Ambrosia, arriva l’ultima allergia di stagione

Gli antichi si riferivano al suo succo come al “nettare degli Dei”, ma molti comuni mortali oggi ne farebbero volentieri a meno. Stiamo parlando dell’ambrosia, un fiore che cresce specialmente nell’area della Lombardia e che, fiorendo proprio in questo periodo, cioè sul finire dell’estate, diventa ufficialmente l’ultima causa di allergie dell’anno.

Dopo l’esposizione ai pollini, graminacee e tutto ciò che ci può colpire da marzo ad agosto, la stagione delle allergie è pronta ora a concludersi, anche se passare attraverso questi banchi di pollini di ambrosia non sarà così semplice.

Allergie, il segreto per non soffrirne è una dieta “all’antica”

Se, come pare dagli ultimi rilevamenti, le allergie nel mondo Occidentale stanno aumentando di anno in anno, facendo il ragionamento contrario, si può intuire che decenni e secoli fa forse non erano così tante. E’ vero che probabilmente queste c’erano ma non venivano diagnosticate, ma secondo un gruppo di scienziati italiani la realtà è che i nostri antenati non ne soffrivano, o ne soffrivano molto meno, perché seguivano una dieta più sana.

Per poter testare la propria teoria, i ricercatori dell’Università di Firenze, guidati da Paolo Lionetti, hanno paragonato la dieta dei bambini italiani, uno stile più Occidentale che Mediterraneo, con una delle poche popolazioni rimaste che si nutrono ancora come i nostri avi del neolitico, il gruppo etnico dei Mossi che vive in Burkina Faso.

Un esame del sangue ci dirà a cosa siamo allergici

Un semplice esame del sangue può ora prevedere se i neonati sono a rischio elevato di sviluppare allergie anche quando invecchieranno, grazie alla ricerca effettuata all’Università di Adelaide. Il professor Tony Ferrante, un immunologo del Pathology and the Children’s Research Centre presso l’Università di Adelaide (Australia), dice che il nuovo marcatore può essere la svolta più significativa nella sperimentazione sull’allergia degli ultimi decenni.

Una proteina nelle cellule immunitarie dei neonati, sembra avere la risposta se un bambino potrà essere protetto o sensibile allo sviluppo di allergie in futuro

afferma il professore. L’incremento delle cellule di segnalazione della proteina chiamata protein-chinasi zeta C, sono molto più bassi nei bambini a rischio di allergie. Il professor Ferrante spiega che l’esame del sangue è molto più efficace degli indicatori precedenti, come ad esempio la storia clinica della famiglia o la misurazione degli anticorpi IgE.

Allergie in aumento, sotto accusa l’eccesso di igiene

L’ossessione per la pulizia e la sterilizzazione degli ambienti ed un’igiene sempre più scrupolosa, quasi maniacale, che caratterizza gli asettici spazi della vita moderna, può essere imputabile del vertiginoso aumento dei casi di allergie?
La ricerca si è posta più volte, nel corso degli ultimi anni, questo quesito, rispondendovi spesso in modo affermativo. Nei Paesi sviluppati si stanno estendendo a macchia d’olio reazioni allergiche come la febbre da fieno, l’eczema, l’orticaria e ultima, ma non da meno, soprattutto tra i bambini, l’asma. Per il dottor  Guy Delespesse, docente  presso l’Université de Montréal, che sostiene la tesi del rapporto proporzionale tra igiene-allergie, il numero di pazienti affetti da allergie sarebbe aumentato proprio a causa dell’eccessiva pulizia.
Le allergie possono essere causate da una storia familiare, dall’inquinamento atmosferico, dagli alimenti, dallo stress, dall’uso di tabacco, e così via discorrendo. Tuttavia, l’esposizione limitata ai batteri ha fatto riflettere il Dr. Delespesse, che è anche direttore del Laboratory for Allergy Research al Centre hospitalier della Université de Montréal.

“C’è una relazione inversa tra il livello di igiene e l’incidenza delle allergie e delle malattie autoimmuni,” spiega il Dott. Delespesse. “Quanto più è sterile l’ambiente in cui un bambino vive, maggiore è il rischio che  sviluppi allergie o un problema immunitario nel corso della vita”.

Starnuti: a primavera non solo allergie

Che siano frutto di allergie, di freddature dovute agli sbalzi di temperature o comunque ai colpi di coda dell’influenza stagionale, questo è un periodo di grandi starnuti e colpi di tosse per tutti.  Pensate che la scorsa settimana sono state infettate da virus che colpiscono le alte vie aeree circa 100.000 persone. Viene spontaneo in questi casi mettere la mano davanti al naso o alla bocca: serve a proteggere le persone che ci sono vicine da eventuali contaminazioni.

Di solito, specie per gli starnuti usiamo un fazzoletto. Anche se non ci riflettiamo, in questo modo proteggiamo anche noi stessi dai batteri che possono fuoriuscire. Sarebbe ottima cosa prendere l’abitudine di tossire in un tovagliolino! Ma ancora cosa possiamo fare per prevenire le malattie respiratorie e goderci in pieno la primavera?

La tecnologia moderna va contro l’evoluzione naturale umana

L’epidemia sempre più dilagante di obesità e delle inspiegabili allergie ha trovato varie scuole di pensiero che tentano di capire come mai tali condizioni sono sempre più diffuse. Tra di esse c’è anche la teoria antropologica, che richiama tutto all’evoluzione umana.

I mammiferi si sono evoluti in milioni di anni per poter sopravvivere allo stato brado o semi-brado, ed una delle dimostrazioni di tale evoluzione è il metabolismo. Spiegano gli scienziati dell’Università di Yale che l’obesità non era vista, dai nostri antenati, come una cosa cattiva, ma serviva per accumulare il grasso per affrontare inverni rigidi e periodi di carestia. Oggi che il nostro corpo non deve più affrontare condizioni estreme, e a cui basta entrare in un supermercato per potersi saziare, questo meccanismo non si è interrotto, ma è semplicemente diventato un problema da eliminare.

Piscina e asma, quando le due cose sono correlate

Secondo un recente studio, gli adolescenti che trascorrono più di 100 ore al mese nelle piscine con il cloro hanno una probabilità di sei volte superiore di contrarre asma e allergie. Per alcune persone, soprattutto bambini, le piscine sono come seconde case, dove possono passare delle ore a giocare, saltare dai trampolini, fare immersioni, rinfrescarsi o semplicemente imparare a nuotare.

Per tantissime altre persone invece, il pensiero di condividere una vasca d’acqua con tanti sconsciuti dà loro i brividi. In entrambi i casi, ad un certo punto della vita probabilmente ci si trova in una piscina, in una situazione difficile da evitare. A questo punto, che cosa un bambino può fare? Non è tanto la piscina con molto cloro che aumenta il rischio di asma. Secondo un recente studio, pubblicato su Yahoo! News dall’Università cattolica di Lovanio a Bruxelles, in Belgio, gli adolescenti che trascorrono più di 100 ore immersi nelle piscine hanno maggiori probabilità di contrarre questa malattia a causa di tutte le altre sostanze chimiche, ivi compreso proprio il cloro.

Fazzoletti Tempo, occhio al naso

Tempo di raffreddore e di fazzoletti. Ma i classici compagni di queste giornate di fine inverno non sarebbero sempre così “innocui”. E’ il caso, segnalato in questi giorni da Altoconsumo, dei nuovi fazzoletti Tempo Complete Care.

Il neonato prodotto dell’azienda, infatti – il cui costo oscilla, per un pacco da dieci fazzoletti, da 1,99 a 2,19 euro – presenterebbe, nella sua composizione, insidie. La pubblicità dei fazzoletti punta tutto sull’opportunità degli stessi per ogni raffreddore, per la loro capacità di “lenire gli arrossamenti del naso e favorire la respirazione“. I fazzoletti contengono sostanze dall’effetto “balsamo”, come l’olio di eucalipto. Ma, avverte Altroconsumo, non solo eucalyptol i fazzoletti contengono.Tra gli elementi ci sono il petrolatum mineral oil, un derivato petrolifero, e hexyl cinnamal, limonene, hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyd, buthylphenyl methylpropional.

Giornata del Bambino Allergico, al via la quarta edizione

Allergie. In Italia sono aumentate sensibilmente negli ultimi 59 anni: si è passati dal 10 al 30% degli italiani colpiti da allergie: bambini e adoslescenti. Questo quanto riportato oggi dal Prof. Giovanni Cavagni, Responsabile di Allergologia Pediatrica presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Cavagni ha aperto l’edizione 2009, la IV, della Giornata del Bambino Allergico, oggi e domani a Roma.

L’appuntamento è curato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, da FEDERASMA Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici), da SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) e da ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche). Il focus è proprio l’aumento delle allergie nella fascia giovane della popolazione italiana.

Tinture per capelli, tra look e pericoli

Le tinture per i capelli? Vi piace Angelina Jolie in questa versione inusuale biondo platino? Il vezzo, peraltro, non è più esclusivamente femminile. In Europa, a tingersi i capelli sono il 60% delle donne e tra il 5 e il 10% degli uomini. Leggende e verità spesso circolano sulle tinture per i capelli e sul loro utilizzo, più o meno sicuro o nocivo. La ricerca e il mercato hanno fatto grandi progressi e, rispetto a tempo fa, le tinture oggi in commercio o utilizzate dai parrucchieri hanno un’aggressività assai meno marcata.

Il punto sta nei materiali usati. I coloranti chimici un tempo utilizzati ora si usano molto meno nelle composizioni, perché sono stati in gran parte sostituiti di origine naturale. Quindi, meno allergie. Gli eventuali effetti di queste operazioni (dettate dal gusto, dal look, dalla psicologia o dalla semplice necessità estetica di coprire i capelli bianchi) cambiano anche in base alla natura della tintura: se temporanea (quindi eliminabile in alcuni giorni con i lavaggi, farà meno danni alla struttura dei capelli, lasciando nella peggiore delle ipotesi i capelli un po’ secchi.

Menù di Natale sostenibile per pianeta e organismo

La sera di Natale è alle porte, c’è chi ha già pensato da giorni a cosa portare in tavola, i più fortunati non dovranno trascorrere tutta la giornata a cucinare per gli altri perchè sono invitati a cena da amici, familiari o parenti.
Per coloro che stanno ancora correndo tra uno scaffale e l’altro del supermercato, dal fruttivendolo piuttosto che dal verduraio, il consiglio è di stare bene attenti, fretta permettendo, a cosa si mette dentro al carrello.

L’ideale sarebbe infatti scegliere solo ed esclusivamente prodotti di stagione e locali, consiglio che non solo fa bene alla salute del nostro organismo, perchè più freschi e genuini e dunque meno ricchi di conservanti, ma anche a quella del Pianeta, fortemente provato dal trasporto di derrate alimentari da un capo all’altro del mondo.