Lesione legamento crociato anteriore e operazione

La lesione del legamento crociato anteriore dipende da una distorsione molto importante del ginocchio. Si tratta di un trauma sportivo molto frequente che può essere sistemato grazie ad un’operazione specifica di riparazione. Vediamo insieme come.

Anestesia totale, meno pericolosa con agopuntura e omeopatia

A Pisa per la prima volta è stata eseguita con successo la prima anestesia generale “integrata”: è stata così definita la combinazione di anestesia di tipo inalatorio, omeopatia ed agopuntura. Un approccio innovativo integrato in un contesto davvero importante.

Dal dentista arriva l’anestesia spray

Quale è la cosa che spaventa di più i pazienti che devono recarsi dal dentista? La possibilità di essere sottoposti ad interventi ed a iniezioni anestetiche dolorose. Dall’America arriva ora una anestesia in forma di spray nasale che promette di risolvere il problema alla base.

Deficit dell’attenzione: anestesia possibile fattore di rischio

L’anestesia può rappresentare un fattore di rischio nei bambini in merito allo sviluppo del deficit di attenzione? La risposta è positiva, soprattutto rispetto a coloro che non sono mai stati sottoposti a tali trattamenti farmacologici. Si tratta dell’ennesima conferma in tal senso, questa volta pubblicata sulla rivista Mayo Clinic Proceedings  in merito ad uno studio sul tema condotto dai ricercatori della Mayo Clinic.

Per fare la Tac ai bambini ora c’è un giocattolo che aiuta

La TAC è un’indagine diagnostica che mette ansia. Quando a farla sono dei bambini tutto diventa più complicato. E’ per questo che presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è arrivata la Ludo Tac. Come vedete nella foto, si tratta della riproduzione in scala di una vera e propria apparecchiatura per la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), una versione giocattolo che ha lo scopo di far conoscere ai bambini lo strumento diagnostico che di lì a poco li coinvolgerà.

Chirurgia estetica: i ritocchi delle donne dopo i 45 anni anche col mutuo

La chirurgia estetica rappresenta un ancora di “salvezza” per chi non si sente a proprio agio nel proprio corpo o comunque per quelle donne che dopo una o due gravidanze, solcata la soglia dei 40 anni vuole riacquistare la femminilità del tempo passato. Ebbene il 25% delle italiane tra i 45 ed i 60 anni, per realizzare questo desiderio spesso chiede dei finanziamenti in banca. A porre l’accento sulla questione il chirurgo plastico Giulio Basoccu, primario del Reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’INI (Istituto Neurotraumatologico Italiano) che sottolinea anche come gli interventi correttivi più richiesti, con questa modalità siano legati ad aspetti dovuti alla maternità: l’addominoplastica e l’aumento del seno (mastoplastica additiva), rispettivamente causati dal rilasciamento dei muscoli e della pelle della pancia post-maternità e dell’afflosciamento del seno causato dall’allattamento.

Obesità, raddoppia rischio complicazioni respiratorie sotto anestesia generale

I pazienti obesi hanno il doppio delle probabilità di sviluppare complicazioni alle vie respiratorie sotto anestesia  generale rispetto ai soggetti non obesi. A dirlo è un recente studio britannico che dimostra, oltre al rischio più alto che insorgano problemi respiratori, come un semplice strumento in unità di terapia intensiva, il capnografo, potrebbe ridurre la mortalità e i danni cerebrali diretta conseguenza delle complicazioni respiratorie in anestesia generale.

Il capnografo altro non è che un sistema di monitoraggio della respirazione, eppure nel corso di questa ricerca specifica, si è visto che la sua mancanza in unità di terapia intensiva ha provocato ben il 74% dei decessi.

Parto indolore: storie di un diritto negato

Dopo la pubblicazione del nostro post sul parto indolore, abbiamo avuto modo di raccogliere alcune testimonianze che vi vogliamo raccontare: Laura ha partorito ormai 25 anni fa, ma ricorda tutto come se fosse ieri:

Ero terrorizzata dall’idea del parto. Poi ho fatto un viaggio in Cile: bellissimo e utile. Ho scoperto che per il parto lì si usava l’epidurale. E’ stata la spinta definitiva: tornata in Italia mi sono decisa al grande passo. Non è stato facile trovare chi mi facesse quell’anestesia garantendomi sicurezza. Se ne sentivano di tutti i colori: soprattutto sul rischio di rimanere paralizzati. Il destino ha voluto che dovessi programmare un cesareo.

Pazienti obesi, il pericolo deriva anche dall’anestesia

I rischi per la salute legati all’eccesso di peso sono ben noti, come ad esempio malattie cardiache, ipertensione e diabete, solo per citarne alcuni. Ma un paziente obeso è una sfida anche per un anestesista durante l’intervento chirurgico.

Almeno il 30% dei nostri pazienti sono obesi

ha spiegato il dottor Kumar Belani, un professore di Anestesiologia presso l’Università del Minnesota School of Medicine di Minneapolis, che vuole sensibilizzare sulle possibili complicanze che devono affrontare. Anche se un recente rapporto ha rilevato tassi di obesità negli Stati Uniti di circa il 34% degli adulti, questo “peso” (in tutti i sensi) non tende a calare. Gli anestesisti che si prendono cura di questi pazienti dicono di avere diverse problematiche mediche per molte ragioni, e per questo la società americana degli anestesisti ha lanciato una campagna pubblica di educazione.

Trapianto di cornea, tra Grande Fratello e speranze

Grande Fratello. Che c’entra, direte giustamente voi. C’entra, perchè quest’anno la Casa più famosa e più spiata d’Italia ospita Gerry. Gerry è cieco Gerry è un trentunenne di Locri, non vedente che lavora a Fiumicino in aeroporto nell’area del trasporto dei disabili.: non vede dalla nascita, a causa di un glaucoma, malattia che porta danni al nervo ottico, e che, se non curata in modo pertinente, può portare alla cecità.

La storia di Gerry è ormai nota ai più: piccolo, a soli sette mesi, è stato sottoposto al primo intervento per la vista. Un anno dopo, ne aveva già subiti 14. Fino al trapianto di cornea, appunto, avvenuto nel settembre del 2007. Il suo volto è ancora segnato da quell’operazione.

Anestesia senza ago dal dentista: nuovi metodi di cura

Sono veramente molte le persone che soffrono di disturbi gengivali, un termine che racchiude patologie diverse, dalla semplice gengivite alla più complessa parodontopatia (la comune piorrea). I sintomi sono differenti e non tutti possono manifestarsi in modo palese, ciò dipende dall’entità e dalla gravità della malattia. Molto spesso è presente un gonfiore generale ed un dolore acuto, in altri casi si può invece verificare sanguinamento gengivale ed una sensibilità diffusa.

Questa variabilità di sintomi, che può comprendere anche alitosi e mobilità del dente, amplifica la gravità della malattia che, per la sua connotazione di infezione dei tessuti di supporto e ancoraggio della dentatura, risulta al giorno d’oggi la principale causa della perdita dei denti. In genere la terapia prevede innanzitutto una “strumentazione” da parte del Dentista o dell’Igienista, anche nei casi in cui il paziente avverta dolore.

Quando l’operazione chirurgica non è più necessaria: dalle tonsille all’ernia, la medicina è ‘conservativa’

Le tonsille sono l’esempio più rappresentativo del cambiamento di rotta di molti medici: una volta venivano “tolte” senza pensarci troppo, adesso, invece, i bisturi sono l’ultima “soluzione”. Ma oltre alle tonsille, anche appendice, ernie, fibromi, calcoli, menisco e denti del giudizio: la medicina preferisce aspettare, vagliando diverse opzioni terapeutiche, dai farmaci, al laser, fino alla fisioterapia, prima di operare e asportare definitivamente il problema.

Riflessologia plantare. La salute comincia dai piedi

La riflessologia plantare (detta anche terapia di zona o zonale) è una tecnica di massaggio del piede che si basa sugli stessi principi di altre terapie complementari come l’agopuntura e lo shiatsu e prevede la manipolazione di punti precisi sulla pianta che, in base ai suddetti principi, comunicano con i diversi organi e apparati del corpo allo scopo di alleviare e prevenire numerosi disturbi e mantenere lo stato di salute attraverso il ripristino dell’equilibrio dei flussi energetici di cui ciascuno è portatore.

Le origini della riflessologia plantare sono quindi molto antiche e affondano le radici nella medicina tradizionale cinese ma anche indiana. Tuttavia il fondatore della moderna riflessologia può essere considerato l’otorinolaringoiatra di Boston William H. Fitzgerald che la impiegò nei primi decenni del novecento per svolgere addirittura dei piccoli interventi senza anestesia.

Il primo anestesista robot: vi fidereste di lui?

Nasce il primo anestesista robot! All’ospedale francese Foch, a Suresnes, i medici hanno lanciato il prototipo di una macchina capace di addormentare e risvegliare il paziente da operare, il tutto autonomamente.
Ovviamente, il tutto avviene ancora sotto la supervisione degli umani, anche se, proprio come il pilota automatico degli aerei, anche l’infaticabile robot anestesista sarebbe capace di lavorare da sè. Il macchinario, dotato di un sistema informatico, esegue un perfetto monitoraggio del paziente, controllando che sia anestetizzato, il livello della soglia del dolore durante l’intervento, ed il successivo risveglio.

L’idea di un robot anestesista è venuta ai medici francesi per due buone ragioni:

  1. l’1% dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche affermava di ricordare perfettamente tutto lo svolgimento dell’intervento (addirittura le conversazioni dei medici!), e questo a causa di anestesie troppo lievi
  2. le anestesie troppo forti, al contrario, hanno causato non poche morti