Cuore sano con 4 minuti di attività fisica intensa

Per avere un cuore sano o prevenire il sorgere di problemi cardiaci potrebbero bastare quattro minuti di esercizio fisico intenso al giorno. Un impegno breve ma ottimale sul lungo periodo in termine di vantaggi. Lo suggerisce uno studio condotto presso la Ritsumeikan University giapponese.

Diabete: passeggiare una forma di prevenzione

Anche un’attività fisica leggera svolta con tranquillità come una passeggiata può essere utile per combattere il diabete. Lo suggerisce una ricerca condotta dall’Università di Maastricht e pubblicata sulla rivista di settore Plos One. Basta prolungare l’azione nel tempo.

Pilates per rimettersi in forma

Il proposito più comune tra l’intera popolazione mondiale è sicuramente quello, con l’anno nuovo, di dare spazio ad uno stile di vita più salutare e di fare maggiore attività fisica. Molte persone, donne in particolare, decidono di affidarsi a specifiche pratiche: tra le più scelte per rimettersi in forma vi è senza dubbio il pilates.

L’attività fisica fa bene al cervello

L’attività fisica fa bene alla salute. Il fisico ne giova in tante e diverse maniere: una migliore tonicità dei muscoli e del corpo in generale, una circolazione sanguigna più funzionale ed un generale buonumore. In Nuova Zelanda, grazie ad uno studio dedicato, degli scienziati pensano ora che il movimento di tipo aerobico faccia bene al cervello, stimolando e migliorando anche le funzioni cognitive.

Prevenire la demenza con 30 minuti di esercizio fisico

Svolgere anche solo mezz’ora di attività fisica, 3 giorni su 7, è sufficiente per tenere lontano il rischio di deficit cognitivo e di demenza vascolare. A sostenerlo, è un nuovo studio condotto dall’Università di Lisbona, Ospedale Santa Maria, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica dell’American Heart Association “Stroke”.

Cinquemila passi al giorno per stare in salute

L’attività fisica fa bene alla nostra salute: movimento aerobico, ginnastica dolce. Una camminata a passo veloce. Ora l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci indica, con precisione, anche la distanza media che dovremmo percorrere per non avere problemi: cinquemila passi. Ovvero circa 3 km. E’ questa la distanza minima da percorrere per evitare i danni che la sedentarietà normalmente arreca alle persone.

Depressione: a rischio le donne con stile di vita sedentario

Ormai sappiamo benissimo che fare poco movimento e passare tante ore davanti alla tv fa male. Ma finora la scienza si era concentrata più sul punto di vista del peso e meno su quello mentale. Al massimo si erano effettuati degli studi sul contraccolpo psicologico che questo stile di vita sedentario poteva avere sui bambini, ma una nuova ricerca ha notato che sulle donne ha degli effetti ancora maggiori. Non solo, infatti, fa male alla circonferenza vita, ma anche all’umore, dato che facilmente può portare alla depressione.

Camminare mezz’ora a piedi, aiuta a prevenire il cancro

Una semplice passeggiata potrebbe evitare migliaia di morti per cancro ogni anno. A sostenerlo, è il team di scienziati del World Cancer Research Fund. Secondo gli studiosi, infatti, dedicare anche solo mezz’ora al giorno per fare un po’ di movimento è un’abitudine estremamente salutare, senza contare che l’attività fisica ha un impatto positivo anche sull’incidenza delle malattie cardiovascolari.

Morte prematura, lo sport riduce il rischio del 40%

Che lo sport faccia bene alla salute, non è di certo un mistero. Del resto, è stato dimostrato in più occasioni come la sedentarietà influisca negativamente sia sul fisico, che sulla mente. L’attività fisica, secondo un team di ricercatori austriaci del Centro per le Scienze Motorie e Sport Universitari dell’Università di Vienna, non soltanto migliora la qualità della vita, ma riduce il rischio di morte prematura del 40%.

Vademecum per una terza età serena e felice

E’ ormai ampiamente dimostrato che l’età del pensionamento esiste solo sulla carta. Oggi politici, scienziati, manager, impren­ditori, anche dopo aver superato i ’60, con­tinuano a lavorare con ottimi risultati e con grande entusiasmo. Ma c’è anche chi decide di lasciare l’attività lavorativa e, per costoro, il periodo che  hanno in più deve rappresentare una grande ocasione, nonchè un’opportunità di rinnovamento.

Certo, con il passare degli anni, il corpo subisce delle modifiche ma è  importante imparare ad accettarle guardando al futuro con un atteggiamento positivo, evitando di indugiare in ricordi del passato e di farsi sopraffare dalla paura della vecchiaia. La prima cosa da fare è mantenersi attivi, crearsi nuovi interessi ma, soprattutto, mantenere viva la curiosità sul mondo cir­costante. In realtà alcuni anni prima di andare in pensione, le coppie dovrebbero prendere anche decisioni importanti. Come quella di un ritrasferimento in una diversa località, per esempio. In questo caso sa­rebbe opportuno farsi prima un’idea precisa del luogo prescelto, magari trascorrendovi qualche giorno di vacanza per non doversi ritrovare di fronte a difficili problemi di adattamento.

Fai una vita sana? Vinci 14 anni

I quattro comandamenti per vivere meglio e più a lungo sono stati pubblicato sulla rivista PLOS medicine. Niente sigarette, poco alcol, tante vitamine e un po’ di attività fisica: così la nostra vita potrebbe allungarsi di ben 14 anni migliorando anche nella qualità.

A sostenerlo è un gruppo di studiosi dell’Università di Cambridge, che nell’arco di 11 anni ha analizzato 20 mila persone di età compresa tra i 45 e i 79 anni. La scelta dei soggetti è avvenuta esclusivamente tra persone che non hanno mai avuto tumori né patologie cardiovascolari. E’ la prima volta che i quattro fattori vengono analizzati nello stesso studio. Ogni partecipante ha compilato un questionario ed è stato classificato con un punteggio da 0 a 4 in base al proprio stile di vita.

Un punto per ognuna delle seguenti abitudini: niente fumo, una vita attiva, un’assunzione moderata di bevande alcoliche (non più di 14 bicchieri di vino a settimana) e il consumo di cinque porzioni di frutta o verdura al giorno. I partecipanti sono stati arruolati dal 1993 al 1997 e sono stati monitorati per undici anni.