Shock anafilattico: le api come problema e soluzione

C’è un insetto geniale, elegante nel volo come nel vestito, capace costruttore di affascinanti architetture e produttore di un formidabile alimento, usato in cucina, in cosmetica, in medicina. C’è un insetto – dicevamo – che rischia l’estinzione. E’ l’ape, un animale che – a causa del proprio “stile” di vita – si trova a soffrire più di altri gli effetti dell’inquinamento, della cementificazione e dell’impiego di prodotti chimici nell’agricoltura così come nella botanica.

Non bastasse questo elenco di terribili piaghe, ecco scoprire che la sua puntura può anche essere mortale per quei soggetti nei quali provoca lo shock anafilattico (una reazione spropositata del sistema immunitario che, nel caso specifico, può manifestarsi in seguito ad una puntura), e la conseguente campagna di sterminio “casereccio” fatto di spruzzi di DDT ed altre sostanze chimiche. Tutto questo è stato sufficiente per far “scivolare” le api – che noi siamo abituati ad immaginare in enormi sciami – nel novero delle specie “in pericolo”, al quarto livello (su sette) nella scala dello “stato di conservazione” delle specie.

Asma, più a rischio i bambini nati da parto cesareo

Da oggi preferire il parto naturale per far venire alla luce un figlio, salvo non si riveli strettamente necessario un taglio cesareo, può risultare ancora più utile per salvaguardare la salute del nascituro.
Una recente ricerca olandese, effettuata da un gruppo di ricercatori coordinato da Caroline Roduit, e pubblicata sul periodico di malattie respiratorie Thorax, ha infatti stabilito che i bambini nati con un cesareo sono più a rischio asma rispetto ai neonati messi al mondo in modo naturale.

Le percentuali non sono da sottovalutare, dal momento che si tratta di cifre molto alte: a partire dall’ottavo anno di vita i bambini nati con cesareo hanno ben l’80% di probabilità in più di ammalarsi di disturbi alle vie respiratorie come l’asma.

Allergie contro il cancro

Le allergie sono molto di più di un fastidioso malfunzionamento del sistema immunitario. Secondo un nuovo studio, infatti, alcune particolari reazioni allergiche possono proteggere l’organismo dall’insorgenza di specifiche forme di cancro.
Nell’articolo pubblicato dagli autori della ricerca, Paul Sherman, Enrica Olanda e Janet Shellman Sherman, ricercatori presso la Cornell University, viene esaminata, infatti, la relazione esistente tra la comparsa di sintomi allergici e l’esistenza di un pericolo di sostanze cancerogene captate dalle difese immunitarie.

Le reazioni allergiche, infatti, possono contribuire a espellere particelle estranee, alcune delle quali possono essere cancerogene o comunque contenere e trasportare agenti cancerogeni, pericolosi se entrano in contatto con gli organi più esposti e suscettibili.
Le allergie possono funzionare, dunque, come veri e propri dispositivi di allarme, consentendo di sapere tempestivamente che nell’aria ci sono sostanze nocive per la salute dell’organismo.

Arriva Modis, il sensore della Nasa contro le allergie

Ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo si ritrovano a fare i conti con il tanto annoso problema delle allergie.
Una tra quelle più diffuse è certamente la reazione allergica al polline che rende l’arrivo della Primavera una ricorrenza spiacevole ai soggetti allergici.
E se ci fosse qualcuno dall’alto che ci avvisa su quando entrerà precisamente in circolo nell’aria la neve bianca primaverile? No, non sto parlando nè di miracoli, nè di magia, ma dell’ultima realizzazione messa a punto dalla Nasa.

Solitamente gli scienziati spaziali si occupano di ben altro, ma hanno deciso di mettere a disposizione le loro conoscenze per brevettare un sensore capace di tenere sotto controllo la fioritura degli alberi. L’ultimo ritrovato tecnologico si chiama MODIS, sigla che sta per Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer.

Il microbo dell’ulcera contro asma e allergie

L’eliminazione dei batteri che infettano la mucosa gastrica può promuovere e facilitare lo sviluppo di asma e allergie.
In particolare sotto accusa di medici ed esperti è la messa al tappeto del microbo che nel nostro stomaco si rende responsabile dell’insorgenza di ulcera.

Sembra paradossale che per scongiurare le reazioni allergiche patologiche si debba evitare di sacrificare un batterio considerato fino ad ora nocivo per la salute dell’apparato digerente.
Si tratta dell’Helicobacter pylori, un microbo dotato di flagella che vive nascosto nella mucosa del nostro stomaco, immerso nell’acido, e che provoca ulcera soprattutto negli uomini intorno ai quarant’anni d’età. La sua scoperta è valsa, nel mese di ottobre del 2005, il premio Nobel per la medicina al dottor Robin Warren e al dottor Barry Marshall della University of Western Australia a Perth.

Possibile collegamento tra nuoto e problemi respiratori nei bambini

I bambini con madri che soffrono di allergie o asma rischiano di ammalarsi più facilmente di malattie respiratorie se prendono parte a lezioni di nuoto prima dei sei mesi di vita.

E’ quanto evidenziato da un nuovo studio che ha utilizzato i dati provenienti da un campione di madri e bambini norvegesi raccolti presso l’Istituto norvegese della sanità pubblica (NIPH).
I risultati provengono da uno studio di 30.000 partecipanti in cui circa il 25% dei bambini ha preso parte a nuoto per bambini da 0 a 6 mesi di età.

Malattie rare: la prima cura è conoscerle


Le malattie rare in Italia sono oltre 5mila e colpiscono circa un milione e mezzo di persone: i medici spesso non le conoscono e i farmaci sono pochissimi. Per lo più vengono diagnosticate nell’infanzia, a volte dopo anni in cui la famiglia ha vagato da un medico all’altro senza avere risposte. Sono quindi la caparbietà e la determinazione dei genitori a fare la differenza con ricerche estenuanti su Internet, su pubblicazioni scientifiche, con i contatti con altri malati. Così sono nate oltre duecento associazioni solo in Italia.

Margherita De Bac ha raccolto in un libro dal titolo “Siamo solo noi -Le malattie rare, storie di persone eccezionali‘ le esperienze di pazienti, familiari e medici. Un libro che porta all’attenzione di tutti le storie straordinarie di queste persone per infrangere il muro del silenzio che le circonda e che spesso le condanna. Ma vuole anche ridare un po’ di speranza e condividere con i malati e le loro famiglie le informazioni disponibili. Il volume, con prefazione di Dario Fo, è edito da Sperling & Kupfer e i diritti d’autore saranno interamente devoluti alla causa delle malattie rare.

Ginnastica in gravidanza: chi ha detto che non si può?

Per molte donne l’inizio della gravidanza segna l’addio alle attività fisiche svolte in precedenza, magari con regolarità ed impegno. Tuttavia, se è vero che lo stato di attesa impone di adottare alcune precauzioni, non è assolutamente detto che si debba rinunciare completamente a tenersi in forma attraverso le attività ginniche.

Anzi, non abbandonare l’ottima abitudine di fare un pò di movimento non potrà che essere d’aiuto per la futura mamma e giovare alla salute del bimbo che sta per venire al mondo. Praticare regolarmente ginnastica in gravidanza aiuta infatti a mantenere il peso, migliorare la postura e sopportare meglio le sollecitazioni cui è sottoposta la colonna vertebrale col procedere della gestazione. Inoltre i benefici a livello dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio saranno senz’altro apprezzati anche dal feto che risentirà positivamente dell’adeguata circolazione di ossigeno nel sangue.