La pedofilia ha una predisposizione genetica?

La pedofilia ha una base genetica? E’ una di quelle domande da “un milione di dollari” che potrebbe determinare una risposta dai complicati e drammatici risvolti, ma forse anche un’ipotesi di cura o di prevenzione. Uno studio scientifico italiano appena pubblicato sulla rivista internazionale Biological Psychiatry e presentato oggi un apertura del 42° Congresso della Società Italiana di Neurologia, afferma che sì, la pedofilia può avere una base genetica.

Magrezza: la causa può essere genetica

Anche se può sembrare come una giustificazione all’insuccesso di una dieta, pare che le persone magre potrebbero avere questa “fortuna” per motivi genetici. Le persone con copie extra di alcuni geni, infatti, pare abbiano maggiori probabilità che rimangano magre, secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra e l’Università di Losanna in Svizzera. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Doping genetico: è già realtà? Il parere dell’esperto

Da anni si parla sempre  più spesso di doping genetico. Secondo il parere di alcuni studiosi come il professor Theodor Friedman dell’Università di San Diego, pioniere della terapia genetica, atleti geneticamente “dopati” sarebbero già tra noi. Più cauto, ma non per questo meno allarmato, un altro luminare di casa nostra, il professor Giuseppe Novelli, Preside della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Tor Vergata di Roma, che afferma:

“Non abbiamo ancora i mezzi per individuare chi fa uso di doping genetico, ma il problema potrebbe esistere”.

Per questo nei suoi laboratori sta già conducendo studi per trovare metodologie volte a scovare eventuali doping genetici e spiega cosa sia e quali sono i rischi di questa nuova frontiera del doping.

Tumore del polmone, in netto aumento tra le donne

Quando pensiamo alla salute delle donne relativamente all’oncologia ci viene subito in mente il cancro al seno, il big killer tra la popolazione femminile. Eppure ci sono altri rischi da non sottovalutare: uno tra questi è il carcinoma polmonare, il secondo per morti dopo quello al seno.

Forse non tutti sanno che le donne sono geneticamente più a rischio degli uomini per lo sviluppo di tumore al polmone, indipendentemente dall’abitudine al fumo.
Per la precisione ne è a conoscenza solo il 7% delle italiane. Sono i dati diffusi da uno studio presentato ieri a Montecitorio, promosso dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), con il supporto di AstraZeneca, e realizzato da Elma Research su un campione di 600 italiani, tra uomini e donne, di età compresa fra i 25 e i 60 anni.
Pensate che solo il 3% si sente esposta al rischio e solo il 32% è a conoscenza dell’aumento delle morti avvenuto negli ultimi anni nella popolazione femminile.

Psoriasi: macchie rosse sulle unghie possono essere un avvertimento

Molto spesso alcuni sintomi sono classificati come “insignificanti”, oppure non ci accorgiamo nemmeno che esistono. Eppure alcuni, come piccole macchioline rosse sulle unghie, possono essere dei “preavvisi” che ci dicono che sta per arrivare una malattia.

E’ il caso della psoriasi, un’infiammazione della pelle che spesso si verifica vicino alle articolazioni, come gomito o ginocchia, ma anche dietro il collo e le orecchie. Secondo gli esperti dell’ADIPSO, una placca rossa sotto le unghie nel 60% dei casi può essere un primo sintomo. Non sottovalutatela dunque, perché come tutte le malattie, se curata in tempo potrebbe passare con molta facilità.

Come mai gli uomini diventano calvi?

Quasi la metà degli uomini, con l’età, diventa calvo. Le donne che perdono i capelli invece sono piuttosto rare. Ma se ciò capita alle donne, è perché c’è qualche condizione di salute compromessa che può essere curata, negli uomini invece non si parla di malattia, ma di un passaggio della vita piuttosto normale. Come mai?

In America lo chiamano Male Pattern Hair Loss (MPHL), cioè il modello di perdita di capelli maschile, le cui cause sono indicate in un’influenza genetica (probabilmente legata a più di un gene, e non necessariamente dal lato materno) e a cambiamenti ormonali in età adulta. L’ormone maschile diidrotestosterone causa l’invecchiamento dei capelli sul cuoio capelluto che vengono progressivamente sostituiti da brevi e sottili peli in un modello prevedibile, che inizia alle tempie e continua sulla parte superiore della testa, fino a creare una sorta di “corona di capelli”.

Infarto e aneurisma. Dopo la scoperta di un gene comune vediamo come è possibile prevenirne l’insorgenza

E’ stata diffusa recentemente la notizia della scoperta di un gene comune alle malattie cardiovascolari quali infarto e aneurismi intracranici e addominali pubblicata dalla rivista Nature Genetics.
A capo del gruppo di lavoro internazionale che ha condotto le ricerche, del quale fanno parte anche alcuni studiosi italiani, l’islandese Kari Stefansson. Tale scoperta segna un progresso decisivo nella costruzione di una banca dati che permetterà di rendere sempre più efficaci le azioni di prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari.

In attesa che la scienza compia ulteriori progressi nello studio delle basi genetiche di questo tipo di patologie vediamo come è possibile tutelarsi dal rischio di svilupparle adottando alcune semplici abitudini di vita e alimentari, efficaci anche nel caso di predisposizione genetica (la quale, infatti, non implica la certezza che l’individuo geneticamente predisposto svilupperà la malattia)

Alla base di malattie cardiovascolari come aneurisma e infarto troviamo infatti l’aterosclerosi, un’infiammazione cronica delle arterie che spesso si sviluppa a causa dell’esposizione a numerosi fattori di rischio. Oltre a ipertensione, diabete, malattie genetiche molto rare, età, sesso maschile e predisposizione familiare è ampiamente accertato che rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi scorrette abitudini alimentari che possono portare all’eccesso di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (iperlipidemia), il fumo di sigaretta, la vita sedentaria, l’obesità, lo stress, il consumo eccessivo di alcool.