Antibiotici ai bambini, a rischio apparato digerente

Parliamo di antibiotici, apparato digerente e bambini, alla luce di una recente ricerca che ha indagato sui rischi di prescrivere questo genere di terapia nell’età dell’infanzia. Lo studio, che è stato pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Gut, è di quelli destinati a sollevare ulteriori polemiche su quella che ormai è l’eterna diatriba tra il ricorso sempre più massiccio ai farmaci e i rimedi naturali.

L’équipe di ricercatori afferente allo Statens Serum Institute di Copenhagen, ha scoperto che prescrivere  antibiotici ai bambini espone i più piccoli ad un maggiore rischio di insorgenza di disturbi dell’apparato digerente.

Tumori, malati più a rischio infezioni alimentari

Parliamo di alimentazione e prevenzione, stavolta non per elencare le proprietà benefiche di questo o quell’alimento ma per riportare le raccomandazioni degli esperti sui rischi annidati in alcuni cibi, rischi che si fanno anche molto seri ed espongono ad un pericolo maggiore in particolare alcune categorie di persone.

Si tratta nello specifico delle donne in gravidanza e dei malati di tumore, specie quelli che sono in terapia e quelli colpiti da tumori del sangue. Entrambi devono difendersi dalle infezioni alimentari, alle quali risultano essere molto più esposti rispetto ad altri soggetti. A dirlo sono i medici della Health Protection Agency britannica, che hanno effettuato uno studio per valurare l’incidenza delle infezioni provocate dal batterio Listeria sui malati.

Infezioni correlate all’assistenza in ospedale: è importante lavarsi le mani

Lavarsi le mani. Un gesto tanto semplice quanto importante. Ogni anno centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono colpite da infezioni più o meno pericolose durante i ricoveri ospedalieri. Le ICA, ovvero le infezioni correlate all’assistenza rappresentano in sanità un fattore tanto “consueto” quanto evitabile. A dirla tutta si tratta dell’evento avverso più frequente in assistenza sanitaria.

Comprendere e valutare il peso globale dei contagi di diversi batteri e virus che avvengono durante i ricoveri ospedalieri, rappresenta la sfida del  primo Global Patient Safety Challenge, lanciato lo scorso anno dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista scientifica The Lancet e sono frutto di una profonda analisi e revisione delle ricerche già esistenti effettuate al riguardo. Ecco cosa ne è emerso.

Raffreddore: i sedentari rischiano di più

Il raffreddore è cronaca ormai quotidiana nelle nostre case. L’influenza stagionale sembra sia quasi passata in secondo piano rispetto a questa fastidiosa patologia che ci fa arrossare tutto il naso. Ma ecco che dall’Università del North Carolina arriva un’interessante ricerca: i sedentari corrono il doppio dei rischi rispetto a chi fa attività fisica con regolarità di contrarre raffreddore. In 1/3 dei casi i sintomi sono anche molto più gravi! Lo studio è stato appena pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ed ha coinvolto circa 1000 volontari adulti.

L’indagine scientifica si è svolta nel Wisconsin nell’autunno-inverno del 2008: tra coloro che svolgevano attività sportiva quasi quotidianamente i casi di raffreddore sono rimasti tra il 4,4 ed il 4,9 %; quelli che si applicavano mediamente 3-4 volte a settimana, si sono ammalati un pochino di più raggiungendo il 5,5% della casistica. Ed i pigroni sedentari? Hanno toccato quota 8,6 % ovvero il doppio degli atletici.

Influenza in arrivo: lavarsi le mani è importante

In questa settimana più di 70.000 italiani si sono ammalati, colpiti dalla cosiddetta para-influenza. Si tratta di una serie di infezioni (che non si identificano ancora con la vera influenza stagionale attesa per i primi di novembre), ma che comunque provocano i medesimi disturbi: tosse, raffreddore, mal di gola e talvolta febbre. Cosa fare allora? La terapia come ben sappiamo deve essere mirata ai sintomi attraverso farmaci per l’automedicazione come gli antipiretici, i decongestionanti nasali o i calmanti per la tosse. Gli antibiotici vanno utilizzati solo in presenza di batteri, quindi in caso di influenze virali come queste non servono.

La prevenzione però è possibile, attraverso un gesto semplicissimo: lavarsi le mani. Proprio ieri si si è celebrato in tutto mondo il  “Global Handwashing Day”, la giornata mondiale del lavaggio delle mani, promossa dall’Onu, attraverso la presentazione di un video di soli 40 secondi: un mimo illustra i pochi e semplici gesti necessari per attivarsi in questa attività preventiva; senza un audio esplicativo. Il linguaggio dei segni è in tal senso universalmente riconosciuto.

Infezioni urinarie, il mirtillo aiuta nella prevenzione

Le infezioni urinarie sono molto comuni nelle donne e sono una delle cause principali che le portano a fare un controllo medico. Tra le varie terapie, rimedi e prevenzioni proposte negli anni, ora se ne aggiunge una tutta naturale: il succo di mirtillo.

Questo frutto, già ottimo per la memoria e altri aspetti della salute non solo delle donne, ha delle proprietà appena scoperte dai ricercatori del Worcester Polytechnic Institute, negli Stati Uniti, in grado addirittura di combattere l’Escherichia coli, uno dei batteri più comuni presenti negli esseri umani che possono comportare diverse patologie, tra cui appunto le infezioni urinarie.

Tumori: sconfiggerli si può, anche con i batteri

“Occorre ricordare che i virus sono le entità biologiche più frequenti sul nostro pianeta: ne abbiamo identificati solo 5mila ma ce ne sono milioni. Solitamente innocui, se subiscono una minima mutazione possono destabilizzare il mondo, come è accaduto col solo rischio della pandemia per l’influenza A”.

Questo il succo di un discorso che il Prof. Umberto Veronesi ha fatto durante un intervista al giornale Q.n. per presentare la Sesta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza che aprirà i battenti nei prossimi giorni a Venezia, per l’appunto dal titolo “I virus: un nemico invisibile”.

Nel corso dell’evento oltre a parlare di nuove influenze e virus, (in modo discorsivo, non cattedratico) si affronterà il tema dei vaccini biotech, ma soprattutto si illustreranno i legami tra questi organismi ed i tumori. 

Antibiotico-resistenza, l’appello degli esperti: “Riprendiamo la ricerca”

I batteri si evolvono, la scienza no. Con questa sorta di “slogan” si potrebbe riassumere l’appello presentato dai ricercatori di mezzo mondo riunitisi ad Uppsala, in Svezia, per un congresso sullo stato della ricerca contro le malattie infettive. La situazione è più seria del previsto, e bisogna muoversi per correre ai ripari.

Quello che gli scienziati spiegano è che la ricerca su nuovi antibiotici è ferma a parecchi anni fa, ma i batteri si sono potuti adattare nel corso del tempo, diventando sempre più resistenti. In questo modo, se non nascono nuovi e più efficaci farmaci, quelli che oggi troviamo nelle farmacie potrebbero diventare inutili.

Batteri, telefonini più sporchi di pulsante WC

Se pensavate che la toilette fosse il posto più ricco di germi e batteri sarete stupiti dal sapere che alcuni oggetti presenti in bagno sono meno sporchi del nostro cellulare. Proprio così. Il pulsante del WC, ad esempio, quello che usiamo comunemente per tirare lo sciacquone, pare sia molto meno infestato da batteri del nostro telefonino.

Sembra impossibile da credere, ma è quanto ha appurato un recente studio di un’associazione di consumatori britannica, Which?, pubblicato dal quotidiano Daily Mail.
Molti oggetti che usiamo tutti i giorni (ad esempio, la tastiera del computer, o la spugna che utilizziamo per pulire la cucina) sono talmente pieni di batteri da rappresentare una minaccia per la nostra salute. Qualche tempo fa il ministro Fazio aveva sottolineato come in ospedale una fonte di batteri da non trascurare fosse rappresentata dalle cravatte. Ma su Medicinalive parlammo anche del rischio che deriva dalle sigarette, miniera di germi. All’elenco di oggetti a rischio oggi dobbiamo aggiungere il telefono portatile.

Antibiotici: più potenti grazie alle rane

Qualcuno può rabbrividire all’idea, non amando i preziosi anfibi in questione: le rane. Presto però dalla loro pelle sarà possibile creare dei nuovi antibiotici, diversi e più potenti dei tradizionali, capaci di debellare i cosiddetti super-batteri, ovvero quelli antibiotico-resistenti. Al progetto stanno lavorando un gruppo di scienziati  dell’Università degli Emirati Arabi Uniti.

Dai primi risultati, presentati nel corso del Congresso dell’American Chemical Association, sembra siano stati già ottenuti ben 100 antibiotici diversi. Sono state utilizzate più di 6.000 specie di rane diffuse in tutto il mondo.

In particolare, dalla Rana Boylii, specie purtroppo in estinzione, i ricercatori hanno estratto una sostanza che pare essere capace di eliminare il pericoloso e resistente Stafilococco aureo, uno dei batteri più diffusi negli ospedali, ma soprattutto, maggiormente resistente agli antibiotici tradizionali.  

Infezioni, uso di disinfettanti sul posto di lavoro riduce malattie ed assenteismo

Mettere a disposizione dei dipendenti disinfettanti riduce in modo drastico la percentuale di infezioni tra la forza lavoro di un’azienda, facendo calare l’assenteismo dovuto a malattie virali.
E’ quanto afferma un recente studio pubblicato sulla rivista on-line di divulgazione scientifica BMC Infectious Diseases.

I ricercatori, un team di studiosi tedeschi coordinato da Nils-Olaf Hübner, hanno scoperto che i casi di assenteismo nelle pubbliche amministrazioni a causa del comune raffreddore, di febbre e tosse si sono significativamente ridotti quando i dipendenti usavano disinfettanti a base di alcool.
Nello studio i 129 partecipanti sono stati divisi in due gruppi. Il gruppo di controllo si lavava normalmente le mani, mentre l’altro gruppo utilizzava un disinfettante almeno cinque volte nel corso di una giornata di lavoro.

La diarrea del viaggiatore: prevenzione e terapia

La diarrea del viaggiatore è l’incubo maggiore di chi decide di passare le proprie vacanze all’estero in un paradiso tropicale. E’ molto frequente: si stima che ne venga colpito almeno il 25 % dei viaggiatori e solitamente non è grave, non lascia conseguenze pericolose. Dura dalle 48 alle 72 ore e può essere più o meno violenta.

Le feci possono essere semplicemente scomposte o del tutto liquide; si possono avere dalle 4 alle 6 scariche al giorno, ma arrivare anche a 10. Il tutto accompagnato da dolori addominali, debolezza, senso di inadeguatezza nel socializzare o stato d’ansia se ad esempio si è in tour con un gruppo. Raramente compare la febbre. Ma quel che è certo è che la vacanza rischia di andare in fumo.