Con la tintarella si vive di più

La tintarella fa bene. Uno studio Usa scopre che dalla luce solare arriverebbero più benefici che svantaggi. Un po’ più di sole potrebbe infatti aiutarci a vivere più a lungo, prevenendo alcuni tipi di tumore e di malattie cardiache. Lo dice la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Se molti studi hanno dimostrato che una lunga e protratta esposizione al sole incrementi la possibilità di contrarre un carcinoma alla pelle, secondo questa ricerca, è tutt’ altro che vero. Il sole rappresenta la principale fonte di vitamina D per l’uomo. E’ stato altresì evidenziato come una cospicua quantità di vitamina D protegga contro i melanomi della pelle, altre forme di tumori e malattie cardiovascolari. Ma come può una maggiore esposizione al sole portare a netti benefici per la salute?

I ricercatori hanno studiato diverse popolazioni esposte a latitudini differenti ed i risultati sono stati sorprendenti: le popolazioni dalla pelle e capelli molto chiare, appartenenti per lo più al nord Europa come Scandinavia o Regno Unito hanno una maggiore diffusione di melanoma e la percentuale di vitamina D nella pelle è minore con un aumento di tumori anche in altri distretti del corpo; spostandoci da nord a sud la situazione migliora progressivamente.

Patologie renali e consumo eccessivo di bevande alla cola. Scoperto un legame.

Brutte notizie per gli amanti delle bibite alla cola. Sembra proprio che il loro consumo eccessivo (pari a due lattine al giorno) predisponga allo sviluppo di patologie renali croniche. Questo, almeno, è il dato emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health (Nih) e pubblicato su Epidemiology. L’analisi delle abitudini alimentari di oltre 400 persone affette da calcoli renali ha infatti permesso agli studiosi, tra cui anche la biologa italiana, Olga Basso, di stabilire, dopo aver escluso l’esistenza di altri possibili fattori di rischio, che esiste un legame tra le patologie renali, primi fra tutti i calcoli, e il consumo di cola.

A causare problemi ai reni sarebbe l’acido fosforico presente in grandi quantità in questo tipo di bevande. L’acido fosforico avrebbe il potere di legare a sé (e quindi sottrarre) il calcio presente nelle ossa rendendole così più deboli e di favorire la formazione di cristalli che aggregandosi diventano calcoli renali. Già nel 2003 , Katherine L. Tucker, al congresso della American Society for Bone and Mineral Research, aveva presentato una ricerca dalla quale erano stati ottenuti risultati analoghi che allora erano stati collegati al deficit di mineralizzazione delle ossa nelle donne che costituivano il campione.

Protesi al silicone. Volete conoscerne la vera storia?

Potremmo dire che le protesi al silicone fanno ormai parte della nostra quotidianità. Sono talmente diffuse che le diamo per scontate, ma quanti di noi ne conoscono la storia? Ecco di seguito un brevissimo excursus storico che, forse, ci rivelerà qualche dettaglio inaspettato sulle migliori amiche delle donne poco…formose. La patria delle protesi al silicone può essere considerata la città americana di Houston. Qui infatti i chirurghi plastici Thomas Cornin e Frank Gerow nel 1960 crearono, in collaborazione con la Dow Corning Corporation, la prima protesi mammaria in silicone, che venne impiantata nel 1962 a Timmie Jean Lindsey presso lo Houston’s Hermann Hospital (adesso Memorial Hermann Hospital).

Da allora sono state numerosissime le pazienti ansiose di farsi impiantare una protesi per aumentare di volume il proprio seno. Ma quella creata da Gerow e Cornin non è stata la prima protesi mammaria della storia: già nel 1895 un chirurgo tedesco aveva tentato l’impresa impiantando nel seno di un’attrice il grasso prelevato da un lipoma (un tumore benigno) della donna stessa e a questo primo, pionieristico, tentativo sono seguiti gli impianti di protesi alla paraffina, quasi subito abbandonati per via delle conseguenze, spesso pesantemente negative, sullo stato di salute delle pazienti. Inoltre si mormora che, negli anni precedenti alla rivoluzionaria trovata dei due chirurghi statunitensi, alcune prostitute avevano iniettato direttamente nel seno il silicone con risultati prevedibili.

Il massaggio rilassante? Adesso lo fa il robot

Quante volte abbiamo sognato di concederci il lusso, reso tale se non altro dalla mancanza di tempo, di un bel massaggio rilassante? Magari in un atmosfera calda e avvolgente che trascini tutti i nostri sensi in un vortice di piacere semplicemente sciogliendo le tensioni, allentando lo stress , aiutandoci a mettere da parte, seppure per poco, una quotidianità spesso sopraffacente e sgradevole. Ci accompagna in questo percorso di benessere il/la massoterapeuta: professionale, discreto e soprattutto umano! Ma tutto questo potrebbe essere destinato a cambiare.

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha infatti messo a punto WAO-1 un massaggiatore robotico creato dall’Università Waseda di Tokio in collaborazione con l’Università di Asahi. Potremmo quindi ritrovarci presto a poter scegliere fra un massaggiatore in carne ed ossa ed un uno dotato di braccia alla cui estremità sono poste sfere di ceramica e sensori che controllano il tipo di movimento e la pressione esercitata sul corpo. WAO-1 è stato concepito inizialmente per svolgere massaggi facciali terapeutici su pazienti affetti da patologie dell’articolazione mascellare, ma potrebbe essere presto utilizzato anche per i trattamenti estetici. Almeno è quello che si augura il dottor Ken Mishura del team di ricercatori, che si dice fiducioso nella possibilità che il robot massaggiatore trovi vasta applicazione e ansioso che questo accada al più presto.

Rughe addio grazie ai cosiddetti fillers. Ma con un occhio ai trabocchetti

I riempitivi o fillers, per usare un termine aglosassone molto diffuso anche qui da noi, sono tutte quelle sostanze che vengono iniettate, mediante sottilissimi aghi, sotto la pelle nel nostro corpo per ottenere benefici estetici . Alcune di queste sostanze contengono principi naturali, altre sono ottenute chimicamente in laboratorio o derivano da una combinazione tra sostanze naturali (ad esempio derivati animali) e ingredienti chimici. Tra i fillers biologici troviamo il collagene, l’acido jaluronico, l’acido polilattico mentre sono fillers sintetici artecoll, goretex e aquamid. L’uso del silicone liquido a questi scopi è vietato nel nostro paese per legge dal 1980.

I fillers vengono generalmente utilizzati per appianare le rughe, riempire i solchi del viso, le cicatrici e ottenere il rigonfiamento di labbra e zigomi . L’effetto è immediatamente visibile. La loro applicazione deve essere eseguita da un medico e può avvenire ambulatorialmente. Dopo ogni applicazione in genere è possibile riprendere le normali attività, le uniche controindicazioni riguardano allergie note al materiale da iniettare, gravidanza, malattie dermatologiche, disturbi nella coagulazione del sangue. Ma attenzione perchè i fillers possono nascondere alcune trappole.

Le donne più formose sono anche più intelligenti

Da sempre considerate le più genuinamente sexy, adesso le donne con le “curve” sono anche considerate le più intelligenti. Una ricerca condotta oltreoceano le riscatta infatti dall’ingiusta diceria che le vorrebbe “bambolone senza cervello”. Le donne con un corpo sinuoso, cioè con la vita stretta e i fianchi larghi, hanno quindi un motivo in più per gioire, almeno secondo i risultati di questo studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato lo scorso Dicembre sulla rivista “Evolution and Human Behaviour”.

Nel corso dello studio, che ha coinvolto in concomitanza l’Università di Santa Barbara in California e l’Università di Pittsburgh in Pennsylvania, sono stati somministrati (dopo aver rilevato le loro misure!) test cognitivi a 16000 donne. I risultati dei test hanno permesso ai ricercatori di concludere che le donne con un corpo, per così dire, a forma di clessidra, sono più intelligenti di quelle troppo magre e longilinee e di quelle in carne ma dalle forme non troppo accentuate, cioè con fianchi e vita ugualmente larghi. A questo dato, che già basterebbe per riempire d’orgoglio le donne con i fianchi marcati, si aggiunge l’evidenza che sono proprio queste ultime a mettere al mondo i bambini più intelligenti.

Gli antidepressivi. Nuovo elisir di lunga vita

Forse in un futuro neppure troppo lontano i farmaci antidepressivi saranno impiegati con scopi molto diversi dagli attuali. Infatti, secondo una ricerca condotta a Seattle al Howard Hughes Medical Institute da un team di ricercatori guidati dalla dottoressa Linda B. Buck e pubblicato sulla rivista Nature, i farmaci antidepressivi contenenti come principio attivo la mianserina hanno l’effetto di allungare del 30% (da sei a otto settimane) la vita dei nematodi (simpatici animaletti detti anche vermi cilindrici).

Secondo gli studiosi ciò avviene perchè la mianserina induce dei processi simili a quelli attivati dalla restrizione calorica , una tecnica di laboratorio che rappresenta attualmente uno dei capisaldi della ricerca sui processi di invecchiamento. Sottoponendo i topi da laboratorio a un regime dietetico in cui vengono somministrate loro un minor numero di calorie rispetto a quello che consumerebbero se potessero alimentarsi liberamente, è stato infatti possibile innalzarne la vita media da 39 a 56 mesi. Inoltre gli esemplari sottoposti a un regime di restrizione calorica appaiono non solo più longevi, ma anche più resistenti alle malattie e mantengono intatte, nonostante l’avanzare del tempo, le proprie facoltà fisiche e mentali. I ricercatori dell’Howard Hughes Institute hanno inoltre rilevato che la somministrazione di mianserina ad animali sottoposti al regime di restrizione calorica non allunga ulteriormente la durata della loro vita.

Per diventare più alta, ricorresti ad un intervento di chirurgia plastica?

Dopo la notizia diffusa da alcuni ricercatori inglesi, secondo la quale le donne di bassa statura sarebbero più predisposte alla sviluppo di patologie del fegato, forse alcune di esse potrebbero essere tentate di ricorrere alla chirurgia per aumentare le propria altezza. Il sogno, cui finora magari tante di loro hanno cercato di avvicinarsi usando tacchi da capogiro , non sembrerebbe adesso così irrealizzabile dati i progressi della scienza e della medicina in particolare.

Gli interventi di allungamento degli arti, tradizionalmente impiegati in caso di patologie come deformità congenite o danni subiti a seguito di incidenti, possono infatti essere eseguiti anche per ragioni puramente estetiche. Ma siamo proprio sicure di voler vivere tutta la vita con gli arti inferiori legati da una barra di acciaio tenuta da bulloni solo per guadagnare qualche centimetro in più? Lo stesso Robert Rozbruch direttore dell’Istituto per l’allungamento e la ricostruzione degli arti di New York è scettico riguardo l’applicazione di questo tipo di intervento in campo estetico e ne sottolinea la natura delicata e difficile.

Ristoranti vietati per gli obesi negli Stati Uniti

Avete presente il cartello esposto all’ingresso di molti ristoranti in cui accanto all’immagine di un cagnolino c’è scritto “io non posso entrare”? Bene negli Stati Uniti fra non molto insieme a quella del nostro amico a quattro zampe sul cartello ci potrebbe essere l’immagine di una persona obesa. E’ stata infatti presentata un proposta di legge secondo la quale dovrebbe essere vietato l’ingresso nei ristoranti alle persone eccessivamente in sovrappeso, pena una dolorosa ammenda per i ristoratori. L’iniziativa è del deputato repubblicano del Missisipi W.T.Mayhall, cui si sono uniti un altro repubblicano e un democratico, Bobby Shows e John Read.

La proposta di legge, della quale, fortunatamente, lo stesso Mayhall ha ammesso la natura provocatoria, nasce dal riconoscimento della vastissima diffusione dell’obesità in America. Il Mississippi, in particolare vanta un poco lodevole primato in quanto un terzo dei suoi abitanti è in sovrappeso e questo dato sembra in crescente aumento. E’ noto da tempo infatti che gli Americani sono, per così dire, un popolo obeso, a causa del consumo elevato di cibi ipercalorici, distribuiti principalmente dalle catene di fast food onnipresenti negli Stati Uniti, bevande zuccherate e dello stile di vita sedentario. In particolare, sarebbe la scarsa disponibilità degli americani a spendere denaro per l’acquisto di cibi sani a favorire la diffusione e il consumo di cibi a basso costo e di scarsa qualità.

Il tramonto delle taglie forti. Avere un seno abbondante fa male alla salute

Nonostante il diffondersi dell’ossessione per la magrezza, sostenuto dall’avvento delle supermodelle anoressiche, avere una taglia di reggiseno superiore alla terza è ancora considerato un priviliegio. Guardate con invidia dalle donne un pò meno “dotate” e con ammirazione dagli uomini, le “taglie forti” hanno un posto tutto per sè nell’olimpo della seduzione. Lo prova il numero di interventi di mastoplastica addittiva in forte aumento soprattutto oggi che le adolescenti, sempre più bombardate da messaggi mediatici che promuovono l’adesione a modelli di bellezza stereotipati, fanno più fatica del normale (per la loro età) ad accettare la propria fisicità.

Tuttavia avere un seno molto grande non ha solo aspetti positivi e non solo da un punto di vista estetico. E’ noto infatti da tempo che un seno troppo grande può causare differenti problematiche fra cui l’arcinoto mal di schiena e contratture muscolari causati dall’assunzione di una postura scorretta che può essere anche alla base di disturbi come scoliosi e dolori articolari. Anche dal punto di vista psichico un seno troppo abbondante può rapresentare una fonte di disagio portando le donne, paradossalmente a sentire la propria femminilità inibita e mortificata. Per risolvere il problema molte donne, molte più di quante non si creda comunemente, ricorrono alla mastoplastica riduttiva, un intervento che, in certe condizioni, è possibile anche fare in convenzione con il sistema sanitario.

La Red Bull ti mette le ali……e ci rimetti la testa!

Sono ormai diversi anni che ci si interroga sulla reale efficacia della Red Bull e di altri energy drink (sulle cui sostanze abbiamo indagato in modo approfondito anche in un altro articolo). I numerosi studi in campo scientifico hanno cercato di valutare possibili effetti dannosi per l’ organismo e la persona.,con risultati spesso controversi. La Red Bull viene prodotta in Austria ed esportata in moltissimi paesi ma rimane attualmente vietata in Danimarca, Norvegia e Francia e Canada. Perché? Che cosa c’è dietro (anzi ,dentro…) questa ormai diffusissima bevanda?
Nel 2001 tre persone muoiono in seguito ad un uso massivo di Red Bull e da quel momento in poi ci si è cominciati ad interrogare su questo drink, ma il fatto che sia realmente dannosa non ha mai trovato una prova definitiva e convincente. Analizziamo nel dettaglio i componenti per 100 g di prodotto:
26,30 g di zucchero (saccarosio e glucosio): è una percentuale altissima di zuccheri in quanto rappresenta ben il 30% sul totale. E’ scientificamente assodato che un’ eccessiva assunzione di zuccheri provoca un aumento della glicemia e di conseguenza dell’insulina. L’improvviso e brusco rialzo della Glicemia, conseguente all’ingestione di particolari alimenti o bevande, è una situazione di grave stress metabolico ed ormonale per l’intero organismo, perché il Pancreas dovrà secernere più Insulina per riportare la concentrazione del Glucosio entro la norma.

Indossare i tacchi a spillo fa bene (almeno!) all’eros

I tacchi a spillo si sa, non passano mai veramente di moda. Croce e delizia di tutte le donne che li indossano per apparire al massimo della forma, più alte, slanciate e seducenti, tornandosene la gran parte delle volte a casa con un gran mal di testa, dopo anni di attachi vengono finalmente riabilitati da una ricerca tutta italiana che va in controtendenza rispetto ai precedenti e già noti studi che ascrivono a questo tipo di calzatura la responsabilità di un gran numero di patologie. L’ urologa italiana Maria Cerruto, dell’Università di Verona, ha condotto una ricerca, pubblicata sulla rivista European Urology, che le ha permesso di scoprire che portare i tacchi a spillo migliora la tonicità dei muscoli pelvici, coinvolti, fra l’altro, nell’orgasmo. I muscoli pelvici, grazie alla posizione assunta dal piede che indossa una scarpa col tacco alto si rilasserebbero diventando allo stesso tempo più forti e più capaci di contrarsi.

L’urologa italiana, che ha confessato al giornale londinese Sunday Times di essere lei stessa un’amante dei tacchi a spillo, è giunta a questa conclusione dopo aver analizzato un campione di 66 donne al di sotto dei 50 anni. L’analisi condotta ha mostrato che le donne che tenevano i piedi con angolatura di 15 gradi dal pavimento, la stessa che presenta il piede quando si indossano scarpe con tacco alto 7 cm (non stiamo quindi parlando di “trampoli”), mostravano una riduzione del 15% dell’attività dei muscoli pelvici. Questo dato, come riferisce la studiosa, rappresenta un indizio di un miglior funzionamento di questa parte del corpo e, di conseguenza, la possibilità di sperimentare più intensamente l’orgasmo.

Grattatevi pure! Il prurito è una necessità, e fa (anche) bene

Quante volte non abbiamo saputo resistere alla tentazione di grattarci? Mentre ci troviamo soli soletti a casa nostra o peggio, in pubblico veniamo assaliti da una sensazione sgradevole: il prurito e con lui dalla voglia irresistibile di grattarci, anche in parti del nostro corpo che non andrebbero grattate…soprattutto quando siamo in compagnia. Ebbene quando cediamo il prurito scompare lasciando il posto a una piacevole sensazione di sollievo, di appagamento, possiamo tornare a rilassarci. Ma perchè accade tutto questo?

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti grattarsi è un bisogno inderogabile in risposta allo stimolo del prurito perchè attiva la corteccia prefrontale, centro neurologico deputato al compimento degli atti compulsivi (quelli cioè che non possiamo fare a meno di compiere), disattivando allo stesso tempo le aree cerebrali coinvolte nella percezione delle sensazioni spiacevoli. Questo meccanismo neurale sarebbe quindi alla base del potere mostrato dall’atto del grattarsi di spazzare via dal cervello le ’emozioni negative’.
Ma da cosa nasce il prurito e di conseguenza il bisogno di grattarsi?

Il prurito è causato da una stimolazione dei recettori nervosi sparsi sulla cute e può costituire una reazione a stimoli esterni (prurito esogeno) o interni (prurito endogeno). Fra le cause del prurito esogeno troviamo eczemi, dermatite seborroica, psoriasi, allergie, reazioni da farmaci, orticaria, micosi, punture di insetti, eritema solare. Sono cause del prurito endogeno prurito senile, malattie epatiche, diabete, malattie della tiroide, gravidanza, parassiti intestinali. Altre volte il prurito è legato a problemi circolatori e neurologici o a fattori psicogeni. Il prurito quindi può rappresentare un segnale che ci indica la possibile presenza di una patologia specifica.

In forma dopo la gravidanza. Un sogno riservato solo alle attrici?

Come è possibile che attrici e modelle tornino subito in splendida forma dopo una gravidanza mentre lo stesso non accade per le altre “comuni mortali”? Sono tantissimi gli esempi: da Gwyneth Paltrow a Monica Bellucci, da Claudia Schiffer a Katie Holmes, per non parlare delle “nostrane” Ilary Blasi e Federica Panicucci, entrambe alla seconda gravidanza. Già a pochi giorni dal parto esibiscono ventri piatti e fianchi snelli che spesso indispettiscono le neo-mamme che le guardano sui giornali e in tv.

Ma è davvero così? E se davvero fosse così, qual è il loro segreto? (ammesso che riescano ad averne qualcuno?). Stando alle dichiarazioni delle mamme vip d’oltreoceano il segreto sta tutto nella dieta . Gwyneth Paltrow, già magrissima, seguirebbe, dopo la nascita del suo secondogenito una dieta consigliatale dal suo guru il Dottor Nish Joshi basata sul consumo di carni bianche, pesce, verdura e frutta. Vietati patate, peperoni e banane, cereali, carne rossa, zucchero, pane, pasta e latticini. Anche la moglie di Tom Cruise, la giovane Katie Holmes, sarebbe stata addirittura costretta dal marito a sottoporsi ad una dieta rigidissima dopo la nascita della loro bambina. Dieta ferrea e sport anche per la sfortunata (visti gli ultimi sviluppi della sua vita personale) Britney Spears, diventata mamma bene due volte in meno di due anni.