Ristoranti vietati per gli obesi negli Stati Uniti

Avete presente il cartello esposto all’ingresso di molti ristoranti in cui accanto all’immagine di un cagnolino c’è scritto “io non posso entrare”? Bene negli Stati Uniti fra non molto insieme a quella del nostro amico a quattro zampe sul cartello ci potrebbe essere l’immagine di una persona obesa. E’ stata infatti presentata un proposta di legge secondo la quale dovrebbe essere vietato l’ingresso nei ristoranti alle persone eccessivamente in sovrappeso, pena una dolorosa ammenda per i ristoratori. L’iniziativa è del deputato repubblicano del Missisipi W.T.Mayhall, cui si sono uniti un altro repubblicano e un democratico, Bobby Shows e John Read.

La proposta di legge, della quale, fortunatamente, lo stesso Mayhall ha ammesso la natura provocatoria, nasce dal riconoscimento della vastissima diffusione dell’obesità in America. Il Mississippi, in particolare vanta un poco lodevole primato in quanto un terzo dei suoi abitanti è in sovrappeso e questo dato sembra in crescente aumento. E’ noto da tempo infatti che gli Americani sono, per così dire, un popolo obeso, a causa del consumo elevato di cibi ipercalorici, distribuiti principalmente dalle catene di fast food onnipresenti negli Stati Uniti, bevande zuccherate e dello stile di vita sedentario. In particolare, sarebbe la scarsa disponibilità degli americani a spendere denaro per l’acquisto di cibi sani a favorire la diffusione e il consumo di cibi a basso costo e di scarsa qualità.

Il test salivare: un’ analisi per la prevenzione della carie

L’odontoiatria del futuro sarà sempre più indirizzata verso la prevenzione. Tradizionalmente l’odontoiatra è il medico che ottura, devitalizza, rimette i denti. E’ quasi paradossale che si faccia di tutto per ripristinare una condizione di salute nella bocca di ogni paziente ma poco o nulla si fa per eliminare le condizioni che hanno portato al formarsi della carie. In campo odontostomatologico la saliva riveste un’ importanza sotto molteplici aspetti, essendo uno degli elementi principali della bocca.

Le caratteristiche più rilevanti della saliva, a questo riguardo, sono il flusso salivare, il potere tampone e la concentrazione batterica di specifici ceppi. Quando si sente parlare di cariorecettività si intende la predisposizione di un individuo ad essere affetto da patologia cariosa. In questo senso la saliva può costituire un mezzo attraverso cui fare diagnosi di cariorecettività. Un metodo di indagine è rappresentato dal test salivare.

Attraverso il test della saliva noi riusciamo a studiare le tre caratteristiche importanti della saliva cioè il flusso salivare, il ph ovvero il potere tampone e la presenza di specifiche famiglie di batteri cariogeni.

Erbe aromatiche e spezie. Le proprietà benefiche dei sapori più antichi

Le erbe aromatiche e le spezie un tempo erano molto utilizzate non solo per insaporire cibi ma anche ottenere tisane, decotti, infusi o impacchi lenitivi. Il loro grande utilizzo in ambito gastronomico era dovuto alla loro facile reperibilità, mentre lo stesso non si poteva dire per il sale che un tempo non era un alimento alla portata di tutti, e che oggi ha quasi del tutto sostituito l’uso di aromi e spezie in cucina. Quanto alla loro origine le erbe aromatiche sono ottenute da foglie, fiori, radici e stimmi di piante aromatiche tipiche dell’area mediterranea, mentre le spezie sono estratte da bacche e corteccia di piante quasi esclusivamente di origine tropicale importate nel nostro paese sin dall’antichità. Possono essere consumate fresche, essiccate o sotto forma di oli essenziali.

Le erbe e le spezie hanno un ruolo fondamentale in cucina grazie allo loro capacità di esaltare il sapore dei cibi ma esse hanno anche il pregio di arricchire le pietanze di vitamine e minerali e renderle più digeribili. Inoltre, opportunamente utilizzate, possono essere di grande aiuto nella cura di piccoli disturbi. Il basilico, diffusissimo nella cucina mediterranea, ha proprietà disinfiammanti e digestive, mentre le foglie di alloro possono essere usate per ottenenere un decotto dalle proprietà digestive utilissimo anche per combattere l’aerofagia. Dalle bacche di alloro è poi possibile estrarre un olio essenziale con proprietà cicatrizzanti.

Il meno noto dragoncello esercita un’azione tonificante e digestiva e stimola l’appetito. Anologhe proprietà digestive ha la salvia, utile per stimolare le funzioni dell’intestino, ha un effetto balsamico sull’apparato respiratorio. Il cardamomo è utile in caso di problemi digestivi e il cumino è indicato in caso di aerofagia, nausea e problemi digestivi, l’anice stellato ha proprietà diuretiche mentre la cannella possiede proprietà antibatteriche. Infine, la noce moscata ha proprietà antisettiche e trova impiego nelle infezioni intestinali e in caso di diarrea, l’olio che se ne ricava può essere usato nel trattamento dei reumatismi, tuttavia essa va usata con molta parsimonia perchè ad alte dosi può essere abortiva.

Sesso e cioccolata. Ecco la ricetta per mantenere giovane la mente

Sesso e cioccolata fanno bene al cervello. Ad affermarlo sono i due studiosi inglesi Terry Horne (psicologo cognitivo) e Simon Wootton (biochimico) nel volume «Teach Yourself: Training Your Brain» (Insegna a te stesso: allena il tuo cervello). Secondo gli autori il decadimento cerebrale è più influenzato dallo stile di vita che da fattori genetici “ Ciò che mangiamo e beviamo -afferma Terry Horne intervistato da “The Observer” – come apprendiamo a scuola e il tono dell’umore che abbiamo sono cruciali”. Il volume contiene tutta una serie di indicazioni utili per orientare il proprio stile di vita in modo da scongiurare il declino cerebrale e mantenere attiva la propria mente, un punto di vista riassunto dagli autori nell’acronimo BLISS (Body-based pleasure, Laughter, Involvement, Satisfaction, and Sex)

Il volume è basato su studi scientifici svolti in tutto il mondo e contiene consigli pratici sullo stile di vita più adeguato da adottare per mantenere giovane la mente. Riguardo l’alimentazione gli autori consigliano di cominciare la giornata con una colazione abbondante costituita da affettati, pesce o uova, seguita da uno spuntino ad alto contenuto proteico, mentre è preferibile consumare i carboidrati a pranzo. Vanno invece evitati alcol, caffè, pasta, pizza, pane, dolci e carni rosse. Tra gli alimenti che giovano alla salute della nostra mente spicca il cioccolato, soprattutto fondente, poichè contiene elementi presenti nel cervello quando questo si trova al meglio della propria funzionalità.

Aumentare il seno di volume: una ricerca recente apre nuove frontiere

La notizia arriva dal notissimo marchio d’abbigliamento Marks&Spencer, che ha effettuato uno studio approfondito sui seni delle donne europee. Da questo studio si è giunti alla conclusione che i seni più grandi d’Europa sono quelli delle donne inglesi, che ogni anno crescono a dismisura.

Effettuando delle ricerche più approfondite, gli studiosi, hanno scoperto che le cause di questa crescita sono molteplici. Partendo dalle sostanze chimiche contenute nei prodotti cosmetici, e maggiormente nei rossetti, si arriva all’assunzione di estrogeni (come le donne in menopausa) che influiscono molto sull’aumento del seno.

La dottoressa Marilyn Glenville, nutrizionista iscritta alla Royal Society of Medicine, ci spiega infatti, che la maggior parte delle donne, nel periodo della menopausa sono costrette ad effettuare una Terapia Ormonale Sostitutiva, riscontrando così una forte crescita del seno. Va anche detto, spiegano gli studiosi, che anche le nostre abitudini di vita quotidiane influiscono molto su questo fenomeno. L’assunzione eccessiva di alcolici, e maggiormente l’obesità sono i fattori di maggiore rilevanza, ma anche i profondi cambiamenti acquisiti delle donne, per esempio, quello di avere pochi figli, che modifica l’aspetto ormonale, e soprattutto la tendenza a sviluppare più velocemente.

La dieta mediterranea. I benefici di un’antica tradizione

Piuttosto che una dieta comunemente intesa, la cosiddetta dieta mediterranea è un regime alimentare che si caratterizza come vero e proprio stile di vita. Con questo nome si fa riferimento ai regimi alimentari caratteristici, pur con accentuate diversità locali, dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo (in particolare Italia, Spagna, Grecia e Francia meridionale).

Fu il nutrizionista americano Ancel Keys a intuire per primo che la bassa incidenza di mortalità per patologie cardiovascolari nell’area mediterranea fosse da attribuirsi alle caratteristiche dell’alimentazione di questi popoli, diede quindi vita a uno studio epidemiologico, il Seven Countries Study che dimostrò, mettendo a confronto i regimi alimentari di sette differenti paesi (Finlandia, Giappone, Italia, Grecia, Stati Uniti, Olanda e Jugoslavia), che dimostrò come nei paesi affacciati sull’area mediterranea è più basso il tasso di mortalità per cardiopatie grazie all’alimentazione che prevede il consumo di pochi grassi animali privilegiando quelli vegetali, basti pensare infatti che, al contrario di quanto accade in altri paesei europei dove vengono impiegati in abbondanza grassi di origine animale come il burro e lo strutto, i condimenti e i soffritti alla base dei cibi nel nostro paese sono a base di olio di oliva che ha un elevato contenuto di grassi monoinsaturi, che proteggono dalle malattie cardiache, e antiossidanti come la vitamina E.

La dieta cronobiologica. Quanto occorre impegnarsi per dimagrire?

La cronodieta elaborata nel 1992 dal medico italiano M.Todisco è basata sui principi della cronobiologia , cioè la scienza che studia i ritmi biologici. Secondo questo approccio per conseguire un dimagrimento stabile e/o per mantenersi in forma non è importante fare attenzione solo alla quantità di calorie assunte, ma anche al momento della giornata in cui questo accade. Più precisamente in questo regime dietetico i cibi vanno assunti in funzione dei diversi momenti della giornata secondo i principi nutritivi in essi contenuti. I carboidrati, ad esempio vanno consumati nella prima parte della giornata a colazione o durante il pranzo, mentre le proteine vanno consumate la sera.

La cronodieta prevede il consumo di quasi tutti i tipi di cibo nella quantità desiderata e non è quindi necessario pesare gli alimenti che vanno assunti quotidianamente nell’arco di 4-5 pasti (colazione, spuntino di metà mattinata, pranzo, merenda e cena). Fra questi il più abbondante sarà il pranzo, che insieme alla colazione rappresenta il momento della giornata più opportuno per consumare cibi molto ricchi di carboidrati come riso, cereali, patate, dolci, pane, pasta e frutta. Nell’intervallo di tempo che intercorre fra il risveglio e il primo pomeriggio infatti l’organismo è più attivo e ha dunque l’opportunità di consumare le calorie assunte, ne consegue che la cena sarà il pasto più leggero durante il quale andranno assunti cibi ad alto contenuto proteico come pesce, uova e carne, pollame, latte, formaggio, yogurt. La cena, inoltre, non va assolutamente consumata subito prima di mettersi a dormire.

Allattare al seno. Tutti i benefici del latte materno

Allattare al seno è il gesto più sano e naturale che una mamma possa compiere per il proprio bambino. Oltre ad essere l’alimento più indicato dal punto di vista nutritivo poichè garantisce il giusto apporto di proteine, grassi, zuccheri, sali minerali e vitamine, il latte materno garantisce al bambino un’eccezionale arma contro germi e virus perchè la mamma ad ogni poppata passa al bambino i propri anticorpi e altri fattori protettivi come lattoferrina e lisozima .

Il latte materno è inoltre un alimento estremamente sicuro poichè non scatena intolleranze alimentari e, modificando la propria formula nel corso della giornata è in grado di soddisfare di volta in volta le diverse esigenze del piccolo, al mattino ad esempio, quando il bimbo ha più bisogno di energie, è più ricco di grassi e proteine. Grazie alle caseomorfine, sostanze dall’effetto sedativo e antidolorifico, i bambini allattatti al seno, hanno un sonno più regolare e tranquillo.

Prevenzione dei Tumori e abitudini alimentari. Qualche suggerimento

Numerosi studi hanno dimostrato che una buona parte dei tumori più diffusi si sviluppa a causa di abitudini alimentari errate, tre forme tumorali su dieci infatti sembrerebbero avere origine da una cattiva alimentazione. Secondo l’American Institute for Cancer Research il fenomeno è dovuto sia all’eccessivo consumo di alcuni alimenti sia alla scarsa qualità di essi. L’importanza dell’alimentazione nell’insorgenza del tumore è provata dal fatto che l’incidenza di questo tipo di patologie è in aumento nei paesi industrializzati, in cui vengono privilegiati regimi dietetici ipercalorici caratterizzati dal consumo di cibi troppo ricchi di zuccheri e grassi, mentre non si può dire lo stesso dei paesi in via di sviluppo o di quelli in cui si consumano in grande quantità i prodotti della terra.

Diversi studi epidemiologici hanno permesso di individuare l’associazione tra alcune carenze e/o squilibri alimentari e determinate forme tumorali: il cancro allo stomaco appare legato a una carenza di proteine e vitamine, mentre il cancro alla mammella e quello alla prostrata al consumo eccessivo di grassi animali e polinsaturi, l’ eccesso di alcol e lo scarso consumo di vegetali freschi sembrano favorire l’insorgenza di tumori alla bocca, all’ esofago, e alla laringe, mentre è noto da tempo come il tumore del fegato sia legato all’ eccessivo consumo di alcol. Ne consegue che la gran parte dei tumori potrebbe essere evitata se si seguisse in maniera scrupolosa una dieta equilibrata.

OGM. Cosa sono e quanto sono diffusi nel nostro paese gli organismi geneticamente modificati

Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono piante o animali il cui codice genetico è stato modificato in laboratorio per fare in modo che acquisiscano delle caratteristiche specifiche che non posseggono in natura. Le manipolazioni genetiche che danno luogo a OGM sono utilizzate in campo biomedico, agricolo, alimentare e zootecnico. Qui daremo spazio alle applicazioni in agricoltura perchè sono quelle che maggiormente incuriosiscono e in qualche modo preoccupano i consumatori da qualche anno a questa parte.

La manipolazione genetica consiste, in questo caso nell’introdurre negli organismi vegetali parti di dna provenienti da organismi del tutto differenti (anche animali) per sfruttarne le caratteristiche. Sono state modificate numerose varietà vegetali per renderle più resistenti ad avverse condizioni climatiche, a parassiti, pesticidi, ma anche migliorarne le proprietà nutrizionali o la conservazione. Ad esempio è stato iniettato materiale genetico proveniente da un pesce artico per ottenere delle fragole resistenti al freddo.

Furono Stanley Cohen della Standford University ed Herbert Boyer della University of California a dimostrare per la prima volta, nel 1973, che era possibile trasferire materiale genetico da un organismo all’altro clonando un gene di rana all’interno del batterio Escherichia coli.
Da allora le sperimentazioni nel campo della manipolazione genetica, grazie anche ai progressi della biologia molecolare, sono cresciute vertiginosamente.