Chirurgia plastica e chirurgia estetica in aumento dopo il parto

Stando ai dati diffusi dall’American Society of Plastic Surgeons, tra gli interventi di chirurgia plastica più praticati dalle donne tra i 20 e i 40 anni figurano quelli atti a recuperare l’aspetto fisico pre-gravidanza: la mastoplastica additiva, la liposuzione, la mastopessi (il sollevamento del seno) e l’addominoplastica.

E in America ci sono persino dei pacchetti tutto incluso, Mummy jobs, che si rivolgono ad un target di donne che hanno avuto un figlio proponendo liposuzione, addominoplastica e operazioni al seno per far recuperare in fretta la forma che si aveva prima del parto.

Protesi al seno e minorenni, risponde il Prof. Gasparotti

Protesi al seno. Varato dal Consiglio dei Ministri il ddl sull’istituzione del Registro nazionale degli impianti protesici mammari.  Abbiamo già parlato di questa proposta legislativa prevede obblighi informativi per le pazienti ed il divieto, con fini puramente estetici, per le minorenni. In molti da tempo chiedevano una regolamentazione sul Far West della chirurgia estetica.  Ma il primo passo del Governo Italiano non ha riscosso il successo previsto.

Ideologicamente è una iniziativa giustissima, ma nella pratica non ha senso: una minorenne può decidere di andare ad operarsi all’estero, ovunque la legge lo permetta, con i rischi connessi

A parlarci è il Prof. Marco Gasparotti chirurgo plastico con all’attivo più di 15.000 interventi (qui trovate la sua pagina web), che aggiunge:

Le protesi al seno vanno impiantate da medici specialisti. Un otorinolaringoiatra non può ritoccare le orecchie a sventola o un ortopedico tirare su un gluteo!  Il primo passo per una regolamentazione deve basarsi su questo principio.

Dermo filler per rughe poco profonde: regenyal idea

Regenyal è un dermal filler versatile, pro­gettato per soddisfare i massimi requisiti di sicurezza, purezza, sostenibilità ed economicità. Il progetto nasce dalla solida sinergia tra Fidia (autorità mondatile nel campo della produzione dell’acido ialuronico) e Regenyal e Phitogen Hol­ding, marchi parentali oltre vent’anni nel campo dell’estetica  professionale. Il  punto di partenza è lo standard attuale del dermal filling, raffinato, ottimizzato e ingegneriz­zato al meglio.

Idea vuole essere il miglior compro­messo tra esigenze d’ intervento estetico, qualità e biocompatibilità del prodotto, sostenibilità dell’im­pianto, economicità. Con Regenyal Idea è stato raggiunto l’obiettivo di produrre un unico formato che potesse coprire la gamma più consueta di interventi di correzione praticati dal medico estetico. La scelta di progetto vuole privilegiare l’acces­so al dermal filling consentendo un approccio più agile e diffuso.

Un’iniezione di acido ialuronico ferma la degenerazione dell’anca

L’artrosi è una delle malattie degenerative reumatiche più comuni e una voce di costo elevata per la salute pubblica. At­tualmente la terapia in uso per questa patologia consi­ste in sedute di riabilitazio­ne muscolare, diete bilan­ciate per raggiungere una adeguata perdita di peso e, non ultimo, l’uso di anti-infiammatori, co-terapia non immune da importanti ef­fetti collaterali. La malattia colpisce la cartilagine e la libro-carti­lagine articolare denatu­rando il liquido lubrifican­te delle articolazioni (liqui­do sinoviale) e compromet­tendo così l’osso sottostan­te rendendo difficile e doloroso ogni tipo di movimen­to interessato.

Per alleviare le sofferenze di quanti soggiacciono a questa malattia cronica è previsto l’ausilio di una nuova terapia per la cura dell’artrosi dell’anca prevista nel Day Hospital di Reumatologia dell’Ospe­dale San Pietro di Roma. Spiega Al­berto Migliore, responsabile del Day hospital e dell’ambulatorio di Reumato­logia del nosocomio romano

Donne italiane le maggiori utilizzatrici di filler in Europa

Filler sì, filler no. Lifting forse. Le italiane non vogliono più invecchiare, e decidono di rimanere sempre più giovani grazie alla scienza. Secondo una recente ricerca effettuata dalla Sime, la Società Italiana di Medicina Estetica, le donne italiane sono le consumatrici più assidue di filler in Europa, e le seconde nel mondo, dietro soltanto alle statunitensi.

I filler sono piccole iniezioni riempitive che vengono effettuate direttamente sottopelle sul volto per riempire una ruga o per aumentare il volume della pelle stessa. Composte da acido ialuronico, botox o collagene, queste siringhe possono essere temporanee (l’effetto sparisce dopo poco tempo) o permanenti, e danno l’impressione che la pelle sia sempre giovane, togliendo qualche anno dal viso delle nostre care signore che così, dimostrando 10 anni di meno, sentono di averli persi effettivamente anche sulla carta d’identità.

Guerra alle rughe: rimedi e suggerimenti per rimanere sempre giovani

Mettiamoci subito l’animo in pace: l’invecchiamento cutaneo -come del resto quello di ogni altra parte del nostro corpo – è un processo biologico naturale e perciò inevitabile, dovuto a fattori genetici ed ambientali. Stile di vita, abitudini alimentari, stress, fumo di sigaretta ed esposizione solare concorrono, in varia misura, a determinare modificazioni a livello cellulare e strutturale, che si traducono in un progressivo, lento mutamento dell’aspetto esteriore della nostra pelle.

Possiamo coglierne i primi segni già a partire dai trent’anni: sulla fronte, tra le sopracciglia, ai lati degli occhi e della bocca fanno la loro comparsa le prime rughe d’espressione, dovute ai continui movimenti mimici del volto e ad una concomitante, iniziale perdita di elasticità della cute. Verso i quaranta, soprattutto negli individui che si sono esposti al sole in modo prolungato ed eccessivo. ad un’ulteriore diminuzione del tono generale della cute – con la classica modificazione dell’ovale del viso – cominciano ad affiancarsi le prime macchie scure su fronte e zigomi. La pelle risulta sempre più incapace di trattenere adeguate quantità di acqua e la sua superficie può apparire arida, opaca.

Il ritocco dell’ultim’ora, impazzano botulino e dermal filler prima delle grandi occasioni

Che nella vita di tutti i giorni ci possano stare una guancia che cade giù e delle labbra sottili, qualche donna (o tante?) è pur disposta ad accettarlo, ma nelle grandi occasioni, quando tutti gli occhi (soprattutto quelli femminili) sono puntati su di noi per scorgere un cedimento della pelle, una ruga o un’occhiaia, in tante non ci stanno e ricorrono al ritocco dell’ultima ora. Quella miracolosa iniezione di botox che ci rende all’istante più giovani e attraenti è sempre più gettonata, infatti, prima delle feste, che sia il Natale, che sia il matrimonio, proprio o altrui, piuttosto che una cena di gala.

Il boom di richieste di interventi last minute si è avuto negli Stati Uniti con l’avvento della cerimonia di insediamento di mister Obama, che ha scatenato un boom di richieste per derma filler antirughe e iniezioni di botox, con grande gioia dei chirurghi estetici made in Usa, oberati di lavoro. In Italia dove non ci sono (da un bel po’ di tempo) eventi così storici da salutare, ci accontentiamo di un change più nostrano, come cambiarci la pelle per le feste, per il matrimonio di un parente, o ancora per salutare il nuovo anno tutti tirati.

Protesi mammarie e filler, al via l’anagrafe ministeriale

Facciamo ordine. Ecco che sbuca fuori ora una commissione ministeriale per censire protesi mammarie e filler iniettivi. La prima riunione è prevista per il prossimo 4 febbraio: oltre al Governo, vi parteciperà la Sicpre, la Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. L’iniziativa è stata presa da Francesca Martini, sottosegretario al Welfare: l’idea è quella di censire protesi e filler, per capire quanti interventi vengono effettuati in Italia, su quali pazienti e in quali strutture.

Il tutto, per avere ulteriori e più precisi strumenti per poi prevedere eventuali interventi legislativi. Si tratta, infatti, di un settore, in Italia, dove mancano gli strumenti per una reale tutela del paziente. Serve, inoltre, una stima reale – attualmente assente – sui casi di complicanze e di trattamenti mal riusciti: incidenti di percorso che possono portare anche a danni permanenti.

L’obiettivo è quello di un sistema di informazioni certificate: negli USA succede già, con l’Asaps (società americana di chirurgia plastica) che pubblica sul suo sito web dati accessibili a tutti i cittadini.

Botox. Un falso anti-età?

Il presidente della Società italiana di dermatologia plastica Antonino Di Pietro si è pronunciato in maniera inequivocabilmente contraria all’uso del botox per combattere i segni del tempo. L’esperto, intervenuto nei giorni scorsi al talk-show ‘In armonia tra salute e bellezza: donne oltre i 50′, organizzato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) a Milano, ha affermato infatti che la tossina antietà più amata dalle donne che proprio non accettano che il tempo segni loro i lineamenti è

Un falso antietà che sta rovinando generazioni di donne cinquantenni

Nel mirino di Di Pietro proprio la caratteristica più saliente del botulino, ovvero la sua capacità di paralizzare i muscoli del viso privandolo non solo delle rughe ma anche della propria piena espressività. E il rischio di ritrovarsi con un volto marmoreo, seppure più giovane all’apparenza, non riguarda solo le donne che si rivolgono a operatori poco esperti o capaci. E’ una costante che riguarda tutte le donne che si sottopongono a iniezioni di botox.

Evolence. Il nuovo filler che non richiede test cutanei preliminari

Si chiama Evolence il nuovo filler a base di collagene suino già diffuso da qualche tempo e presentato ufficialmente in Italia lo scorso anno all’EADV (European Academy of Dermatology and Venereology) di Firenze. Il filler cosiddetto porcino, può essere impiegato, al pari dei già noti filler a base di collagene bovino o acido ialuronico, non solo per cancellare dal viso i segni del tempo e ridurre le cicatrici ma anche per ridare tono agli zigomi e rendere le labbra più carnose o ridefinirle rimodellandone i contorni. Secondo gli esperti questo tipo di collagene è quello più simile al collagene naturalmente prodotto dall’organismo umano e a questo deve lo straordinario vantaggio di poter essere impiegato anche senza svolgere test cutanei preliminari. Questo il risultato di uno studio clinico condotto negli Stati Uniti e presentato di recente al Congresso della International-Italian Society o Plastic-Aesthetic and Oncologic Dermatology (ISPLAD) svoltosi a Milano.

Rughe addio grazie ai cosiddetti fillers. Ma con un occhio ai trabocchetti

I riempitivi o fillers, per usare un termine aglosassone molto diffuso anche qui da noi, sono tutte quelle sostanze che vengono iniettate, mediante sottilissimi aghi, sotto la pelle nel nostro corpo per ottenere benefici estetici . Alcune di queste sostanze contengono principi naturali, altre sono ottenute chimicamente in laboratorio o derivano da una combinazione tra sostanze naturali (ad esempio derivati animali) e ingredienti chimici. Tra i fillers biologici troviamo il collagene, l’acido jaluronico, l’acido polilattico mentre sono fillers sintetici artecoll, goretex e aquamid. L’uso del silicone liquido a questi scopi è vietato nel nostro paese per legge dal 1980.

I fillers vengono generalmente utilizzati per appianare le rughe, riempire i solchi del viso, le cicatrici e ottenere il rigonfiamento di labbra e zigomi . L’effetto è immediatamente visibile. La loro applicazione deve essere eseguita da un medico e può avvenire ambulatorialmente. Dopo ogni applicazione in genere è possibile riprendere le normali attività, le uniche controindicazioni riguardano allergie note al materiale da iniettare, gravidanza, malattie dermatologiche, disturbi nella coagulazione del sangue. Ma attenzione perchè i fillers possono nascondere alcune trappole.

Chirurgia estetica: siete favorevoli o contrari? Date un occhiata prima a queste foto

Sempre più spesso si avverte nel mondo d’oggi, in cui l’immagine e l’aspetto fisico sono sempre più importanti e rilevanti, l’esigenza di essere belli, ovvero senza difetti, e di apparire sempre più giovani (ringiovanimento chirurgico) o rallentare i segni dell’invecchiamento.

La chirurgia estetica è forse la forma più popolare di plastica chirurgica. Nel 2006 nei soli Stati Uniti, il paese che probabilmente ricorre maggiormente al bisturi, quasi 11 milioni di pazienti sono ricorsi a questi trattamenti.

In effetti, secondo l’ordinamento giuridico statunitense, qualsiasi medico, indipendentemente dalla specializzazione, può intraprendere questo tipo di interventi. La distinzione tra le due discipline, la “chirurgia plastica” e la “chirurgia estetica” non è sempre puramente accademica: la prima è riconosciuta all’American Board of Medical Specialties come quella branca della medicina interessata alla riparazione dei difetti di forma e funzione, e questo include sia la chirurgia estetica che quella ricostruttiva (plastica). Il termine “chirurgia estetica” comunque si riferisce principalmente a quella chirurgia impegnata in processi di miglioramento cosmetico della persona, o dell’ “apparire”. E in molti paesi come l’Australia, ad esempio, anche molti dottori che non hanno la qualifica di chirurghi possono condurre operazioni di chirurgia estetica.

La chirurgia plastica estetica può intervenire per ristabilire quell’equilibrio che ci è venuto a mancare nel corso degli anni col passare del tempo, o che non abbiamo mai avuto.

Infatti un difetto fisico, sia esso congenito (ovvero dalla nascita) oppure acquisito nel corso degli anni, può cambiare non solo la nostra vera immagine, ma anche il nostro stato psicologico, ovvero può provocare imbarazzi, paure o insicurezza.