Spermatozoi dal midollo osseo femminile. Non avremo più bisogno degli uomini per avere bambini

Arriva dall’Inghilterra la singolare notizia pubblicata dal settimanale britannico New Scientist secondo la quale un’equipe di scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne, dopo essere riuscita a trasformare cellule staminali maschili estratte dal midollo osseo in spermatozoi, avrebbe trovato il modo di fare lo stesso con le cellule staminali provenienti dal midollo osseo femminile. A guidare l’equipe di studiosi è il professor Karim Nayernia, biologo di origine iraniana, che si dice convinto di poter ottenere le prime cellule spermatiche femminili entro due anni. Contestazioni etiche a parte, secondo gli studiosi la scoperta potrebbe rappresentare un’eccezionale arma contro l’infertilità.

Le implicazioni culturali e sociali di questa scoperta sono notevoli e bisogna ammettere che essa apre uno scenario a dir poco fantascientifico. Infatti se davvero fosse possibile ottenere spermatozoi dal midollo osseo femminile le donne in futuro potrebbero avere dei figli in maniera del tutto autonoma, senza il coinvolgimento di alcun partner maschile, grazie allo sperma estratto dalle proprie cellule che sarà usato per fecondare gli ovuli. E non è tutto: Karim Nayernia sostiene che anche le cellule del midollo maschile potranno essere convertite in ovuli, permettendo anche agli uomini di concepire (perlomeno dopo aver trovato un utero “in affitto”) ricorrendo esclusivamente a spermatozoi e cellule uovo autoprodotte.

Perché le ostriche sono afrodisiache? O meglio: E’ vero che le ostriche sono afrodisiache?

Già nell’antichità le ostriche venivano consumate in abbondante quantità sia crude, accompagnate da un po’ di limone, che cotte. I Romani addirittura trovarono il modo per creare degli allevamenti e lo storico romano Plinio così le descriveva:
“Le ostriche del Mar di Marmara sono già più grosse di quelle di Lucrino, più dolci di quelle della Bretagna, più gustose di quelle di Medoc, più piccanti di quelle di Efeso, più piene di quelle spagnole… più bianche di quelle del Circeo; di quest’ultime è assodato che non ve ne sono di più dolci o più tenere”.

I popoli antichi ne esaltavano sia il gusto che le proprietà curative pur non descrivendo nei dettagli le proprietà benefiche di questi frutti di mare. Abbiamo tuttavia testimonianze sulle qualità energizzanti e afrodisiache dopo un buon pasto a base di ostriche. Michele Savonarola attribuiva il loro potere seducente e sensuale probabilmente a causa della ventosità del loro guscio e la forma che avevano (simile agli organi genitali), tanto che mise in guardia contro gli istinti lussuriosi scatenati da questi molluschi.

Lo stesso Casanova, si legge nei suoi diari, era un grande consumatore di ostriche e, nei suoi incontri amorosi, rappresentavano un cibo da seduzione. Scrive, infatti, “per puro caso, un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia sdrucciolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta…“.

Perchè donare il cordone ombelicale al momento del parto

Nel cordone ombelicale al momento del parto sono presenti le cellule staminali ematopoietiche che derivano da una cellula ancora più primitiva, l’emangioblasto. Quest’ ultima rappresenterebbe la cellula progenitrice comune da cui, mediante diversi stadi differenziativi originerebbero sia le cellule ematopoietiche che le cellule endoteliali vascolari, ovvero le cellule che rivestono lo strato interno di tutto i vasi sanguigni che compongono l’albero circolatorio e che sono a diretto contatto con il sangue.

Le cellule staminali ematopoietiche mostrano delle caratteristiche importanti tra le quali, da una parte, la possibilità di moltiplicarsi dando origine a cellule mature differenti tra loro e dall’ altra quella dell’ automantenimento. In pratica, quando la cellula staminale si divide genera due cellule figlie, una simile alla madre, che conserva tutte le caratteristiche morfologiche e biologiche della cellula madre, mentre l’altra cellula si moltiplicherà incessantemente, sino a formare un gran numero di cellule mature.

La cellula che non si suddividerà ulteriormente, occupa la nicchia del midollo osseo ove si trovava la cellula madre, mentre le cellule che si moltiplicano e si differenziano lasciano la nicchia materna e man mano che maturano colonizzano gli organi ove la loro presenza è necessaria. Nel midollo osseo rimane sempre un numero abbastanza costante di cellule staminali collocate in “case predisposte allo scopo“, mentre un gran numero di cellule destinate a moltiplicarsi, a maturare e specializzarsi raggiungono progressivamente tutti i distretti dell’ organismo ove sono richiesti la loro presenza e la loro attività.

Viagra, Cialis, Levitra: controindicazioni e segreti delle pillole colorate per la potenza sessuale

Com’è noto da tempo, il Viagra è un farmaco in grado di favorire l’erezione maschile nei casi di impotenza dovuta a cause organiche o psicogene. Il Viagra aiuta inoltre di mantenere l’erezione durante l’atto sesuale e ad ottenerne con maggiore facilità una seconda. In realtà, quando il sildenafil citrato, principio attivo della pillola blu , fu sintetizzato dalla casa farmaceutica Pfizer era destinato alla cura dell’angina pectoris, tuttavia, probabilmente con grande stupore degli studiosi, durante i test clinici si rivelò scarsamente efficace per l’angina, mostrando invece effetti sorprendenti sull’erezione del pene.

Ma come agisce il Viagra? La pillola blu favorisce l’afflusso di sangue all’interno dei cosiddetti “corpi cavernosi”, strutture vascolari del pene, agevolando così il meccanismo alla base del raggiungimento dell’erezione. La compressa va assunta circa un’ora prima del rapporto sessuale e i suoi effetti possono durare da quattro a sei ore. La dose giornaliera massima raccomandata è di 100 mg e ed sconsigliata l’associazione del Viagra con altri farmaci per il trattamento dell’impotenza. Non è assolutamente opportuno che la decisione di assumere il Viagra venga presa in maniera autonoma, magari da persone che non hanno nessun tipo di disfunzione erettile ma che semplicemente vogliono migliorare le proprie prestazioni sessuali, ma deve essere sempre autorizzata da un medico. Il farmaco è infatti controindicato in caso di cardiopatia, quando l’attività sessuale è sconsigliata, o in pazienti affetti da la retinite pigmentosa, che presentano modificazioni anatomiche patologiche del pene, con disfunzioni epatiche o renali, o che assumono farmaci nitro-derivati o con altre patologie che possono comportare un’erezione prolungata (leucemia, mieloma multiplo, etc.).

Aumentare il seno di volume: una ricerca recente apre nuove frontiere

La notizia arriva dal notissimo marchio d’abbigliamento Marks&Spencer, che ha effettuato uno studio approfondito sui seni delle donne europee. Da questo studio si è giunti alla conclusione che i seni più grandi d’Europa sono quelli delle donne inglesi, che ogni anno crescono a dismisura.

Effettuando delle ricerche più approfondite, gli studiosi, hanno scoperto che le cause di questa crescita sono molteplici. Partendo dalle sostanze chimiche contenute nei prodotti cosmetici, e maggiormente nei rossetti, si arriva all’assunzione di estrogeni (come le donne in menopausa) che influiscono molto sull’aumento del seno.

La dottoressa Marilyn Glenville, nutrizionista iscritta alla Royal Society of Medicine, ci spiega infatti, che la maggior parte delle donne, nel periodo della menopausa sono costrette ad effettuare una Terapia Ormonale Sostitutiva, riscontrando così una forte crescita del seno. Va anche detto, spiegano gli studiosi, che anche le nostre abitudini di vita quotidiane influiscono molto su questo fenomeno. L’assunzione eccessiva di alcolici, e maggiormente l’obesità sono i fattori di maggiore rilevanza, ma anche i profondi cambiamenti acquisiti delle donne, per esempio, quello di avere pochi figli, che modifica l’aspetto ormonale, e soprattutto la tendenza a sviluppare più velocemente.

Eiaculazione precoce, ansia da prestazione: gli italiani e la troppa fretta a letto

Secondo la SIA (Società Italiana di Andrologia) 4 milioni di uomini italiani fra i 20 e i 50 anni soffrirebbero di eiaculazione precoce con gravi ripercussioni sulla vita di coppia e l’intimità. Secondo le ricerche condotte, in questi casi l’orgasmo si raggiunge entro un minuto a volte anche entro 30 secondi mentre il tempo medio, considerato cioè normale, si attesta intorno ai 4-7 minuti. Tecnicamente si definisce precoce l’eiaculazione quando sopraggiunge prima che l’uomo lo desideri, quindi al di fuori del suo controllo.

Naturalmente non sempre la brevità del coito è indice del disturbo, vi sono infatti momenti della vita in cui è fisiologico che il fenomeno si presenti, ad esempio è frequente nei giovani alle loro prime esperienze e può insorgere in seguito ad un periodo prolungato di astinenza sessuale. E’ possibile poi distinguere diverse tipologie di eiaculazione precoce: anzitutto può essere primaria, quando la persona ha sempre presentato questo disturbo sin dalle prime esperienze senza mai riuscire a raggiungere l’orgasmo al momento desiderato, e secondaria quando il disturbo si presenta in seguito a un periodo di funzionamento normale. Inoltre essa può essere situazionale o generalizzata, ad esempio può verificarsi solo con una partner fissa e non in altre situazioni e/o con altre partner ( un bravo sessuologo potrà suggerire metodi diversi dal tradimento per valutare se è questo il caso!). L’eiaculazione precoce secondaria potrebbe rappresentare un sintomo di qualche disturbo dell’apparato urogenitale o del sistema nervoso o essere causata dall’utilizzo di alcuni farmaci o sostanze stupefacenti

Fecondazione eterologa. Un figlio a tutti i costi?

Negli ultimi anni è aumentato il numero di coppie che ricorre alla procreazione assistita per avere un figlio. Questo ha sollevato numerose questioni etiche e giuridiche soprattutto riguardo al ricorso alla fecondazione eterologa quando cioè ad essere utilizzati sono cellule uovo o spermatozoi di un donatore esterno alla coppia.

Col termine fecondazione assistita si fa riferimento a una molteplicità di tecniche più o meno complesse, è possibile infatti distinguere tecniche di fecondazione assistita di primo e di secondo livello, tra le prime il monitoraggio ecografico dell’ovulazione attraverso il quale tramite ecografia si individua il momento in cui avviene l’ovulazione e si scelgono di conseguenza i momenti più indicati per avere rapporti sessuali fecondi, e l’inseminazione intrauterina che consiste nell’indurre un’ovulazione un pò più “abbondante del normale” e introdurre il seme opportunamente preperato direttamente nell’utero. Fra le tecniche di secondo livello abbiamo la cosiddetta FIVET ossia l’inseminazione in vitro con ottenimento dell’embrione al di fuori del corpo della donna e successivo impianto in utero, indicata nel caso l’infertilità sia dovuta a endometriosi, problemi tubarici e alcuni tipi di infertilità maschile, e, infine la fecondazione in vitro con prelievo chirurgico degli spermatozoi.

Allattare al seno. Tutti i benefici del latte materno

Allattare al seno è il gesto più sano e naturale che una mamma possa compiere per il proprio bambino. Oltre ad essere l’alimento più indicato dal punto di vista nutritivo poichè garantisce il giusto apporto di proteine, grassi, zuccheri, sali minerali e vitamine, il latte materno garantisce al bambino un’eccezionale arma contro germi e virus perchè la mamma ad ogni poppata passa al bambino i propri anticorpi e altri fattori protettivi come lattoferrina e lisozima .

Il latte materno è inoltre un alimento estremamente sicuro poichè non scatena intolleranze alimentari e, modificando la propria formula nel corso della giornata è in grado di soddisfare di volta in volta le diverse esigenze del piccolo, al mattino ad esempio, quando il bimbo ha più bisogno di energie, è più ricco di grassi e proteine. Grazie alle caseomorfine, sostanze dall’effetto sedativo e antidolorifico, i bambini allattatti al seno, hanno un sonno più regolare e tranquillo.

Per prevenire iniziamo dalla bocca…

L’odontoiatria moderna, come tutta la medicina, si fonda sul principio che “prevenire sia meglio che curare“. Per effettuare una corretta prevenzione delle più importanti malattie della bocca è necessario conoscere le cause che le determinano. E’ ormai provato che il paziente debba collaborare attivamente per avere denti e gengive sane e che il dentista e l’igienista dentale siano i suoi naturali collaboratori.

Le principali malattie dei denti e dei loro tessuti di sostegno sono la carie e la malattia parodontale (cioè la piorrea, come era chiamata una volta) e la causa principale è la placca batterica associata a fattori predisponenti come il fumo, la predisposizione genetica e le abitudini alimentari.

La prevenzione orale e dentale rappresenta la condizione affinché determinate malattie non si verifichino affatto, quindi significa mantenere la persona in salute! La pulizia dei denti effettuata presso l’ igienista dentale non costituisce solamente un trattamento estetico, ma la premessa indispensabile per la salute dei denti e di tutto ciò che li circonda; è un trattamento praticamente indolore che elimina placca (la placca batterica di cui parlavamo prima!) e tartaro oltre che macchie superficiali dello smalto dovute a nicotina o caffè. Il paziente dovrà poi mantenere a casa i risultati ottenuti attraverso semplici suggerimenti e ausili scelti ad hoc e cercando di migliorare gli stili di vita con una corretta alimentazione ed eliminando abitudini viziate (fumo di sigaretta!).

RU486. Da Marzo anche in Italia la pillola abortiva

E’ di questi giorni (Ansa, 5 Gennaio 2008) la notizia che entro Marzo sarà disponibile anche negli ospedali italiani la pillola abortiva RU486 (mifepristone). La richiesta di autorizzazione alla vendita è stata inoltrata nel Novembre 2007 dall’Agenzia italiana del farmaco, ma ci vorranno quattro mesi per l’immissione sul mercato.

Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano ritiene che questo sia un atto dovuto dal momento che l’uso del farmaco è autorizzato nella gran parte dei paesi dell’Unione Europea.
La pillola abortiva non confusa con la pillola del giorno dopo, un metodo contraccettivo che ha lo scopo di prevenire la gravidanza, bloccando l’ovulazione o impedendo l’impianto dell’ovulo già fecondato, in seguito a rapporti a rischio perchè non protetti o per il mancato funzionamento del metodo anticoncezionale prescelto.

La RU486 è stata elaborata da Emile E. Beaulieu nel 1980 presso la casa farmaceutica Roussel-Uclaf ed adottata per la prima volta in Francia nel 1988. Da oltre dieci anni l’uso del mefipristone è diffuso nella gran parte dei paesi in cui l’aborto è legale. In Italia l’uso del farmaco è stato introdotto per la prima volta in via sperimentale, in base alla legge 194 del 22 maggio 1978, nel 2005 all’Ospedale Sant’Anna di Torino su un campione di 400 donne. In seguito la sperimentazione è partita anche in Liguria, Toscana e, dal 2006, Puglia.

Nuovo piano nazionale vaccini 2008-2010: informarsi per prevenire

Dal 1°Gennaio 2008 è entrato in vigore il nuovo piano nazionale per le vaccinazioni che in Italia coprirà il biennio 2008-2010. Già alla fine dello scorso anno avevamo avuto notizie dell’iter che la nuova regolamentazione avrebbe avuto. Ora ci siamo.

Donato Greco, direttore generale del dipartimento prevenzione e comunicazione del ministero della Salute e direttore del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie aveva infatti anticipato alla fine del mese di novembre 2007 le nuove regolamentazioni con l’obiettivo di superare le differenze regionali su questa materia.

Aveva assicurato Greco:

” Siamo quasi pronti e certi che il Piano diventi un Lea (i livelli essenziali di assistenza, dunque a carico del Ssn), e quindi si superino le differenze geografiche nell’offerta, che ancora esistono oggi in Italia”.

Ma che cosa cambia in concreto in materia di vaccini? Innanzi tutto dalle attuali 9 vaccinazioni (quattro obbligatorie e cinque consigliate) si passerà a 12 e si cercherà di eliminare l’obbligatorietà lasciandole invece come consigliate ma sempre gratuite. In sostanza al piano nazionale 2005-2007 si affiancheranno altre 4 nuove vaccinazioni.

Ma vediamo nel dettaglio le novità del piano: dal primo gennaio 2008 è stato introdotta la vaccinazione gratuita contro il papilloma virus a tutte le ragazze (circa 13.000) nel corso del dodicesimo anno di vita (ne avevamo parlato in questo articolo), per prevenire l’insorgere delle lesioni cancerose o pre-cancerose al collo dell’utero. La vaccinazione in questa fascia di età garantisce l’immunità prima dell’inizio dell’attività sessuale, elemento di importanza fondamentale dato che l’infezione da Hpv si trasmette proprio sessualmente.

Nasce a San Marino la prima banca per la crioconservazione delle cellule staminali

Lo scorso Dicembre 2007 a San Marino si inaugura la nascita della prima banca per la crioconservazione delle cellule staminali, la Bioscience Institute. Questa nuova banca è all’avanguardia in Europa e offre una nuova opportunità per gli adulti che desiderano una assicurazione biologica. Tale banca si occupa della raccolta delle cellule che vengono estratte dal tessuto adiposo (cellule staminali).

Nel resto d’Italia una struttura del genere è molto discutibile poiché già la legge 40 sulla fecondazione artificiale parla chiaro in merito al numero massimo di cellule staminali che possono essere utilizzate: massimo tre, proprio per vietare l’uso un ulteriore uso degli embrioni a scopo di ricerca o di sperimentazione.
E’ anche vero che la stessa legge non lascia margini di dubbio sulla crioconservazione delle cellule staminali estratte dal cordone ombelicale (art. 14, comma 8, L. 40/2004): è consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto. Ma tutto ciò sempre e solo a fini prossimi o futuri di fecondazione artificiale da parte delle coppia.

Nonostante ciò la Bioscience Institute della repubblica di San Marino è andata oltre: non si occuperà solo della conservazione e sperimentazione su cellule staminali estratte dal cordone ombelicale, bensì anche di quelle estratte dal tessuto adiposo.