Proprietà terapeutiche dell’Aloe, la guaritrice silenziosa

Le proprietà terapeutiche dell’Aloe Vera (Aloe Barbadensis Miller) sono note da molti secoli. Sono state rinvenute testimonianze della conoscenza e dell’utilizzo di questa pianta a scopi terapeutici presso tutte le più antiche civiltà orientali e occidentali: l’Aloe vera era la “Pianta dell’Immortalità” degli Egiziani, la pianta dalle “Magiche Virtù” per i Sumeri, il “Giglio del Deserto”, per gli Arabi, la “Guaritrice Silenziosa” degli Indù, l’ “Elisir della Longevità”, dei Russi. Il medico greco Dioscoride (41-68 d.C.) e lo storico latino Plinio il vecchio descrivono l’efficacia dell’Aloe nella cura di numerosi disturbi e si racconta che Alessandro Magno volle assicurarsi una continua fornitura di aloe conquistando l’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano.

Note fino al Medio Evo nei conventi e utilizzate dai Cavalieri Templari, che miscelandone la polpa insieme a polpa di Canapa e vino di palma ottenevano il cosiddetto “Elisir di Gerusalemme”, le virtù medicamentose dell’aloe sono successivamente cadute nel dimenticatoio. Fu così che l’aloe divenne nota perlopiù come pianta ornamentale, questo fino agli anni’70 quando alcune aziende statunitensi la riscoprirono e, grazie a innovative tecnologie di coltivazione e lavorazione, la rilanciarono sul mercato. Numerosi studi condotti in laboratorio ne hanno confermato le proprietà terapeutiche e quindi l’antica saggezza dei popoli che già ne facevano uso migliaia di anni fa.

Acido malico e polifenoli? Sono i segreti di bellezza più strani delle star di Hollywood


Quante volte ci siamo ritrovate/i a pensare che le patinate star di Holliwood dovessero il loro splendido (almeno in apparenza) aspetto a costosi trattamenti estetici e/o interventi chirurgici? Ebbene niente di tutto questo, almeno stando alle affermazioni di alcune di esse che si affiderebbero a rimedi più o meno alla portata di tutti, per quanto bizzarri, per mantenere intatta la propria bellezza.

La bellissima Catherine Zeta-Jones si affiderebbe alle fragole per mantenere splendente il proprio sorriso. Queste infatti, insieme all’ananas, hanno il potere di mantenere bianco lo smalto dei denti grazie al loro contenuto di acido malico . Mentre Cindy Crawford nebulizza sul viso una mistura di latte e acqua per rendere la pelle più morbida grazie al contenuto di proteine, vitamine e sali minerali. Ben più bizzarro è il rimedio adottato da Sandra Bullock per combattere le rughe del contorno occhi e le antiestetiche “borse”, l’attrice infatti applica su questa zona del viso della crema per emorroidi che ha l’effetto di distendere temporaneamente la parte del viso sulla quale viene applicata. Ben più noto e diffuso presso le teen ager italiane è invece il segreto di Jennifer Love Hewitt che applica del dentifricio sui brufoli per seccarli. Il dentifricio agirebbe grazie al proprio contenuto di zinco cloridro, baking soda ed enzimi. Più ricercata è invece la crema per il viso a base di siero di vipera usata da Debra Messing.

Cosmesi: allergie e reazioni provocate

Sempre più frequenti sono i casi di allergie dovuti all’uso dei cosmetici e sempre più frequenti sono le reazioni che la nostra pelle ci mostra. Questo problema, non di facile valutazione, viene preso con poca considerazione in quanto nella maggior parte dei casi ha sempre presentato risultati di scarsa importanza clinica, infatti il paziente affetto da allergie in genere o si rivolge al proprio medico di base o applica una crema al cortisone eliminando le reazioni causate appunto dall’allergia.

Tutt’altro sono invece le reazioni dovute dalle dermatiti da contatto; il responsabile dell’Istituto
Dermatologico San Gallicano
Dott. Cristaudo, infatti, ci spiega che statisticamente le reazioni dovute da allergie sono parecchio inferiori alle reazioni dovute da dermatiti da contatto.

Solo il 7% della popolazione rappresenta reazioni allergiche ai cosmetici contro il 14% affetti da dermatiti da contatto, ed è da prendere in seria considerazione il fatto che la percentuale aumenta se si prendono in causa le dermatiti al volto. Quest’ultima molto spesso dipende dal tipo di prodotto che è stato utilizzato, dal luogo e dal modo con cui è stato applicato e naturalmente dalla predisposizione di ogni singolo individuo.

Il Prof. Ayala, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Federico II di Napoli, ci spiega quanto siano preoccupanti le reazioni allergiche dovute dai cosmetici, non solo per chi ne è affetto ma soprattutto per le ditte produttrici. Dice, che anche se queste allergie verranno debellate ci saranno sempre nuovi allergeni pronti a scendere in campo e pronti a darci seri fastidi. Facendo un viaggio dal passato al presente possiamo assistere alle varie comparse di reazioni allergiche della pelle dovute a diversi conservanti utilizzati non solo nel mercato dei cosmetici ma anche nel campo farmacologico.

Cellule staminali per la ricostruzione della cornea

Da anni ormai ricercatori di tutto il mondo mettono in moto le cosiddette cellule staminali per riparare tessuti e organi danneggiati da alcuni tipi di malattie o traumi. Come delle piccole formiche queste cellule vengono utilizzate per riattivare alcune aree del nostro corpo che ormai erano logorate in maniera del tutto definitiva.

Quella delle cellule staminali non è una battaglia da preparare per il futuro, ma è oggi già una realtà abbastanza affermata, basti pensare che nel campo della Dermatologia queste cellule sono impiegate de ben venticinque anni per ricostruire pelle in laboratorio e per curare gravi ustioni cutanee. E’ proprio da questa grande esperienza che si costruiscono importanti novità per il futuro.

Il Prof. Michele De Luca, professore di Biochimica dell’Università di Reggio Emilia, spiega che nella terapia cellulare è stato effettuato un importante passo avanti; infatti con l’utilizzo di diverse cellule staminali adulte dell’epitelio corneale, si è potuto ricostruire per intero la cornea umana.

Questa, che è una tecnica avanzata utilizzata in diversi centri di Oculistica specializzata in Italia, è in grado di intervenire nei casi più gravi di malattie degli occhi, dove i casi di guarigione sono pari a zero. La completa ricostruzione della cornea infatti può curare i casi più gravi di lesione agli occhi dovuta da sostanze chimiche o altro.

Chirurgia estetica: siete favorevoli o contrari? Date un occhiata prima a queste foto

Sempre più spesso si avverte nel mondo d’oggi, in cui l’immagine e l’aspetto fisico sono sempre più importanti e rilevanti, l’esigenza di essere belli, ovvero senza difetti, e di apparire sempre più giovani (ringiovanimento chirurgico) o rallentare i segni dell’invecchiamento.

La chirurgia estetica è forse la forma più popolare di plastica chirurgica. Nel 2006 nei soli Stati Uniti, il paese che probabilmente ricorre maggiormente al bisturi, quasi 11 milioni di pazienti sono ricorsi a questi trattamenti.

In effetti, secondo l’ordinamento giuridico statunitense, qualsiasi medico, indipendentemente dalla specializzazione, può intraprendere questo tipo di interventi. La distinzione tra le due discipline, la “chirurgia plastica” e la “chirurgia estetica” non è sempre puramente accademica: la prima è riconosciuta all’American Board of Medical Specialties come quella branca della medicina interessata alla riparazione dei difetti di forma e funzione, e questo include sia la chirurgia estetica che quella ricostruttiva (plastica). Il termine “chirurgia estetica” comunque si riferisce principalmente a quella chirurgia impegnata in processi di miglioramento cosmetico della persona, o dell’ “apparire”. E in molti paesi come l’Australia, ad esempio, anche molti dottori che non hanno la qualifica di chirurghi possono condurre operazioni di chirurgia estetica.

La chirurgia plastica estetica può intervenire per ristabilire quell’equilibrio che ci è venuto a mancare nel corso degli anni col passare del tempo, o che non abbiamo mai avuto.

Infatti un difetto fisico, sia esso congenito (ovvero dalla nascita) oppure acquisito nel corso degli anni, può cambiare non solo la nostra vera immagine, ma anche il nostro stato psicologico, ovvero può provocare imbarazzi, paure o insicurezza.

Le proprietà terapeutiche e cosmetiche della carota

La carota è una delle piante più diffuse nell’antichità e continua ad esserlo ancora nel nostro secolo. Sono molto note le sue qualità alimentari e forse, un pò meno quelle terapeutiche e cosmetiche.
Il succo della sua radice è ricchissimo di carotene, pigmento di colore giallo tendente all’aranciato che si può considerare provitamina,poichè una volta introdotto nell’organismo animale verrà trasformato in vitamina A.

Oltre questa provitamina, il succo è ricco anche di vitamina B e vitamina C per cui ecco spiegata l’azione ricostituente del succo di carota e l’uso efficace in alcune patologie dell’occhio. Importante ricordare che l’efficacia del succo è vincolata dal fatto che deve essere assunto crudo poichè il calore denatura le proprietà dei vari principi contenuti in esso. Nei bambini va assunto da 50 a 150 gr. di succo ottenuto per spremitura o centrifugazione da bersi durante la giornata.

Le allergie sono la malattia del futuro

Lo Journal of Allergy and Clinical Immunology ha pubblicato uno studio che prospetta l’allergia come malattia del futuro. Nei prossimi anni le patologie infettive verranno sorpassate da quelle allergiche soprattutto nelle città dei paesi in via di sviluppo che sono in rapida crescita demografica.

Lo studio effettuato parte dall’analisi degli ultimi 5-10 anni nei quali è stato rilevato l’aumento dei casi di eczema infantile. Il capo-ricercatore Hywel Williams ha spiegato che la causa di tale aumento è dovuta ai cambiamenti ambientali perché sono da escludere i fattori genetici in quanto essi non potrebbero provocare un cambiamento così veloce.

Tale prospettiva è da prendere in considerazione viste le rilevanti ripercussioni economiche che genera nella vita familiare. L’eczema è una malattia infiammatoria della pelle, cronica e pruriginosa. Provoca arrossamento e fa sorgere efflorescenze varie tra le quali macule, papule, pustole, squame, croste e vescicole e anche lesioni cutanee da grattamento.
Le cure richiedono un esborso economico pari a quello dell’asma. Infatti le cure sono costanti e richiedono oltre a farmaci specifici, anche antistaminici e cortisonici; e si può aggiungere anche la fototerapia, molto usata, che si basa su raggi UVB a banda stretta e UVA1.
In più sono da calcolare tutte le cure “per uso locale”, cioè trattamenti emollienti e lenitivi da applicare direttamente sulla pelle insieme agli adeguamenti ambientali dei posti dove si vive, quindi i luoghi famigliari che devono cercare di eliminare le cause allergologiche e irritative che scatenano l’eczema: da sostanze come detergenti a sostanze inalanti o per contatto che peggiorano le condizioni del soggetto, come anche gli alimenti, tra i quali bisogna acquistare anche quelli specifici o seguire diete particolari.

I benefici del fluoro. E le sue controindicazioni

Il fluoro è un elemento essenziale che serve a prevenire la carie sia durante lo sviluppo dei denti che dopo la loro completa eruzione. Ha un’elevata capacità di bloccare l’attività batterica della placca dentale ed inoltre riduce la demineralizzazione dello smalto e ne favorisce la sua rimineralizzazione. Il fluoro è presente in natura in molti alimenti e bevande come il tè, il caffè, le patate, il pane integrale, gli spinaci, i piselli e soprattutto nell’acqua, inoltre viene aggiunto nei dentifrici, nei gel per uso orale e nei collutori.

E’ stato dimostrato che l’efficacia della fluoroprofilassi è tanto maggiore quanto più precoce è l’inizio di questa metodica di prevenzione. Da più di venti anni questa misura preventiva è stata introdotta dalla comunità scientifica e ha dimostrato una netta riduzione della carie nei bambini.

Per alcuni odontoiatri la fluoroprofilassi dovrebbe iniziare già durante la gravidanza a partire dal secondo trimestre , cioè nella fase in cui nel feto si ha la formazione dei tessuti dentari, fino a continuare al termine della gravidanza. La somministrazione di fluoro alla futura mamma non presenta rischi per il feto (sempre che si seguano i dosaggi stabiliti) in quanto la placenta permette il passaggio solo di un quarto della dose consigliata in gravidanza . Il resto del fluoro assunto viene escreto dalla mamma (50%) o viene assorbito dalle ossa della madre (il restante 25%). Per questo il bambino assume una dose uguale a quella che assumerà dopo la nascita.

I vantaggi della fluoroprofilassi inoltre non si limitano ai denti. Infatti l’ assunzione di fluoro determina un vantaggio anche per la formazione dello scheletro: il fluoro infatti aumenta la densità ossea. Tuttavia la somministrazione di fluoro attraverso gocce o pasticche va prescritta solo dopo la conoscenza della concentrazione di fluoro nell’acqua assunta dalla mamma e dal bambino (acqua minerale e/o acquedotto) ; non vanno prescritti supplementi di fluoro a bambini di età inferiore ai 6 mesi o che assumano acque con livelli di fluoro maggiore di 0,6 mg/L .