Ansia e paura della depressione

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Ho sofferto di attacchi di panico e disturbi d’ansia di tipo depressivo per altre 2 volte nella mia vita, oggi ho 42 anni…purtroppo a seguito di un periodo molto stressante, si sono ripresentati questi problemi che precedentemente ho curato con cure farmacologiche nn di molta durata, ora sono stanca voglio cercare di superarli da sola ma ho una paura folle di perdere gli interessi e di imbattermi in qualcosa..anche se ora riesco un po a gestirle le fobie, ma quella di perdere gli interessi mi annienta.

Alcolismo, anche in Italia arriva il farmaco che riduce la dipendenza

In Italia è in arrivo un nuovo farmaco in grado di ridurre la dipendenza da alcol, il suo nome è Acamprosato e probabilmente ne avrete già sentito parlare, poiché il medicinale viene già prescritto in 40 Paesi con un uso clinico di oltre 20 anni. Si tratta, infatti, di un neuromodulatore indicato nel mantenimento dell’astinenza nel paziente alcoldipendente, prodotto dall’azienda Merck Serono, e presentato durante un incontro che si è tenuto a Roma.

Il farmaco sarà completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma dovrà essere somministrato sempre in associazione ad un percorso psicoterapeutico o psicosociale, come la stessa azienda suggerisce di fare. L’Acamprosato riduce il desiderio di bere, senza provocare dipendenza o modificare lo stato psichico, inoltre può essere usato anche in combinazione con altri farmaci.

Visite specialistiche: l’ambulatorio Low Cost del “privato sociale”

Una visita specialistica da fare? Quanti di voi sono costretti a scegliere tra i tempi biblici della prenotazione presso una struttura sanitaria pubblica o i costi onerosi del medico privato? Per chi abita nei pressi di Bari, nei prossimi giorni aprirà i battenti un poliambulatorio che risolverà questi dubbi amletici: qualità, specializzazione, abbattimento delle liste d’attesa, continuità terapeutica, ascolto, ovvero le peculiarità di uno studio medico privato, ma con prezzi simili ai ticket del servizio sanitario nazionale. Possiamo definirlo un ambulatorio Low Cost!

Il nome della struttura evoca un desiderio di cambiamento “Nuova Città” e rende anche l’idea a parer mio della filosofia con cui è nata. Ce ne parla il Dott. Daniele Aprile psicoterapeuta e Direttore Sanitario:

“C’è una grossa  fetta di utenza che ha bisogno di visite specialistiche e non sa a chi rivolgersi: l’offerta pubblica non sempre risponde adeguatamente alla domanda, dall’altro il privato ha dei costi inaccessibili per troppe persone, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.

Obesità: la psicoterapia può aiutare a sconfiggerla

Un programma di psicoterapia può funzionare meglio dei metodi tradizionali salute nella prevenzione del rischio di obesità tra gli adolescenti, o anche di quelli per evitare di essere in sovrappeso, spiegano dei ricercatori americani nella loro relazione. Il programma

si concentra sul miglioramento delle relazioni interpersonali e mira alle difficoltà sociali e interpersonali di fondo che influenzano gli individui e che li portano ad impegnarsi in comportamenti disadattivi

ha affermato Marian Tanofsky-Kraff professore assistente presso il Dipartimento per gli Uniformed Services University of Medical and Clinical Psychology, in un comunicato stampa. La docente è co-autore di un nuovo studio che ha riguardato il programma per aiutare i giovani a mantenere il controllo di ciò che mangiavano.

Inventato nuovo metodo per combattere la depressione: l’assistenza telefonica

I pazienti che partecipano ad un programma strutturato al telefono per gestire la depressione sembra che presentino dei vantaggi significativi, solo con un moderato aumento dei costi, rispetto a coloro che ricevono cure tradizionali, secondo un rapporto pubblicato su Archives of General Psychiatry. I programmi di terapia contro la depressione si sono dimostrati efficaci in una vasta gamma di persone.

Indirizzi di massima per l’attuazione di programmi per la cura della depressione dipenderanno dall’equilibrio dei benefici e dei costi aggiuntivi. La depressione ha grandi effetti economici al di fuori del sistema sanitario, tra cui la disabilità, la perdita di produttività nel lavoro, la riduzione del livello di istruzione e l’interruzione dei rapporti. Idealmente, le decisioni sul valore dei programmi per la cura della depressione dovrebbero prendere in considerazione questi effetti economici più generali

spiegano gli autori. Gregory E. Simon, autore principale dello studio, e i suoi colleghi del Group Health Research Institute di Seattle, hanno condotto uno studio randomizzato confrontando due programmi per la cura della depressione con attenzione sui metodi classici.

Uomini traditori: infedeltà cronica o occasionale?

“Un amore crollato, ricostruito, cresce forte, grande più di prima.”
William Shakespeare

Secondo i dati raccolti da una ricerca statunitense il tradimento è un fenomeno abbastanza comune anche fra le coppie di coniugi (nel caso non lo sapessimo!), persino fra quelle che dichiarano di essere soddisfatte della propria vita matrimoniale: circa il 22% dei mariti infatti tradisce la propria moglie, mentre il contrario accade solo nel 13% dei casi.

Tuttavia pare che il nostro caro Shakespeare avesse ragione e che le coppie che decidono di restare insieme nonostante la scappatella di uno dei due risultino più unite di prima. Ma come fare ad essere sicuri che il partner non ripeterà nuovamente il misfatto (ammesso che questo abbia importanza)?

Qualche indicazione arriva dalla psicologa Diana Kirshner che spiega alle vittime di un marito, o di una moglie, fedifraghi come distinguere il traditore occasionale dall’infedele cronico.

Ansia e attacchi di panico: le nuove frontiere


Gli attacchi di panico, che colpiscono una persona su 75 circa, sono classificati nella categoria più generale dei disturbi d’ansia. Di solito si manifestano durante l’adolescenza o nella prima età adulta e possono avere origini genetiche: se un familiare ha sofferto di attacchi di panico la probabilità di soffrire dello stesso disturbo aumenta, soprattutto in un momento della vita particolarmente stressante. Anche se le cause scatenanti non sono ancora chiare, sembra esistere un nesso con le più importanti fasi di transizione della vita che portano, inevitabilmente, una certa quantità di stress e ansia (come, per esempio, gli esami scolastici e universitari, il matrimonio, il primo figlio, cambiare lavoro o posizione lavorativa, e così via).

L’ansia è una condizione fisiologica utile in molti momenti della vita, che serve a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta e a migliorare le nostre prestazioni. In realtà non potremmo vivere senza ansia e senza di essa molte emozioni sarebbero più sbiadite, meno intense e suggestive. Pensiamo per esempio, all’incontro con una persona che ci interessa e al corollario di emozioni che accompagna questo evento. L’ansia può essere, quindi, uno strumento, un limite a seconda del modo cui la viviamo.

Psiconalisi. Boom di richieste per il Progetto ceCli

Si è svolto lo scorso 14 e 15 Giugno a Milano il Convegno “Trasformazioni della psicoanalisi: cosa cambia e cosa resta”, organizzato dalla Scuola lacaniana di psicoanalisi, in occasione del quale gli analisti hanno fatto il punto della situazione a oltre 100 anni dalla nascita della psicoanalisi interrogandosi tanto sulle trasformazioni intercorse nella teoria e nella tecnica analitica, quanto sulle sfide che l’attendono per il futuro.

Sono sempre più numerosi infatti coloro che si stendono sul lettino a causa di nuove patologie come la dipendenza da shopping ed è soprattutto il ceto medio ad essere in cerca di aiuto. Ma anche la psiconalisi, come afferma Marco Focchi, presidente della Scuola Lacaniana, è cambiata e il percorso lungo anni che prevede 3-4 sedute settimanali si è snellito per venire incontro alle nuove esigenze dei pazienti.

Psoriasi: presto un nuovo farmaco

Presto potrebbero esserci interessanti novità per le persona affette da psoriasi: sono stati infatti pubblicati sull’ultimo numero della rivista Lancet i risultati di uno studio, ancora in corso, che avrebbe dimostrato l’efficacia di un farmaco (provvisoriamente denominato ISA247) che, dopo sole 12 settimane di trattamento, riduce del 75% l’estensione delle lesioni. Più precisamente si tratta di un inibitore della calcineurina che avrebbe anche il pregio di comportare minori effetti collaterali rispetto ai farmaci immunosoppressori a base di ciclosporina attualmente in uso.

La psoriasi è una malattia della pelle non infettiva caratterizzata da lesioni presenti in genere sulla cute di testa, gomiti, ginocchia, ma che possono fare la loro comparsa anche nella zona genitale, nella pianta dei piedi e nel palmo delle mani. Si tratta di ispessimenti della pelle, che risulta arrossata e squamata, che una volta scomparse non lasciano cicatrici. Tuttavia la malattia tende a cronicizzarsi e anche una volta “guarite” le lesioni possono ricomparire tipicamente in risposta a fattori scatenanti come lo stress.

Le cause sono ancora sconosciute, ma gli esperti ritengono si tratti di una patologia nella cui insorgenza intervengono fattori diversi: quel che è accertato è che esiste una familiarità. La psoriasi riguarda i due sessi nello stesso modo e fa la sua comparsa generalmente in età giovanile. E’ stato anche osservato che la patologia peggiora in autunno e in primavera, mentre tende a migliorare durante la stagione estiva. Sono stati individuati diversi fattori scatenanti: lo stress, avvenimenti apparentemente banali come punture d’insetti, grattamento, contatto con sostanze urticanti, assunzione di alcuni farmaci come gli antidepressivi a base di litio o gli antipertensivi. Possibile che anche fattori ormonali abbiano un loro ruolo poichè la psoriasi può fare la propria comparsa durante la pubertà o dopo la menopausa. Fra i fattori scatenanti anche la carenza di calcio.

La terapia della psoriasi varia da caso a caso, nei casi meno gravi si interviene trattando direttamente la zona interessata generalmente attraverso l’impiego di preparazioni topiche a base di cortisone, analoghi della vitamina D (calcipotriolo e tacalcitolo) e retinoidi. Esistono anche pomate a base di vaselina, catrame e mercurio. Nelle forme più gravi si ricorre alla terapia farmacologica, in genere a base di immunosoppressori e retinoidi. Ad entrambe le terapie può essere associata la fototerapia con raggi UVA o UVB.

Ipnosi e medicina: un’interazione che non ha nulla di magico

Di recente un fatto di cronaca molto curioso ha riacceso il dibattito sulla validità dell’ipnosi: una cassiera è stata ipnotizzata da un ladro, che le ha rubato l’incasso. Se in tv si può pensare che Giucas Casella sia d’accordo con i conduttori e gli autori della trasmissione, così non è per un comune ladro in un comune supermercato in un comune episodio di cronaca. Sto ripetendo le stesse parole, e non è un caso, è una delle tecniche per ipnotizzare una persona.

Spesso si tratta l’ipnosi come una pratica magica, esoterica, in realtà tutti quanti raggiungiamo quotidianamente questo stato di alienazione, ad esempio quando siamo assorti, al punto tale da non renderci conto di nulla di ciò che ci circonda.

Donne in carriera: senza figli a causa di un instinto primordiale

Le donne in carriera non hanno figli perchè non trovano l’uomo giusto con cui metterli al mondo. Il raggiungimento di uno status socio-economico particolarmente elevato non le sottrarrebbe infatti a quello che il medico tedesco Stefan Woinoff ha delicatamente definito l’istinto del bottino. Secondo Woinoff il motivo per cui il 40% delle donne manager tedesche non ha figli non ha nulla a che vedere con la mancanza di tempo e di energie da investire nella creazione di una vita sentimentale stabile che permetterebbero loro di diventare madri, quanto con la ricerca tanto affannosa quanto istintiva e, ormai, inadeguata di un uomo che sia loro “superiore” dal punto di vista finanziario e sociale, e che abbia anche quelle caratteristiche di personalità che renderebbero un uomo, uomo!

Dismorfofobia, ovvero vedersi brutti e preoccuparsene troppo

La dismorfofobia (dal greco dis – morphé, forma distorta e phobos, timore) è uno specifico tipo di fobia che nasce da una visione distorta del proprio aspetto fisico, innescata da un’eccessiva ed ossessiva preoccupazione della propria esteriorità.
Nei soggetti colpiti provoca un forte stress emozionale e non pochi problemi a relazionarsi. Spesso la paura di non piacere e la scarsa autostima portano all’isolamento sociale e ad una profonda chiusura in sè stessi e nelle proprie insicurezze.
Le persone affette da dismorfofobia sviluppano comportamenti fobico-ossessivi altamente rischiosi per la salute psico-fisica, sfociando in anoressia e bulimia in più di un caso.
Ad esserne maggiormente colpiti gli adolescenti, sia maschi che femmine, in cui è basso il livello di autostima e la sicurezza di sè.

Gli antidepressivi sono un placebo?

Secondo una ricerca diffusa dal quotidiano inglese Independent e pubblicata sulla rivista on line Public Library of Science Medecine gli antidepressivi di nuova generazione, quelli noti tra gli esperti come inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI), cioè fluoxetina, venlafaxina, e paroxetina, non produrrebbero effetti significativi nel trattamento dei disturbi dell’umore. Ad affermarlo è il dottor Irving Kirsch del Dipartimento di psicologia dell’università britannica di Hull, che ha condotto la ricerca in collaborazione con studiosi canadesi e americani.

Lo studio, che ha suscitato molto scalpore, è stato condotto in base all’analisi dei dati ottenuti, in virtù del Freedom Information Act (la legge sulla trasparenza in vigore negli Stati Uniti sin dal 1966), dalla Food and Drug Administration americana, che sono stati raffrontati con quelli già resi noti dalla case farmaceutiche. Secondo gli esperti anglosassoni i benefici ottenuti con la somministrazione di antidepressivi non sarebbero maggiori di quelli osservati mediante somministrazione di un placebo (una sorta di finto farmaco), soprattutto nei casi più lievi, mentre per quelli più gravi la differenza rilevata sarebbe da attribuire più alla scarsa risposta al placebo che all’efficacia degli antidepressivi. Più efficace risulterebbe il trattamento mediante psicoterapia, almeno nei casi più lievi, e addirittura praticare esercizio fisico.