

A rischio per tutta la vita i bambini che sono nati prematuri

Se la gravidanza dovrebbe durare nove mesi, un motivo c’è. I neonati prematuri potrebbero soffrire di problemi di salute per tutto il corso della loro esistenza, a partire già dall’infanzia, sino ad arrivare all’età adulta.
Lo dimostra un’importante studio compiuto su un campione di quasi un milione di nascite in Norvegia. I nati prematuri avevano più probabilità di morire da bambini, e meno probabilità di riprodursi con successo da adulti.

Secondo una ricerca riportata dal Journal of the American Medical Association, i bambini prematuri otterrebbero anche meno successi a livello scolastico e nell’istruzione in genere.

Talento criminale? Bimbi schedati

Bulletti da piccoli, criminali da grandi. Equazione non matematica, ma possibile. Per questo, un esperto di Scotland Yard avanza una proposta choc: schedare il dna dei bambini delle scuole elementari, il cui comportamento indica che potrebbero diventare delinquenti da grandi. Secondo Gary Pugh, direttore di scienze forensi di Scotland Yard, bisogna poter identificare il prima possibile i delinquenti potenziali.

I criminologi dicono che alcune persone commetteranno dei crimini, altre non lo faranno mai. Noi dobbiamo identificare quelli che rappresentano la maggiore minaccia per la società“, spiega Pugh. “Prima li individuiamo, meglio è: alla distanza i benefici per la collettività saranno notevoli“. Nella banca-dati del Regno Unito (la maggiore d’ Europa) ci sono i dati di 4,5 milioni di individui, ma la polizia ritiene che non sia sufficiente. Pugh ne è convinto: “II numero di delitti che rimangono insoluti indica che non abbiamo le tracce genetiche di un numero sufficiente di persone“.

Il sonnellino pomeridiano riduce le capacità intellettuali e guasta il riposo notturno dei bambini?

Mentre i ricercatori israeliani del Center for Brain and Behaviour Research dell’Università di Haifa inneggiavano la pennichella come formidabile rimedio per consolidare la memoria a lungo termine quelli della University of Southern Mississipi conducevano uno studio, presentato di recente al meeting delle Associated Professional Sleep Societies di Minneapolis, che dimostrerebbe i risvolti negativi, almeno sui bambini, di questa piacevole abitudine. Un’indagine condotta su 738 genitori di bambini dai 2 ai 12 anni ha svelato infatti che i piccoli che fanno un sonnellino nel pomeriggio hanno più difficoltà ad addormentarsi alla sera riuscendo a prendere sonno in media 39 minuti più tardi di quelli che non hanno questa abitudine. Ma c’è di più: questi stessi bimbi avrebbero anche più difficoltà al risveglio mattutino.

Lo studio, coordinato da John Harsh, professore di psicologia sperimentale, non è l’unico a mettere in guardia dalla consuetudine più amata dai genitori: un altro studio svolto all’Università della Florida e presentato sempre al convegno di Minneapolis dal ricercatore Joe McNamara ha trovato che i bambini che negli asili nido dormono più a lungo dei compagni al risveglio sono in grado di completare meno puzzle di quelli che hanno fatto un riposino più breve. Dunque l’abitudine, tanto faticosamente appresa da molti bambini, di fare un riposino nel pomeriggio non gioverebbe proprio a niente, almeno secondo gli studiosi americani. A trarne beneficio solo i loro genitori che durante la pausa teneramente imposta ai loro piccoli si godono qualche ora di meritato riposo.

Operazione pannolino: istruzioni per l’ uso

Provate a digitare la parola pannolino su un motore di ricerca della rete e vi appariranno centinaia di documenti e tantissimi forum, nei quali donne e uomini (si proprio loro!) si scambiano consigli, impressioni, opinioni proprio sui pannolini. Nei forum e nei siti ambientalisti soprattutto, si parla sempre di più dei pannolini ecologici, cioè della versione rivisitata e semplificate dei vecchi ciripà di cotone lavabili.

Ma anche dei biodegradabili, monouso ma in materiale organico. E allora quali comprare? Quelli di gran marca superassorbente? Quelli che non inquinano? Quelli che costano meno? Noi abbiamo guardato velocemente cosa c’è in giro con un occhio volutamente rivolto a tutte le tipologie di genitori, che hanno sensibilitá diverse e diverse esigenze economiche e di relazione.

Si lavano in lavatrice a 60 gradi e si riutilizzano, sono in spugna, flanella, cotone, molto spesso anche da coltivazione biologica. Ecco i pannolini in stoffa, meno comodi dei monouso ma perfetti per bambini allergici e con pelle sensibile, molto meno cari (un set completo, 18-20 pezzi, va da 300 a 1000 euro) eppure ecologici sul serio. Tanto che in alcuni comuni del Nord (Reggio Emilia, Cembro) sono stati promossi con campagne di sensibilizzazione e agevolati con incentivi economici.

Allattare al seno. Tutti i benefici del latte materno

Allattare al seno è il gesto più sano e naturale che una mamma possa compiere per il proprio bambino. Oltre ad essere l’alimento più indicato dal punto di vista nutritivo poichè garantisce il giusto apporto di proteine, grassi, zuccheri, sali minerali e vitamine, il latte materno garantisce al bambino un’eccezionale arma contro germi e virus perchè la mamma ad ogni poppata passa al bambino i propri anticorpi e altri fattori protettivi come lattoferrina e lisozima .

Il latte materno è inoltre un alimento estremamente sicuro poichè non scatena intolleranze alimentari e, modificando la propria formula nel corso della giornata è in grado di soddisfare di volta in volta le diverse esigenze del piccolo, al mattino ad esempio, quando il bimbo ha più bisogno di energie, è più ricco di grassi e proteine. Grazie alle caseomorfine, sostanze dall’effetto sedativo e antidolorifico, i bambini allattatti al seno, hanno un sonno più regolare e tranquillo.