Allergia ai gatti: una nuova scoperta potrebbe guarirla

Una interessante scoperta effettuata dagli scienziati dell’Università di Nottingham (Inghilterra) potrebbe dare nuova speranza a chi soffre di allergie ai gatti, e che si trova costretto a scegliere tra la propria salute e l’animale domestico.

Il team di immunologi, guidato dai dottori Ghaem-Maghami e Martinez-Pomares della Facoltà di Scienze Mediche Molecolari, hanno identificato un componente cellulare che svolge un ruolo chiave nello scatenare le reazioni allergiche ai peli di gatto. La scoperta contribuisce alla nostra comprensione di come il sistema immunitario del corpo identifica e reagisce agli allergeni, il che potrebbe spianare la strada allo sviluppo di nuovi metodi di trattamento delle allergie.

Carnevale, allergia al trucco: non fate scherzi alla pelle

Il Carnevale quest’anno ci farà attendere il mese di marzo, prima di presentarsi con il suo carico di tradizioni, feste in maschera e tentazioni sotto forma di dolci, spesso fritti, iperzuccherati e al cioccolato, con nomi che variano nelle diversi regioni italiane mentre il carico calorico resta ahinoi invariato.

Una ricorrenza amata dai bambini, quella del Carnevale, ma anche da molti adulti che indossano una maschera per una serata intrigante che li svesta del loro solito costume. Il trucco a tema è un must per il Carnevale ma sia che si tratti della vostra di pelle delicata piuttosto che di quella dei più piccoli, occhio a scegliere sostanze ipoallergeniche per non incappare in brutti scherzi ovvero in reazioni allergiche ai cosmetici.

Allergie nei bambini curate con la desensibilizzazione orale

Le allergie sono in aumento nei bambini dei Paesi Occidentali, tanto che secondo alcune ricerche internazionali si calcola possano soffrirne dal 6 all’8% tra i 12 ed i 14 anni, con un incremento evidente nei primi tre anni di vita. Per questo urge un rimedio, in quanto le allergie alimentari possono portare a conseguenze ben peggiori di una semplice irritazione.

La tecnica, che non è nuova ma è sempre più utilizzata, si chiama “desensibilizzazione orale“, ed in pratica prevede l’utilizzo graduale del cibo a cui si è allergici per far abituare il corpo ad assumerlo senza reazioni allergiche. La tecnica è conosciuta da anni, ma a causa dei rischi e per la necessità di praticarla solo in presenza di un medico, era spesso accantonata. Ora però una ricerca effettuata dalla Società Italiana di Pediatria ha osservato che questa funziona nell’80% dei casi.

Le insidie che si nascondono nel tuo frigorifero: cosa fare in caso di muffa

Se aprite il frigorifero e venite accolti da una ventata di aria maleodorante, forse è arrivato il momento di una bonifica. Ma prima di gettare direttamente il vostro elettrodomestico, c’è la possibilità di riportarlo in vita soltanto eliminando i cibi andati a male.

Non c’è bisogno di preoccuparsi troppo per la muffa su quel pezzo di formaggio che sta lì da due mesi. Le alternative son tagliare la parte ammuffita, se non ha colpito tutto l’intero pezzo, e mangiare il resto che è buono come quando lo avete comprato; oppure, se il formaggio è effettivamente coperto di macchie di muffa per intero, o vi fa senso mangiare qualcosa che in parte è andata a male, potete gettarlo e aggiungerlo alla vostra lista della spesa. Lo stesso vale per frutta, verdura e salumi.

Tuttavia, se la muffa si è sviluppata su altri alimenti, come le carni, avanzi di pollame, pasta, stufati, formaggi a pasta molle, yogurt, marmellate, pane o noci, non c’è nulla da salvare, ma si possono soltanto gettare. Alcune muffe possono causare reazioni allergiche e problemi respiratori (ecco perché non è mai una buona idea annusare i cibi ammuffiti). Nelle giuste condizioni, bastano pochi secondi per introdurre nel proprio corpo le cosiddette “micotossine“, sostanze velenose che possono provocare malattie. E’ difficile dire, semplicemente guardando un pezzo di formaggio, se abbia prodotto tossine o meno.

Dermatite da cellulare: l’allergia cutanea dovuta al nichel del telefonino

Uno degli strumenti più in voga – a tal punto da essere considerato indispensabile e necessario, da non poterne fare a meno – rimane il cellulare. Che, tuttavia, oltre a garantire privilegi e risolvere problemi in modo immediato, ha pure le sue belle controindicazioni. Una su tutte: il senso di dipendenza.

Un’altra, forse meno conosciuta ma pure condivisa da un numero di persone sempre crescente, è il fastidio cutaneo che porta a grattarsi oltremodo la zona del viso. E già, perchè esiste una forma di allergia – derivante dall’utilizzo del telefonino – chiamata tecnicamente “dermatite da cellulare”: farci i conti significa cominciare a grattarsi molto, molto frequentemente.

Arriva Modis, il sensore della Nasa contro le allergie

Ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo si ritrovano a fare i conti con il tanto annoso problema delle allergie.
Una tra quelle più diffuse è certamente la reazione allergica al polline che rende l’arrivo della Primavera una ricorrenza spiacevole ai soggetti allergici.
E se ci fosse qualcuno dall’alto che ci avvisa su quando entrerà precisamente in circolo nell’aria la neve bianca primaverile? No, non sto parlando nè di miracoli, nè di magia, ma dell’ultima realizzazione messa a punto dalla Nasa.

Solitamente gli scienziati spaziali si occupano di ben altro, ma hanno deciso di mettere a disposizione le loro conoscenze per brevettare un sensore capace di tenere sotto controllo la fioritura degli alberi. L’ultimo ritrovato tecnologico si chiama MODIS, sigla che sta per Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer.

Mamme stressate in gravidanza? A rischio asma ed allergie il bambino

Lo stress in gravidanza può avere ripercussioni sulla salute del bambino. In particolare aumenterebbe il rischio per i nascituri di sviluppare asma e allergie.
Una donna che in gravidanza viene colpita da almeno tre eventi stressanti ha il 12% di probabilità in più che il figlio nasca asmatico e sviluppi allergie durante l’età dello sviluppo.

Livelli più elevati del marcatore delle allergie sono stati ritrovati nel sangue del cordone ombelicale delle madri particolarmente “affaticate” durante la gravidanza.

Meteoropatia: il cielo grigio e i cambiamenti d’umore

Vi è mai capitato di sentirvi giù di morale, stanchi e spossati quando fuori piove ed il cielo è colorato di un grigio cupo?
Quando capita troppo spesso che l’umore cambi e si avvertano dei disturbi fisici per influenza delle condizioni climatiche o il passaggio di stagione, allora si soffre di una vera e propria patologia: la meteoropatia.
Il soggetto meteorosensibile, a causa di fattori costituzionali o acquisiti, ha una particolare predisposizione a contrarre la meteoropatia, sindrome legata alle variazioni meteorologiche.

L’individuo interessato inizia ad avvertire i sintomi già prima che si realizzino i cambiamenti climatici, con un certo anticipo.
Il mutamento climatico deve essere brusco per scatenare la sintomatologia, che di solito ha un’insorgenza acuta e un’altrettanto rapida attenuazione o scomparsa, con il cessare della condizione atmosferica scatenante, o con il realizzarsi della situazione climatica opposta.