Influenza, i cibi che fanno bene

L’influenza è in arrivo, la troveremo sotto l’albero e, con l’irrigidirsi delle temperature, il numero dei contagi dovrebbe salire ad inizio 2011. Sono stati già isolati i primi due virus a Parma e Mantova, ma niente paura, sostiene il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco: quest’anno l’ondata di casi si manterrà nella media stagionale.
Riguardo al virus A H1N1, in particolare, l’esperto tiene a rassicurare che ormai:

è declassato da virus pandemico a virus stagionale. La presenza tra i virus influenzali stagionali anche del virus A H1N1 non renderà la malattia particolarmente pesante come numero di casi. Sono attesi dai 2 ai 5 milioni complessivi di casi, ma molto dipenderà anche dall’andamento delle temperature.

Halloween: divertirsi in sicurezza e salute

Per i bambini come per gli adulti, Halloween è un momento estremamente divertente. Negli Stati Uniti però coinvolge un gran numero di persone, troppe per non fare attenzione alla sicurezza e alla prevenzione. Ecco allora che il CDC (cioè il Centro per il controllo e la prevenzione) del Dipartimento dei servizi sanitari e sociali, ha lanciato una campagna informativa: “Safe Halloween”. Vediamola insieme, perché si tratta di indicazioni che vanno bene anche qui in Italia.

I costumi: devono essere comodi e non troppo lunghi. Ballando e scherzando, si rischia di inciampare e farsi male; gli accessori, come i coltelli o le spade devono invece essere morbidi e flessibili. Le maschere devono inoltre permettere una buona visibilità. Meglio se ignifughi: in una festa ci si può trovare a contatto con candele o fari ed un materiale infiammabile non sarebbe l’ideale.

Rimedi naturali: sì a frutta e verdura

Frutta e verdura sono salutari. Lo sappiamo, eppure ne consumiamo sempre meno. Forse abbiamo dimenticato il vecchio motto che dice: “una mela al giorno leva il medico di torno”. Probabilmente non ne comprendiamo più il significato: eccoci allora pronti a scoprire come e perché frutta e verdura possono essere considerate buoni “rimedi naturali”  per numerose patologie.

Dobbiamo sottolineare prima di tutto che contengono fibre: il che significa che fanno assorbire meno grassi e meno zuccheri (quindi sono utili anche per dimagrire). Sono poi ricche di vitamine, minerali e preziosi antiossidanti. Possibilmente vanno mangiate fresche e crude. La cottura (ma anche il congelamento ed altre forme di conservazione) fa perdere molte vitamine ed altri preziosi nutrienti.

I cibi che rendono sexy gli uomini

Esistono davvero dei cibi afrodisiaci? Su questa domanda si dibatte da anni, e l’idea comune è che alcuni cibi, che sono passati alla storia come afrodisiaci, dopotutto lo sono soltanto per la vostra mente, che li considera tali. Ma esistono alcuni che possono avere l’effetto contrario, ed altri che possono agire per facilitare la circolazione del sangue, e tutto ciò che ne consegue. Di seguito una breve guida ai cibi da evitare e quelli da considerare in una serata “romantica”.

Il colesterolo, come sapete, ostruisce le arterie, comprese quelle del vostro pene. Quando l’uomo è eccitato, il pene può contenere fino a dieci volte più sangue del normale, in modo che qualsiasi ostruzione delle arterie che l’alimentano diventerà evidente nella tumescenza, o meglio, nella sua mancanza. Per fare in modo che le arterie siano pulite, evitando ostruzioni di ogni tipo, è consigliato il consumo di grandi quantità di avena e crusca d’avena, che si può cospargere su qualsiasi cosa.

Oltre a problemi di erezione, la prostata svolge un ruolo centrale nel sesso. Se siete inclini a prostatite (infiammazione della prostata), consultate il medico. Si può contribuire ad alleviare il gonfiore mangiando pane di segale e altri cereali integrali e semi. Una manciata di semi di zucca secchi ogni giorno contribuisce ad alleviare i sintomi di BPH (iperplasia prostatica benigna).

Occhio alle vitamine

Per prevenire i disturbi della vista e sconfiggere le malattie dell’occhio, il corpo ha bisogno soprattutto di vitamine A, B e C, i classici multi-vitaminici antiossidanti. Questo è il motivo per cui una corretta alimentazione, ricca di cibi che contengano queste vitamine in percentuali considerevoli, si rivela fondamentale per mantenere sani gli occhi, garantendo il corretto espletamento delle loro funzioni sensoriali.

Prima tra tutte la vitamina A, che si trova in alte concentrazioni nelle carote, nei pomodori, nella lattuga, nei piselli, nelle cipolle e nel formaggio fresco.
Segue in ordine di importanza la vitamina B, che è reperibile nelle verdure, nei funghi e nei prodotti lattiero-caseari.
Infine, la vitamina C, che si trova concentrata nelle patate e negli agrumi.

Vitamine: in posti caldi e umidi diventano inutili, ma non dannose

Se controllate sui bugiardini (i foglietti illustrativi) dei vostri medicinali, troverete scritto sempre

conservare in un luogo fresco e asciutto.

In molti non prendono nemmeno in considerazione questo ammonimento, mentre altri lo sottovalutano semplicemente, lasciandoli lì dove sono sempre stati: in cucina o nel bagno. Una nuova ricerca della Purdue University però spiega che questo è l’atteggiamento sbagliato perché non c’è bisogno di arrivare a 40 gradi o di avere un’umidità altissima per rovinare i principi attivi, specie delle vitamine, ma che il calore di una cucina con qualche pentola accesa, o quello del bagno, a cui si aggiunge l’umidità di una doccia calda, sono già sufficienti a rendere le vostre vitamine inutili.

Cacciagione, fonte proteiche con pochi grassi

Una delle principali occupazioni degli uomini primitivi era la caccia, un mezzo indispensabile per procurarsi il cibo e sopravvivere. Senza andare così lontano, oggi, non c’è bisogno di impugnare il fucile per inserire nella propria dieta la selvaggina e la cacciagione. Le carni di questi animali, infatti, già note da tempo per le loro caratteristiche che le rendono adatte, come si pensava in passato, di rigenerare il sangue ed avere un effetto afrodisiaco.

Piccoli uccelli come quaglie e piccioni possono essere un alternativa alle solite carni ed un’idea da inserire nel regime alimentare dato che sono ricche di proteine dall’ alto valore biologico e povere di grassi e calorie. Inoltre, non sono così difficili da cucinare e seguendo alcune indicazioni possono essere preparate senza difficoltà anche ogni giorno.

Bibite estive: riabilitati i succhi di frutta

Nonostante le temperature miti di questi giorni facciano sembrare l’estate ancora molto lontana è meglio non farsi trovare impreparati quando finalmente avremo un sole deciso e delle temperature abbastanza elevate (speriamo non troppo) da permetterci di andare finalmente in vacanza o comunque di raggiungere le agognate spiagge. Può quindi esserci utile ricordare che durante la bella stagione è di fondamentale importanza bere molto sia per sopportare meglio il caldo sia per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione.

Naturalmente, come raccomandano gli esperti, la regola principale da seguire è aumentare il consumo di acqua, stando bene attenti che abbia una temperatura massima di 15-16 gradi. Ma se si desidera dissetarsi bevendo qualcosa di più “sfizioso” anche le spremute di frutta rappresentano un’ottima soluzione. Meglio evitare invece le bevande gassate e zuccherate che, oltre a mettere ancora più sete, contengono in genere quantità troppo elevate di carboidrati e zuccheri che rischiano di nuocere tanto alla linea quanto alla salute.

Metodo Di Bella. Il tramonto definitivo?

Secondo il parere della gran parte della comunità scientifica il metodo Di Bella per la cura dei tumori è inefficace. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei parenti di un uomo deceduto per tumore che avevano chiesto un risarcimento di 350.000 euro ad una compagnia aerea. Secondo i familiari infatti l’uomo, residente in Venezuela, avrebbe potuto salvarsi se gli fossero stati consegnati in tempo i farmaci per il trattamento secondo il Metodo Di Bella.

La vicenda risale al 1998, l’epoca in cui il metodo anticancro del fisiologo Luigi Di Bella, scomparso nel 2003, fece parlare di sè divenendo un vero e proprio fenomeno mediatico che non mancò di alimentare le speranze di moltissimi ammalati. Il metodo consiste in una cura multifattoriale a base di ormoni (somatostatina e melatonina) e vitamine (vitamina E, C, D3) la cui validità scientifica non è mai stata confermata.

Integratori alimentari. E se non facessero affatto bene?

Quanti di noi assumono integratori alimentari vitaminici nella convinzione di far bene alla propria salute? Moltissimi credo, e per le ragioni più svariate. Ebbene uno studio danese di cui si è molto parlato in questi giorni dovrebbe indurci a riflettere sulla fiducia incrollabile che nutriamo verso questo tipo di prodotto. Gli scienziati della Copenaghen University hanno infatti pubblicato su «The Cochrane Collaboration» i risultati di una ricerca in base ai quali ritengono di poter affermare che gli integratori vitaminici sarebbero addirittura nocivi per la salute. Soprattutto quelli contenenti beta-carotene, e vitamina E.

Più precisamente sono stati passati in rassegna 67 studi che hanno avuto come oggetto le vitamine in questione, oltre che selenio e vitamina C, e coinvolgevano in totale 232.000 persone. Nessuno di questi fornisce prove convincenti di alcun beneficio ottenibile attraveso l’assunzione di integratori dietetici a base di selenio e vitamina C, mentre emergerebbe un aumentato tasso di mortalità fra coloro che assumono abitualmente beta-carotene, vitamina A ed E. Gli studiosi danesi non sanno ancora spiegare questo dato, ma ritengono che le cause potrebbero risiedere in squilibri fisiologici causati dall’uso eccessivo e ne sconsigliano l’assunzione. Inutile dire che alle affermazioni degli scienzitai di Copenaghen è seguito un polverone di polemiche.

Gli anti-hangover contro i postumi di una sbronza

Nausea, mal di testa, eccessiva sensibilità alla luce e al rumore… chi non ha mai provato i sintomi del post-ubriacatura?
Per chi non lo avesse mai sperimentato sulla proprio pelle, garantisco io: il risveglio è terribile e la prima cosa che viene in mente è di diventare astemi, per evitare di riprovare quelle brutte sensazioni, tra cui l’impressione che tutti gli oggetti ti ruotino intorno (soffitti e lampadari inclusi!).

Solitamente passano mesi prima che si rialzi di nuovo il gomito, e prima che lo stomaco si riassesti. Ma per chi non riesce a rinunciare a prendersi delle sbronze con gli amici (mi raccomando non guidate quando siete brilli), e vuole evitare i postumi del giorno dopo, esistono dei prodotti in pillole e tavolette che dovrebbero limitare gli effetti dell’eccesso di alcool e quindi dei conseguenti rischi post ubriacatura.