Influenza: il ministero della salute la combatte anche su facebook

L’influenza si può combattere anche via web. Un sito interattivo ed una pagina di Facebook sono le armi di cui si è dotato quest’anno il Ministero della Salute per combattere i virus stagionali e non solo. Internet è solo una parte della più vasta campagna informativa di prevenzione nei confronti dell‘influenza, ma è comunque un mezzo innovativo e soprattutto…divertente. Già perché nel sito dedicato di quest’anno, più che negli anni precedenti, sono sviluppati spazi interattivi, di informazione e gioco.

Si tratta di servizi semplici e gratuiti che aiutano a migliorare la conoscenza della patologia influenzale, ponendo l’accento sugli over 65, sulle donne in gravidanza o i bambini, ma anche informando su come comportarsi quotidianamente a scuola o nei luoghi di lavoro. Test da fare con pochi click aiuteranno a scegliere tecniche di prevenzione personalizzate. Come?

Influenza: la dieta per prevenire contagio e sintomi

L’influenza stagionale e le cosiddette para influenze si possono prevenire, anche grazie ad una dieta ricca di vitamine ed antiossidanti. E’ quello che affermano gli specialisti del Policlinico San Matteo di Pavia parlando di “dieta scudo”! Il nostro sistema immunitario si può preparare naturalmente a combattere i virus. Non serve uno spray nasale di ultima generazione come quello per il raffreddore, ma semplicemente alcuni prodotti della terra, per di più tipici di questa stagione: in natura nulla è lasciato al caso.

Betacarotene, Vitamina C ed E sono da preferire e facilmente reperibili. Dove? Che ne pensate delle classiche spremute d’arancia? La zucca avanzata da Halloween? Non tutti ne conoscono le proprietà nutrizionali ed il gusto: è buona e si abbina a ricette dolci e salate (potete trovarle di sicuro in Ginger & Tomato), ma soprattutto è ricca di fibre, caroteoidi, Vitamina A (preziosa anche per la pelle) potassio ed antiossidanti a non finire. In più è povera di calorie, quindi buona anche per una dieta dimagrante, ne troverete conferma in dietaland.

Virus: quello del raffreddore si può sconfiggere

Il raffreddore è senza dubbio la patologia più comune al mondo. Sono almeno 200 i virus responsabili di questa malattia che a differenza del nome, colpisce in ogni stagione. Ebbene, secondo un gruppo di giovani ricercatori dell’Università di Cambridge, entro una decina di anni uno spray nasale potrebbe riuscire a debellarli tutti. Gli scienziati, guidati dal dott. Leo James immunologo e biologo molecolare, sono partiti dallo studio del nostro sistema immunitario all’interno del quale hanno identificato una famiglia di ben 70 proteine con capacità antivirali.

Una di queste, la Trim 21 è risultata in grado di bloccare la replicazione del virus del raffreddore comune, all’interno della cellula stessa. Cosa significa? Finora per i virus non esiste una cura farmacologica. Laddove possibile, come nel caso dell’influenza ci si può attivare con dei vaccini in grado di prevenire l’infezione. Una volta avvenuto il contagio, occorre aspettare che gli anticorpi si attivino e facciano il loro dovere. Non c’è altra possibilità, se non alleviare i sintomi. Nel caso del raffreddore bastano pochi giorni.

Raffreddore: i sedentari rischiano di più

Il raffreddore è cronaca ormai quotidiana nelle nostre case. L’influenza stagionale sembra sia quasi passata in secondo piano rispetto a questa fastidiosa patologia che ci fa arrossare tutto il naso. Ma ecco che dall’Università del North Carolina arriva un’interessante ricerca: i sedentari corrono il doppio dei rischi rispetto a chi fa attività fisica con regolarità di contrarre raffreddore. In 1/3 dei casi i sintomi sono anche molto più gravi! Lo studio è stato appena pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ed ha coinvolto circa 1000 volontari adulti.

L’indagine scientifica si è svolta nel Wisconsin nell’autunno-inverno del 2008: tra coloro che svolgevano attività sportiva quasi quotidianamente i casi di raffreddore sono rimasti tra il 4,4 ed il 4,9 %; quelli che si applicavano mediamente 3-4 volte a settimana, si sono ammalati un pochino di più raggiungendo il 5,5% della casistica. Ed i pigroni sedentari? Hanno toccato quota 8,6 % ovvero il doppio degli atletici.

Raffreddore: rimedi naturali o farmaci

Il raffreddore: come curarlo? Con i farmaci o i rimedi naturali? Di fatto il raffreddore è già entrato con prepotenza in molte case: a volte lasciamo che passi da solo, ma un minimo di terapia è importante per scongiurare complicanze. Cosa fare allora? Possiamo attivarci con dei farmaci, con rimedi naturali (magari quelli della nonna), oppure optare per l’omeopatia o la fitoterapia. Le possibilità di scelta sono molte, per questo abbiamo deciso di attivare un nuovo sondaggio tra i lettori di Medicinalive. Attenti però, non si richiede solo la vostra risposta secca, ma anche un bel commento con suggerimenti importanti. Ecco qui le domande:
[poll id=”7″]
Nel frattempo occorre ricordare che il raffreddore nella maggior parte dei casi è di origine virale, è cioè dovuto ad un virus (i più comuni sono circa 200!!) per cui l’uso degli antibiotici non è necessario né efficace. Si rischia altresì di sviluppare un’ antibiotico resistenza.

Influenza in arrivo: lavarsi le mani è importante

In questa settimana più di 70.000 italiani si sono ammalati, colpiti dalla cosiddetta para-influenza. Si tratta di una serie di infezioni (che non si identificano ancora con la vera influenza stagionale attesa per i primi di novembre), ma che comunque provocano i medesimi disturbi: tosse, raffreddore, mal di gola e talvolta febbre. Cosa fare allora? La terapia come ben sappiamo deve essere mirata ai sintomi attraverso farmaci per l’automedicazione come gli antipiretici, i decongestionanti nasali o i calmanti per la tosse. Gli antibiotici vanno utilizzati solo in presenza di batteri, quindi in caso di influenze virali come queste non servono.

La prevenzione però è possibile, attraverso un gesto semplicissimo: lavarsi le mani. Proprio ieri si si è celebrato in tutto mondo il  “Global Handwashing Day”, la giornata mondiale del lavaggio delle mani, promossa dall’Onu, attraverso la presentazione di un video di soli 40 secondi: un mimo illustra i pochi e semplici gesti necessari per attivarsi in questa attività preventiva; senza un audio esplicativo. Il linguaggio dei segni è in tal senso universalmente riconosciuto.

Tumori: sconfiggerli si può, anche con i batteri

“Occorre ricordare che i virus sono le entità biologiche più frequenti sul nostro pianeta: ne abbiamo identificati solo 5mila ma ce ne sono milioni. Solitamente innocui, se subiscono una minima mutazione possono destabilizzare il mondo, come è accaduto col solo rischio della pandemia per l’influenza A”.

Questo il succo di un discorso che il Prof. Umberto Veronesi ha fatto durante un intervista al giornale Q.n. per presentare la Sesta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza che aprirà i battenti nei prossimi giorni a Venezia, per l’appunto dal titolo “I virus: un nemico invisibile”.

Nel corso dell’evento oltre a parlare di nuove influenze e virus, (in modo discorsivo, non cattedratico) si affronterà il tema dei vaccini biotech, ma soprattutto si illustreranno i legami tra questi organismi ed i tumori. 

Infezioni, uso di disinfettanti sul posto di lavoro riduce malattie ed assenteismo

Mettere a disposizione dei dipendenti disinfettanti riduce in modo drastico la percentuale di infezioni tra la forza lavoro di un’azienda, facendo calare l’assenteismo dovuto a malattie virali.
E’ quanto afferma un recente studio pubblicato sulla rivista on-line di divulgazione scientifica BMC Infectious Diseases.

I ricercatori, un team di studiosi tedeschi coordinato da Nils-Olaf Hübner, hanno scoperto che i casi di assenteismo nelle pubbliche amministrazioni a causa del comune raffreddore, di febbre e tosse si sono significativamente ridotti quando i dipendenti usavano disinfettanti a base di alcool.
Nello studio i 129 partecipanti sono stati divisi in due gruppi. Il gruppo di controllo si lavava normalmente le mani, mentre l’altro gruppo utilizzava un disinfettante almeno cinque volte nel corso di una giornata di lavoro.

Gastroenterite: è colpa del rotavirus

Dai 300 ai 400 mila casi l’anno solo in Italia, colpisce nella maggior parte dei casi i bambini da 0 a 5 anni. Stiamo parlando di rotavirus, un violento e contagiosissimo virus intestinale: qualcuno afferma che questo sia il periodo di massimo picco nel corso di un anno solare, ma ormai l’esperienza ci dice che questa stagionalità non esiste più .

Si manifesta con una gastroenterite acuta, caratterizzata da diarrea, spesso vomito e febbre. Dura dai 2 ai 5 giorni. Normale la preoccupazione dei genitori: per questo abbiamo chiesto chiarimenti al Dott. Alberto Villani Responsabile di Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma:

Di gastroenterite in Italia fortunatamente non si muore. E’ comunque un disturbo importante che non va sottovalutato, specie nei bambini molto piccoli. Il rischio sta nella disidratazione. Se un bambino di 7-8 anni viene contagiato, in genere è perfettamente in grado di idratarsi, di bere.

Starnuti: a primavera non solo allergie

Che siano frutto di allergie, di freddature dovute agli sbalzi di temperature o comunque ai colpi di coda dell’influenza stagionale, questo è un periodo di grandi starnuti e colpi di tosse per tutti.  Pensate che la scorsa settimana sono state infettate da virus che colpiscono le alte vie aeree circa 100.000 persone. Viene spontaneo in questi casi mettere la mano davanti al naso o alla bocca: serve a proteggere le persone che ci sono vicine da eventuali contaminazioni.

Di solito, specie per gli starnuti usiamo un fazzoletto. Anche se non ci riflettiamo, in questo modo proteggiamo anche noi stessi dai batteri che possono fuoriuscire. Sarebbe ottima cosa prendere l’abitudine di tossire in un tovagliolino! Ma ancora cosa possiamo fare per prevenire le malattie respiratorie e goderci in pieno la primavera?

Celiachia, alla base di tutto potrebbe esserci un virus

I risultati delle ricerche più recenti indicano una possibile connessione tra infezioni da virus, il sistema immunitario e l’insorgenza di un’intolleranza al glutine, anche conosciuta come malattia celiaca o celiachia. Un progetto di ricerca sulla nutrizione l’alimentazione e la salute presso l’Accademia della Finlandia, ha portato nuove conoscenze sulla natura ereditaria dell’intolleranza al glutine e identificato i geni che comportano un rischio più elevato di sviluppare la malattia. La ricerca ha dimostrato che i geni in questione sono strettamente connessi con il sistema immunitario umano e la comparsa delle infiammazioni, invece di essere collegati con la ripartizione effettiva del glutine nel tratto digestivo.

Alcuni dei geni che abbiamo individuato sono collegati con la difesa immunitaria umana contro il virus. Questo potrebbe indicare che le infezioni da virus possono essere collegate in qualche modo con la comparsa dell’intolleranza al glutine

dice il ricercatore Päivi Saavalainen, che ha condotto la ricerca sui fattori di rischio ereditari per l’intolleranza al glutine.

Un nodo al Dna del virus per sconfiggere le infezioni, la scoperta di un italiano

Sconfiggere le infezioni di origine virale, annodando il Dna del virus ed impedendo alla malattia di propagarsi nell’organismo. Questo il sunto di una scoperta che potrebbe garantire un ulteriore passo da gigante nel campo della medicina.

A coordinare lo studio l’italiano Cristian Micheletti, biofisico della Scuola Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste in collaborazione con Enzo Orlandini dell’università di Padova, Davide Marenduzzo dell’università di Edimburgo, Luca Tubiana della Sissa e l’università svizzera di Losanna e quella americana della Florida. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista di divulgazione scientifica Pnas.

Cellule della pelle adulte tornano bambine, un altro miracolo della scienza

Far tornare giovani le cellule adulte. Anche di questo è capace la scienza. Stavolta senza interpellare virus pericolosi, ma impiegando un cocktail di geni trasportato grazie a navette molecolari fino alle cellule adulte, trasformandole in staminali pluripotenti.

Queste le straordinarie implicazioni di due studi, uno inglese, uno canadese, pubblicati entrambi sulla rivista di divulgazione scientifica Nature. Le cellule bambine in realtà erano già state ottenute nel 2006: si tratta delle cosiddette Ips (cellule pluripotenti indotte), staminali ricavate senza utilizzare gli embrioni, per intenderci, bensì generate da cellule adulte tramite l’uso di virus che venivano impiegati come navetta per trasportare fino alla cellula i fattori di riprogrammazione.

Tumore al fegato, la prevenzione è fondamentale

Tumore al fegato: la prevenzione prima di tutto. Presso l’Auditorium Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 12 al 14 febbraio è in corso il Convegno, che riunisce oncologi e gastroenterologi di tutta Europa, dal titolo: Eage postgraduate course on gastrointestinal and liver oncology. Il topic principale dell’incontro è proprio la prevenzione: un’azione che fermi l’avanzare della cirrosi, in modo da allontanare il pericolo proprio di un tumore al fegato, l’epatocarcinoma. Questo tipo di cancro rapresenta il 2-3% nel novero della generalità di questo tipo di patologie: ogni anno, ad ammalarsi, sono in 10mila.

La ricerca medica ha implementato nuovi farmaci antivirali, e al convegno di Roma vengono presentati proprio i risultati terapeutici.