Consumo di carne rossa e tumore al colon. Interessanti novità da Praga

Appare, purtroppo, sempre più evidente che l’eccessivo consumo di carne, soprattutto rossa, ha un effetto nocivo sulla nostra salute ed espone al rischio di sviluppare il cancro del colon retto. A ribadire la pericolosità di una dieta fondata soprattutto sul consumo di carne rossa è l’oncologo Alberto Sobrero, primario di oncologia medica all’ospedale San Martino di Genova, dal congresso intitolato “Setting new standards of care for patients whith colorectal cancer” tenutosi nei giorni scorsi a Praga. Gli esperti raccomandano quindi di ridurne al minimo il consumo e, in particolare, di evitare hamburger e bistecche ben cotte.

D’altra parte già nel 2005 un imponente studio statunitense condotto dall’American Cancer Society aveva dimostrato in maniera inequivocabile che l’incidenza del tumore colonrettale è doppia in coloro che consumano molta carne e maggiore del 40% in coloro che preferiscono la carne rossa. Basti pensare che nelle culture occidentali, dove il consumo di carni è massiccio, l’incidenza di questo tipo di cancro è dieci volte maggiore che nei paesi asiatici che seguono una dieta basata quasi esclusivamente su prodotti vegetali. E non è un caso che il notissimo oncologo Umberto Veronesi sia vegetariano.

Vaccino anti-infarto. Presto potrebbe essere una realtà

Potrebbe presto essere disponibile un vaccino per prevenire l’insorgenza dell’infarto agendo direttamente sulle cause che lo determinano. I ricercatori del Cedars Sinai Medical Centers di Los Angeles, in collaborazione con l’Università di Malmoe in Svezia, contano infatti di mettere a punto fra non molto un vaccino che impedisca la formazione delle placche di grasso che rivestono le pareti delle arterie e, provocandone il restringimento, causano l’infarto. La notizia è stata diffusa nel corso dell’American College of cardiology di Chicago, un prestigioso congresso annuale di cardiologia.

Anti-concezionali fai da te. Aumentano il rischio di aborto volontario e danneggiano la sessualità

Il dato può sembrare stupefacente ma sembra proprio che i giovani sotto i diciotto anni, nonostante appaiano più disinibiti di un tempo, in materia di sessualità siano veramente pochissimo informati. A lanciare l’allarme i ginecologi italiani dal Congresso Europeo di ginecologia e ostetricia tenutosi nei giorni scorsi a Lisbona. Gli esperti affermano, tra l’altro che un buon 30% di under 18 fa ricorso a metodi anticoncezionali a dir poco improbabili nella convinzione, del tutto erronea, che facendovi ricorso si possano evitare gravidanze indesiderate: i metodi escogitati non solo sono del tutto inutili dal punto di vista anticoncezionale ma sono anche dannosi per la salute (ne sono un esempio lampante le lavande vaginali a base di cola) e per lo sviluppo di una sana sessualità (rapporti volutamente brevissimi). Il rischio è che aumentino in maniera notevole le interruzioni volontarie di gravidanza tra le giovanissime, oltre naturalmente la diffusione di malattie a trasmissione sessuale (si pensi al preservativo, che può proteggere da entrambe le eventualità).

In aumento il numero di partner sessuali per le donne. A svelarlo una “inchiesta” francese

Sembra essere sempre minore lo scarto fra uomini e donne anche riguardo ai comportamenti sessuali. A rivelarlo l’ “Inchiesta sulla sessualità in Francia”, uno studio condotto dall’“Agenzia nazionale di ricerche sull’Aids e le malattie virali (ANRS) i cui risultati sono stati anticipati dal settimanale francese Nouvel Observateur. L’inchiesta è stata condotta su un campione di 12000 francesi fra i 18 e i 69 anni, intervistati fra il 2005 e il 2006, e i risultati completi, che vanno ben aldilà del numero medio di partner di uomini e donne, sono stati raccolti in un volume di 600 pagine che sarà pubblicato tra breve.

Mentre nel 1970 il 68% delle francesi dichiarava di aver avuto un solo partner sessuale nella vita, oggi questo dato è sceso al 34%, parallelamente è aumentato il numero medio di partner per ogni donna che è salito da 2 a 5, a fronte di una media di 11 partner per gli uomini che è rimasta invariata. Un altro dato in aumento è la percentuale di donne che ammettono di aver avuto rapporti con persone dello stesso sesso, che si è addirittura raddoppiata: dal 2% del 1970 al 4% di oggi. Unico dato che continua a confermarsi è la maggiore propensione degli uomini a vedere l’amore e il sesso come due cose separate, mentre lo stesso non può dirsi delle donne, che non riescono a vederli se come due aspetti inscindibili del rapporto.

E’ arrivato il vaccino spray: aghi e siringhe addio!

I nuovi vaccini si inaleranno via bocca con due grandi vantaggi: elimineranno terrore e dolore causati dagli aghi e, soprattutto, renderanno sicure le vaccinazioni nei Paesi poveri. Era ora che aghi e siringhe andassero in pensione. Se il sogno sta per avverarsi davvero – e in un futuro molto vicino – dobbiamo ringraziare una ricerca coordinata dall’Isrec di Losanna, in Svizzera, e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences di questa settimana.

Lo studio, a cui partecipano gruppi di ricercatori europei, ha infatti l’obiettivo di perfezionare le nuove tecnologie per vaccini aerosol. L’impiego dei vaccini spray rappresenterebbe un passo avanti importante soprattutto nei Paesi più poveri, dove le condizioni igieniche non sono ottimali e dove manca spesso personale medico specializzato. In questi posti l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha già effettuato test con vaccini da inalare contro il morbillo. Allora sono stati utilizzati apparecchi usa e getta.

Questa nuova tecnica non era stata ancora presa in considerazione per le malattie provocate da virus che infettano l’organismo attraverso le mucose, come l’Aids o il papillomavirus umano (Hpv) che causa il tumore cervicale nelle donne. Ora, invece, sono stati testati con successo su 2 macachi (in cui si potenziano le difese immunitarie) e un pretest ha dato buoni esiti anche sull’uomo.

Nuovo piano nazionale vaccini 2008-2010: informarsi per prevenire

Dal 1°Gennaio 2008 è entrato in vigore il nuovo piano nazionale per le vaccinazioni che in Italia coprirà il biennio 2008-2010. Già alla fine dello scorso anno avevamo avuto notizie dell’iter che la nuova regolamentazione avrebbe avuto. Ora ci siamo.

Donato Greco, direttore generale del dipartimento prevenzione e comunicazione del ministero della Salute e direttore del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie aveva infatti anticipato alla fine del mese di novembre 2007 le nuove regolamentazioni con l’obiettivo di superare le differenze regionali su questa materia.

Aveva assicurato Greco:

” Siamo quasi pronti e certi che il Piano diventi un Lea (i livelli essenziali di assistenza, dunque a carico del Ssn), e quindi si superino le differenze geografiche nell’offerta, che ancora esistono oggi in Italia”.

Ma che cosa cambia in concreto in materia di vaccini? Innanzi tutto dalle attuali 9 vaccinazioni (quattro obbligatorie e cinque consigliate) si passerà a 12 e si cercherà di eliminare l’obbligatorietà lasciandole invece come consigliate ma sempre gratuite. In sostanza al piano nazionale 2005-2007 si affiancheranno altre 4 nuove vaccinazioni.

Ma vediamo nel dettaglio le novità del piano: dal primo gennaio 2008 è stato introdotta la vaccinazione gratuita contro il papilloma virus a tutte le ragazze (circa 13.000) nel corso del dodicesimo anno di vita (ne avevamo parlato in questo articolo), per prevenire l’insorgere delle lesioni cancerose o pre-cancerose al collo dell’utero. La vaccinazione in questa fascia di età garantisce l’immunità prima dell’inizio dell’attività sessuale, elemento di importanza fondamentale dato che l’infezione da Hpv si trasmette proprio sessualmente.

Meningite: Dopo l’ultimo decesso ecco un nuovo caso in Italia. Informarsi su questa malattia oggi è un dovere.

E’ ancora allarme meningite nel nord Italia. Oggi un ragazzo di 17 anni è stato ricoverato in rianimazione a Venezia e si trova in coma. Le sue condizioni stazionarie e la prognosi riservata. Si tratta di un diciassettenne residente a Zelarono, in provincia di Venezia, ricoverato all’ospedale Umberto I di Mestre. Gli esami, riferisce Onofrio Lamanna, direttore dell’ospedale Umberto I, hanno evidenziato che si tratta di un caso di meningite C.

Questa notizia, che segue i decessi per meningite avvenuti lo scorso Dicembre nel trevigiano è scattato l’allarme su tutto il territorio nazionale. In particolare nel Nord Italia, dove la preoccupazione non si placa dopo la morte del diciannovenne di Seregno, avvenuta all’ospedale di Carate Brianza a Milano lo scorso giovedì. Per tutti e due i casi è stata predisposta la profilassi antibiotica per il personale medico e tutti coloro fra parenti e amici che sono venuti a contatto con i due giovani nelle ore precedenti al loro ricovero.

Sono attualmente in corso ulteriori indagini per stabilire se il ceppo di appartenenza sia lo stesso che ha causato i primi decessi.

Tenuto conto del diffondersi della paura del contagio nella popolazione, il Ministero della Salute ha ritenuto utile diramare un comunicato (21 Dicembre 2007) nel quale fa chiarezza sullo stato attuale della malattia nel nostro paese.

Nel suddetto comunicato la meningite viene definita una patologia “grave ma curabile” che ha esito fatale nel 14% dei casi. I casi di meningite batterica in Italia sono circa novecento all’anno e un terzo di questi è di tipo meningococcico (tasso di incidenza tra i più bassi in Europa) inoltre, grazie al diffondersi dei vaccini, i casi sono in progressiva diminuzione.

Ma vediamo più approfonditamente cos’è la meningite, come si manifesta e come è possibile scongiurarla e curarla.