Epatite B: il Veneto abolisce le vaccinazioni obbligatorie per l’infanzia

La Regione Veneto ha deciso di abolire le vaccinazioni obbligatorie per l’infanzia e tra le quali è compresa anche la vaccinazione contro l’AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato) ha espresso subito grande preoccupazione per le conseguenze che può produrre tale decisione.

La vaccinazione anti-epatite B in Italia era obbligatoria dal 1991 per tutti i neonati. Il Ministero della Salute elabora periodicamente un “Calendario della vaccinazioni” con il quale recepisce gli obiettivi e le raccomandazioni dell’OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità). Si tratta di un documento che rende obbligatoria la profilassi contro alcune malattie e tra queste c’è l’epatite B, mentre per altre l’OMS raccomanda solamente la vaccinazione.

Il problema consiste nel tasso di mortalità che portano con sé tali malattie. Il tasso di mortalità per tutti i tipi di epatite è dell’1% circa, ma può aumentare soprattutto per l’epatite B quando è presente anche il virus delta.

Si pensi che i programmi di vaccinazione obbligatoria hanno portato alla completa eradicazione del vaiolo e a una notevole diminuzione dei casi di difterite, tetano e anche epatite B. Fino ad oggi in Italia la vaccinazione obbligatoria aveva prodotto una significativa riduzione del numero dei portatori cronici di epatite B ma anche alla scomparsa completa del virus sia tra bambini che adolescenti. L’unico problema ancora aperto è come tenere sotto controllo la diffusione del virus, infatti tra gli italiani sono circa 600.000 i portatori cronici e centinaia di milioni nel resto del mondo.

Meningite: Dopo l’ultimo decesso ecco un nuovo caso in Italia. Informarsi su questa malattia oggi è un dovere.

E’ ancora allarme meningite nel nord Italia. Oggi un ragazzo di 17 anni è stato ricoverato in rianimazione a Venezia e si trova in coma. Le sue condizioni stazionarie e la prognosi riservata. Si tratta di un diciassettenne residente a Zelarono, in provincia di Venezia, ricoverato all’ospedale Umberto I di Mestre. Gli esami, riferisce Onofrio Lamanna, direttore dell’ospedale Umberto I, hanno evidenziato che si tratta di un caso di meningite C.

Questa notizia, che segue i decessi per meningite avvenuti lo scorso Dicembre nel trevigiano è scattato l’allarme su tutto il territorio nazionale. In particolare nel Nord Italia, dove la preoccupazione non si placa dopo la morte del diciannovenne di Seregno, avvenuta all’ospedale di Carate Brianza a Milano lo scorso giovedì. Per tutti e due i casi è stata predisposta la profilassi antibiotica per il personale medico e tutti coloro fra parenti e amici che sono venuti a contatto con i due giovani nelle ore precedenti al loro ricovero.

Sono attualmente in corso ulteriori indagini per stabilire se il ceppo di appartenenza sia lo stesso che ha causato i primi decessi.

Tenuto conto del diffondersi della paura del contagio nella popolazione, il Ministero della Salute ha ritenuto utile diramare un comunicato (21 Dicembre 2007) nel quale fa chiarezza sullo stato attuale della malattia nel nostro paese.

Nel suddetto comunicato la meningite viene definita una patologia “grave ma curabile” che ha esito fatale nel 14% dei casi. I casi di meningite batterica in Italia sono circa novecento all’anno e un terzo di questi è di tipo meningococcico (tasso di incidenza tra i più bassi in Europa) inoltre, grazie al diffondersi dei vaccini, i casi sono in progressiva diminuzione.

Ma vediamo più approfonditamente cos’è la meningite, come si manifesta e come è possibile scongiurarla e curarla.

Bulimia. Scopriamo cos’è questo diffuso disturbo alimentare

La presenza di questo disturbo alimentare, al contario da quelle persone affette da anoressia, non è così evidente, perchè la persona bulimica ha un peso relativamente normale. La patologia è caratterizzata dalla frequente assunzione di grandi quantità di cibo (le cosiddette abbuffate) cui segue l’uso di purganti e/o diuretici, il ricorso all’autoinduzione del vomito, oppure al digiuno o allo sfrenato esercizio fisico per evitare l’aumento di peso (comportamenti compensatori). Perchè si possa parlare di Bulimia le abbuffate devono avvenire almeno ogni due, tre giorni, per un periodo di qualche mese, ma possono avere cadenza quotidiana o verificarsi più volte nello stesso giorno.

Durante le crisi bulimiche la persona ha la sensazione di non poter porre fine al proprio comportamento, perde quindi il controllo sulla quantità di alimenti ingerita e va alla ricerca spasmodica di altro cibo da consumare fino al termine dell’abbuffata, che si conclude di solito quando ha mangiato tanto da “star male” – sintomi: dolori addominali, vomito spontaneo, senso di pienezza, sonnolenza – quando viene interrotta o il cibo si è esaurito. Sebbene l’abbuffata sia di per sè gratificante, al termine di ogni episodio vengono sperimentati senso di colpa e vergogna. Le crisi possono essere scatenate da una molteplicità di fattori: stati ansiosi o di tensione, pensiero del cibo, preoccupazioni, stanchezza. Inoltre, analogamente a quanto riscontrato nelle pazienti anoressiche, la persona bulimica nutre un’eccessiva preoccupazione circa il proprio aspetto fisico, sulla percezione del quale basa il proprio grado di autostima.

Nasce a San Marino la prima banca per la crioconservazione delle cellule staminali

Lo scorso Dicembre 2007 a San Marino si inaugura la nascita della prima banca per la crioconservazione delle cellule staminali, la Bioscience Institute. Questa nuova banca è all’avanguardia in Europa e offre una nuova opportunità per gli adulti che desiderano una assicurazione biologica. Tale banca si occupa della raccolta delle cellule che vengono estratte dal tessuto adiposo (cellule staminali).

Nel resto d’Italia una struttura del genere è molto discutibile poiché già la legge 40 sulla fecondazione artificiale parla chiaro in merito al numero massimo di cellule staminali che possono essere utilizzate: massimo tre, proprio per vietare l’uso un ulteriore uso degli embrioni a scopo di ricerca o di sperimentazione.
E’ anche vero che la stessa legge non lascia margini di dubbio sulla crioconservazione delle cellule staminali estratte dal cordone ombelicale (art. 14, comma 8, L. 40/2004): è consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto. Ma tutto ciò sempre e solo a fini prossimi o futuri di fecondazione artificiale da parte delle coppia.

Nonostante ciò la Bioscience Institute della repubblica di San Marino è andata oltre: non si occuperà solo della conservazione e sperimentazione su cellule staminali estratte dal cordone ombelicale, bensì anche di quelle estratte dal tessuto adiposo.

Protetto:

Non è disponibile alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.

Piante contro i radicali liberi

Per frenare l’azio­ne dei radicali li­beri servono mo­lecole in grado di disattivarli. Sono i cosiddetti antiossidanti: rallen­tano o contrastano la loro diffu­sione e stroncano la propagazio­ne delle reazioni a catena di tipo ossidativo.  I vegetali sono la principale fonte di sostanze antiossidanti, non soltanto per il loro conte­nuto vitaminico e minerale, ma soprattutto per la presenza di composti naturali complessi (flavonoidi, polifenoli, pigmen­ti), che svolgono un’azione anti­radicalica o antiscorie.

Utilissimi in questo senso gli in­tegratori fitoterapici: rimedi naturali che, a differenza dei preparati erboristici, garantisco­no un elevato indice di qualità ed efficacia. Le piante officinali che esercitano effetti protet­tivi rilevanti sono quelle maggiormente ricche in flavonoidi, come per esempio il tè verde, il mir­tillo, le olive, la propoli, la pa­paya fermentata e le piante aromatiche.