AIDS: in aumento i casi di contagio fra gli eterosessuali

E’ cambiato il profilo della persona tipicamente a rischio di contrarre il virus dell’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Mentre in passato infatti ad essere più a rischio erano omosessuali e tossicodipendenti, da qualche anno a questa parte il pericolo di contagio riguarda sempre più da vicino uomini quarantenni ed eterosessuali. Ad affermarlo Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore di Sanità, nel suo intervento alla presentazione del ‘Raltegravir’, il nuovo farmaco tutto italiano contro l’Aids, messo a punto dai ricercatori dell’Istituto Ricerche di Biologia molecolare (Irbm) “Pietro Angeletti” di Pomezia (Roma).

Molti degli eterosessuali a rischio di contrarre l’HIV, spiega Vella, non sanno neppure di esserlo. Non solo non usano il preservativo, ma non avendo alcun dubbio sul proprio stato di salute non si sottopongono ad alcuna analisi di controllo giungendo così alla diagnosi di sieropositività in fase molto tardiva, quando la malattia è già manifesta. Allo stesso tempo è aumentata anche l’età media delle persone affette da AIDS che si attesta ormai oltre i quaranta anni. Sono sempre più frequenti infatti i casi di contagio fra gli ultra sessantenni che grazie al ritrovato vigore, merito della tanto decantata pillola blu, riscoprono la sessualità. Molti di loro tuttavia non hanno molta dimestichezza con la necessità di proteggersi durante i rapporti sessuali, soprattutto se questi avvengono con partner occasionali, e cadono così nella trappola della malattia.

Vaccinazioni infantili contro la meningite: perchè non sono previste?

Ne abbiamo sentito parlare spesso negli ultimi mesi, ha provocato non poche morti e, malgrado gli esperti affermino che l’allarmismo sia ingiustificato, il terrore della diffusione delle meningite dilaga ancora.

Proviamo a scoprirne di più su questa malattia fulminante: la meningite è un’infiammazione delle membrane del cervello e del midollo spinale, causata da agenti patogeni come i batteri, i funghi, i virus e i parassiti. Tre sono gli agenti patogeni, responsabili dell’80% dei casi di meningite di origine batterica:

  • l’Haemophilus influenzae di tipo b
  • lo Streptococcus pneumoniae
  • la Neisseria meningitidis, detta anche meningococco

Se il batterio sgranocchia l’antibiotico ci pensa il coccodrillo

Se i batteri sono sempre più aggressivi e non temono gli antibiotici sembra proprio che in futuro li potremo combattere grazie al sangue di coccodrillo. Forse può sembrare incredibile, ma non c’è nulla di magico o di stregonesco in questa affermazione. Tutt’altro. Un team di ricerca costituito da scienziati statunitensi e australiani spera infatti di poter estrarre dal sangue del coccodrillo delle proteine antibiotiche in grado di sconfiggere i batteri più pericolosi.

Purtoppo la diffusione sempre più estesa di batteri resistenti agli antibiotici non è una novità. Solo qualche settimana fa i sanitari statunitensi lanciavano l’allarme, per fortuna rientrato, sulla pericolosità della infezioni post-lifting causate dal batterio Stafilococco Aureo resistente alla meticillina. Ma sono numerosi gli organismi batterici che si sono evoluti riuscendo così a burlarsi letteralmente delle terapie antibiotiche. Nel gruppo dei batteri più aggressivi anche il batterio della Salmonella, tradizionalmente considerato tra i più facilmete debellabili. Si comprende quindi come fra gli studiosi vi sia, ormai da qualche anno, un clima di preoccupazione sempre crescente.

Meningite: Dopo l’ultimo decesso ecco un nuovo caso in Italia. Informarsi su questa malattia oggi è un dovere.

E’ ancora allarme meningite nel nord Italia. Oggi un ragazzo di 17 anni è stato ricoverato in rianimazione a Venezia e si trova in coma. Le sue condizioni stazionarie e la prognosi riservata. Si tratta di un diciassettenne residente a Zelarono, in provincia di Venezia, ricoverato all’ospedale Umberto I di Mestre. Gli esami, riferisce Onofrio Lamanna, direttore dell’ospedale Umberto I, hanno evidenziato che si tratta di un caso di meningite C.

Questa notizia, che segue i decessi per meningite avvenuti lo scorso Dicembre nel trevigiano è scattato l’allarme su tutto il territorio nazionale. In particolare nel Nord Italia, dove la preoccupazione non si placa dopo la morte del diciannovenne di Seregno, avvenuta all’ospedale di Carate Brianza a Milano lo scorso giovedì. Per tutti e due i casi è stata predisposta la profilassi antibiotica per il personale medico e tutti coloro fra parenti e amici che sono venuti a contatto con i due giovani nelle ore precedenti al loro ricovero.

Sono attualmente in corso ulteriori indagini per stabilire se il ceppo di appartenenza sia lo stesso che ha causato i primi decessi.

Tenuto conto del diffondersi della paura del contagio nella popolazione, il Ministero della Salute ha ritenuto utile diramare un comunicato (21 Dicembre 2007) nel quale fa chiarezza sullo stato attuale della malattia nel nostro paese.

Nel suddetto comunicato la meningite viene definita una patologia “grave ma curabile” che ha esito fatale nel 14% dei casi. I casi di meningite batterica in Italia sono circa novecento all’anno e un terzo di questi è di tipo meningococcico (tasso di incidenza tra i più bassi in Europa) inoltre, grazie al diffondersi dei vaccini, i casi sono in progressiva diminuzione.

Ma vediamo più approfonditamente cos’è la meningite, come si manifesta e come è possibile scongiurarla e curarla.