L’ipnosi per alleviare i dolori del tumore

Sempre più utilizzate, negli ultimi tempi, sono le avanzate tecniche di ipnosi effettuate da medici specializzati nel settore, per calmare i forti dolori provocati dal cancro e per regalare ai pazienti affetti da questa devastante malattia, una vita un po’ più serena.

A sostegno di queste avanzate tecniche troviamo Christina Liossi, professoressa dell’ University of Wales nel Galles. Liossi sostiene che l’ipnosi ha un elevato potenziale terapeutico tutt’ora ancora non sfruttato appieno. L’ipnosi, dice, è già stata utilizzata per smettere di fumare, per perdere peso o per combattere ansie e fobie e sarà utilizzata sempre di più negli anni avvenire.

Abbiamo le prove scientifiche dice la professoressa, che l’ipnosi aiuta a calmare la depressione, nausee, vomito e forti dolori causati dal cancro; stiamo anche constatando, grazie alla ricerca, che l’ipnosi possa allungare la vita dei pazienti affetti dalla patologia, ma per adesso non possiamo dimostrarlo scientificamente.

La Liossi, poi, ricorda il tema trattato durante la conferenza annuale della British Association for Association of Science, e dice che l’ipnosi è molto importante per influenzare il sistema immunitario. Studiando i bambini affetti da cancro, è stato scoperto che, chi era stato ipnotizzato in precedenza, con l’assunzione di un anestetico locale, ha sentito molto meno dolore, durante l’intervento, dei pazienti che non erano stati ipnotizzati.

Il cuore bioartificiale: una nuova scoperta scientifica ed i possibili risvolti

L’Università del Minnesota ha condotto un esperimento, per ora solamente su topi e suini, dando vita al primo cuore bioartificiale, che vive e batte senza bisogno di essere legato ad un corpo. Sembra un film di fantascienza invece è tutto vero. Il processo si chiama decellularizzazione e consiste nel togliere cellule dal cuore dell’animale morto con l’uso di composti chimici. A questo punto lo scheletro proteico è stato quindi ripopolato con cellule staminali cardiache.

Quattro giorni dopo, le cellule hanno cominciato a contrarsi e dopo otto giorni, i cuori bioartificiali di topi e maiali, hanno cominciato a battere. “Quando abbiamo visto che il cuore cominciava a battere siamo rimasti senza parole”, ha scritto uno dei ricercatori, Ott Still, su Nature Medicine. Secondo Doris Taylor, direttrice del centro per la Ricostruzione Cardiaca dell’Università del Minnesota, è un passo essenziale sulla via dei trapianti soprattutto per chi è in attesa da anni. Rappresenta un punto di partenza per la creazione non soltanto di cuori artificiali ma anche di vasi sanguigni e altri organi. La scoperta potrebbe segnare una svolta, mettendo fine alla cronica mancanza di donatori che mette a rischio milioni di persone.

Soltanto negli Stati Uniti circa cinque milioni di persone soffrono di scompenso cardiaco ed altri 550,000 nuovi casi vengono diagnosticati, purtroppo 50,000 persone ogni anno muoiono aspettando un trapianto di cuore. La scoperta lascia anche prevedere un futuro in cui tutti gli organi necessari potranno essere creati in laboratorio. Con un pregio enorme: il cuore bioartificiale riduce di molto il rischio di rigetto perché ricreato con le cellule staminali del paziente stesso.

Longevità e anti-tumorali: whisky e cipolle contro i radicali liberi

La donna più anziana d’Inghilterra svela il segreto della sua lunga vita: whisky e cipolle bollite in abbondanza. Ha appena compiuto il suo 110° compleanno, si chiama Minnie Smith ed è diventata la nonna più anziana dell’Inghilterra, ha anche ricevuto gli auguri speciali dalla regina Elisabetta. E’ nata nel 1898 e ha visto 3 generazioni, 6 Re e 21 Ministri.

La sig.ra ha fatto uso regolare di whisky e cipolle bollite. Il whisky, allo stesso modo del vino, riesce ad avere effetti positivi sulla salute, tra i quali favorire la longevità. Si pensi che in italiano la parola whisky assume il significato di acquavite. La possibilità di accertare tali affermazioni proviene dal fatto che durante la fase di distillazione del whisky si produce l’acido ellagico, un antiossidante (polifenolo) che si trova anche in numerosi frutti e molte verdure come lamponi, mirtilli, fragole, noci, pesche e melograni.

L’acido ellagico possiede alcune proprietà anti-cancro, agisce come un antiossidante contro i radicali liberi, ovvero quelle cellule cancerogene che riescono a sostituire le cellule sane con quelle malate. Sarebbero proprio i distillati di malto di orzo a riuscire a provocare l’apoptosi, cioè la morte cellulare: in prove di laboratorio, esposte a un convegno che si è tenuto presso la capitale del whisky, la Scozia, si è dimostrato come tali sostanze causano l’apoptosi di cellule tumorali. Quindi l’acido ellagico può risultare utile per la prevenzione, in quanto previene lo sviluppo di cellule cancerogene, e la cura delle stesse poiché le distrugge. Inoltre il whisky al solo malto contiene più acido ellagico del vino rosso.

Infarto e aneurisma. Dopo la scoperta di un gene comune vediamo come è possibile prevenirne l’insorgenza

E’ stata diffusa recentemente la notizia della scoperta di un gene comune alle malattie cardiovascolari quali infarto e aneurismi intracranici e addominali pubblicata dalla rivista Nature Genetics.
A capo del gruppo di lavoro internazionale che ha condotto le ricerche, del quale fanno parte anche alcuni studiosi italiani, l’islandese Kari Stefansson. Tale scoperta segna un progresso decisivo nella costruzione di una banca dati che permetterà di rendere sempre più efficaci le azioni di prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari.

In attesa che la scienza compia ulteriori progressi nello studio delle basi genetiche di questo tipo di patologie vediamo come è possibile tutelarsi dal rischio di svilupparle adottando alcune semplici abitudini di vita e alimentari, efficaci anche nel caso di predisposizione genetica (la quale, infatti, non implica la certezza che l’individuo geneticamente predisposto svilupperà la malattia)

Alla base di malattie cardiovascolari come aneurisma e infarto troviamo infatti l’aterosclerosi, un’infiammazione cronica delle arterie che spesso si sviluppa a causa dell’esposizione a numerosi fattori di rischio. Oltre a ipertensione, diabete, malattie genetiche molto rare, età, sesso maschile e predisposizione familiare è ampiamente accertato che rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi scorrette abitudini alimentari che possono portare all’eccesso di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (iperlipidemia), il fumo di sigaretta, la vita sedentaria, l’obesità, lo stress, il consumo eccessivo di alcool.

Diossina e rifiuti in Campania: a febbraio un biomonitoraggio per valutare gli effetti degli inceneritori e dei roghi domestici

Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, effettuerà a febbraio uno studio/indagine in 13 Comuni tra le province di Napoli e Caserta. Uno studio che per l’ampiezza del campione non conosce precedenti nella nostra nazione e anche a livello internazionale si qualificherà come una delle indagini più estese tra quelle effettuate fino ad ora.

Lo studio chiamato SEBIOREC, Studio Epidemiologico Biomonitoraggio Regione Campania, è stato finanziato dalla Regione Campania e verrà realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità insieme all’IFC-CNR, l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dall’Osservatorio Epidemiologico e dal Registro Tumori presso la Asl Napoli4 più cinque tra le Aziende Sanitarie Locali della Regione Campania.

Il campione utilizzato dal SEBIOREC coinvolgerà 830 persone tra 13 comuni di Napoli e Caserta, su 780 di queste verranno prelevati campioni di sangue mentre su 50 donne sarà prelevato latte materno al fine di controllare il livello di diossine e di metalli pesanti in essi contenuto. Tale campione sarà formato casualmente e in maniera proporzionale rispetto alla popolazione locale e sarà compreso in una fascia d’età tra i 20 e i 64 anni. Mentre i 13 Comuni saranno scelti in base al diverso livello di rischio ambientale. Le area a rischio sono state già valutate e identificate precedentemente con un’indagine epidemiologica nella Regione Campania realizzata per via dell’allarme lanciato dalla Protezione Civile sull’inquinamento da rifiuti di questa regione.