Con la tintarella si vive di più

La tintarella fa bene. Uno studio Usa scopre che dalla luce solare arriverebbero più benefici che svantaggi. Un po’ più di sole potrebbe infatti aiutarci a vivere più a lungo, prevenendo alcuni tipi di tumore e di malattie cardiache. Lo dice la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Se molti studi hanno dimostrato che una lunga e protratta esposizione al sole incrementi la possibilità di contrarre un carcinoma alla pelle, secondo questa ricerca, è tutt’ altro che vero. Il sole rappresenta la principale fonte di vitamina D per l’uomo. E’ stato altresì evidenziato come una cospicua quantità di vitamina D protegga contro i melanomi della pelle, altre forme di tumori e malattie cardiovascolari. Ma come può una maggiore esposizione al sole portare a netti benefici per la salute?

I ricercatori hanno studiato diverse popolazioni esposte a latitudini differenti ed i risultati sono stati sorprendenti: le popolazioni dalla pelle e capelli molto chiare, appartenenti per lo più al nord Europa come Scandinavia o Regno Unito hanno una maggiore diffusione di melanoma e la percentuale di vitamina D nella pelle è minore con un aumento di tumori anche in altri distretti del corpo; spostandoci da nord a sud la situazione migliora progressivamente.

Calo del desiderio sessuale. Perchè non si ha più voglia?

 

“Stasera no, ho mal di testa”. Forse la scusa più diffusa di tutti i tempi per sottrarsi ai propri “doveri coniugali” non va più di moda (la conoscono in troppi), ma il calo del desiderio sessuale è purtroppo ancora oggi, forse più che nel passato, una piaga che affligge moltissime coppie stabili. Sono molteplici le cause alla base di questo disagio individuale o di coppia che può giungere talvolta a decretare la fine di un’unione altrimenti felice. Il sospetto che l’atteggiamento del nostro partner nasconda una relazione extraconiugale, è spesso la prima reazione in risposta all’intiepidirsi del suo desiderio nei nostri confronti.

 

Allo spettro del tradimento si aggiungono di frequente sentimenti di inadeguatezza dettati dalla paura di non essere più attraenti agli occhi del/della nostro/a compagno/a e rancori spesso destinati a rimanere inespressi. Condizioni queste che possono portare all’allontanamento e, infine, alla rottura. Alla radice del problema però troviamo spesso cause facilmente individuabili e risolvibili: il calo del desiderio può essere dettato da un disagio legato alla coppia, una disfunzione ormonale, condizioni di disagio psichico di uno dei due partner. In ogni caso è di fondamentale importanza riconoscere di avere un problema e nutrire la volontà di risolverlo per proseguire serenamente la propria esistenza individuale e di coppia.

Ridere fa bene alla salute. Adesso è scientificamente provato

Che ridere avesse un’influenza positiva sul nostro stato di salute lo sapevamo già da tempo ma solo da alcuni anni si è diffusa la cosiddetta gelotologia ovvero la scienza che studia le applicazioni del buonumore e delle emozioni positive in campo medico. La gelotologia ha origine dalla PsicoNeuroEndocrinoImmunologia una branca della medicina che ha posto in luce la correlazione fra le emozioni e il sistema immunitario. Un’applicazione di questa giovane scienza è la clownterapia ideata dal medico statunitense Hunter “Patch” Adams reso celebre dal film biografico interpretato dall’attore Robin Williams.

La clownterapia o comicoterapia ha trovato applicazione soprattutto in ambito pediatrico, ma non solo. La terapia del sorriso è adatta praticamente in tutti gli ambiti socio-sanitari e con ogni tipo di paziente, non solo quindi i bambini possono beneficiarne, ma anche gli anziani, i disabili, i pazienti psichiatrici le persone che si sottopongono a una terapia del dolore. Inoltre il buonumore e, in generale, le emozioni positive, hanno anche il potere di prevenire numerose patologie grazie alla loro azione benefica sul sistema immunitario. Il riso stimola infatti la produzione di ormoni come adrenalina e dopamina, che a loro volta liberano endorfine ed encefaline veri e propri antidolorifici naturali in grado di migliorare l’efficienza del sistema immunitario.

Patologie renali e consumo eccessivo di bevande alla cola. Scoperto un legame.

Brutte notizie per gli amanti delle bibite alla cola. Sembra proprio che il loro consumo eccessivo (pari a due lattine al giorno) predisponga allo sviluppo di patologie renali croniche. Questo, almeno, è il dato emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health (Nih) e pubblicato su Epidemiology. L’analisi delle abitudini alimentari di oltre 400 persone affette da calcoli renali ha infatti permesso agli studiosi, tra cui anche la biologa italiana, Olga Basso, di stabilire, dopo aver escluso l’esistenza di altri possibili fattori di rischio, che esiste un legame tra le patologie renali, primi fra tutti i calcoli, e il consumo di cola.

A causare problemi ai reni sarebbe l’acido fosforico presente in grandi quantità in questo tipo di bevande. L’acido fosforico avrebbe il potere di legare a sé (e quindi sottrarre) il calcio presente nelle ossa rendendole così più deboli e di favorire la formazione di cristalli che aggregandosi diventano calcoli renali. Già nel 2003 , Katherine L. Tucker, al congresso della American Society for Bone and Mineral Research, aveva presentato una ricerca dalla quale erano stati ottenuti risultati analoghi che allora erano stati collegati al deficit di mineralizzazione delle ossa nelle donne che costituivano il campione.

Bisessualità: per le donne non è una semplice fase di transizione

La bisessualità nelle donne sembra essere un distintivo orientamento sessuale e non una fase transitoria o sperimentale che alcune donne adottano nel loro percorso verso il lesbismo. O perlomeno questo sembra evincersi dai dati raccolti nella ricerca pubblicata dalla American Psychological Association.
Lo studio, effettuato su un campione di 79 donne non più eterosessuali da almeno 10 anni, ha rilevato che le donne bisessuali mantenevano un andamento stabile di attrazione per entrambi i sessi. Inoltre, la ricerca sembra aver rovesciato lo stereotipo che le donne bisessuali siano disinteressate o incapaci di impegnarsi a lungo termine in delle relazioni di tipo monogamico.

Questa ricerca fornisce il primo esame empirico per formulare ipotesi circa la natura della bisessualità, intesa come un marchio di identità sessuale e come un modello di non esclusiva attrazione sessuale e di comportamento“, scrive la psicologa Lisa M. Diamond, psicologa della Università di Utah che ha condotto lo studio. “I risultati dimostrano una notevole fluidità delle attrazioni delle donne lesbiche verso un orientamento bisessuale, e contribuisce inoltre ad aiutare i ricercatori nella comprensione della complessità delle minoranze con comportamento sessuale che va oltre il ciclo di vita“.

Metà delle single sta bene cosi

Le donne italiane stanno bene da sole. Il 52% delle “single“, infatti, dice di rinunciare volontariamente alla vita di coppia. Ben oltre la metà, però, non vive per conto suo, preferendo stare ancora a casa con i genitori. Le “single” fanno generalmente poco sesso e una su cinque non lo fa affatto. Ma quali sono le conseguenze di questa ridotta attività sessuale?

Diversi studi hanno sottolineato che una scarsa attività sessuale incide negativamente sull’umore e sulla salute in generale generando aggressività, aumentando la recettività a sintomatologie dolorose e indebolendo il sistema immunitario. Il 65% delle donne single intervistate dal sopracitato studio aspetta il principe azzurro ma non è disposta a fare sacrifici per un uomo; proprio per questo una su tre preferirebbe avere un figlio da sola.

Sono convinte della loro scelta, ma c’è solo una cosa che invidiano alle relazioni di coppia: l’amore. E’ un fenomeno in crescita quanto emerge dal sondaggio dell’istituto di ricerca triestino SWG, commissionato dal settimanale “Grazia“, su un campione di 500 donne, di età compresa tra i 25 e i 45 anni. Il fenomeno “single” è in crescita in tutta Europa, dove, in media, una famiglia su tre conta un solo componente.

Russare fa male…a chi ci dorme accanto!

Vostro marito (o vostra moglie!) russa? Bene, sappiate che la vostra salute è in pericolo. La scoperta è di un gruppo di ricercatori londinesi dell’University College e dell’Imperial College, ed è stata resa nota dal “Daily Mail”. Oltre al rischio di perdere sonno le persone che dormono accanto a qualcuno che russa corrono infatti il rischio di andare incontro a patologie cardiovascolari, renali e neurologiche.

Il pericolo non riguarda soltanto chi trascorre le notti insonni a cercare di porre rimedio al rumore molesto emesso da quello che dovrebbe essere l’oggetto del loro desiderio amoroso, ma anche quelli che sostengono di essersi ormai abituati al russare fragoroso del loro compagno e di riuscire a dormire lo stesso, riferendo addirittura, in alcuni casi, di non riuscire a prendere sonno se non sentono questo rassicurante frastuono. Lo studio inglese ha trovato infatti che dormire accanto a una persona che russa può indurre un aumento della pressione sanguigna con conseguenze nefaste sulla salute e predisporre a infarto, blocco renale e demenza .

Protesi al silicone. Volete conoscerne la vera storia?

Potremmo dire che le protesi al silicone fanno ormai parte della nostra quotidianità. Sono talmente diffuse che le diamo per scontate, ma quanti di noi ne conoscono la storia? Ecco di seguito un brevissimo excursus storico che, forse, ci rivelerà qualche dettaglio inaspettato sulle migliori amiche delle donne poco…formose. La patria delle protesi al silicone può essere considerata la città americana di Houston. Qui infatti i chirurghi plastici Thomas Cornin e Frank Gerow nel 1960 crearono, in collaborazione con la Dow Corning Corporation, la prima protesi mammaria in silicone, che venne impiantata nel 1962 a Timmie Jean Lindsey presso lo Houston’s Hermann Hospital (adesso Memorial Hermann Hospital).

Da allora sono state numerosissime le pazienti ansiose di farsi impiantare una protesi per aumentare di volume il proprio seno. Ma quella creata da Gerow e Cornin non è stata la prima protesi mammaria della storia: già nel 1895 un chirurgo tedesco aveva tentato l’impresa impiantando nel seno di un’attrice il grasso prelevato da un lipoma (un tumore benigno) della donna stessa e a questo primo, pionieristico, tentativo sono seguiti gli impianti di protesi alla paraffina, quasi subito abbandonati per via delle conseguenze, spesso pesantemente negative, sullo stato di salute delle pazienti. Inoltre si mormora che, negli anni precedenti alla rivoluzionaria trovata dei due chirurghi statunitensi, alcune prostitute avevano iniettato direttamente nel seno il silicone con risultati prevedibili.

Il massaggio rilassante? Adesso lo fa il robot

Quante volte abbiamo sognato di concederci il lusso, reso tale se non altro dalla mancanza di tempo, di un bel massaggio rilassante? Magari in un atmosfera calda e avvolgente che trascini tutti i nostri sensi in un vortice di piacere semplicemente sciogliendo le tensioni, allentando lo stress , aiutandoci a mettere da parte, seppure per poco, una quotidianità spesso sopraffacente e sgradevole. Ci accompagna in questo percorso di benessere il/la massoterapeuta: professionale, discreto e soprattutto umano! Ma tutto questo potrebbe essere destinato a cambiare.

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha infatti messo a punto WAO-1 un massaggiatore robotico creato dall’Università Waseda di Tokio in collaborazione con l’Università di Asahi. Potremmo quindi ritrovarci presto a poter scegliere fra un massaggiatore in carne ed ossa ed un uno dotato di braccia alla cui estremità sono poste sfere di ceramica e sensori che controllano il tipo di movimento e la pressione esercitata sul corpo. WAO-1 è stato concepito inizialmente per svolgere massaggi facciali terapeutici su pazienti affetti da patologie dell’articolazione mascellare, ma potrebbe essere presto utilizzato anche per i trattamenti estetici. Almeno è quello che si augura il dottor Ken Mishura del team di ricercatori, che si dice fiducioso nella possibilità che il robot massaggiatore trovi vasta applicazione e ansioso che questo accada al più presto.

Nasce IsayBlog! | start-up

E’ nato il network IsayBlog!, di cui questo contenitore fa parte. Da oggi è disponibile la nuova grafica che abbiamo in comune con gli altri “fratelli” del gruppo.

Venerdì 15 febbraio, in occasione del MiniBar Italy, in programma presso la Triennale di Milano alle ore 18.30, David Di Tivoli, uno degli ideatori di IsayBlog!, presenterà il nuovo network italiano di nanopublishing: 15 blog monotematici, dalla veste grafica curatissima, impegnati su temi di ampio interesse (tra cui molti inediti nel mondo dei blogging network come politica, medicina, risparmio energetico e lifestyle), che raggiungeranno entro il 2008 il numero di 30 unità e di 60 entro l’anno successivo.

Questo progetto di microeditoria non nasce certo dal nulla: nella sua squadra IsayBlog! annovera infatti Geekissimo, realtà stabilmente indicata tra i migliori blog italiani ed europei – 600mila visitatori a Gennaio 2008 con una media di 1,3 milioni di pagine al mese – e Dissacration, leader in materia di video-blogging, – 900mila pagine viste al mese – . Tra le nuove testate appena lanciate, significativa è la straordinaria parabola di successo di The Apple Lounge nato appena da 5 mesi e già al top nelle classifiche di settore.

Pratiche mediche barbariche nella storia

Dite pure quello che volete della medicina odierna, della malasanità che affligge ospedali pubblici e privati ma ringraziate il cielo che oggi esistano l’anestesia, le moderne apparecchiature mediche e letti di ospedale su cui poter alloggiare durante la degenza. Quando leggerete questo articolo, vi riterrete fortunati a non esservi ammalati nei tempi antichi, quando tutto questo comfort era solo un’utopia e barbariche pratiche sostituivano la sofisticata chirurgia odierna.

Nel quarto episodio della saga stellare Star Trek (The Voyage Home), Kirk, Spock e McCoy viaggiano nel passato, indietro fino all’anno 1986. In un ospedale di San Francisco McCoy si rivela inorridito dall’arretratezza delle tecnologie chirurgiche, mentre osserva un chirurgo apprestarsi ad operare. Figurarsi cosa avrebbe detto se fosse tornato indietro di altri 6000 anni, quando addirittura si praticava la perforazione del cranio con uno scalpello. L’operazione consisteva nel levare un pezzo di cranio per scoprire la materia grigia e poter agire. Pochi sopravvivevano alle conseguenti emorragie, edemi ed infezioni che ne derivavano, ma quei pochi sono pur sempre un risultato sorprendente, vista la brutalità della tecnica e, leggete bene, la totale assenza di alcun tipo di anestesia. Terrificante!

L’ Hpv spaventa anche gli uomini

Una clinica di Londra, la Freedom health Clinic, nota per la sua attenzione verso la salute della numerosa comunità gay della capitale britannica, non riesce più a star dietro alle richieste di vaccinazione contro il virus dell’ HPV da quando, ai primi di gennaio, ha deciso di offrire un servizio ad hoc per la popolazione maschile.

«Abbiamo avviato questa iniziativa perché il tasso di carcinomi anali negli uomini (e anche nelle donne) che praticano sesso anale è uguale a quello dei carcinomi della cervice, ovvero circa 36 casi su 100mila», spiega Sean Cominings, responsabile del Servizio malattie a trasmissione sessuale dell’ospedale londinese. La vaccinazione è a totale carico dei pazienti, per un costo stimato di circa 650 euro, in quanto il Servizio sanitario britannico non la considera ancora scientificamente validata.

Mancano infatti studi ad hoc e persino i dati epidemiologici sulla prevalenza dell’infezione nei gay sono di scarsa qualità. «L’Hpv induce, negli uomini, anche carcinomi del pene, con una frequenza molto minore di quelli anali per la diversa ricettività dell’epidermide all’azione del virus», continua Comming.

Come vivere più a lungo e più in forma rispettando dieci semplici regole

Tutti quanti noi vorremmo conoscere il segreto per vivere più a lungo ma senza troppi acciacchi. Ebbene sembra che per raggiungere l’obiettivo basti osservare dieci piccole regole molte delle quali, dettate già dal buon senso, hanno finito anche per trovare una spiegazione scientifica. Il segreto per vivere più sani più a lungo è custodito, come è facile immaginare, nelle nostre scelte alimentari, nel nostro stile di vita e nell’attenzione che poniamo alla nostra salute.

La prima regola da rispettare è mangiare poco. Il dottor Maoshing Ni, autore del libro “I segreti della longevità” ha esaminato la dieta di un centinaio di individui che avevano vissuto fino a circa 100 anni. I dati che ha ottenuto mostrano che queste persone hanno sempre avuto l’abitudine di interrompere il pasto prima di sentirsi completamente sazi. D’altra parte moltissimi studi hanno già dimostrato il legame fra la cosiddetta restrizione calorica e la longevità di topi da laboratorio. Allo stesso modo, seguire una dieta ricca di acidi grassi omega 3 aiuta a mantenersi in forma.

Fare sesso con i colleghi migliora il rendimento lavorativo

Non sempre evitare le relazioni con i colleghi è il metodo migliore per rendere meglio a lavoro. E’ di questo parere la sessuologa norvegese Elsa Aalmas che ha pubblicato uno studio sulla rivista on-line “Dagens Naeringsliv”, nel quale afferma che chi intrattiene una relazione con un/una collega è portato a lavorare di più pur di trascorrere più tempo col proprio partner. Dallo studio norvegese è emerso che una persona su cinque ammette di avere intrattenuto relazioni sentimentali con i colleghi e una coppia su dieci si è formata sul luogo di lavoro. L’amore in ufficio renderebbe infatti più concentrati, più energici e spingerebbe addirittura ad adottare un contegno più professionale.

La ricerca è stata poi approfondita da un team di studiosi italiani guidati dalla sessuologa Serenella Salomoni per conto dell’Associazione “Donne e Qualità della vita” . Lo studio italiano ha preso in considerazione 480 individui fra 25 e 55 anni giungendo alla stessa conclusione del gemello norvegese: il 65% delle donne intervistate ha ammesso di essere diventata più produttiva in seguito all’instaurarsi della relazione. Chi ha un partner tra i colleghi inoltre afferma di andare più volentieri in ufficio e di trattenersi più a lungo del necessario. Ma non è tutto, una persona su sette afferma di aver rifiutato offerte di lavoro più vantaggiose pur di restare vicino all’amata/o.