Scoliosi ad esse italica, come si cura?

Richiesta di Consulto Medico su scoliosi ad esse italica e come si cura
Salve, ho 20 anni  e qualche anno fa ho scoperto di avere la scoliosi. Il mio ortopedico mi ha fatto mettere un busto per 2 anni, di plastica, di quelli fatti su misura. Pasato questo periodo mi hanno detto che ero migliorata e che potevo toglierlo. Ad oggi sono peggiorata tantissimo, molti ortopedici dicono che il busto é inutile, alcuni mi consigliano di rimetterlo, altri mi dicono di fare nuoto e di mollare la palestra perche fa male. Adesso vorrei sapere cosa devo fare, il busto puo correggermi o ormai é troppo tardi? E un’operazione chirurgica può essere eseguita? Quali sono i rischi? Presento una scoliosi ad esse italica. Cordiali saluti

 

Scoliosi peggiora nonostante corsetto, che fare?

Richiesta di Consulto Medico
Sono la mamma di una ragazza di 15 anni che attualmente ha una scoliosi a doppia curva toracica dx convessa (gibbo 20 mm.) e lombare sx con gibbo (16 mm lombare). Porta un corsetto Cheneau ed è controllata da un ortopedico ogni 4/6 mesi in quanto ultimamente la sua scoliosi peggiora. La disturbo in quanto vorrei sapere come è possibile stabilire i gradi se l’unica informazione in nostro possesso è la misurazione del gibbo; ha fatto una radiografia completa della colonna a marzo 2015; valore Risser “2”. Nell’ultima visita di controllo fatta (qualche giorno fa) l’ortopedico le ha detto che se continua a peggiorare così ci si prospetta l’intervento chirurgico. Ho consultato alcune documentazioni nelle quali sovente si parla della gravità della scoliosi definendola in gradi, Le chiedo questa informazione, perché sono un pochino preoccupata. La ringrazio in anticipo per la sua gentilezza e disponibilità. Cordiali saluti.

 

 

Atteggiamento scoliotico e scoliosi, ortopedico risponde

Richiesta di Consulto Medico
Salve dottore sono Marco ho 15 anni e scrivo da Caserta… Volevo chiederle un’informazione… Pochi mesi fa andai a fare una radiografia alla schiena per presunta scoliosi... I risultati furono: lieve atteggiamento scoliotico con leggere alterazioni delle curve fisiologiche sul piano sagittale Risser: 4. Il mio dubbio è: puó questo atteggiamento scoliotico trasformarsi in scoliosi (dato anche il risser 4)? P.S premetto che faró una visita dall’ortopedico a settembre… La ringrazio in anticipo.

Mal di schiena bambini e scuola, cosa fare

La scuola è incominciata e con essa la preoccupazione dei genitori nei confronti della comparsa di un possibile mal di schiena per i bambini che vanno a scuola. Non dobbiamo dimenticare che a prescindere dal grado scolastico essi saranno costretti a portare sulle spalle il peso dei libri. Il Ministero della Salute ha stilato un decalogo di consigli per evitare disturbi, vediamolo insieme.

Inizia la scuola: attenzione agli zaini troppo pesanti e alla sedentarietà

Inizia la scuola e come sempre tra noi mamme c’è il tradizionale dilemma degli zainetti. Anche se ormai sappiamo che con la scoliosi vera e propria non c’entrano sono il nostro primo pensiero, erroneamente, perché in effetti ci sono altre cose che dovrebbero preoccuparci di più riguardo la salute a scuola, vedi l’inquinamento indoor delle classi e delle aree adiacenti agli edifici scolastici, la sedentarietà e la postura che i ragazzini assumono sui banchi di scuola. Insomma non è facile salvaguardare la salute dei bambini in questi luoghi. Per oggi almeno limitiamoci alla schiena e alla postura errata.

Anoressia: la scoliosi riduce il rischio

La scoliosi riduce il rischio delle adolescenti di incappare in anoressia e bulimia. Detta così la questione sembra strana, perché i non addetti ai lavori di certo non sanno che esiste una connessione tra la scoliosi idiopatica ed i disturbi del comportamento alimentare. Anzi, la letteratura scientifica ha finora sottolineato come le giovani ragazze affette da questa patologia della colonna vertebrale avessero un rischio maggiore rispetto alla media di incappare in anoressia e bulimia. Ora una nuova ricerca italiana inverte i fattori ed i risultati:   adolescenti scoliotici non sono necessariamente destinati a soffrire di disordini alimentari, anzi in alcuni casi la terapia per la scoliosi in un ambiente ricco di motivazioni, può addirittura rivelarsi l’arma vincente per prevenirli.

Cellulite: stop con le scarpe giuste

Sono già in commercio e verranno presentati in tutta Italia nei prossimi mesi: parliamo dei sandali FitFlop che, si dice, permetteranno di dire addio a creme e massaggi anticellulite. Come? Camminare fa bene, con le scarpe giuste è meglio. Si tratta di un consiglio semplice ed importante per la nostra postura. Il concetto è stato ampliato e sfruttato dalla ricerca che da qualche anno ha messo a punto la tecnologia Microwobbleboard TM che riduce lo stress alla schiena, rassoda i glutei e tonifica i muscoli delle gambe.

Da qui le nuove calzature inglesi, testate per più di un anno presso l’Università di Salford, Manchester e il Centre of Human Performance (LSBU) di Londra. Dal 2007 ad oggi rivoluzionando il mondo del footwear, il marchio FitFlop ha venduto 4 milioni di paia di scarpe in oltre 54 paesi al mondo (Europa, Asia, America). Il principio biomeccanico è quello del plantare e della corretta postura.

La scoliosi: impossibile prevenirla ma si può contenere

La scoliosi è una vera e propria malattia che colpisce soprattutto gli adolescenti (in maggioranza ragazze) ed è caratterizzata da una curvatura laterale della colonna vertebrale o “spina dorsale”, sul piano frontale, associata ad una rotazione delle vertebre. Necessario è il distinguo tra una scoliosi vera e una semplice attitudine scoliotica: nel primo caso siamo in presenza di una patologia strutturata, irreversibile, prettamente evolutiva (dismorfismo); nel secondo la condizione clinica è del tutto priva di qualsiasi complicanza a breve e/o a lungo termine (paramorfismo).

La diagnosi ultima per stabilire la reale consistenza dei fenomeno spetta allo specialista ortopedico che, grazie anche ad un semplice test di flessione anteriore del busto, potrà rilevare la presenza o meno del “gibbo”, ovvero il segno distintivo della scoliosi vera. Il gibbo è, a sua volta, una prominenza a livello dorsale e/o lombare che non è presente nell’attitudine scoliotica. Nel caso tale prominenza venga rilevata, lo specialista ortopedico invierà il soggetto dal radiologo per gli esami diagnostici.

Il tramonto delle taglie forti. Avere un seno abbondante fa male alla salute

Nonostante il diffondersi dell’ossessione per la magrezza, sostenuto dall’avvento delle supermodelle anoressiche, avere una taglia di reggiseno superiore alla terza è ancora considerato un priviliegio. Guardate con invidia dalle donne un pò meno “dotate” e con ammirazione dagli uomini, le “taglie forti” hanno un posto tutto per sè nell’olimpo della seduzione. Lo prova il numero di interventi di mastoplastica addittiva in forte aumento soprattutto oggi che le adolescenti, sempre più bombardate da messaggi mediatici che promuovono l’adesione a modelli di bellezza stereotipati, fanno più fatica del normale (per la loro età) ad accettare la propria fisicità.

Tuttavia avere un seno molto grande non ha solo aspetti positivi e non solo da un punto di vista estetico. E’ noto infatti da tempo che un seno troppo grande può causare differenti problematiche fra cui l’arcinoto mal di schiena e contratture muscolari causati dall’assunzione di una postura scorretta che può essere anche alla base di disturbi come scoliosi e dolori articolari. Anche dal punto di vista psichico un seno troppo abbondante può rapresentare una fonte di disagio portando le donne, paradossalmente a sentire la propria femminilità inibita e mortificata. Per risolvere il problema molte donne, molte più di quante non si creda comunemente, ricorrono alla mastoplastica riduttiva, un intervento che, in certe condizioni, è possibile anche fare in convenzione con il sistema sanitario.

Sindrome di Prader-Willi, scheda informativa

La Sindrome di Prader-Willi è causata da un’alterazione strutturale del cromosoma 15 di origine paterna. Colpisce un bambino su 15000-20000 nati e riguarda entrambi i sessi. Le manifestazioni cliniche principali riguardano alterazioni comportamentali che fanno la loro comparsa nella prima infanzia, prima fra tutte l’iperfagia, cioè l’assunzione incontrollabile di cibo.

Alla nascita il neonato con Sindrome di Prader-Willi presenta un grado piuttosto notevole di ipotonia muscolare che può causare difficoltà ad alimentarsi e rendere necessario il ricorso a un sondino naso-gastrico, in seguito l’ipotonia tende ad affievolirsi, fino a scomparire quasi del tutto in adolescenza, per lasciare il posto a diverse alterazioni del comportamento. La già citata iperfagia, causata da una disfunzione dell’ipotalamo, induce il bambino a mangiare in maniera compulsiva qualunque tipo di alimento portandolo a diventare obeso nel giro di breve tempo. Altre alterazioni comportamentali caratteristiche sono rappresentate da un temperamento collerico e repentini cambiamenti di umore con scatti d’ira, spesso causati dal tentativo dei familiari di controllare l’iperfagia. Sono spesso presenti difficoltà ad adattarsi a situazioni che esulano dalla quotidianità.