Smettere di fumare riduce il rischio di cancro ai polmoni in 5 anni

Secondo i dati presentati dagli esperti dell’Harvard Medical School di Boston sull’ultimo numero del Journal of the American Medical Association, bastano cinque anni di astensione dal fumo per ridurre del 20 per cento il rischio di insorgenza del tumore al polmone e del 50% quello di patologie cardiovascolari. Occorrono però circa venti-trenta anni per portare il rischio allo stesso livello delle persone che non hanno mai fumato. L’indagine ha riguardato lo stile di vita e le condizioni di salute di quasi 105 mila donne seguite per ben 24 anni, dal 1980 al 2004. Dei 12.500 decessi registrati quelli causati da patologie legate al vizio del fumo hanno riguardato il 64% delle fumatrici contro il 28% delle ex-fumatrici.

Troppe pillole del giorno dopo. Al di là delle polemiche occorre più informazione tra i giovani

Molta, troppa, disinformazione in materia di contraccezione tra i giovani italiani. Il dato era già emerso al Congresso Europeo di ginecologia e ostetricia tenutosi nel Marzo scorso a Lisbona, dove gli esperti lanciarono, fra l’altro, anche l’allarme per la diffusione fra gli adolescenti di metodi anticoncezionali fai da te, inutili e dannosi per la salute e la sessualità. Un nuovo allarme giunge stavolta dal decimo congresso europeo di contraccezione, a Praga: 370.000 pillole del giorno dopo vendute nel 2007, soprattutto a giovani donne sotto i venti anni, per le quali il ricorso alla contaccezione d’emergenza sembra essere diventato un’abitudine.

Ma la pillola del giorno dopo, oltre ad essere un farmaco che incide notevolmente sull’equilibrio ormonale, rappresenta un rimedio estremo che ha la sua massima efficacia solo se assunta entro le 24 ore dal rapporto sessuale potenzialmente fecondo. Il rischio di gravidanza quindi rimane e con questo quello di ricorrere ad un aborto. Per questo motivo la Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), col patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, ha già promosso la campagna di educazione sessuale «Scegli tu». Adesso l’intento dei ginecologi italiani è di proseguire in questa direzione incentivando l’adozione di metodi anticoncezionali sicuri ed efficaci.

Il trombone a lui, l’arpa a lei: suonare è questione di sesso


Altro che discriminazione sessuale imposta dalla società: in campo musicale, la selezione la fa madre natura. Quando si tratta di scegliere uno strumento, infatti, a decidere è il nostro genere sessuale. Lo ha scoperto uno studio della London University che ha esaminato le tendenze musicali dei ragazzi fra i 5 e i 16 anni sparsi in tutto il Regno Unito.

Lasciati liberi di scegliere che strumento suonare, solo il 10% dei maschietti ha optato per l’arpa mentre l’81% si è gettato senza dubbi su una chitarra elettrica. L’89% delle ragazze, invece, è attratto dal flauto. Percentuale che precipita al 29% se lo strumento dei sogni è un trombone.

I ragazzi amano poi le percussioni o gli strumenti che richiedono una maggior dose di sforzo fisico mentre le loro coetanee preferiscono impegnarsi a livello tecnico, esercitandosi di più. Gli strumenti unisex: lo studio ha individuato anche una classifica di strumenti unisex.

Popper: è una droga, non scherzate con la vita

Sotto il nome di Popper vanno tutta una serie di sostanze con effetto stupefacente che vengono in genere inalate. Spesso si tratta di nitrito di amile o sostanze simili contenute in piccole bottiglie di vetro che aprendosi sprigionano il gas causando a chi lo sniffa effetti molto brevi ma intensi: forte euforia, stato di eccitazione, aumento della frequenza cardiaca e abbassamento della pressione. Il tutto avviene in maniera estremamente brusca e si protrae per non più di 30/40 secondi.

Nonostante venga indebitamente usato come sostanza stupefacente, l’uso del popper dovrebbe essere limitato all’impiego a scopi medici e nella concia delle pelli. Il fatto veramente sorprendente è che tale sostanza è legale nel nostro paese e si trova in vendita nei sexy shop (la vendità però è riservata ai maggiorenni) a causa probabilmente delle proprietà rilassanti che è in grado di esercitare sulla mucosa anale e anche perchè sembra che migliori le prestazioni sessuali. Tuttavia, perchè l’effetto si protragga sono necessarie inalazioni ripetute. Il fatto che acquistandolo non si viola alcuna legge porta a sottovalutarne gli effeti nocivi, il popper infatti è molto diffuso fra i giovani perchè inalarlo sembra poco più che una bravata: è facile procurarselo esibendo falsi documenti d’identità (quando vengono richiesti!) e il costo è ridotto.

In Italia sono 4mila i bravissimi

I famigerati “secchioni” non sono più l’eccezione ma la regola nelle scuole italiane: dai dati diffusi dal ministero della Pubblica Istruzione, l’esercito dei “superbravi” nel 2007 è arrivato a contare quasi 4.400 unità. Tra questi cervelloni, due su tre si sono diplomati col massimo dei voti.

Nella scorsa tornata di esami di maturità, i “100 e lode” sono stati ben 3.026, con la Calabria che guida la graduatoria delle regioni con 12 studenti su mille diplomatisi col massimo risultato. In generale però, i “100 e lode” sono ben distribuiti lungo tutto lo stivale.

Nella cerchia dei più meritevoli non ci sono soltanto le “eccellenze” della maturità, ma anche coloro che si sono distinti in competizioni specifiche quali olimpiadi e gare, che vanno a toccare le discipline più diverse: dalle classiche come matematica e chimica, alle più moderne come danza e scacchi.

Una mamma per amica? Assolutamente no!

“Una mamma per amica”. Questo potrebbe non essere più solo il titolo di un famoso serial tv, ma una realtà che si diffonde sempre di più e sempre più velocemente, almeno negli Stati Uniti, dove lo psicologo Stephen Poulter ha pubblicato un libro sull’argomento intitolato:“The mother factor”. Poulter rileva la crescente diffusione oltreoceano, sulla scia dei modelli offerti dalla tv e dallo star system, del modello di madre-amica. La mamma in questione, forse per il desiderio di apparire sempre giovane o credendo così di poter essere più vicina ai figli, si veste e si comporta come la propria prole, proponendosi come confidente e consigliera, spesso addirittura partecipando ai loro stessi eventi sociali.

Come afferma lo psicologo statunitense, alla base di questo atteggiamento si trovano talvolta conflitti irrisolti con i propri genitori che portano a credere nella necessità di stabilire un rapporto alla pari con i propri figli. Bene, niente di più sbagliato. E naturalmente il libro di Poulter si limita a far luce su un tema già noto agli psicologi da tempo. Non è di altri amici infatti che hanno bisogno i nostri figli, ma di figure genitoriali salde che facciano loro da guida nella vita. Semmai l’invito da sempre rivolto dagli esperti ai genitori è quello di parlare con i propri figli, agevolandoli ad esprimere i propri stati d’animo e sentimenti senza che questo rapporto di fiducia e sincerità si tramuti in una sorta di amicizia che forse neppure i ragazzi desiderano.

Adolescenti ubriachi nei week-end. Memoria a rischio

L’abitudine, sempre più diffusa tra gli adolescenti, di eccedere con il consumo di alcol nei fine settimana ne danneggia irreparabilmente la memoria. A darne conferma uno studio britannico condotto alla Northumbria University su un campione di 60 studenti fra i 16 ei 19 anni. Sebbene sia noto da tempo che l’abuso di alcol danneggia il sistema nervoso dei più giovani, il cui cervello non è ancora completamente sviluppato, la scoperta di una correlazione diretta fra alcol e danni alla memoria in questi rende ancora più preoccupante il quadro che emerge sul rapporto tra adolescenti e alcol, non solo in Inghilterra, ma anche nel nostro paese.

Se i giovani inglesi fra 15 e 16 anni consumano in media 44 bottiglie di vino in un anno a testa, gli adolescenti italiani non sembrano essere da meno: nel nostro paese il 61% dei giovani fra 16 e 17 anni ammette di cedere alle lusinghe dell’alcol, percentuale che sale al 78% nei giovani fra 18 e 25 anni e all’81% in quelli tra 26 e 34. Con l’aggravante che l’età di avvio al consumo di alcol nel nostro paese è la più bassa di tutta europa: 12 anni. Inquietante anche l’aumento del cosiddetto binge drinking che vede i giovani consumare più di 5 bevande alcoliche nel giro di due ore.

Troppi compiti e pressioni: scolari italiani ansiosi e depressi

Ragazzi in età scolare sempre più depressi. A lanciare l’allarme è l’autorevole British Association of Teachers and Lecturers (Atl, Associazione dei Docenti e Professori), che individua le cause del crescente malessere nell’eccessivo carico, imposto dai programmi ministeriali, di compiti a casa. Secondo l’Associazione, la pressione esercitata nei confronti dei bambini li renderebbe “infelici e ansiosi“.

Per questo si pensa ad una “revisione” del piano dei compiti da fare a casa. Che non devono essere vissuti come un obbligo, ma come un’abitudine degli allievi a lavorare anche fuori dalla classe. E la famiglia? Tra le cause di un fenomeno depressivo sempre più evidente, anche “la disgregazione sociale e le rotture familiari“, ree di nuocere “alla riuscita scolastica e alle performance di scuole e istituti privati“.

Ginecomastia. Qualche informazione per conoscerla meglio

 

La ginecomastia consiste nell’aumento anomalo del volume delle ghiandole mammarie maschili. E’ possibile distinguere differenti tipologie di ginecomastia in base alle cause che la determinano: la ginecomastia puberale fa la sua comparsa nel corso dell’adolescenza ed è causata dagli squilibri ormonali tipici di questa fase della vita. La sua insorgenza non dovrebbe quindi destare particolari preoccupazioni, tanto più che, nel 90% dei casi il problema rientra spontaneamente entro tre anni. Esiste tuttavia una piccola percentuale di casi (il 5-6%) in cui la ginecomastia permane oltre l’adolescenza, in questo caso si rende generalmente necessario un intervento chirurgico completamente risolutivo. Distinguiamo inoltre la ginecomastia congenita, spesso associata a Sindrome di Klinefelter e quella indotta, da ascrivere in genere dall’assunzione di farmaci estrogeni o androgeni. Infine esiste una pseudoginecomastia (detta anche falsa ginecomastia) che consiste non nell’aumento del volume delle ghiandole mammarie, ma nell’accumulo di tessuto adiposo a livello della zona mammaria che produce un effetto simile a quello della ginecomastia vera e propria.

Diffusione in America tra le adolescenti di malattie veneree

Uno studio rivela che tre milioni di ragazze americane fra i 14 e i 19 anni sono affette da malattie sessualmente trasmissibili. La patologia più frequente è il virus del papilloma umano, che può causare il cancro della cervice. Le più colpite sono le afroamericane. Il 50% delle ragazze afroamericane è affetta’ da malattie sessualmente trasmissibili. Tra le bianche la percentuale scende al 20%, pari a quella delle ispano-americane. Lo rivela uno studio del Centers for Disease Control and prevention secondo cui negli Stati Uniti il 25% delle ragazze fra i 14 e i 19 anni ovvero tre milioni di adolescenti – soffre di malattie veneree.

Perchè le donne vivono più a lungo degli uomini?

Le donne sono più longeve del sesso forte e soprattutto raggiungono prima la maturità. A far crescere prima le femmine sono gli ormoni che regolano il metabolismo.
Mettendo a rapporto lo sviluppo osseo di una bambina di sei anni rispetto ad un suo coetaneo di sesso opposto, si può notare come la bambina risulti un anno avanti rispetto al maschio.

Spesso si sente dire che anche a livello di maturità cerebrale le donne arrivino prima a raggiungerla, ed è esattamente così.
E’ un dato scientifico e dimostrato che anche la maturità cerebrale è regolata dagli ormoni.

L’udito con MP3 e discoteca? Rischia molto per 9 giovani su dieci!

Sono i tappi per le orecchie la soluzione al fenomeno della sordità giovanile dovuta alla musica troppo alta. Ma che piacciano ai giovani, siano alla moda e facciano tendenza. Sommersi nel frastuono i ragazzi stanno perdendo l’udito. Che sia colpa dei ritmi della techno, del frastuono di un concerto o delle cuffiette sempre nelle orecchie, secondo un nuovo studio il 90% dei ragazzi ha provato almeno una volta i primi sintomi dei danni all’orecchio.

In particolare dopo essere stati in discoteca. Ed è di questi giorni la denuncia del mensile musicale inglese RollingStone: per permettere ai brani di superare il frastuono del traffico (perché la musica si ascolta soprattutto con le cuffie per strada) e mascherare lo scadimento sonoro dovuto alla compressione Mp3, i brani oggi vengono “dopati” aumentando i decibel.