237 ragioni per fare sesso

Una recente ricerca condotta dall’Università del Texas ha scoperto infinite ragioni che spingono gli uomini e le donne verso il sesso.
Fino ad oggi gli scienziati ritenevano che le principali spinte all’attività sessuale fossero poche e sempre le stesse: il piacere ed il desiderio, prime fra tutte. Ma gli ultimi studi dimostrano che non è poi così semplice e lineare, e che le motivazioni sono tante e non tutte di facile comprensione.

La ricerca, condotta da David Buss e Cindy Meston (professori di psicologia all’Università del Texas), ha portato ad individuare ben 237 motivi.
Inizialmente erano addirrittura 700 le motivazioni addotte in totale da tutti gli intervistati, che sono poi state portate a 237, e raggruppate dagli psicologi in 4 categorie e 13 ragioni principali.
Le prime risposte sono quasi scontate: per fare figli, per amore, per voglia…ma i 203 uomini e le 243 donne sottoposte al test hanno dato anche risposte insolite.

Tutto in un sorriso: stato dell’arte sugli sbiancamenti dei denti

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di persone ,di ogni età, chiede di sbiancare i denti per migliorare l’estetica del sorriso. Spesso il colore naturale dei denti, ereditato geneticamente e, quindi, personale, non è bianco candido, anzi tende al giallo o al grigio con diverse tonalità e sfumature, essendo la somma di una serie di fattori (spessore, struttura e colore dei tessuti duri del dente).

Con il termine “discromie dentali” si definiscono gli inestetismi e le alterazioni cromatiche. I fattori che determinano le discromie si possono raggruppare essenzialmente in due grandi gruppi: i fattori estrinseci e i fattori intrinseci. I primi sono quelli che determinano una discromia superficiale che modificano in modo più o meno sostanziale il colore fisiologico dei denti naturali, sono rappresentati dall’assunzione di alimenti dall’elevato potere colorante (caffè, tè, liquirizia), dall’abitudine al fumo, dalla placca o dal tartaro. Generalmente, un’accurata seduta di igiene orale permette una facile rimozione di questo tipo di discromie.

I fattori intrinseci, invece, si dividono ulteriormente in primari e secondari. Fanno parte dei primari alcune sostanze o farmaci, come le tetracicline o l’eccesso di fluoro, che se assunti durante lo sviluppo possono penetrare e integrarsi nella struttura dello smalto. Tutto questo può ridurre la luminosità e la trasparenza del colore dei denti oltre che causare macchie superficiali sullo smalto.

Non solo per l’impotenza. Gli usi alternativi del Viagra

A quanto pare il Viagra (Sildenafil citrato), e insieme a lui Cialis (Tadalafil), fa proprio dei miracoli e non solo quando si tratta di restituire un pò di colore ad un vita sessuale un pò ingrigita. Sembra infatti che le pillole dell’amore siano state impiegate con successo anche in altri ambiti terapeutici. Un gruppo di scalatori impegnati nell’ascesa al Kilimangiaro avrebbe fatto uso del Tadalafil, principio attivo del Cialis (la pillola gialla) per sopportare la carenza di ossigeno dovuta all’altitudine. Il farmaco agisce infatti alleviando le condizioni di stress a cui sono sottoposti i polmoni in presenza di una carenza di ossigeno. Analogo impiego avrebbe trovato il Viagra che sarebbe addirittura stato impiegato per curare l’insufficienza polmonare di un bimbo nato prematuro in un ospedale inglese.

L’efficia del Viagra nel trattamento della ipertensione polmonare lo riabiliterebbe come farmaco utile nella cura delle patologie cardiovascolari, per le quali si era rivelato praticamente inutile nel corso della sperimentazione che ne scoprì invece l’efficacia come trattamento per l’impotenza. Infatti l’ipertensione polmonare (cioè l’aumento della pressione nei polmoni) a lungo andare può intaccare la funzionalità del muscolo cardiaco. Se il Viagra si confermasse efficace nella cura dell’ipertensione polmonare troverebbe quindi impiego nel preventire l’insorgenza di patologia cardiache.

Riattivare il metabolismo alimentare senza stress

Stare a dieta, lo sappiamo, è controproducente. I nutrizionisti da sempre ci spiegano che ciò che accomuna le persone in fase dimagrante è proprio il fatto di abbandonare quasi subito il regime ipocalorico «Tra l’altro, ogni volta che decidiamo di sottoporci a severe privazioni alimentari ci troviamo a dover combattere con un nemico praticamente invincibile: l’evoluzione della specie. Nel corso di milioni di anni, infatti, il nostro organismo è stato programmato per risparmiare. Così, di fronte ad un’improvvisa privazione di cibo, non sa distinguere se si tratta di un atto volontario o di una vera carestia e mette in moto quei meccanismi metabolici e psicologici che gli servono per ristabilire l’equilibrio», spiega Simonetta Marzioli, medico e psicoterapeuta esperta di alimentazione a Milano.

La conseguenza? Sarà un rallentamento del metabolismo, una spontanea diminuzione del bisogno di muoversi, una compulsiva ricerca del cibo. E, allora, che fare? Il primo obiettivo deve essere quello di uscire dalla spirale del mettersi a dieta, sempre. E’ importante costruire un piano di “felicità nutrizionale” per decifrare i segnali del corpo e scegliere il cibo che dà benessere e fa sentire energici e belli. E, in più, attivare mini-strategie gym e beauty per cancellare eventuali chili di troppo. Il tutto, naturalmente, senza stress.

In arrivo la “nuova vasectomia”

Se siete uomini e avete scelto di fare ricorso ad un metodo anticoncezionale per così dire “drastico” come la vasectomia ci sono buone notizie per voi. Sembra infatti sia attualmente disponibile una procedura che permette di fare l’intervento non solo senza ricorrere al bisturi, come già avviene nella variante chimica della vasectomia, la cosiddetta deferenctomia, ma anche senza ricorrere all’iniezione per l’anestesia.

Mentre nella vasectomia chirurgica viene eseguita la resezione e quindi la legatura dei dotti referenti (ossia dei canali che collegano i testicoli, dove si accumula lo sperma testicolare, con la prostata) nella deferendectomia viene iniettato del liquido ostruttivo al loro interno. In ogni caso l’intervento impedisce agli spermatozoi presenti nei testicoli di unirsi al liquido prodotto dalle ghiandole prostatiche e dalle vescicole seminali. La vasectomia è un intervento non traumatico di piccola entità ma bisogna tener presente che non è reversibile, infatti gli interventi di rianostomosi in cui cioè i dotti deferenti vengono di nuovo legati si sono rilevati in grado restituire la fertilità solo nel 30% dei casi. Ne consegue che la vasectomia è indicata solo per gli uomini non troppo giovani che abbiano una partner stabile con la quale la decisione sia stata presa di comune accordo.

Lo sapevate che adesso esiste anche la pillola contro l’eiaculazione precoce?

Dopo la pillola blu (ma non solo!) per sconfiggere l’impotenza sessuale sembra che sia finalmente in arrivo nelle nostre farmacie anche quella per sconfiggere l’eiaculazione precoce. L’annuncio è stato dato al quarantesimo Congresso di Urologia tenutosi a Bari. Già da qualche anno si parla della possibilità di impiegare farmaci a base di dapoxetina per arginare questa diffusa disfunzione sessuale. Infatti, per quanto sia seccante ammetterlo, data la fama di amanti eccezionali di cui godono gli italiani, secondo recenti statistiche nel nostro paese ne sarebbero affetti ben quattro milioni di uomini fra i venti e i cinquanta anni.

Il farmaco, dopo qualche anno di sperimentazione, è stato approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration. Non si tratta di un nuovo ritrovato, ma di una sostanza già nota, appartenente famiglia degli antidepressivi che agisce aumentando il livello di serotonina nel cervello. E proprio nel corso del suo impiego nella cura della depressione è stato possibile osservarne gli effetti per così dire “ritardanti”. Dall’osservazione del miglioramento delle performances sessuali di pazienti che la assumevano per la cura dei disturbi dell’umore è nata l’idea della sperimentazione su uomini affetti da eiaculazione precoce che ha dato ottimi risultati.

Non riesci a fare a meno dello shopping? Leggi un pò qui!

Avete mai sentito parlare di shopping compulsivo? di dipendenza da shopping? Si tratta di un impulso irrefrenabile ad acquistare una quantità di oggetti spesso superflui che si configura come una vera e propria dipendenza. La Sindrome da shopping compulsivo è infatti spesso annoverata tra le cosiddette “nuove dipendenze” insieme al gioco d’azzardo, alla dipendenza da internet e a quella da sport estremi.Si tratta quindi di dipendenze da un comportamento definite addiction (per distinguerle dalle dipendenze da sostanze come la cocaina o l’alcol). Potremmo definirle, analogamente a quanto avviene per anoressia e bulimia, sindromi “time and culture bounding”, in quanto si tratta di condizioni nelle quali il disagio individuale trova espressione attraverso l’esasperazione di modalità e stili di vita caratteristici della cultura di appartenenza dell’individuo.

Questo tipo di disturbo spesso conduce all’acquisto di oggetti, non solo superflui, ma anche al di fuori delle proprie possibilità economiche, o che rappresentano una variante dello stesso articolo, che spesso finiscono per essere gettati o regalati. A grandi linee è possibile distinguere due tipologie di shopping patologico: lo shopping patologico come espressione di patologie quali i disturbi dell’umore o d’ansia e lo shopping patologico come espressione di un impulso irrefrenabile all’acquisto. Nel primo caso si tratta di un comportamento compensatorio adottato per colmare il vuoto o la solitudine, (d’altra parte a molti è capitato, in condizioni di assoluta sanità, di concedersi un piccolo regalo per scacciare la tristezza o il malumore), nel secondo caso di un comportamento complulsivo, che cioè non si può fare a meno di porre in atto.

Fecondazione assistita. In aumento il turismo procreativo.

Com’è noto la legge 40, che regola il ricorso alla fecondazione assistita nel nostro paese, vieta la fecondazione eterologa . Come conseguenza di questo limite sono ormai moltissime le coppie infertili che intraprendono viaggi della speranza all’estero per poter avere accesso a questo tipo di tecnica. Le tecniche omologhe (quando cioè le cellule uovo appartengono entrambe a quelli che saranno poi i genitori del nascituro) di fecondazione assistita infatti non sono utili per quelle coppie rese infertili da condizioni mediche relative a uno dei due partner (ad esempio un tumore) o che sono affette da malattie geneticamente trasmissibili . Per queste coppie spesso l’unica speranza è rappresentata dalla fecondazione eterologa nella quale, cioè, una delle due cellule uovo appartiene a un donatore esterno alla coppia.

E’ dunque in enorme aumento il numero delle coppie che ripiegano verso gli altri paesi d’Europa per realizzare il proprio sogno di diventare genitori, sarebbero state infatti quasi 4000 le coppie che tra il 2004 e il 2005, dall’entrata in vigore delle legge nel Marzo del 2004, si sono recate all’estero per questo motivo. E il dato è in costante aumento. A rilevarlo è l’Osservatorio Turismo procreativo, il cui presidente, Andrea Borini, sottolinea anche il vertiginoso aumento di siti in lingua italiana di centri per la procreazione esteri. La meta più perseguita dalle coppie italiane è da sempre la Spagna, seguita da Belgio, Svizzera e Turchia.

Fai una vita sana? Vinci 14 anni

I quattro comandamenti per vivere meglio e più a lungo sono stati pubblicato sulla rivista PLOS medicine. Niente sigarette, poco alcol, tante vitamine e un po’ di attività fisica: così la nostra vita potrebbe allungarsi di ben 14 anni migliorando anche nella qualità.

A sostenerlo è un gruppo di studiosi dell’Università di Cambridge, che nell’arco di 11 anni ha analizzato 20 mila persone di età compresa tra i 45 e i 79 anni. La scelta dei soggetti è avvenuta esclusivamente tra persone che non hanno mai avuto tumori né patologie cardiovascolari. E’ la prima volta che i quattro fattori vengono analizzati nello stesso studio. Ogni partecipante ha compilato un questionario ed è stato classificato con un punteggio da 0 a 4 in base al proprio stile di vita.

Un punto per ognuna delle seguenti abitudini: niente fumo, una vita attiva, un’assunzione moderata di bevande alcoliche (non più di 14 bicchieri di vino a settimana) e il consumo di cinque porzioni di frutta o verdura al giorno. I partecipanti sono stati arruolati dal 1993 al 1997 e sono stati monitorati per undici anni.

Sovrappeso e rischio tumori. Nuovo campanello d’allarme per gli oversize

Non ci stancheremo mai di ripetere che uno stile alimentare sano può prevenire l’insorgenza di molteplici patologie, primo fra tutti il cancro, e che l’obesità espone al rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete e ipertensione. Tanto più che sono ormai quasi all’ordine del giorno gli studi e le ricerche che hanno come oggetto l’influenza negativa di queste condizioni sul nostro stato di salute generale.

L’ultimo campanello d’allarme giunge dall’Istituto di medicina sociale e preventiva di Berna che, in collaborazione con i colleghi di Manchester, ha rilevato che esiste una netta correlazione fra l’indice di massa corporea (IMC) e l’incidenza di alcune forme di cancro come quelli all’intestino, ai reni, all’esofago e alla tiroide. Lo studio, basato sull’analisi di 140 articoli scientifici pubblicati negli ultimi 40 anni, ha analizzato inoltre le differenze fra i sessi nell’incidenza dei tumori anche in relazione alla provenienza geografica.

E’ vero che lo stress può provocare un aborto spontaneo?

E’ una credenza piuttosto diffusa che un evento stressante durante la gravidanza come uno spavento improvviso o un attacco d’ira possono indurre un aborto spontaneo o causare gravi problemi al nascituro. Sebbene gli esperti la ritengano una convinzione erronea che si tramanda di generazione in generazione, sembra siano molte le donne a crederci ancora oggi. Almeno questo avviene negli Stati Uniti secondo quanto rilevato su un campione di donne intervistate all’Ohio State University.

Eventi stressanti che possono verificarsi quotidianamente come vedere qualcosa che ci impressiona profondamente (ad esempio disgustandoci), non sono in grado di provocare un’interruzione spontanea della gravidanza o indurre malformazioni fetali. Eventi legati piuttosto ad anomalie cromosomiche o a patologie della madre. Può invece verificarsi una nascita prematura quando la mamma è esposta a un periodo prolungato di stress.

Allergie in aumento in Italia: colpa della troppa igiene

Nei Paesi occidentali sono in aumento le allergie nei bambini e negli adolescenti. L’8 e il 9 febbraio a Roma si è tenuto un congresso per individuarne le principali cause: la “Terza giornata del bambino allergico”, organizzato nella capitale da Alama (Associazione laziale asma e malattie allergiche), Federasma (Federazione italiana delle associazioni di sostegno dei malati asmatici e allergici), Siaip (Società italiana allergologia e immunologia pediatrica) insieme all’ ospedale pediatrico romano Bambino Gesù. Gli studi avrebbero rilevato che in Italia il 20% dei bambini in età scolare è particolarmente sensibile a polvere, polline e peli di animale; l’8-10% soffre di patologie asmatiche, provocate nell’80% dei casi da allergie; il 2-6% dei bambini soffre invece di allergie di tipo alimentare.

La colpa di questo incremento delle allergie è stata paradossalmente individuata in un eccesso di igiene: gli ambienti sono asettici e quindi non si entra in contatto con batteri. Il Coordinatore del Dipartimento di Medicina pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Alberto Ugazio, ha spiegato che la causa dell’aumento delle allergie nei bambini dei paesi ricchi è dovuta proprio alla diminuzione del carico microbico ambientale. I batteri sono importanti perché inibiscono le reazioni allergiche”. Infatti il sistema di memoria immunologica dell’organismo umano, conserva il ricordo dei batteri con cui viene in contatto, evitando infezioni successive. Insomma, anche con l’igiene non bisogna eccedere. A riprova di quanto affermato, in Africa le allergie non registrano incrementi significativi. Importante scoperta è che l’inquinamento in sè non costituirebbe la causa scatenante, anche se contribuisce a peggiorare il quadro clinico.

I film horror tranquillizzano i delinquenti

Forse i molti registi di film horror non avrebbero mai pensato che facendo scorrere fiumi di sangue in un genere splatter avrebbero salvato invece molte vite.Uno studio americano afferma che i film violenti possono aiutare a prevenire il crimine, tenendo potenziali delinquenti lontano da un habitat “pericoloso” e portandoli dentro le sale cinematografiche ad abbuffarsi di pop-corn.

Gli autori della ricerca sono Gordon Dahl, dell’Università di San Diego , e Stefano Della Vigna, italiano, professore di Economia a Berkeley, in California. A giudicare dai risultati dello studio, grazie alla visione di film violenti, negli Usa ci sono state 52mila aggressioni in meno all’anno.

Guardando un delinquente in celluloide mentre commette un omicidio al posto loro – si legge nell’articolo – i cosiddetti “border-line” (cioè le persone a rischio) potrebbero sublimare il loro desiderio di violenza attraverso la visione di un film“. In base a questo ragionamento -spiega Gordon Dahl- se si togliessero i film violenti ci sarebbe il rischio di far aumentare la criminalità nelle strade.

E vissero felici e contenti: solo una favola o l’amore eterno esiste?

E’ l’eterno interrogativo di tutti gli amanti, l’amletico dubbio di ogni innamorato: l’amore può durare in eterno o è destinato a finire irrimediabilmente con il trascorrere del tempo? La scienza su questo quesito si divide: una scuola di pensiero è convinta che sia condannato ad una fine certa, l’altra invece che il fattore durata è nelle mani degli innamorati ed ogni coppia può scegliere il proprio destino, e non c’è statistica che resista al vero amore. Per alcuni psicologi l’amore romantico dura più a lungo, mentre altri sostengono l’esatto contrario…

Ma vediamo le motivazioni di entrambe le parti: per i sostenitori della fine certa dell’amore, questo sentimento come una fiamma, un fuoco, brucia rapidamente ed è destinato ad estinguersi e spegnersi più o meno velocemente. Secondo Elaine Hatfield, professoressa di psicologia alla Università delle Hawaii (studiosa dell’amore fin dal 1960!), l’amore appassionato è fugace e, come una vera e propria droga, ha inizialmete un livello elevato, che non può rimanere sempre alto e i cui effetti sono destinati a svanire. L’emozione affettuosa associata con un impegno a lungo termine, non sarebbe durevole.