Farmaci anti-cancro in vendita su internet. Ma è una speculazione

Dopo aver dato promettenti risultati nel corso delle analisi effettuate su cavie da laboratorio e in cellule di coltura, il DCA (dicloroacetato) promette di diventare un efficace farmaco anticancro. Questi i risultati di uno studio condotto da Evangelos Michelakis e Sebastian Bonnet, dell’University of Alberta in Canada, che lo hanno testato su animali affetti da cancro al cervello, al seno e al polmone rilevandone la capacità di far regredire le cellule tumorali senza aggredire i tessuti sani.

Ma lo studio non si è ancora concluso e il farmaco deve essere ancora testato sugli esseri umani. Eppure alcuni siti internet già ne proclamano l’efficacia addirittura effettuandone la vendita. A mettere in guardia da questa triste speculazione gli stessi ricercatori canadesi autori dello studio che avvertono della pericolosità della sostanza, che può causare anche la morte in casi particolarmente gravi di cancro, e accusano gli speculatori di approfittare della tragedia di chi è ammalato di tumore. A produrre il DCA, poi venduto su internet, la fabbrica californiana di insetticidi diretta da Jim Tassano, che dal canto suo si difende affermando di aver agito solo per dare una speranza agli ammalati di cancro.

Tumore dell’endometrio: da Trieste una tecnica per preservare la fertilità

Il tumore dell’Endometrio è il più comune cancro dell’apparato genitale femminile e rappresenta una patologia in costante aumento nei paesi industrializzati: si stima infatti un’incidenza di circa 150.000 casi all’anno in tutto il mondo. Nonostante sia raro sotto i quaranta anni, sempre più spesso sono le giovani donne ad esserne affette, con gravi conseguenze sulla possibilità di procreare. La terapia consiste infatti comunemente in un intervento di isterectomia, ossia l’asportazione dell’utero che esclude definitivamente per queste pazienti la possibilità di diventare madri.

Ma una nuova speranza giunge dall’Irccs materno-infantile Burlo-Garofolo di Trieste dove l’equipe medica del servizio di Isteroscopia diagnostico-operativa del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, diretto dal dottor Secondo Guaschino, ha sperimentato in questi ultimi cinque anni una tecnica in grado di preservare l’utero e la possibilità di future gravidanze. I risultati della sperimentazione condotta su 21 donne in età fertile saranno pubblicati a breve sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. La tecnica si basa sull’individuazione precoce dei cosiddetti polipi atipici, lesioni che rappresentano lo stadio iniziale del tumore all’endometrio e consiste nella loro asportazione mediante isteroscopia. Successivamente le pazienti sono state monitorate a intervalli regolari per individuare l’eventuale formazione di tessuti maligni, circostanza che non si è mai presentata.

Sette malesseri da non ignorare se si ha cara la vita

Quante volte ci è capitato di accusare qualche piccolo dolore o disturbo ed avere temuto, per fortuna senza motivo, il peggio? O, al contrario, quante volte ci è capitato di sentire di un amico o un conoscente che ha salvato la propria vita rivolgendosi tempestivamente al proprio medico dopo aver accusato uno strano e inconsueto dolore o aver notato che qualcosa “non andava per il verso giusto”?

Ma come fare a riconoscere i segnali che realmente dovrebbero indurci a contattare il nostro medico di fiducia o recarci al Pronto Soccorso più vicino? Arriva dall’American College of Physicians un elenco di sette campanelli di allarme che potrebbero rappresentare sintomi di problemi di salute importanti e che per questo motivo non andrebbero trascurati o sottovalutati. Il ricorso tempestivo alle cure mediche può in questo caso salvarci la vita o permettere di giungere precocemente a una diagnosi in caso di disturbi cronici e ricevere i trattamenti più adeguati.

Vediamo uno per uno i sette dolori (e disturbi) da non sottovalutare:

Alimentazione Eubiotica: ritrovare l’armonia con se stessi e con la natura

L’alimentazione Eubiotica è fondata sul consumo di alimenti integrali liberi da sostanze nocive come pesticidi, disserbanti e additivi chimici e sulla loro adeguata combinazione. La dieta eubiotica, più precisamente, privilegia il consumo di alimenti vegetali di stagione possibilmente crudi mentre evita i cibi precotti, gli insaccati, i cibi in scatola, gli alimenti sterilizzati (tipicamente latte e formaggi), le bevande zuccherate, dolcificanti, gelati non artigianali, zucchero e sale raffinati. Allo stesso tempo esclude eccitanti, come caffè e tè, alcolici e integratori alimentari di qualunque tipo.

Secondo i principi dell’eubiotica le tecnologie alimentari come i trattamenti chimici impiegati nella coltivazione dei prodotti agroalimentari, nonchè le procedure di lavorazione industriale alle quali i cibi sono sottoposti per essere raffinati o conservati o per ottenerne alcuni derivati, causano carenze e squilibri tra i principi nutritivi causando l’abbassamento delle difese immunitarie dell’organismo. Attraverso il consumo dei cibi integri e naturali, quelli che restano così come la natura ce li offre, la dieta eubiotica assicura invece l’apporto equilibrato di principi nutritivi come vitamine, enzimi, oligoelementi, fermenti probiotici e fibre con molteplici ricadute positive sulla salute fisica e psichica.

Metodi contraccettivi. Esiste più di un’alternativa per evitare gravidanze indesiderate

Esistono moltissimi modi per evitare una gravidanza indesiderata e vivere serenamente la propria sessualità nella coppia. Accanto ai metodi anticoncezionali “classici” come la pillola o la spirale (solo per fare qualche esempio) esistono oggi metodi contraccettivi cosiddetti di nuova generazione adatti a ogni esigenza. Premesso che nella scelta del metodo anticoncezionale più adeguato e sicuro per ciascuna di noi è sempre bene farsi guidare e consigliare da un ginecologo, vogliamo sinteticamente presentarvi nella scheda seguente il cerotto contraccettivo, l’anello vaginale e gli impianti sottocutanei.
Cerotto contraccettivo: (EVRA)
Cos’è: E’ un vero e proprio cerotto (grande all’incirca 4 cm) che si applica sulla cute asciutta e pulita il primo giorno del ciclo mestruale (ossia il primo giorno delle mestruazioni). Questo primo cerotto va sostituito due volte nel corso del ciclo (l’ottavo e il quindicesimo giorno). Segue una pausa, la quarta settimana, per consentire la comparsa delle mestruazioni.
Come funziona: Rilascia le stesse identiche sostanze contenute nella pillola che vengono in questo caso assorbite attraverso la pelle.
Non puoi usarlo se: Poiché contiene gli stessi principi non può essere usato dalle donne che non possono assumere la pillola per problemi medici (trombosi, tumori ormono-dipendenti, problemi a fegato e reni ecc.) o perché non la tollerano.
Va bene per te se: Sei tra coloro che dimenticano facilmente di prendere la pillola.
Quanto è sicuro: L’affidabilità del cerotto contraccettivo è pari a quella della pillola, anzi forse leggermente superiore perché ha il vantaggio di essere efficace anche in caso di vomito o diarrea. Attenzione però all’interazione con altri farmaci e ad episodi di “scollamento”, che sebbene infrequenti possono sempre accadere.

Tumori al seno. Anche il consumo modesto di alcol aumenta il rischio

Il consumo di alcol, anche se moderato, rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza del tumore alla mammella. A dimostrare quanto si sospettava già da tempo, uno studio condotto da Jasmine Lew del National Cancer Institute di Bethesda e presentato in questi giorni al congresso dell’American Association for Cancer a San Diego. Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari di circa 200000 donne per un periodo di otto anni, rilevando che anche consumare 1-2 bicchieri al giorno di una qualunque bevanda alcolica aumenta del 32% la probabilità di sviluppare un cancro al seno, percentuale che sale al 51% se i bicchieri sono più di tre. Il tipo di tumore indagato è il più diffuso fra i tumori al seno e colpisce soprattutto le donne in menopausa. Secondo gli studiosi l’alcol rappresenta un fattore di rischio perchè altera il metabolismo degli estrogeni.

Il tumore al seno colpisce una donna su 10 ed è la forma di tumore più diffusa nel sesso femminile. Oggi tuttavia il tasso di mortalità per questa patologia è in calo soprattutto grazie alla diagnosi precoce alla quale sempre più donne hanno accesso. Sono molteplici gli strumenti per giungere ad una diagnosi tempestiva e ridurre così il rischio di mortalità: per le donne sopra i cinquanta è consigliabile eseguire una mammografia almeno una volta l’anno, mentre questo esame va eseguito periodicamente a partire dai 40-45 anni se ci sono altri casi di tumore mammario in famiglia. Per le donne più giovani è indicata invece l’ecografia al seno unita ad una visita specialistica eseguita da un senologo o da un ginecologo. Ancora più importante è eseguire periodicamente l’autopalpazione del seno, in modo da individuare precocemente eventuali anomalie e modificazioni del seno che, una volta riscontrate, vanno comunicate tempestivamente al proprio medico di fiducia.

Attenzione alla bocca: preveniamo i tumori

La parola ‘tumore‘ non è più un tabù. Se ne parla spesso relativamente al seno, all’utero, al polmone, all’intestino, alla prostata, allo stomaco e alla pelle, ma di quello del cavo orale neppure una parola. Eppure, il problema esiste e ogni anno colpisce, solo in Italia, 6000 persone. Il cancro del cavo orale si sviluppa, nell’80% dei casi, dalla mezza età in poi con una prevalenza doppia nel sesso maschile.

I fattori di rischio sono il consumo di tabacco e di alcol. La patologia si manifesta, nelle fasi più avanzate, con dolore, sanguinamento, difficoltà alla deglutizione, al movimento della lingua, con un rapido e ingiustificato vacillamento dei denti, un’improvvisa instabilità della dentiera o tumefazioni del collo. Se non diagnosticata in tempo è una forma ad alta mortalità: più del 70% a cinque anni.

E chi riesce a sopravvivere, spesso deve sottoporsi ad interventi invasivi, con danni di fonesi, deglutizione e mimica facciale. Eppure, tutto ciò si può evitare: basta una diagnosi precoce che un dentista può eseguire con la semplice osservazione del cavo orale per verificare se esistano ferite, macchie rosse o bianche o una massa sospetta.

Arrabbiarsi nuoce gravemente alla salute: più ictus e tumori

Arrabbiarsi fa il sangue cattivo. Non è la prima volta che ne parliamo. Tuttavia una nuova conferma proviene da uno studio inglese, che ha appurato come la rabbia intensa e cronica alla lunga faccia ammalare. La Mental Health Foundation ha infatti individuato nelle persone colleriche una maggiore incidenza di malattie cardiache, tumori ed ictus. Senza contare le ripercussioni sulla salute mentale e sui rapporti familiari e umani.

E non è un fenomeno limitato: quasi un terzo dei 2.000 intervistati hanno dichiarato di avere un amico o un membro della famiglia che lottano per contenere la loro rabbia. Mentre un sondaggio ha rivelato che il 64% delle persone sono sempre arrabbiate.

Cellulari e rischio tumori. Lanciato l’ennesimo allarme

Ricordate che qualche tempo fa vi avevamo parlato del rincorrersi di studi dall’esito contraddittorio riguardanti gli effetti del cellulare sulla salute? Nel mese di Febbraio scorso infatti uno studio nipponico che affermava, senza timore di smentita, che usare il cellulare non provoca in alcun modo danni alla salute era stato clamorosamente contraddetto dai risultati di uno studio israeliano, pubblicato solo qualche giorno dopo, che aveva riscontrato un legame fra l’uso del cellulare e lo sviluppo di tumori alle ghiandole salivari. Bene, aggiungiamo oggi un altro pezzo alla nostra collezione di studi sull’argomento “cellulari e salute“. E anche stavolta le notizie non sono buone.

Fai una vita sana? Vinci 14 anni

I quattro comandamenti per vivere meglio e più a lungo sono stati pubblicato sulla rivista PLOS medicine. Niente sigarette, poco alcol, tante vitamine e un po’ di attività fisica: così la nostra vita potrebbe allungarsi di ben 14 anni migliorando anche nella qualità.

A sostenerlo è un gruppo di studiosi dell’Università di Cambridge, che nell’arco di 11 anni ha analizzato 20 mila persone di età compresa tra i 45 e i 79 anni. La scelta dei soggetti è avvenuta esclusivamente tra persone che non hanno mai avuto tumori né patologie cardiovascolari. E’ la prima volta che i quattro fattori vengono analizzati nello stesso studio. Ogni partecipante ha compilato un questionario ed è stato classificato con un punteggio da 0 a 4 in base al proprio stile di vita.

Un punto per ognuna delle seguenti abitudini: niente fumo, una vita attiva, un’assunzione moderata di bevande alcoliche (non più di 14 bicchieri di vino a settimana) e il consumo di cinque porzioni di frutta o verdura al giorno. I partecipanti sono stati arruolati dal 1993 al 1997 e sono stati monitorati per undici anni.

Con la tintarella si vive di più

La tintarella fa bene. Uno studio Usa scopre che dalla luce solare arriverebbero più benefici che svantaggi. Un po’ più di sole potrebbe infatti aiutarci a vivere più a lungo, prevenendo alcuni tipi di tumore e di malattie cardiache. Lo dice la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Se molti studi hanno dimostrato che una lunga e protratta esposizione al sole incrementi la possibilità di contrarre un carcinoma alla pelle, secondo questa ricerca, è tutt’ altro che vero. Il sole rappresenta la principale fonte di vitamina D per l’uomo. E’ stato altresì evidenziato come una cospicua quantità di vitamina D protegga contro i melanomi della pelle, altre forme di tumori e malattie cardiovascolari. Ma come può una maggiore esposizione al sole portare a netti benefici per la salute?

I ricercatori hanno studiato diverse popolazioni esposte a latitudini differenti ed i risultati sono stati sorprendenti: le popolazioni dalla pelle e capelli molto chiare, appartenenti per lo più al nord Europa come Scandinavia o Regno Unito hanno una maggiore diffusione di melanoma e la percentuale di vitamina D nella pelle è minore con un aumento di tumori anche in altri distretti del corpo; spostandoci da nord a sud la situazione migliora progressivamente.