Infertilità in aumento tra gli uomini: colpa di fumo, alcol e inquinamento

Le sostanze tossiche alterano i geni coinvolti nella genesi dello sperma e un numero sempre crescente di italiani non riesce a diventare padre. L’infertilità, quindi, conserva le caratteristiche di sostantivo femminile ma – da qualche tempo a questa parte – sembra essere una prerogativa tutta maschile. Uno studio europeo effettuato dai ricercatori del laboratorio di andrologia dell’Istituto Valenciano de Infertilidad di Alcante in Spagna ha stimato che sono sempre di più gli uomini europei che hanno difficoltà ad avere figli: lo dimostra una classifica stilata in base alla capacità di fecondare del loro seme.

Non solo testamento biologico: in Commissione Igiene 2 ddl sull’endometriosi

E’ appena cominciato il lungo iter legislativo e parlamentare che vede impegnata la Commissione Igiene, presieduta da Antonio Tomassini in quota PdL, nella discussione di una serie di decreti di legge aventi per oggetto diversi provvedimenti in ambito socio-sanitario. Non solo il tanto discusso atto relativo al testamento biologico – è di giovedì 6 novembre la prima sentenza, emanata da un giudice tutelare  modenese che recepisce la volontà di un cinquantaduenne di nominare la propria moglie quale “amministratore di sostegno” –  ma anche due progetti normativi inerenti alla prevenzione ed al trattamento dell’endometriosi che aprirebbero, nello specifico, all’istituzione di un registro nazionale delle donne colpite dalla patologia. Un consenso preventivo e pressochè unanime lascia ben sperare rispetto ad una decisione, in senso positivo, in tempi piuttosto celeri.

Dall’Inghilterra dubbi sulla durata della copertura del vaccino per il papailloma virus

Anche in Gran Bretagna fa discutere il vaccino contro il papillomavirus, al centro della cronaca sanitaria italiana per la recente decisione del governo di escluderlo dai Lea: mentre uno studio farmaco-economico pubblicato sul British Medical journal conclude che si tratta con tutta probabilità di un buon investimento; dalle charities si levano numerose voci di protesta per la scelta del vaccino che protegge contro due ceppi del virus. Servono tuttavia informazioni sull’impatto epidemiologico ed economico dell’aggiunta di questa vaccinazione al sistema di screening della cervice per decidere se e come introdurla.

Il complesso modello messo a punto dal gruppo di economisti sanitari e matematici è stato usato proprio per questa valutazione, al termine della quale il governo inglese ha deciso di avviare proprio a partire da settembre una campagna che coinvolgerà il primo anno le ragazze di 12 e 13 anni, e nell’anno successivo si estenderà in modo da coprire tutta la popolazione femminile di età compresa tra i 14 e i 18 anni.

Cromosomi in gravidanza: alterazioni alcune volte nocive

La ricerca medica, pur avendo fatto molta luce sulle cause che determinano le interruzioni spontanee della gravidanza, non ha ancora completamente chiarito il problema e si è arresa di fronte ad un’evidenza inconfutabile: un discreto numero di concepimenti è predestinato ad essere abortito. Esiste infatti una percentuale di abortività obbligata che è uguale a tutte le latitudini della terra.

Da alcuni decenni i genetisti hanno scoperto, infatti, che un gran numero di aborti è portatore di patologie cromosomiche spontanee, assenti cioè nella costituzione cromosomica dei genitori e presenti solo nei loro gameti. Come è possibile tutto ciò? La curiosità si è spinta oltre, e si è deciso di andare a fare l’analisi cromosomica dei gameti maschili (gli spermatozoi) e femminili (gli ovociti).

E’ emerso un dato che è solo in apparenza sconfortante: l’11% degli spermatozoi è risultato portatore di anomalie cromosomiche prevalentemente strutturali (cromosomi con pezzi in più o in meno, di forma alterata, e così via), e ben il 24% degli ovociti si è rivelato portatore di anomalie perlopiù numeriche (cromosomi in più o in meno).

Intervento al varicocele, un’operazione sempre più diffusa

Etimologicamente il termine varicocele, deriva dal latino “varix”, varicosa, e dal greco “kele”, tumefazione.

Si  tratta della dilatazione di un gruppo di vene addossate ai testicoli, con formazione di rigonfiamenti a forma di cordoni e grovigli (varici). Frequenti sono i casi in età puberale a carico del testicolo sinistro, le cui vene hanno una conformazione diversa dal destro, infatti la vena spermatica di destra sbocca direttamente nella vena cava con un tragitto più corto, mentre nella parte sinistra confluisce nella vena renale con un percorso più difficoltoso.

Il varicocele è un’importante causa di infertilità maschile, per questo è consigliata una visita urologica puberale come diagnosi precoce. Spesso infatti i pazienti non manifestano alcun sintomo, ci si accorge della patologia perché non si riesce a procreare. Il dolore quando compare è dovuto all’eccessiva pressione sanguigna all’interno delle vene dilatate, e tende ad aumentare stando in piedi per molte ore e sollevando pesi.

Come ci si accorge di essere affetti da varicocele?

Di solito ci si accerta della presenza di masse sospette. Successivamente si passa ad una visita specialistica, che comprende:  un ecocolordoppler, un esame non invasivo che utilizza gli ultrasuoni, e uno spermiogramma, esame che permette di valutare la fertilità controllando la motilità, la quantità e la morfologia degli spermatozoi.

Contraccezione femminile: sfatiamo qualche falso pregiudizio

 

Al congresso europeo di Ginecologia e Ostetricia è stato presentato un focus su “giovani e contraccezione” dal quale risulta che nel 2008 ci sono ancora adolescenti convinte di poter rimanere incinte con un bacio. Per evitare gravidanze indesiderate scelgono lavande a base di coca-cola, rapporti lampo (meno di un minuto) oppure posizioni o luoghi particolari (fare l’amore in piedi o in acqua). Pensano che la prima volta non si possa rimanere incinta, così come se non si raggiunge l’orgasmo.

Sono, questi, i rimedi “fai da te” I i luoghi comuni più diffusi nei blog per giovanissime, bufale antiche che ritrovano nuova forza amplificate dal web. “Sesso senza sorprese – tutto quello che (non) devi sapere per non rimanere incintà ” è una guida che si propone di smontare uno alla volta i più diffusi consigli sulla contraccezione alternativa, un’idea del progetto Scegli Tu, il programma per una contraccezione consapevole della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO).

Igiene intima maschile

Per motivi fisiologici, l’uomo è meno suscettibile, ma non per questo esente, da infezioni e infiammazioni che colpiscono l’apparato genitale. Non di rado l’infezione può non dar luogo ad alcun sintomo o a manifestazioni talmente blande da passare inosservate. Il rischio è che durante un rapporto sessuale non protetto l’uomo diventi un veicolo di contagio per la donna. Allo stesso modo per entrambi è necessario usare ilprofilattico durante le fasi acute dell’infezione di uno dei partner e per almeno 15 giorni dopo la totale scomparsa dei sintomi.

Rapporti protetti nei casi a rischio, controlli anche in assenza di sintomi (ed eventuale cura) se la partner ha manifestato un’infezione, sono, dunque, le premesse indispensabili per una buona igiene intima anche per lui. Altro consiglio utile è osservare un’accurata pulizia del glande e del prepuzio almeno due volte al giorno, usando saponi delicati, meglio se a pH leggermente acido. Inoltre è importante evitare sollecitazioni traumatiche, soprattutto durante l’attività sportiva e preferire indumenti in tessuti naturali e che non comprimano troppo la zona genitale.

Igiene intima femminile: andiamoci piano con le lavande

 

Sono poche, ma importanti, le norme di igiene intima che. soprattutto in estate, aiutano a prevenire tanti piccoli o, un po’ più seri, problemi ginecologici. Premette il ginecologo Giancarlo Balzano

“Prima cosa, non abusare delle lavande interne e ricorrervi solo se prescritte dal medico. L’eccessiva od impropria pulizia, infatti, squilibra la flora batterica delle mucose, rendendole un bersaglio più facile per i germi patogeni, come la Candida o la Gardnerella. In condizioni di salute. quindi, l’unica pratica igienica da adottare quotidianamente è il lavaggio delle parti esterne, ricorrendo a detergenti delicati a pH leggermente acido. da diluire preventivamente in acqua”

 Altra regola utile: per evitare il trasporto di germi intestinali alla vagina, è consigliato effettuare il movimento di lavaggio dalla zona genitale a quella anale. Attenzione anche alle infiammazioni degli organi esterni di natura allergica: meglio usare creme depilatorie specifiche, naturalmente in zone non a rischio, e limitare l’uso degli spray intimi, perché contengono alcune sostanze chimiche irritanti. Sconsigliati anche i talchi che occludono i pori e si impastano con le altre secrezioni.

Dismorfofobia peniena e sindrome dello spogliatoio

Sembra che negli ultimi anni siano sempre più numerose le richieste di allungamento del pene. Tuttavia, affermano gli esperti, alla base di questo fenomeno, piuttosto che una reale condizione di micropenia si celano spesso sentimenti di inadeguatezza legati ad ansia da prestazione e al timore di non soddisfare partner sessuali che appaiono sempre più esigenti.

Ma mentre in giovane età è normale avere la sensazione che il proprio pene non abbia dimensioni adeguate, lo stesso non può dirsi quando questo dubbio perdura anche in età adulta sfociando spesso in un vero e proprio disturbo definito dismorfofobia peniena, ovvero la convinzione o timore di avere un pene troppo piccolo o troppo grande, o di presentare altre anomalie del prepuzio e del glande, che può generare ansia, depressione e condurre ad una condizione di isolamento dai coetanei e dall’altro sesso.

Punto G: boom di “ritocchi” dal chirurgo

Sembra che nel nostro paese sia esploso un vero e proprio boom di richieste per la G-Spot Amplification, ovvero la tecnica che permette di ampliare il punto G, elaborata negli Stati Uniti da David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute di Los Angeles e importata in Italia dal sessuologo Alessandro Littara e dal chirurgo plastico  Gianfranco Bernabei.

Come spiega Littara, la tecnica per aumentare le dimensioni del Punto G consiste nell’iniezione di una sostanza anallergica a base di acido ialuronico o collagene mediante un particolare strumento, ideato  oltreoceano e dotato di un ago sottilissimo, appena sopra il punto in questione che, secondo quanto scoperto di recente dall’italiano Emmanuele Angelo Jannini dell’Università dell’Aquila, si trova nella parte anteriore della vagina a pochi centimetri dal suo ingresso.

Circoncisione fatta in casa: un bimbo muore dissanguato


Un bimbo di due mesi è morto a Treviso per un’emorragia causata da una circoncisione. Il bambino è giunto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso già privo di vita. La circoncisione era stata praticata mercoledì sera in casa, da una donna straniera di 43 anni, molto conosciuta proprio per l’esecuzione di circoncisioni su neonati. Il bimbo è figlio di una coppia nigeriana, immigrati regolari, che vive a Visnabello di Spresiano.

I genitori ieri mattina hanno visto che il piccolo non dava segni di vita e hanno chiamato un’ ambulanza. In serata, sono stati ascoltati in Questura, con la donna che avrebbe praticato la circoncisione. In casa di quest’ultima sono stati trova piccoli strumenti chirurgici. L’autopsia sarà condotta nei prossimi giorni e, precisa Maurizio Chiesa, primario dell’ospedale, solo gli esami stabiliranno “le eventuali relazioni tra il decesso e la circoncisione“. L’operazione per motivi religiosi non è rimborsata dal Ssn, perciò i genitori spesso praticano circoncisioni in casa.

Francia, dal chirurgo per tornare vergini


In Francia si moltiplicano le cliniche dove ci si può sottoporre all’intervento e ottenere un “certificato di verginità“. L’operazione dura una trentina di minuti, comporta l’applicazione di 10 punti che spariscono senza bisogno di essere tolti, e costa circa 2mila euro. Risultato finale: il ritorno alla verginità.

In Francia è boom delle cliniche dove le giovani donne possono sottoporsi a questo intervento che consiste nella ricostruzione chirurgica dell’imene. Sono soprattutto le ragazze musulmane a praticarla in modo da ottenere un vero e proprio “certificato di verginità” da presentare ai futuri mariti e alle loro famiglie.

Sapete perchè i film porno eccitano gli uomini?

Contrariamente a quanto si è portati a pensare, i film hard non hanno esclusivamente un pubblico adolescenziale, alle prime armi con il sesso e dunque curioso di “vedere” i meccanismi alla base del rapporto sessuale.
Nè tantomeno sono appannaggio di un pubblico di deviati sessuali, maniaci e pervertiti.
Il porno, in realtà, piace alla maggioranza degli uomini, stimolando le fantasie sessuali e rappresentando spesso un diversivo al solito sesso, una trasgressione di per sè stimolante.

D’altra parte, se si escludono i tabù sessuali nati intorno al genere pornografico, non restano controindicazioni di sorta che possano denotare problemi o disturbi sessuali, legati ad un alto “consumo” di video erotici.
E’ un comportamento che, svicolando dalla tradizionale concezione del sesso ritenuto normale, porta erroneamente a giudicare devianti forme e modi di vivere la sessualità “diverse” dal comune.
A proposito di film hard, un recente studio ha scoperto i meccanismi che portano l’uomo ad eccitarsi, davanti alla proiezione sul video di scene pornografiche.