La storia della farmacia e della professione del farmacista/2


Vedi Fabrizio, la vita umana è preziosa e per quanto padre Antonio e altri come lui abbiano dedicato la loro a combattere le malattie, non potevano impedire che migliaia di persone morissero ogni anno per mali sconosciuti. La durata della vìta dell’uomo nel Medioevo era, rispetto ad oggi, molto più breve.
E padre Antonio, allora? Hai detto che era vecchissimo.
E’ vero, l’abate era anziano ma, sai, i monaci vivevano isolati, conducevano una vita sana e conoscevano i medicamenti per curare i mali comuni. Per questo potevano vivere più a lungo. Tuttavia, anche molti di loro morivano giovani a causa delle numerose epidemie che non riuscivano a combattere perché non ne conoscevano i rimedi.
Cos’è una empo … empi.. empedomia?
EPIDEMIA

scandisce la mamma
è un tipo di malattia, a volte sconosciuta, che si diffonde velocemente. Oggi si combatte con il vaccino, ma per trovare un vaccino in breve tempo è necessario studiare la malattia in laboratori attrezzati.
E i vaccini li trova il farmacista?
I vaccini vengono scoperti ed elaborati nei laboratori di ricerca, sostenuti dai governi e dalle grandi aziende. Per questo è stato indispensabile impegnarsi nello studio della Chimica e della medicìna. Nacquero e si diffusero così le Università, luoghi dove ancora oggi è possibile dedicarsi a queste discipline.
E se l’abate ritornasse all’improvviso, cosa farebbe?
Probabilmente per prima cosa andrebbe a cercare il suo monastero. Stupito e spaventato, vagherebbe per la città alla ricerca delle sue piante e dei suoi libri.
Se ritornasse mi piacerebbe tanto incontrarlo! Sai mamma, con la pozione mi è passato il mal di pancia, vado subito a dirlo allo zio Giuliano. Posso?
Ma certo. Digli che lo aspettiamo a cena questa sera.

Tumore del polmone. L’analisi genetica per la diagnosi precoce

Forse in un futuro non troppo lontano sarà possibile diagnosticare il tumore del polmone in fase precoce grazie ad una semplice, si fa per dire, analisi del sangue. Un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania sta cercando infatti di mettere a punto un test che analizza l’espressione genetica nei globuli bianchi nel sangue poichè, come afferma Anil Vachani, il tumore, sempre secondo quanto scoperto dagli studiosi statunitensi, interagisce con i globuli bianchi modificando i geni attivi al loro interno.

Dalla analisi genetica dei globuli bianchi sarà quindi possibile individuare la presenza del cancro al polmone in una fase ancora iniziale riducendo inoltre al minimo il rischio di false diagnosi positive (i cosiddetti falsi positivi), frequente con alcune tecniche diagnostiche tradizionali. Il test è stato sperimentato su un campione di 44 ammalati di cancro in fase precoce e su 52 persone sane, dimostrandosi affidabile nell’87% dei casi. A questo punto i ricercatori sperano di poter estendere la sperimentazione a un campione più ampio di soggetti.

Vaccino contro il tumore alla prostata. Incoraggianti i primi risultati

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 44mila nuovi casi di tumore alla prostata e 9000 persone perdono la vita a causa di questa patologia. I ricercatori dell’Istituto Tumori (INT) di Milano stanno cercando di mettere a punto un vaccino antitumorale terapeutico contro il carcinoma della prostata per i pazienti che non hanno risposto efficacemente alla chirurgia e alla radioterapia. Il vaccino naturalmente è ancora in fase sperimentale, ma i ricercatori, che hanno già concluso uno studio pilota, affermano di avere ottenuto risultati incoraggianti per metà dei pazienti trattati.

Intanto sono in corso altri due studi internazionali cui partecipa l’INT: il primo, battezzato PRIAS, ha dimostrato che i tumori prostatici cosiddetti ‘indolenti’, che non si trasformeranno cioè, con buona probabilità, in forme tumorali letali, hanno una prognosi favorevole nel 70% dei casi e, sempre nell’ambito di PRIAS, è stata mostrata, come afferma Riccardo Valdagni, direttore del Programma Prostata dell’INT, l’utilità della cosiddetta ‘sorveglianza attiva’ rivolta a questi pazienti attraverso controlli trimestrali e biopsia annuale.

Europei di calcio ed olimpiadi cinesi? Meglio andarci vaccinati!

Si avvicinano le trasferte dei tifosi in occasione dei prossimi Campionati europei di calcio. Per andare sul sicuro e non correre alcun rischio per la salute, il consiglio è quello di vaccinarsi.

Proprio così, le autorità sanitarie austriache hanno avvertito gli appassionati di calcio che si recheranno nel loro Paese per assistere all’evento, di provvedere a due vaccinazioni fondamentali: la prima contro il morbillo, la seconda contro la meningoencefalite da zecche (Tbe).

Il vaccino contro la meningite B è efficace per i neonati.

La Fase II della sperimentazione del vaccino contro la meningite B ha dato buoni risultati. In termini medici si chiama meningococco B ed è la prima tra le principali cause che provocano la meningite batterica. Un tipo di meningite che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni. Nel 2006 in Italia il meningococco B ha procurato il 63% dei casi di meningite, soprattutto tra i neonati, mentre in Europa ha inciso per il 72% dei casi.

Anticoncezionali: allo studio uno spray che sostituirà la pillola

Se proprio le giovani donne italiane, che a quanto sembra sono un pò digiune di contraccezione sicura, non vogliono saperne di prendere la pillola anticoncezionale, forse preferiranno usare uno spray che ha lo stesso effetto, ovvero evitare gravidanze indesiderate. E’ stato infatti presentato al decimo Congresso Europeo sulla Contraccezione di Praga, del quale vi abbiamo già parlato, un possibile nuovo metodo anticoncezionale, ancora in fase sperimentale, che si usa quasi come un profumo.
Lo spray anticoncezionale, ideato da esperti australiani e presentato sulla rivista scientifica «Contraception», contiene un derivato del testosterone che, spruzzato sulla pelle, si diffonde gradualmente nel sangue ed ha l’effetto di impedire l’ovulazione anche fino a 36 ore dopo l’ultima applicazione. Diversi i vantaggi di questo metodo rispetto agli altri anticoncezionali ormonali: non solo è invisibile, a differenza dei cerotti, ma dimenticare un’applicazione non ne vanificherebbe l’efficacia.

AIDS: in aumento i casi di contagio fra gli eterosessuali

E’ cambiato il profilo della persona tipicamente a rischio di contrarre il virus dell’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Mentre in passato infatti ad essere più a rischio erano omosessuali e tossicodipendenti, da qualche anno a questa parte il pericolo di contagio riguarda sempre più da vicino uomini quarantenni ed eterosessuali. Ad affermarlo Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore di Sanità, nel suo intervento alla presentazione del ‘Raltegravir’, il nuovo farmaco tutto italiano contro l’Aids, messo a punto dai ricercatori dell’Istituto Ricerche di Biologia molecolare (Irbm) “Pietro Angeletti” di Pomezia (Roma).

Molti degli eterosessuali a rischio di contrarre l’HIV, spiega Vella, non sanno neppure di esserlo. Non solo non usano il preservativo, ma non avendo alcun dubbio sul proprio stato di salute non si sottopongono ad alcuna analisi di controllo giungendo così alla diagnosi di sieropositività in fase molto tardiva, quando la malattia è già manifesta. Allo stesso tempo è aumentata anche l’età media delle persone affette da AIDS che si attesta ormai oltre i quaranta anni. Sono sempre più frequenti infatti i casi di contagio fra gli ultra sessantenni che grazie al ritrovato vigore, merito della tanto decantata pillola blu, riscoprono la sessualità. Molti di loro tuttavia non hanno molta dimestichezza con la necessità di proteggersi durante i rapporti sessuali, soprattutto se questi avvengono con partner occasionali, e cadono così nella trappola della malattia.

Presentati i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) del Sistema Sanitario Nazionale

Il Presidente del Consiglio uscente Romano Prodi e i Ministri della Salute e dell’economia Livia Turco e Tommaso Padoa Schioppa hanno presentato i nuovi LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, l’elenco di prestazioni e servizi assicurati dal Sistema Sanitario Nazionale. Molte le novità contenute nel documento, incluse le nuove indicazioni sulle malattie croniche e rare esentate dal ticket.

Medicinalive vi presenta le innovazioni più rilevanti:

Nell’ambito delle prestazioni sanitarie preventive spicca l’introduzione del vaccino anti Papillomavirus Umano (HPV), responsabile del cancro alla cervice uterina, per tutte le adolescenti tra undici e dodici anni. Mentre vengono incluse nella diagnosi neonatale la sordità e la cataratta congenite.

Prevista dai nuovi livelli di assistenza la somministrazione di cure palliative domiciliari ai malati in fase terminale, mentre i malati di nefropatia cronica potranno avere gratuitamente i prodotti alimentari aproteici.

Allergie alimentari per 150.000 bambini italiani

Secondo una indagine condotta dal sito ambulatorio.com sarebbero almeno 150.000 (il 9%) i bambini italiani sotto i tre anni affetti da allergie alimentari. I risultati sono stati ottenuti attraverso la somministrazione di un questionario online a 2.500 genitori. Le allergie alimentari infantili più comuni sono quelle al latte vaccino e i suoi derivati, seguite da quelle a uova, noccioline e arachidi. Queste, afferma il dottor Italo Farnetani, noto pediatra e docente universitario dell’Università Milano Bicocca, tendono a regredire con la crescita, spesso per scomparire del tutto intorno ai sei anni. Nel frattempo è opportuno fare molta attenzione che i piccoli non assumano i cibi che possono causare reazioni allergiche.

L’allergia a latte e formaggi può comparire già nei primi mesi di vita e manifestarsi con disturbi gastro-intestinali (diarrea, vomito, rigurgiti, coliche, scarso accrescimento ponderale), sintomi respiratori, eruzioni cutanee. Poichè questi cibi rappresentano la principale fonte di calcio per i più piccoli, principio nutritivo fondamentale per lo sviluppo di denti e ossa, occorre fare in modo che il bambino lo assuma attraverso altri alimenti che pertanto non devono mai mancare nella sua dieta. I genitori devono quindi orientare le proprie scelte verso cibi diversi dai latticini che ne sono ugualmente ricchi: il pesce, soprattutto tonno e sardine, gli spinaci, i legumi, fichi, cavoli, arance e kiwi.

Tumore al seno: un vaccino per combatterlo

Si chiama Neuvax e sta aprendo grandi speranze per combattere il tumore al seno. E’ un vaccino che riesce ad aggredire le cellule cancerose facendole sentire “estranee” al sistema immunitario. Il tumore si chiama HER2-neu e prende il nome dall’HER2, cioè quella proteina-recettore prodotta in sovrabbondanza da alcune cellule del tumore. L’aspetto pericoloso di queste proteine-recettori sta nel fatto che si formano sulla superficie delle cellule tumorali e per questo risultano più aggressive ma soprattutto sono presenti in un quarto dei casi.

E il vaccino come agisce? Con un anticorpo monoclonale, il transtuzumab. Questo attacca l’HER2 ma anche le altre cellule tumorali. In questo modo ne possono usufruire le donne che sono già in cura e quelle in cui sono già presenti le metastasi. Mentre per le donne che ne vorrebbero usufruire come vero e proprio vaccino, il vantaggio sarebbe maggiore: l’obiettivo è lo stesso, colpire l’HER2, ma questo verrà aggredito sempre, senza sosta in maniera precauzionale.

Fare i blogger nuoce gravemente alla salute

Chi scrive su un blog per professione è a rischio infarto. A lanciare l’allarme è il New York Times secondo il quale fare i blogger nuoce gravemente alla salute. Mentre secondo recenti studi, dei quali noi stessi vi avevamo parlato, scrivere su un blog aiuta la vita di relazione, secondo quanto riportato dal prestigioso quotidiano è tutto il contario: scrivere su un blog non solo fa male ma può addirittura uccidere. Ma c’è di più: per i blogger, professionisti, ma non solo, è in agguato la dipendenza da internet e l’estraneamento dal mondo fatto di relazioni con persone in carne ed ossa. Altro che miglioramento della vita di relazione!

Non ci sono ancora evidenze scientifiche (per fortuna) che pongano in relazione l’attività di blogging con l’infarto, e il New York Times non presenta dati statistici ma si limita a raccontare la storia di due blogger morti recentemente a causa di patologie cardiache: il sessantenne Russel Shaw, deceduto in Florida, e il collega Marc Orchant, al quale la stessa sorte è toccata a 50 anni. E’ invece sopravvissuto il quarantunenne Om Malik (chissà se poi ha cambiato lavoro!?)